Thursday 09 February 2012, 05:33

Gli articoli con tag: " Clara Rojas "

Ingrid Betancourt, la "donna del destino"

007 Ingrid Betancourt si sta trasformando rapidamente in un’icona pop, una Lady Diana del XXI secolo, una donna del destino che i media hanno già deciso che vincerà le elezioni, avrà il Premio Nobel e farà sei al Superenalotto. Perciò tutti le chiedono i numeri, e di predire il proprio destino e quello altrui. Chi le vuol bene, come Clara Rojas o Piedad Córdoba, invita a lasciarle il tempo di atterrare su questo pianeta, prima di dar peso alle sue prime sorprendenti dichiarazioni politiche. Intanto altre tre versioni sulla sua liberazione contrastano con la verità ufficiale.

La donna del destino

Ingrid Betancourt sarà presidente della Colombia. Lo hanno deciso il Time, Cosmopolitan e Vogue. Non hanno consultato i colombiani, ma nelle vie Solferino ciò è un dettaglio insignificante. E comunque è sicuro, lei è la donna del destino che salverà l’America latina da se stessa e poi si dedicherà alla cura del cancro, sarà segretario generale dell’ONU e infine fonderà un lebbrosario a Calcutta.

Intanto lei prosegue la sua tournée mostrando un’energia degna di chi sono sei anni che è in vacanza a Cortina. Dopo il grande successo di Bogotà e Parigi è attesa la sua apparizione nel cielo di Lourdes tra due ali di arcangeli, troni e dominazioni. Subito dopo sarà in Vaticano e si vocifera che nel ’29 via della Conciliazione sia stata aperta in previsione di questa visita.

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Caso Betancourt, Nicolas Sarkozy scrive a Hugo Chávez: “aiutaci a liberare Ingrid”

Ingrid-Betancourt Il caso di Ingrid Betancourt, ad un mese esatto dall’ultima teorica speranza di liberazione, quando Parigi mandò un aereo attrezzato in loco, è di nuovo “ad un punto morto ed è necessario ricominciare di nuovo”. Lo ha affermato il Ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in visita in America latina.

A tal fine Kouchner, a Caracas, ha consegnato al presidente venezuelano Hugo Chávez una lettera del presidente Nicolas Sarkozy perché il suo omologo venezuelano “usi tutti la sua autorità per riaprire la prospettiva di un accordo umanitario tra governo colombiano e FARC”.

Secondo Kouchner, Chávez si è detto “sempre disposto a lavorare alla risoluzione del caso”, dal quale fu estromesso dal suo omologo colombiano Álvaro Uribe.

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FARC: storia di un ordinario tradimento

Il fine settimana passato è accaduto un fatto che avrà forse più ripercussioni di quanto si possa pensare: il tradimento di uno dei membri del Secretariado delle FARC, Ivan Rìos, da parte del responsabile alla sua sicurezza, alias Rojas, suo uomo di fiducia che militava da 16 anni nella guerriglia colombiana. Non solo Ivan Rìos è stato tradito, ma sembra che anche gli altri uomini del suo gruppo abbiano accettato tacitamente l’atto di tradimento, dimostrato dal fatto che Rojas abbia avuto la possibilità di tagliare la mano a Rìos per presentarla all’esercito e reclamare così la ricompensa. … Leggi tutto

Cercasi Ingrid disperatamente (viva o morta)

Sembra che il conflitto colombiano sia entrato in una fase cruciale: le ultime operazioni militari hanno inferto un colpo gravissimo alla guerriglia delle FARC che hanno perso nel giro di una settimana il numero due, Raul Reyes, e Ivan Rios, tradito dal suo stesso responsabile di sicurezza. È la prima volta che un membro del Secretariado dell’organizzazione guerrigliera viene ucciso. Allo stesso tempo questi successi militari possono avere altre implicazioni in ambito internazionale: la prima sull’intercambio umanitario che dovrebbe portare alla liberazione degli ostaggi, tra cui Ingrid Betancourt, e la seconda sugli equilibri della regione. Ecuador e Venezuela sono allarmati per lo sconfinamento in territorio ecuadoriano delle forze armate colombiane e si teme una destabilizzazione della regione. … Leggi tutto

