giovedì 02 settembre 2010, 18:49

Gli articoli con tag: " Cie "

Le suore e i preti sono donne e uomini come noi

http://ansy.altervista.org/_altervista_ht/tristezza_1.jpg … Leggi tutto

Vogliamo Verità anche per Fatti e Responsabilità Fuori dal Reparto

http://img337.imageshack.us/img337/5447/eddiebeachsa6.jpg

PUBBLICHIAMO L’ESPOSTO PRESENTATO PERCHE’ VOGLIAMO VERITA’ ANCHE PER I FATTI E RESPONSABILITA’ FUORI DAL REPARTO.

Le due righe sopra,aprono l’esposto denuncia e  sono  state appena pubblicate su “Francesco Mastrogiovanni, anarchico….“,con oggi sono sei mesi che è morto.La Dimora del tempo sospeso, Blog curato da Francesco Marotta è un punto di riferimento, partito ad agosto,  che continua a vivere come la Memoria, aggiornata come leggerete, da commenti a dir poco sconcertanti. E credo che anche in questo spazio della Rete, sappiamo quanto  siano importanti, come la diffusione.  Una lettura può dare coraggio,aprire nuove possibilità di comunicazione: diventare testimonianza.Alla fine dell’esposto viene scritto: durante il tragitto verso l’ambulanza, «intonava a voce alta canzoni di scherno  indirizzate ai membri del Governo  Italiano» e «nella circostanza» «si dichiarava Anarchico».

E dire che cantavano nel 1894 a Rai 1,Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Otello Profazio e Silverio Pisu Addio Lugano bella o dolce terra pia, scacciati senza colpa gli anarchici van via e partono cantando  colla speranza in cor. Ed è per voi sfruttati, per voi lavoratori, che siamo ammanettati al par dei malfattori;  eppur la nostra idea non è che idea d’amor. Anonimi compagni,  amici che restate,  le verità sociali da forti propagate:  è questa la vendetta  che noi vi domandiam…Pietro Gori, avvocato toscano è l’autore del notissimo Addio Lugano Bella e  in carcere a san Vittore nel 1892 compose un inno al primo maggio.Continua ad essere cantata, questa musica, potete starne certi, anche in futuro. Non scordiamo,vogliamo sapere e diffondiamo, sempre. Uso il plurale non a caso.

Doriana Goracci

Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni (Franco)

c/o Vincenzo Serra

Via A. Rubino, 177

84078 Vallo della Lucania

(SA)

Alla Procura della Repubblica

c/o il Tribunale di

Vallo della Lucania (SA)

OGGETTO: Atti relativi alla morte di Francesco Mastrogiovanni avvenuta il 4 Agosto 2009, presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania.

ESPOSTO-DENUNCIA

I sottoscritti Giuseppe Tarallo, Giuseppe Galzerano e Vincenzo Serra (come in calce generalizzati),

premesso che:

- all’inizio di settembre 2009 hanno dato vita al «Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni (Franco)» allo scopo di contribuire fattivamente a far luce sugli avvenimenti che hanno condotto alla morte del loro congiunto e amico Francesco Mastrogiovanni,   deceduto presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania il 4 Agosto 2009, dopo un ricovero  forzato e circa quattro giorni di contenzione farmacologica e fisica.

- Il «Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni (Franco)» ha ricostruito gli ultimi giorni di vita di Franco Mastrogiovanni, collegandoli alla sua storia personale.

- Grazie all’operato dei medici legali nominati dal P.M. dott. Rotondo, dei Carabinieri e del GIP dott. Marrone sono emersi fatti e comportamenti verificatisi ai danni di Mastrogiovanni Francesco presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca, gravemente lesivi dei diritti garantiti dalla Costituzione e di una tale gravità e disumanità che non dovrebbero assolutamente verificarsi in una società civile e soprattutto in una Struttura Sanitaria Statale.

- L’Opinione Pubblica Locale, Provinciale, Regionale e Nazionale sconvolta “dai comportamenti delle persone indagate” continua ad interessarsi del “Caso Mastrogiovanni”.

- Al Comitato non risulta che l’Autorità Giudiziaria abbia svolto indagini  circa il comportamento tenuto dai “Soggetti Privati e Pubblici” che hanno disposto o concorso all’emanazione ed all’esecuzione dell’Ordinanza di TSO a carico di Francesco Mastrogiovanni (Sindaco del Comune di Pollica, Medici, Forze dell’Ordine, VV.UU., Guardia Costiera, ecc.).

– Al Comitato non risulta che siano state volte indagini (finalizzate alla completa ricostruzione dei fatti che hanno portato alla morte di Franco Mastrogiovanni) sui controlli istituzionali del Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca.

- Al giornalista Massimo Romano del mensile Il Cilento di Napoli – che unitamente ad uno dei sottoscritti, Vincenzo Serra (cognato di Franco)  si è recato  nei luoghi in cui si sarebbero svolti determinati fatti (circolazione ad alta velocità in isola pedonale di Acciaroli da parte di Mastrogiovanni) – persone del posto (venditori e operatori turistici) non hanno confermato la versione risultante da alcune interviste del Sindaco di Pollica, sig. Angelo Vassallo e contenuta anche nelle Annotazioni di servizio della polizia municipale e dei carabinieri; né risulta la verbalizzazione delle  presunte infrazioni  commesse da Francesco Mastrogiovanni alle ore 23,30 circa del 30 luglio 2009 («percorre l’isola pedonale a forte velocità creando panico tra i residenti e i villeggianti e, quindi, producendo un allarme sociale con pericolo per l’Ordine e la Sicurezza», cfr. Annotazione di Servizio della Polizia Municipale di Pollica).

