Friday 25 May 2012, 04:48

Gli articoli con tag: " classe operaia "

Bush: “Dovunque io volga lo sguardo vedo estremisti”

“Dovunque io volga lo sguardo vedo estremisti” ha affermato George Bush nel suo discorso davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ha scelto proprio questa raggelante espressione, che la dice lunga sulle paure di chi, per continuare ad imporre la supremazia statunitense sul pianeta (come scritto dagli ideologi neoconservatori nel “Progetto per il nuovo secolo americano”) ha imposto al pianeta stesso la guerra al terrore, e si rifiuta di vedere come il dolore generi più odio.

Ma se è il reazionario fanatico iraniano Mahmoud Ahmedinejad ad andare a Nuova York a dire che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non rappresenta più nessuno, allora vuol dire che tutti quelli che fanno finta di non sentirlo sono più reazionari e fanatici di lui.

Può nel 2006 il Consiglio di Sicurezza dare il diritto di veto alla Gran Bretagna e non all’India, alla Francia e non al Brasile, ammesso e non concesso che il diritto di veto non sia comunque una zavorra intollerabile?

Hugo Chávez, per scaldare la platea, ha iniziato il suo discorso con una battuta. Ha detto che in quell’aula dopo il discorso di George Bush si sentiva odore di zolfo. I presenti hanno riso, applaudito, poi Chávez ha argomentato seriamente per tutto il tempo che aveva. Per esempio ha invitato gli statunitensi a leggere Noam Chomsky. Poi ha citato lo stesso George Bush con quel suo terrificante “dovunque io volga lo sguardo vedo estremisti” (chissà perché glissato dalla stampa internazionale) ed ha argomentato, ha denunciato, ha proposto. I giornali del nord hanno edulcorato, minimizzato, ridicolizzato: “Quel buffone di Chávez va all’ONU a dire che Bush è il diavolo”. Null’altro.

Evo Morales, il grande lottatore sociale che coniuga il rispetto per la terra proprio della cultura nativa, con la prassi di mastino sindacale in un paese, la Bolivia, dove la classe operaia ha tradizioni sindacali gloriose e rivoluzionarie, con la modernità della democrazia partecipativa, ha fatto un intero … Leggi tutto

Michele Serra e “el Reino de todavía”

Ho tra le mani ancora intonso “Erase que se era”, l’ultimo disco di Silvio Rodriguez, l’esponente per eccellenza della Nuova Trova cubana. L’ho tra le mani e ripenso ad una sua canzone del pieno del periodo speciale, “Reino de todavía” nella quale il ritornello diceva: “Nadie sabe qué cosa es el comunismo”.

Mi fa ritornare in mente … Leggi tutto

Con Evo Morales presidente in Bolivia, il cammino della rivoluzione continentale è in corso

Un indigeno presidente di un paese popolato da indigeni. Un risultato preoccupante, no?

Sì, se si rappresenta una multinazionale nordamericana che pretende di portar via il gas naturale boliviano ad un terzo del prezzo di mercato.

No, se si è un contadino andino che vive sopra un’immensa bolla di quel gas, ma di questo gas non può beneficiarsi e deve disboscare alberi per riscaldarsi o cucinare.

Sì, è preoccupante se si è parte dell’aristocrazia creola che perpetua da 500 anni rapporti di produzione premoderni e per perpetuarli è disposta a tutto, anche a dividere il paese e portarlo alla guerra civile.

No, non è preoccupante, se si è un indigeno quechua, aymará, guaraní … Leggi tutto

Piccoli leccaculo crescono

In queste settimane, a causa dell’uscita del mio libro “Franco e Mussolini”, sto concedendo parecchie interviste sul tema. Tra recensioni e interviste ci sarebbero parecchie cose interessanti da raccontare. Devo dire però che sono nella media molto soddisfatto con uscite come quella sul Corriere della Sera o presentazioni come quella su Rai3. Però c’è stata un’intervista … Leggi tutto

Franco: se il giudizio storico prescinde dall’antifascismo

A trent’anni dalla morte del dittatore, il dibattito storiografico e politologico sul franchismo è orientato da una nuova ideologia, quella del terzismo. È una forma comoda di equidistanza che mette a nudo la crisi del valore dell’antifascismo nella società occidentale.
di Gennaro Carotenuto*

Prima, nel XX secolo, tutto era più facile. Se uno difendeva la dittatura di Francisco Franco era un fascista e se aveva un giudizio negativo della stessa era un antifascista. Dentro dell’una o dell’altra categoria si riconoscevano tutti o quasi tutti. Nella seconda di queste, la democratica, si ritrovava uno spettro ampio della società che andava dai liberali fino agli anarchici. Ovviamente, all’interno del dibattito storiografico, le valutazioni non potevano limitarsi ad espressioni di plauso o ripudio ad un regime che per 39 anni portò infiniti lutti agli spagnoli. Ma le differenze all’interno dell’ampio fronte antifascista erano soprattutto sfumature rispetto ad un giudizio storico condiviso e nettamente negativo. … Leggi tutto