Buscando desesperadamente a Ingrid (viva o muerta)

Parece que el conflicto colombiano ha entrado en una fase crucial: las últimas operaciones militares han logrado propiciarle unos duros golpes a la guerrilla – FARC. De éste modo, en una misma semana, Las FARC perdieron al número dos, Raúl Reyes y a Iván Rios, traicionado por su mismo jefe de seguridad. Esta es la primer vez que es asesinado un miembro del Secretariado de la organización guerrillera.

Estos éxitos militares pueden tener varias implicaciones en ámbito internacional: la primera concierne el “intercambio humanitario”, que debería conducir a la liberación de los rehenes entre los cuales se encuentra Ingrid Betancourt; la segunda consecuencia afecta los equilibrios de la región. Ecuador y Venezuela estàn alarmadas por la violaciòn de la frontera al ingresar en territorio ecuatoriano las fuerzas armadas colombianas y se teme una desestabilización de la regiòn. … Leggi tutto

ULTIMORA: Le FARC colombiane hanno liberato unilateralmente altri quattro ostaggi

helicopteros_0.preview La Croce Rossa Internazionale ha appena annunciato che le FARC (la guerriglia colombiana) ha già consegnato loro quattro ex-parlamentari sequestrati dalle stesse. I nomi dei quattro liberati sono Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán y Jorge Eduardo Géchem.

La Croce Rossa, che viaggiava con aerei messi a disposizioni dal governo venezuelano, è partita dallo stato venezuelano di Táchira alle 7.30 locali (le 15 in Italia) in direzione del dipartimento colombiano del Guaviare, nel Sud del paese e da lì in un punto segreto della selva dove è avvenuta, intorno alle 18 ora italiana, la riconsegna dei quattro ostaggi attesa da giorni.

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Marcia contro le FARC o contro Hugo Chávez?

Con una coincidenza temporale quanto mai sospetta, proprio mentre il presidente venezuelano Hugo Chávez, dopo la liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo, chiedeva che le FARC fossero considerate non come un gruppo terroristico ma come un movimento belligerante, ecco che appare da FACEBOOK, il noto social network statunitense, un gruppo che in meno di un mese riesce ad organizzare una marcia mondiale contro le FARC.

“Un milione di voci contro le FARC” è il nome che è stato dato all’iniziativa che inizierà alle ore 12 (ora colombiana) del 4 febbraio contemporaneamente in circa 100 città di tutto il mondo.

Il sito creato per l’occasione si chiama “colombiasoyyo” e pubblica il medesimo appello in dieci lingue diverse.

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Le prime foto di Emmanuel che abbraccia la mamma Clara Rojas, ex ostaggio delle FARC

claraEmmanuel claraemmanuel3 Clara Rojas ed il piccolo Emmanuel si sono riuniti ieri a Bogotà, e presto vivranno insieme nella loro casa nella capitale colombiana. Entrambi avranno bisogno di un periodo di adattamento, ma il bambino, nato nell’aprile del 2004 e che era stato separato dalla madre da 3 anni, si sarebbe dimostrato molto aperto verso Clara Rojas. L’incontro è durato due ore e mezzo.

Per un periodo, che si preannuncia breve, staranno insieme circa sei ore al giorno in un centro speciale e quindi continueranno per un lungo periodo ad essere seguiti da specialisti.

Le due foto che mostriamo sono le uniche due divulgate per il momento dall’istituto pubblico dove si trovava il bambino (mostrato in entrambi i casi di spalle) e dove è avvenuto l’incontro. Clara Rojas è tornata ieri stesso a Bogotà da Caracas alla liberazione dopo i sei anni di sequestro da parte delle FARC.