– La proprietaria del Campeggio Club Costa Cilento – Marina Piccola, signora Licia Musto  (posto frequentato da Francesco Mastrogiovanni durante il mese di Luglio e anche nei giorni immediatamente precedenti all’esecuzione del TSO) ha smentito - come risulta da varie e ripetute sue dichiarazioni riportate dalla stampa –  le anomalie comportamentali che sarebbero state tenute da Francesco Mastrogiovanni durante il periodo interessato; ed anche altre persone hanno concordato sullo stesso punto.

– Non risulta al Comitato che siano state effettuate indagini per verificare la sussistenza di eventuali responsabilità a carico di funzionari e dirigenti  della struttura pubblica circa i fatti verificatisi presso il più volte citato reparto e tenuti istituzionalmente a svolgere eventualmente compiti di vigilanza e controllo sull’andamento del reparto più volte citato.

Ciò premesso e considerato, i sottoscritti sottopongono alla Vostra Autorità i seguenti fatti e quesiti:

1. TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO

a) Nell’«Annotazione di servizio» redatta dal comandante e dai carabinieri della Stazione di Pollica alle ore 15 del giorno 31 luglio 2009 (ossia nella stessa giornata in cui viene eseguita l’ordinanza di TSO del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo) si legge: «Alle ore 8,30 odierne il S. Tenente Graziano LA MANNA, della Polizia Locale del Comune di Pollica, richiedeva l’ausilio della Stazione carabinieri di Pollica perché il Sindaco di Pollica, con Ordinanza nr. 53 del 31.07.2009, recante protocollo 6917aveva ordinato il trattamento Sanitario Obbligatorio in stato di degenza ospedaliera nell’interesse del signor Mastrogiovanni Francesco…»;

a-bis) Riferiscono inoltre, in relazione alla serata precedente in occasione del 1° episodio di infrazione che ha fatto scattare l’allarme nei confronti di Franco, che: «Nella stessa circostanza gli Operatori della Polizia locale avevano tentato di bloccarlo, sia per evitare che i reati commessi determinassero conseguenze ulteriori, sia per consentire al personale medico qualificato di stabilire se il MASTROGIOVANNI Francesco avesse necessità di cure mediche specifiche».

Viene richiesto quindi l’intervento dei CC «proprio per evitare ciò che si era verificato la sera precedente».

b) continuando la lettura dell’Annotazione in parola  emerge che Francesco Mastrogiovanni alle ore 9 del 31 luglio 2009 viene notato  dai carabinieri,  in località San Primo di Acciaroli,   alla guida della sua autovettura (Fiat punto di colore bianco) che,  ad alta velocità nel dirigersi verso nord,  nei pressi del distributore di benzina IP,  striscia un’autovettura Fiat Punto che stava effettuando rifornimento; il tentativo di bloccarlo risultava vano perché il prevenuto procedeva ad alta velocità effettuando sorpassi pericolosissimi e dopo varie peripezie Francesco Mastrogiovanni giungeva nel parcheggio del Club Costa Cilento – Marina Piccola e dopo aver abbandonato l’auto si tuffava in mare per eludere il controllo da parte delle Forze dell’Ordine. Il Comandante della Stazione dei Carabinieri ha tentato inutilmente di convincere Francesco a ritornare sulla spiaggia e ad «accettare le cure del caso».

c) Successivamente Francesco Mastrogiovanni, pur “mantenendosi a debita distanza nello specchio di mare antistante la struttura turistica Club Costa Cilento – Marina piccola,  veniva esaminato dal dottor Carmelo Pellegrino del Servizio Sanitario Nazionale 118 – che intanto era giunto sul posto – e ritenuto affetto da «Agitazione psicomotoria, alterazione comportamentale ed eteroaggressivita»;

d) giungeva in loco la dott.ssa Maria Luisa DI MATTEO del Centro salute mentale dell’ASL/SA di Vallo della Lucania che convalidava la proposta di sottoporre il Mastrogiovanni a Trattamento sanitario obbligatorio in condizioni di degenza ospedaliera per la durata di gg. 7;

e) verso le ore 12,00 il Mastrogiovanni Francesco si convinceva e spontaneamente usciva dall’acqua e, in tal modo, consentiva ai sanitari intervenuti di somministrargli i farmaci del caso.

f) Nell’Annotazione di Servizio della Polizia Municipale del Comune di Pollica – indirizzata alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania – il S. Tenente Graziano,  dopo aver fatto cenno alla comunicazione telefonica delle ore 23,30 circa del giorno 30 luglio 2009 fatta dal sindaco di Pollica per riferirgli che una persona alla guida di una Fiat Punto di colore bianco aveva, più volte e a forte velocità,  percorso l’isola pedonale di Acciaroli e del suo successivo intervento presso la frazione marina perché contattato anche dagli agenti Volpe e Di Cunto, i quali riferivano di aver notato la Fiat Punto tg CA154JF di colore bianco percorrere l’isola pedonale di Acciaroli a forte velocità, creando panico tra i residenti e i villeggianti e quindi producendo UN PRESUNTO allarme sociale con pericolo per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, aggiunge  che la mattina del 31 luglio verso le ore 8,30 la stessa persona della sera prima e con le stesse modalità guidava ad alta velocità nel centro abitato, sempre con lo sguardo assente e senza vedere le sue indicazioni e quelle dei vigili presenti. Il S. Tenente scrive ancora che subito avvertiva il sindaco Angelo Vassallo informandolo «che poteva trattarsi di una persona con problemi mentali; infatti, da notizie assunte, delle persone mi riferivano che …   era persona conosciuta e che,  in passato,  aveva avuto gravi problemi mentali» (ciò è in contrasto con quanto riportato dai CC – v. p. a – quando, riferendosi alla sera prima, affermano che gli operatori della polizia avevano tentato invano di bloccarlo anche per “consentire al personale medico qualificato di stabilire se… avesse necessità di cure mediche specifiche”; ma è anche in forte contrasto con ripetute dichiarazioni del sindaco alla stampa e con la stessa cartella clinica che si spinge a dire-non si sa sulla base di quali informazioni- che “Da circa una settimana il paziente ha manifestato una recrudescenza sintomatologica caratterizzata da innalzamento patologico del tono dell’umore, irascibilità,comportamenti aggressivi eterodiretti e vagabondaggio.”)

