di Gennaro Carotenuto, sabato 3 febbraio 2007, 16:51
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Dialoghi
La lettura di questa lettera di Antonio mi ha provocato un brivido gelato nella schiena.
Antonio Pagliula: girano effettivamente tante voci su Chávez ed il Venezuela, e non solo sulla mancata libertà di stampa (come lei ha fatto notare nel suo ultimo post). Tra i blog italiani si diffondono notizie praticamente senza fondamento. Le porto un esempio:
"Prosegue la "Mision energia" in Venezuela: … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 30 settembre 2006, 19:57
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Dialoghi
Con Daniele Massi, Fabio Bovi e Massimo Corda.
Massimo Corda: sono precario della Scuola da 20 anni,stipendio sempre uguale come primo impiego a 1200 euro mensili. Il più delle volte … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 29 settembre 2006, 11:54
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Dialoghi
Milena Lonati: Concordo col pezzo intitolato Far politica è redistribuire! 70.000,00 euro diviso 13 = 5.384,62 meno il 40%? (2.153,85 euro) = 3.230,77 euro netti. Davanti a questa cifra, io, con un reddito che è meno della metà (molto meno), sono una poveraccia! E dunque, … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 29 settembre 2006, 08:21
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Italia
Mesi di mal di pancia, a dirci che tanto valeva tenersi Silvio nostro, ed ecco improvvisamente un raggio di sole. Dal basso della mia dichiarazione dei redditi, proprio non riesco a considerare chi guadagna più di 70.000 €uro come classe media. Piuttosto, "Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 15 agosto 2006, 07:48
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Pianeta Terra, Primo piano
La storia di Uri Grossman (nella foto), figlio di David, militare di leva, morto a 20 anni in un paese straniero dove era stato mandato a fare la guerra, non può non commuovere ed ispirare pietà. Ma non può neanche indurre ad un messaggio che porta a leggere la guerra in Libano come parte dello scontro di civiltà tra un Occidente illustrato ed un Islam zotico.
Le cronache ricordano l’iniziale appoggio alla guerra e poi l’appello alla pace da parte del padre, scrittore autorevole, che rende ancora più straziante la vicenda personale. Tutte raccontano in maniera pudica il dolore privato della famiglia. Descrivono un ragazzo sensibile e colto della classe media benestante israeliana, appassionato di calcio e di teatro, che appena congedato era atteso da un iniziatico giro del mondo. A quel viaggio Uri Grossman non è mai arrivato ma, con ogni evidenza, era e sarebbe stato una bella persona.
Il servizio di leva, nel XIX secolo, ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità nazionale e di quella che George Mosse chiama … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 13 agosto 2006, 12:23
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America latina
Mentre Juventud Rebelde pubblica il messaggio e le foto in buona forma del comandante che tra l’altro chiama tutti in causa affermando; “A mis compañeros de lucha, eterna gloria por resistir y vencer al imperio, demostrando que un mundo mejor es posible. Hoy, 13 de agosto, me siento muy feliz” mi piace pubblicare questo bel ritratto che ne fa il teologo brasiliano Frei Betto, dal titolo quanto mai significativo: “un uomo di sinistra”, riprendo la traduzione di Rosanna Fiorella per Peacereporter.
Un uomo di sinistra
di Frei Betto
Dov’è la sinistra? Una parte della sinistra si sente umiliata perchè non è così etica come dice di essere; l’altra, perchè il socialismo è fallito, eccetto a Cuba. Nella Corea del Nord predomina un regime totalitario mentre in Cina, il capitalismo di Stato.
Le prefiche (donne pagate per piangere e lodare un morto ndr.) del fallimento non si chiedono quali sono state le sue cause e neppure denunciano il fracasso del capitalismo per i 2/3 dell’umanità che, secondo l’Onu, vivono al di sotto del limite della povertà. Così aderiscono al neoliberalismo senza sensi di colpa. E lo adornano con l’eufemismo di ?democrazia?, nonostante accentui la disuguaglianza mondiale e neghi valori e diritti umani coltivando l’idolatria del denaro e delle armi.
Cosa vuol dire essere di sinistra? Tutti i concetti accademici ? ideologici, partitici e dottrinari ? sono parole vuote rispetto alla definizione che essere di sinistra vuol dire difendere i diritti dei poveri, anche se apparentemente non hanno ragione. Fa quindi rabbrividire vedere qualcuno che si definisce di sinistra allearsi … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 11 aprile 2006, 16:00
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Italia
Animo, che s’è vinto. E bisogna pure provare a governare. Non è un diritto; è un dovere. Il chiacchiericcio su qualunque soluzione alternativa è solo fuffa pericolosa: sia un governo di larghe intese, sia un rapido ritorno alle urne, rimetterebbero in gioco il fantasma di Berlusconi. Prodi dunque non ha alternativa al governare.
Animo che s’è vinto anche grazie alla vituperata legge, alla porcata di Calderoli che adesso, a frittata fatta, ha ben poco da ridere. Con un millimetrico pareggio alla Camera, ci ha dato una robusta maggioranza. Perfino la reale sconfitta al Senato -la CdL ha quasi … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 8 aprile 2006, 15:50
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Senza categoria
Hanno votato. Hanno votato in massa per eleggere i loro rappresentanti a Roma. Saranno 18, 12 deputati e 6 senatori. E’ la prima volta che i cittadini italiani residenti all’estero votano per eleggere i loro rappresentanti. E’ forse la prima volta al mondo che un paese elegge deputati in quanto propri cittadini emigrati, in quanto migranti. E’ un grande passo positivo che non può non aprire ad una visione progressista nella quale anche gli immigrati in Italia e non solo gli emigrati dall’Italia, conquisteranno questo diritto.
Eppure, soprattutto da sinistra, vengono guardati con sospetto. Hanno un passaporto italiano in tasca e vengono considerati meno italiani, dubbiosamente … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 1 gennaio 2006, 06:38
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America latina, Primo piano, Storia
La dittatura fondomonetarista uruguayana (1973-1985) ha sempre costruito di se stessa un’immagine falsata. Ufficialmente in Uruguay vi furono una trentina di desaparecidos e la giustificazione storica data fu che tutte quelle morti furono incidenti: “se le pasó la mano en la tortura”, “esagerarono con la tortura”. L’uso pubblico della storia, la costruzione identitaria uruguayana non poteva ammettere lo sterminio in un paese dove spesso vittima e carnefice erano familiari. A questi si aggiungevano i morti ufficiali, quelli dei quali in strada fu fatto ritrovare il corpo, almeno duecento desaparecidos uruguayani in Argentina, qualche decina in Cile.
di Gennaro Carotenuto
Di questi morti i militari hanno sempre detto di non sapere nulla. Come se non avessero preso parte anche loro al piano Condor, l’internazionale del terrorismo di stato alla quale presero parte tutte le dittature … Leggi tutto
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