Dal Guaviare colombiano ad Annapolis, passando per Gerusalemme e Heiligendamm

Breve riflessione sul pessimismo a comando, in malafede e un po’ razzista.

Quegli stessi che si sono catapultati a dire che la liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo non avvicina né la liberazione di altri ostaggi né la pace in Colombia tra le FARC e il governo paramilitare di Álvaro Uribe, che resta lontanissima (e purtroppo al 95% hanno ragione), e che affermano con dogmatica convinzione che la liberazione è il de profundis della mediazione di Hugo Chávez eccetera eccetera (e su questo non ci giurerei), mi sembra di conoscerli.

Chissà com’è, sono gli stessi che poche settimane fa ci hanno presentato il vertice di Annapolis (il più grande pour parler degli ultimi anni) come un grande passo avanti per la soluzione della questione palestinese e che si sono spellati le mani alla nomina di Tony Blair come mediatore per il Medio Oriente. Tony Blair, capite? Se Hugo Chávez non è un mediatore credibile lo sarebbe Tony Blair? Qual’è la ratio? Uno che ha passato la vita a bombardare il Medio Oriente, improvvisamente lo fanno mediatore tra bombardanti e bombardati (e loro si spellano le mani), e uno che ha passato la vita a tessere reti (movimenti come oleodotti) non va bene? Ma che strano…

PS: La foto a destra è un evergreen, con Tony Blair e George Bush che al G8 di  Heiligendamm in Germania (giugno 2007) ridono in faccia all’intera umanità subito dopo avere annunciato “Tagli sostanziali alle emissioni di gas“. Non capirò mai perché se uno dà del pagliaccio e del bandito a Tony Blair lo bollano come estremista e se dice lo stesso di Evo Morales, lo fanno direttore del TG1 o di Libero Mercato.

Decalogo velinaro per trattare il successo di Hugo Chávez in Colombia

Chavez-5HTavole della legge per i giornalisti che devono occuparsi della liberazione in Colombia di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo. Attenersi scrupolosamente, altrimenti finite agli annunci mortuari.

Primo comandamento: mai riconoscere i meriti di Hugo Chávez. Evitare perfino di citarlo, si farebbe il suo gioco.

Secondo comandamento: è severamente proibito ricordare che perfino Uribe e il governo statunitense hanno ringraziato Chávez e riconosciuto i suoi meriti. Ricordare poi che Uribe ha ringraziato perfino il governo cubano e il comandante Fidel Castro comporta l’immediata interruzione del rapporto di lavoro.

Terzo comandamento: visto che a Uribe proprio è impossibile dare il merito (ma magari qualcuno ci è riuscito, chissà, si potrebbe provare) dare il merito alla Croce rossa internazionale.

Quarto comandamento: se si è europei, tipo il TG1, dare il merito a Nicolas Sarkozy, che è europeo, di destra e pure fidanzato di Carla Bruni. Del resto si sa che tutte le idee buone nascono in Europa.

Quinto comandamento: sminuire l’importanza della liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo. Privarle del loro nome e della loro storia, e retrocederle alla categoria di “due donne” e specificare chiaramente “due su centinaia di ostaggi ancora in mano alle FARC”

Sesto comandamento: ricordare che nel ginepraio colombiano Hugo Chávez resta persona non grata, non importa di chi. E che comunque la pace in Colombia è più lontana che mai.

Settimo comandamento: fare notare che Chávez sfrutta il successo gigioneggiando davanti

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E Álvaro Uribe ringrazia Hugo Chávez

MNF22998_70 Deve essere costato veramente molto ad Álvaro Uribe (nella foto) ammettere che “si è potuta ottenere la liberazione delle due compatriote grazie al lavoro svolto, che ringraziamo infinitamente, del presidente Hugo Chávez“.