E così “contattava sia il 118 per esporre il problema e magari inviare dei sanitari per le cure del caso” e sia la locale Caserma dei Carabinieri che, compresa la gravità dei fatti, intervenivano in ausilio della polizia locale.

E dopo un’introduzione palesemente in contraddizione con l’annotazione di servizio redatta dai Carabinieri alle ore 15 del 31 luglio 2009 (infatti i carabinieri scrivono che il S. Tenente LA MANNA alle ore 8,30 richiedeva il loro ausilio «perchè il sindaco di Pollica con ordinanza n. 53 del 31.07.2009, recante protocollo 6917, aveva ordinato il trattamento Sanitario Obbligatorio in stato di degenza ospedaliera nell’interesse del signor Mastrogiovanni Francesco…», mentre nella sua Annotazione di servizio il comandante della Polizia Municipale di Pollica scrive che dopo aver avvertito il sindaco  contattava il 118 e la locale caserma dei carabinieri)-nel prosieguo poi la relazione del S. Tenente LA MANNA pedissequamente ricalca il contenuto dell’annotazione di servizio redatta dai carabinieri alle ore 15 del 31 luglio 2009.

g) Il dott. Carmelo Pellegrino del 118 nel certificato con il quale propone il T.S.O. nei confronti di Francesco Mastrogiovanni dichiara di aver sottoposto ad  accurata visita il sig. Mastrogiovanni Francesco;

h) la dott.ssa Maria Luisa Di Matteo del Centro Salute Mentale di Vallo della Lucania previo esame del paziente (che continua a mantenersi sempre a debita distanza) convalida la proposta del dott. Pellegrino condividendo le ragioni ivi evidenziate e anche l’accertamento circa il rifiuto di qualsiasi intervento terapeutico ed il ricovero da parte di Francesco, in palese contraddizione con le relazioni VVUU e CC(v. p. seguente);

i) Nelle Annotazioni di servizio sia dei carabinieri che della polizia municipale di Pollica si afferma che il dr. Pellegrino, «esaminando il comportamento»  lo «riteneva affetto da “Agitazione psicomotoria,alterazione comportamentale ed eteroaggressività”» mentre la dr.ssa Di Matteo, giunta in loco, «convalidava la proposta» di TSO in condizioni di degenza ospedaliera per la durata di 7 giorni… Poi   «Verso le ore 12 il Mastrogiovanni Francesco si convinceva e spontaneamente usciva dall’acqua e,  in tale modo, consentiva ai sanitari intervenuti di somministrargli i farmaci del caso» e ancora: «Dopo circa 10 minuti il comportamento del Mastrogiovanni Francesco si mitigava (ndr.: qualche minuto prima, ”in attesa dell’effetto dei farmaci” aveva inveito profferendo epiteti contro la dott.ssa Di Matteo e gli altri operatori sanitari intervenuti) e unitamente ai militari operanti e ai sanitari intervenuti, a piedi, raggiungeva l’ingresso della struttura balneare ove veniva sdraiato sul lettino in dotazione dell’autoambulanza».

E sempre, sia nell’una che nell’altra Annotazione di servizio più volte citate, si conclude: «Si rappresenta che al momento della partenza dell’ambulanza il signor Mastrogiovanni Francesco era ancora sveglio e cosciente e non presentava alcuna lesione o segni di alcun genere sul suo corpo.

l) Ci chiediamo se alla luce dei fatti come sopra riportati e descritti: 1) se le due visite mediche si possono ritenere accurate; 2) se una persona inseguita e «braccata» e costretta a buttarsi a mare per difendersi – senza offendere! – potesse non essere in uno stato di «agitazione psicomotoria» e non avere un’ «alterazione comportamentale» ed «etero aggressività»; 3) se una volta convintosi spontaneamente a uscire dall’acqua e a farsi  somministrare «i farmaci del caso» sussistevano i motivi – se pure ce ne fossero stati – di TSO.

m)  Ci si chiede come l’ordinanza di TSO risulti dalla relazione dei CC essere stata già fatta alle 8,30 prima degli stessi certificati medici e questi poi risultano essere alla base della stessa ordinanza che dalla relazione del comandante dei VVUU si evince che il sindaco di Pollica… abbia firmato solo dopo la convalida da parte della dr.ssa Di Matteo e quindi dopo aver acquisito i 2 certificati medici (cioè c.a verso le ore 12);

n) Ci si chiede perché Mastrogiovanni, una volta convintosi spontaneamente, mitigatosi e perfino sedato, sia stato comunque oggetto di TSO e condotto forzatamente nonostante i suoi timori («Se mi portano a Vallo non ne esco vivo») al reparto di psichiatria di Vallo della Lucania.

o) Il verificarsi dei fatti  nel territorio del Comune di San Mauro Cilento (e tale circostanza non può essere stata ignorata dagli Ufficiali e dagli Agenti di Polizia Municipale del Comune di Pollica ivi intervenuti - anch’essi in territorio non di loro competenza – e dagli stessi CC e dai medici intervenuti (dott. Pellegrino e la dott.ssa Di Matteo)  avrebbero dovuto comportare la competenza del sindaco del Comune di San Mauro Cilento  e  non di Pollica.

p) Si chiede inoltre perché l’ordinanza non è stata notificata al sindaco del comune di residenza di Castelnuovo Cilento nei tempi prescritti e non  né sia stato almeno informato il sindaco territorialmente competente.

q) Quale controllo, con quali modalità e in che tempi, è stato esercitato da parte del giudice tutelare, considerato lo stato di sedazione e tranquillità di Mastrogiovanni - come si evince dall’ordinanza del GIP – che ha perfino mangiato all’arrivo e poi, di nuovo sedato, è stato sottoposto a contenzione.

r) Se non è il caso di capire perché Mastrogiovanni, dopo che è uscito dall’acqua spontaneamente ed ha consentito che gli fossero somministrati ‘i farmaci del caso’, in attesa  del loro effetto ha inveito «profferendo epiteti nei confronti della dottoressa Di Matteo e degli altri sanitari del reparto psichiatria»;

s) perché nessuno ha ritenuto, contra legem, di rispettare la sua volontà – visto che era ancora «sveglio e cosciente» – di non andare all’ospedale di  Vallo della Lucania;

2 TSO: VIGILANZA E CONTROLLO DELL’AZIENDA OSPEDALIERA E DELL’ASL

a) Ci permettiamo di segnalare una grave denuncia postata sul Blog «LA DIMORA del TEMPO SOSPESO» nella sezione dedicata al caso Mastrogiovanni da parte di ANONIMO il 27 gennaio h. 10,45 am e riconfermata alle h. 1,51 pm, e ancora il 2 febbraio h.11,12am dove vengono riportati fatti gravissimi di sua conoscenza e perfino le iniziali di un infermiere del reparto – facilmente individuabile – con riferimento, tra l’altro, a traffici illeciti e a una denuncia di violenza sessuale, chiedendo di verificare e riprendere denunce precedenti che hanno riguardato il reparto in questione;

b) va verificato altresì se sono mai state fatte segnalazioni e/o denunce alla stessa azienda ospedaliera e all’ASL e se è stata comunque esercitata la normale vigilanza da chi di competenza, su questo reparto, anche a seguito di casi riportati dalla cronaca.

Noi non sappiamo se è vero, come riportato nelle due relazioni VVUU e CC, che Francesco Mastrogiovanni  durante il tragitto verso l’ambulanza, «intonava a voce alta canzoni di scherno  indirizzate ai membri del Governo  Italiano» e «nella circostanza» «si dichiarava Anarchico». Noi riteniamo che,se è stato così, e non abbiamo motivo per dubitarne, l’ha fatto per protestare contro questo comportamento delle AUTORITA’ che sentiva e riteneva irrispettoso, violento e illegale nei suoi confronti, e per affermare la sua dignità di persona,in quel momento offesa e violata. Speriamo che non sia stato riportato questo fatto per dipingere Franco come soggetto sovversivo e pericoloso quindi degno e meritevole di TSO.

Per tutto quanto esposto, i sottoscritti chiedono che l’Autorità voglia intervenire nei modi  e nelle forme che riterrà più opportuni per far luce, fin dall’inizio della vicenda e durante tutto il suo svolgimento, sulle circostanze che hanno portato al decesso del maestro elementare Francesco Mastrogiovanni, e nel perseguimento di eventuali reati ipotizzabili.

Gli esponenti, nella qualità sopra spiegata, restano a disposizione della S.V. Ill.ma per ogni eventualità e chiedono di essere informati dell’esito delle indagini sui fatti sopra rappresentati.

Vallo della Lucania, lì 4 febbraio 2010

Generalità e recapito

Firma

Giuseppe Tarallo, nato a Montecorice (Sa) il 4 maggio 1948, ivi residente in Via Nazionale 12 84060 Agnone Cilento (Sa)

Giuseppe Galzerano, nato a Castelnuovo Cilento (Sa) il 22 marzo 1953, ivi residente in Via Vigne, 51 84040 Casalvelino Scalo (Sa)

Vincenzo Serra, nato a Montano Antilia (Sa) il 25 giugno 1958, residente in Via Angelo Rubino, 177 84078 Vallo della Lucania (Sa).


http://recollectionbooks.com/bleed/images/BB/039.jpg

Semplifichiamo la Rognetta della Democrazia

http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/347/img/p18_1.jpg

Il ministro leghista per la Semplificazione Roberto Calderoli  va  per le spicce come richiede il suo Ministero e dichiara:  “Altro che regolarizzazioni, nel Sud la disoccupazione è  al 18%, il lavoro deve andare agli italiani, non agli immigrati clandestini…ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro stagionale…Se si accettano continue regolarizzazioni, l’Italia diventerà tutta come Rosarno”.  E la carica l’hanno portata fino in fondo, a Rosarno, rendendoci  protagonisti allibiti, come le donne e gli uomini  sui tetti, sulle rovine della Produzione, chiusi in automobile non c’è differenza che quella ci accomuna come la televisione, terrorizzati di fronte alle immagini. Tifiamo in un modo o nell’altro per il ritorno alla normalità della nostra esistenza ed entriamo con tutti gli onori e gli orrori, nella fase della guerra umanitaria contro di noi, per noi, con noi…Ma che colpa ne abbiamo? Forse tutta, forse nessuna, amiamo le Terre Libere, da chi le deturpa.