E’ questo il fatto politico sostanziale di una delle più belle giornate nella storia dell’integrazione latinoamericana e che ha portato alla liberazione da parte delle FARC di Clara Rojas e di Consuelo González de Perdomo. E’ successo, o meglio è iniziato a succedere, quello che le parti in campo in Colombia non avevano mai voluto che succedesse: che un concerto regionale potesse mettere mano all’inestricabile conflitto interno colombiano e cercare una soluzione regionale. E’ quello che da Washington, a partire dal Plan Colombia, avevano sempre escluso che dovesse accadere ed oggi comincia ad accadere. L’America (l’America latina) agli americani (latinoamericani). [segue]

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Caracas: la tenacia della pace

Dopo due mesi di altalena, di tira e molla da parte del presidente colombiano Álvaro Uribe e di incertezze da parte delle FARC, il colpo di scena del bambino Emmanuel apparso a Bogotà che aveva fatto annullare l’operazione a lui intitolata, alla quale partecipavano i governi di ben otto paesi oltre alla Croce Rossa, finalmente le FARC hanno rilasciato due ostaggi. Si apre così come ha affermato il presidente venezuelano Hugo Chávez, che ha dato l’annuncio al mondo in diretta televisiva alle 17.05 ora italiana, una prospettiva per il processo di pace in Colombia. Le prime immagini di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo sono state filmate in esclusiva dall’operatore di Telesur, la televisione allnews per l’integrazione latinoamericana, che ha partecipato all’operazione di riscatto in Colombia. Le immagini sono emozionanti, si vedono i…

Articolo scritto in esclusiva per Latinoamerica.

Le prime immagini di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo

ALeqM5jLt9x7-U45S35BqKIlRfmYyPzYpALe prime immagini di Clara Rojas (a destra) e Consuelo González de Perdomo (a sinistra) ALeqM5hLTbxDyToOY8T7pKKYvvbqIAJ8iAin esclusiva filmate dall’operatore di Telesur, la televisione allnews per l’integrazione latinoamericana, che ha partecipato all’operazione di riscatto in Colombia. Le immagini sono emozionanti, si vedono i guerriglieri che poi sembrano sparire nel nulla, e le due donne, soprattutto Clara, raggianti e in buone condizioni. Dopo la trasvolata in elicottero fino in territorio venezuelano, non hanno voluto fermarsi nell’ospedale da campo per loro attrezzato e hanno voluto subito proseguire per Caracas con il Falcon predisposto dal governo venezuelano e dove sono atterrate da poco. In questi momenti si stanno riunendo con i familiari e con il presidente Hugo Chávez.

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ULTIMORA Libere! Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo parlano con Hugo Chávez e sono in buone condizioni

chavezrojas Alle 17.05 ora italiana il presidente venezuelano Hugo Chávez ha annunciato che meno di dieci minuti prima aveva parlato con il Ministro degli Interni venezuelano e con Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo appena rilasciate da un commando delle FARC in Colombia. Le due ex ostaggi hanno detto al presidente di essere in buone condizioni.

Hugo Chávez ha dichiarato che questo successo è il primo passo verso la liberazione di tutti gli ostaggi e verso la pace in Colombia.

GIORNALISMO PARTECIPATIVO

Colombia, si torna a sperare

Un test del DNA stabilì una settimana fa, e la notizia fu confermata successivamente da un comunicato delle FARC, che il piccolo Emmanuel, di cui l’unica foto disponibile è quella a fianco, era “libero” nelle mani del governo Colombiano.

Comunque sia andata, ci auguriamo che possa far parte presto della sua famiglia di origine e nella migliore delle ipotesi possa riabbracciare presto la sua mamma, se come è vero, giunge notizia dal Venezuela che le FARC avrebbero comunicato a Hugo Chávez le coordinate per la liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo, che potrebbe avvenire già domani.

Lo abbiamo immaginato in una foresta, “bimbo della giungla”, come lo definì la Repubblica in un articolo di Omero Ciai, lo abbiamo immaginato trascorrere tra i guerriglieri i suoi … Leggi tutto