Ma qualcosa ho fiutato che puzza, di marcio e di vecchio, altro che Nuovo Ordine Mondiale. Senza tante altre chiacchiere, con Rosarno si apre lo scenario della Guerra Incivile, perchè di civili guerre non ne conosco.Serve precisare come era messo ad ottobre 2008 il Consiglio Comunale  di Rosarno, descritto in   Antimafia 2000? Non serve.

La verità ce la raccontano  le Grandi Firme del Giornalismo Italiano: Sergio Romano, Barbara Spinelli, Lucio Caracciolo, Ugo Stille, Ferruccio De Bortoli, Carlo Rossella…per citarne alcuni. Tutte signore  e signori che viaggiano da anni, di tanto in tanto, a staffetta, verso il Bilderberg in luogo ormai non più tanto segreto, dal 1954. Uno degli ultimi Incontri,   avvenne  l’8  giugno 2006 a Kanata , vicino Ottawa, presso il Brookstreet Hotel, chiuso al pubblico per l’occasione. Un comunicato stampa ufficiale spiegò  che i temi dell’incontro erano  le relazioni euro-americane, l’energia, la Russia, l’Iran, il Medio Oriente, l’Asia e guarda un po’ il terrorismo e l’ immigrazione.  Tutte Rognette Nostre e altrui, costruite semplicemente dai Falsari della Pace e dalle Missioni della Delinquenza, così simili su tutto il pianeta. E mi spiace, ma per semplificare anche io, riporto allungando un po’ il testo: “Tra i partecipanti nel 1986: David Rockefeller, Henry Kissinger, la regina Beatrice d’Olanda, Richard Perle, i dirigenti della Federal Reserve Bank, di Credit Suisse e della Rothschild Europe (il vicepresidente Franco Bernabè), delle compagnie petroliere Shell, BP e Eni (Paolo Scaroni), della Coca Cola, della Philips, della Unilever, di Time Warner, di AoL, della Thyssen-Krupp, di Fiat (il vicepresidente John Elkann) i direttori e corrispondenti del Times di Londra, del Wall Street Journal, del Financial Times, dell’International Herald Tribune, di Le Figarò, del Globe and Mail, del Die Zeit, rappresentanti della NATO, dell’ONU, della Banca Mondiale e della UE, economisti e molti ministri dei governi occidentali.Le misure di sicurezza sono state imponenti, e tutta la zona era presidiata. Alex Jones, impegnato a girare un documentario sul Gruppo Bilderberg, è stato identificato e arrestato dalla polizia appena sbarcato all’aeroporto di Ottawa, rilasciato solo dopo interrogatorio. James Tucker sostiene che al meeting ci sia stata una forte frattura fra la compagine americana favorevole alla guerra in Iran e la fazione europea che invece era contraria alla soluzione militare. Tra le altre cose si sarebbe stabilito il prezzo del greggio sui 70 dollari al barile.Alla riunione del 2006 hanno partecipato, tra gli altri, gli italiani: Franco Bernabè  Amministratore delegato di Telecom Italia, John Elkann  Vice presidente Fiat S.p.A., Mario Monti  Presidente Università Commerciale Luigi Bocconi, Tommaso Padoa Schioppa  Ministro delle Finanze, Paolo Scaroni, CEO, Eni S.p.A.,Giulio Tremonti Vice presidente della Camera dei Deputati”.

Qualcuno ritrova le Rognette attuali?

In questo fuggi fuggi a Rosarno di africani, volontario o forzato, ciò che più mi rivolta e mi spinge a scriverne, è la Sinistra,  Rosa dei Venti dell’Indignazione. Il  Partito Democratico, forse l’erede più coerente della Democrazia Cristiana, scrive sul suo  Sito  con tono fermo e autorevole come si confà all’Opposizione governativa, l’8 gennaio: L’Italia onesta accenda i fari sulla Calabria, con un aiuto al mondo dell’ Auto e all’ illuminazione che soffre un po’ negli ultimi tempi, come la Fiat e i migliori che la crearono, frequentatori anch’essi come Gianni e Umberto Agnelli e John Elkann del Bilderberg suddetto. La Repubblica li porta tutti i disagi della gente, migranti compresi, con dettagliate cronache che girano  nel tubo catodico e video tube: “La solidarietà di un partito non è fatta solo di parole, comunicati. E’ fatta di vicinanza, ascolto, di sostegno nel modo più giusto per la politica: dare voce a chi in Parlamento non c’è” .Poche ore dopo  è diramato l’8 gennaio un altro dispaccio dal Partito Democratico”Rosarno: una tragedia che si poteva evitare Immigrati sfruttati e incattiviti creano disordini a Rosarno, cittadini impauriti rispondono con la giustizia fai-da-te: ecco i successi del governo”. Tra gli autorevoli rappresentanti del Testo,  Bersani dice “Basta scaricabarile, Maroni si ricordi che questi sono i risultati della Bossi-Fini”. Seguono altri, tra cui il primo Nero Onorevole Italiano, Jean-Léonard Touadi, deputato congolese del PD ( attendo ancora una sua risposta, lui che gentilmente si offerse a farlo  con suo bigliettino da visita consegnatomi per l’ignaro Onorevole Franceschini sull’operato della signora Onorevole Gelmini:  era il 17 ottobre Antirazzista, quando si “passeggiava “  contro il LAVORO NERO) che rivolge un appello agli immigrati: “Lancio un appello ai migranti sudanesi, ivoriani, senegalesi, congolesi presenti a Rosarno: i motivi della vostra sofferenza non devono portarvi a compiere gesti di violenza urbana. Così facendo otterrete il risultato opposto, impedendo di capire le ragioni del vostro disagio”.

Chiedono tutti, pensate, proprio tutti quelli dell’Opposizione, all’Onorevole Maroni, Atti concreti e l’ Applicazione della normativa europea, dell’Europa voluta a Lisbona, non se ne può fare a meno come di Emma Bonino, frequentatrice anche lei del Bilderberg club.  E mentre  fuggono tutti  a gambe levate, respinti, a calci in culo , a sassate o a fucilate, non andiamo tanto per il sottile: Semplifichiamo. Chiedono anche i negri Protezione , alla Madonna e alla Polizia, ‘che tanto camminano sempre insieme pure loro. Siccome la menopausa l’ho già passata da un pezzo e non è ancora subentrata la demenza senile, ricordo  una legge che prende nome dai due che insieme andarono e vanno, Turco- Napolitano e del 5 dicembre 2007 :  da Treviso,  il consigliere comunale Giorgio Bettio  commentò :” Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS : punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino”. Lega Nord d’accordo…Ci abbiamo riso in tutta Italia ed era il 14 giugno 1987 la nascita della Lega Autonomista.

Escludere questa lotta popolare che semplifica,è come escludere Alberto Sordi Nazionale , l’uomo o il caporale in cui si riconoscono prima o poi tutti e votano, altro che Totò vota Antonio, a fasi alternate, per stanchezza, con convinzione di salvare lo Stato e un po’ sè stessi.  Ci si presta alla Semplificazione dell’ Urna, che unisce nel tifo. E così ci si tura il naso per una vita, continuando a chiedere il pane e noi donne magari anche le rose, se sono nascoste in un pugno, ce lo accorgeremo domani. E di quella Sinistra che fiancheggiò la ribellione a partire dal 2001, con  Seattle e poi a Napoli fino a Genova, cosa è rimasto? Quando mai ci ha più cercate, quando mai si scusò per  tanta non casuale inettitudine, di quei volumetti fatti belli confezionati in un mese sulla nonviolenza, di quelle poesie vendoliane che pareggiavano tutto il mondo lesbo etero omosessuale? Intanto i fiumi esondano, i negri scappano e ricicceranno domani come i funghi:  da una vita sono ammazzati come tutti i clandestini che non ce l’hanno fatta e le puttane ma nessuno reclama i corpi e neanche i nostri voti, erano prove della nostra R-esistenza. Dobbiamo solo aver paura e averne meno, andando in piazza a comando, in giorni prestabiliti, magari colorandoci di viola o verde, magari quando esce il sole. Anzi le badanti e gli operai in nero e regolari vengano fuori il 1 marzo,stavolta ci si colora di giallo, è un invito della Rete che non  gli costerà niente, come a noi, propagandarlo.  Un  posto al sole rimarrà sempre, magari a quadri come dietro le sbarre o un muro. Tanto si vive lo stesso, torniamo tranquilli, ritroviamo il nemico comune: questa è la Democrazia, parola di Ascanio Celestini. Tanto per Semplificarla è già pronto un Avatar sugli schermi dal 15 gennaio.Forse mi manca un anarcobaleno, immaginare una rivoluzione sociale, una Campagna Contadina.

Doriana Goracci

http://www.iquattrofissa.it/public/arcobaleno.jpg

Grazie dei Fiori e delle Notizie

http://mistka.files.wordpress.com/2008/12/babbenatale.png

… Leggi tutto

Anarchia e Che il Mediterraneo Sia non una bara

Anarchist flag

… Leggi tutto

Bucato immacolato con la Madonna del Ponte

http://digilander.libero.it/fluminimaggiore/images/antiche/donne%20al%20fiume400.jpg

… Leggi tutto

Sussurri e grida di Donne Giornalismo da Montalto e dintorni

http://www.delleali.it/Produzioni_ADULTI/Notefralepagine/ManoCOLxsito.jpg

… Leggi tutto

Donne in transito

http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/rassegna-stampa/donna_soldato3--400x300.jpg

… Leggi tutto

Da un carcere minorile in Italia 64° suicidio

discriminazione

Sarò breve a scrivere, copio solo   righe di cronaca,forse  tanto quanto avrà impiegato ad uccidersi, impiccandosi al bagno, un giovane marocchino che stava per compiere 18 anni, a Firenze, in un carcere, l’Istituto penale minorile Meucci.Va aggiornato il Dato del Dossier Morire di Carcere: 64 suicidi dall’inizio dell’anno, totale 155 morti.

Doriana Goracci

… Leggi tutto

Africa Europa spero ti schiererai

http://www.saharaland.net/UserFiles/Image/saharaland-net/Eventi/Viaggiatori-dell-anima/A_piedi_nudi.jpg

… Leggi tutto

Gradisca si è sposata e forse è morta

http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/01/10/42/7d/rimini-mercure-la-gradisca.jpg

La tabaccaia Gradisca dai seni in cui perdersi, si è sposata e forse è morta. Gradisca, quella di Fellini per intenderci, non c’è più, non c’è più nemmeno lui. Il Rex è passato da un pezzo (allego una foto che ve lo può testimoniare con una  bambina  mia madre  e  i miei nonni -  morti tutti) , anche la nave è affondata. Rimane il gerarca fascista, e gli adolescenti  che sono sedati con  altre visioni  a Rimini, forse non solo lì, dove nasceva un film dalle memorie di un grande regista italiano. Ma se volete ancora vederla,  la Gradisca è “tanta”... , possiamo partire da queste immagini accoglienti come lo erano i suoi seni, non smettete di leggere per favore, perchè tra poco arriva la parte reality pulp , la sostanza,  come lo sono quelli che fino a poco tempo fà si chiamavano “Centri di prima accoglienza”.

… Leggi tutto

Messina Viareggio… una stagione italiana di catastrofi e stragi non accidentali



http://pisainformaflash.comune.pisa.it/media/img/images/1858_Lavori%20in%20corso.jpg

… Leggi tutto

Sabatino Catapano vivo per Francesco Mastrogiovanni morto

http://ieffe.blog.kataweb.it/files/2007/12/guarattelle-di-pulcinella.jpg

La  storia di Sabatino Catapano, non posso riassumerla in due righe, posso trascriverne due, le prime che lui stesso racconta: "Era il lontano 1960, quando fui arrestato con una pesante imputazione: “sequestro di persona e rapina a mano armata”. Mi rinchiusero nel carcere di Salerno. Ero innocente, oggi si dice: “estraneo agli addebiti”. Non credo che chi non ha vissuto questo barbaro sequestro si possa immaginare qual è il tormento, la paura, la rabbia, la ribellione…". In seguito Sabatino conobbe il manicomio, due ricoveri all’ Ospedale Psichiatrico Giudiziario a partire da quello di Aversa e ne avrebbe conosciuto anche un altro e un altro carcere ancora, intervallati tutti da un bacio ai bambini e uno alla moglie.

… Leggi tutto

Un Italiano a Città del Messico e uno in Italia, era così Ferragosto

stelle.jpg stelle image by freudj

La considerazione diario italiano che segue non ha un nome, nè una firma ma l’ho trovata ricca di una sua dignità, per una giornata come tante, che usiamo chiamare di Festa. Basta metterci d’accordo a chi viene fatta e se l’agiamo noi.Seguono poi due punti di vista e modi diversi di commentare una notizia di cronaca  che riguarda un italiano che viveva a Città del Messico. E’ una proposta di lettura da fine agosto, per chi rientra, per chi è rimasto.  In una ha trovato  la fine un italiano, residente all’estero: cronaca nera… nella prima c’ è  chi se la ricorderà quella notte d’agosto, bella tanto da sembrare libera, di godersela. Per il resto  non ci sono state e non ci sono notizie che hanno fatto clamore, nè prima nè dopo Ferragosto, tutte e tutti a contare le stelle cadenti. Sotto controllo, anche il cielo, peccato che ” l’Italia ha perso un autentico compagno”.

Si perdono i compagni…tanti. C’è tempo: “Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare”.

Doriana Goracci

Considerazioni su un ferragosto romano

Anonim* sostenit* della comunità umana

Il ferragosto romano è passato. Sgonfiata la bolla mediatica sulla sicurezza della città “in ferie”, siamo certi che tornerà tutto normale, anzi, tutto peggio di prima.
Ma certo, questo caldo, desolato ferragosto ce lo ricorderemo per un po’.
Ce lo ricorderemo non tanto per gli innumerevoli posti di blocco di sbirri di ogni divisa e armamento, né per i continui controlli effettuati su tutti quegli individui che non hanno potuto permettersi il lusso di scappare verso altri lidi e altre città, pagandosi di fatto l’impunità di divertirsi senza essere arrestati, e quindi di fatto scambiando dei soldi per una libertà fittizia, artificiale e temporanea. No. Il ferragosto romano ce lo ricorderemo per come ce lo siamo vissuto noi, che siamo rimaste e rimasti qui.
Ce lo ricorderemo per le feste organizzate senza autorizzazione, negli angoli bui di Roma, nei parchi, all’ombra dei palazzi di periferia, nell’umido fresco delle cantine sfitte messe a disposizione da alcuni per tutti. E certo, il rischio che arrivasse qualcuno ad arrestarci c’era, ma intanto, in quella zona di opacità e libertà, ci siamo conosciuti, ci siamo toccati, abbiamo cospirato insieme, e ci siamo dati appuntamento per altri mille incontri che verranno presto, e che sorgeranno fuori dalle leggi, dai regolamenti, dal controllo di chi non può tollerare questo gioco rivoluzionario tra chi non si accontenta del divertimento democratico, asettico, mercificato e obbligatorio.
Ce lo ricorderemo per quei compagni e quelle compagne astemie, che si sono offerti volontariamente di girare per più di mezz’ora con la macchina tra le strade dei quartieri, e che hanno poi guidato gli spostamenti, riuscendo a far tornare tutti a casa, sani e salvi, senza dover incontrare le luci blu della sbirraglia nostrana. E ce lo ricorderemo anche per chi, più lucido, ha offerto soccorso fino all’alba non soltanto ai propri amici ubriachi, ma anche a due “clandestini” spaventati incontrati di notte su via Aurelia, portandoseli a casa, al sicuro, lontani dal pericolo di finire in un CIE a marcire per mesi.
Ce lo ricorderemo per chi ha ben pensato, nella notte appena trascorsa di ferragosto, di approfittare dell’idiota spiegamento delle guardie impegnate nei posti di blocco, e andare a scrivere sui muri delle strade provinciali più grandi verità innegabili. “A ROMA C’É UN LAGER: DISTRUGGIAMO PONTE GALERIA”, “NIENTE CONFINI, NIENTE CLANDESTINI: LIBER@ TUTT@”, “LE VOSTRE LEGGI NON FERMERANNO LA NOSTRA VITA”, e “GRANDI CARCERI, GRANDI FALÒ”. Da ieri notte, queste frasi rendono più bella, più viva e più vera la città di Roma. Un sentito grazie alla feccia in divisa intenta a somministrare alcool test, mentre a cento metri si smascherava la merda del sistema che difendono con le armi.
Ce lo ricorderemo per tutti quelli che, vedendo militari e carabinieri armati di mitra girare in mezzo alla gente, hanno lanciato insulti ad alta voce, dando il la a un coro anonimo e senza sorgente sonora fissa di imprecazioni contro chi, smettendo di essere uomo, ha indossato una divisa e si è ridotto ad essere una telecamera armata con le gambe, nonché uno stronzo. Ce lo ricorderemo per quella compagna, bellissima e meravigliosa, che ha urlato in piena notte, “Morte al controllo!”, mentre gli sbirri facevano finta di non sentire. Ma lo sappiamo, che avete sentito, e anche bene.
Ce lo ricorderemo per chi, di fronte al divieto a bere per strada, a togliersi la camicia per il gran caldo, a fumare e a cantare senza pagare nulla alla società di mercato, si è raggruppato, si è conosciuto, e si è unito in difesa della propria autonomia e libertà a vivere. Per chi a San Lorenzo ha tirato fuori dagli zaini circa 80 birre in bottiglia e le ha distribuite senza chiedere niente in cambio, mentre gestori e polizia osservavano da lontano, perché non si riesce a rimproverare, non si ha la forza fisica di arrestare troppe persone determinate a non finire in questura, solo perché hanno sperimentato una socialità diversa.
Per questo ci ricorderemo quest’ultimo ferragosto romano. Per questo ce lo ricorderemo, e salutando gli anonimi compagni che ieri hanno spezzato qualche altra sbarra della gabbia che ci si vuole imporre, ci diamo appuntamento a stasera, a domani, e a tutti i giorni a venire, per continuare in quest’opera di sottile e invisibile sabotaggio del controllo umano.
Oggi più determinati di ieri!

Ucciso sul bus a Città del Messico: preso l’assassino

di Maddalena Rebecca

A sparare ad Alessandro Furlan è stato un diciottenne: la polizia locale cerca gli altri tre giovani complici

Alessandro Furlan con la moglie Teresita Alessandro Furlan con la moglie Teresita

Si chiama Luis Yael Vieira Ventura e ha appena 18 anni. È il giovane che la polizia messicana ha arrestato con l’accusa di essere l’assassino di Alessandro Furlan, il triestino di 61 anni ucciso il 14 agosto scorso a Città del Messico mentre viaggiava a bordo di un bus. La notizia dell’arresto è stata pubblicata dai giornali sudamericani ”El Universal” e ”Ovaciones”. Gli stessi organi di stampa hanno riportato anche le dichiarazioni del portavoce della Procura generale di giustizia del Distretto federale secondo il quale a incastrare il presunto omicida sarebbe stato il racconto fornito da cinque testimoni.Il diciottenne, già noto alle forze dell’ordine con il nome di José Luis Castañeda Ventura e finito in carcere in passato per un’altra rapina messa a segno sempre a bordo di un mezzo pubblico, è stato rintracciato nei giorni scorsi nella colonia di Carmen. Secondo le autorità messicane avrebbe materialmente esploso lui i colpi di pistola che hanno ucciso Alessandro Furlan e ferito gravemente un’a ltra passeggera di 16 anni ancora ricoverata, sempre secondo quanto riferiscono i media sudamericani, in un ospedale della zona sud di Città del Messico. Non si hanno notizie invece, al momento, dei complici di Vieira Ventura: altri tre giovanissimi che, stando al racconto dei testimoni, dopo la sparatoria sarebbero fuggiti a bordo di un’auto di colore verde. La mattina della tragedia Alessandro Furlan aveva visitato il Circolo di cultura italiana con la moglie Teresita Cabrera. Poi, al momento di rientrare a casa per pranzo, era salito da solo su un mezzo pubblico. E lì si era imbattuto nei rapinatori. Alla vista delle loro pistole l’ex ferroviere triestino aveva reagito, nel tentativo di sventare il colpo, scatenando le ire del 18enne arrestato che l’aveva freddato poi con alcuni colpi di pistola alla schiena. Questa versione, secondo quanto sostenuto da Teresita Cabrera, sarebbe stata però in qualche modo messa in dubbio da una parte della stampa messicana. Stampa che, per la giovane vedova, avrebbe dedicato alla tragedia delle attenzioni ”morbose”, finendo per mettere in cattiva luce il compagno. Di qui la scelta di scrivere una lunga, appassionata lettera per ricordarne le qualità. «La nostra è stata una storia particolare, speciale, unica, così come era lui – scrive -. Ci siamo conosciuti a Bahia de Mazunte, una spiaggia quasi vergine sulle coste dello stato di Oaxaca, in Messico. Ero appena scesa dall’autobus assieme alla mia mica Sylvie. Era un martedì. Io, che allora studiavo frequentavo il corso di laurea in Storia dell’Arte, camminavo sola per la spiaggia quando la mia attenzione fu catturata da un uomo con una grande personalità che giocava con un cane. Quando lo vidi, rimasi attonita: in quel momento compresi che quello era l’uomo della mia vita». «Parlammo insieme la prima volta il 24 gennaio 2008 – continua Teresita -. Due ore a chiacchierare delle foto di Tina Modotti, del film Il Postino, della guerra nei Balcani, la vita di Pancho Villa, che Sandro tanto ammirava, di Baggio e della Juve. Finalmente avevo trovato un uomo con una vasta cultura, pieno di aneddoti da raccontare e con una grande passione per la storia. Lì cominciò la nostra storia e, da allora, non ci separammo mai più». Una magia spezzata tragicamente il 14 agosto. «Rispetto a quanto avvenuto quel giorno posso dire solo che sono distrutta. Mi sento mutilata – conclude Teresita – perché se n’è andato l’uomo che rappresentava il mio universo, la persona più corretto che abbia mai conosciuto. Il Messico ha perso un uomo che amava profondamente la sua gente, la sua cultura e la sua storia, l’Italia ha perso un autentico compagno».

(24 agosto 2009)

diario da Città del Messico. italiani ammazzati

da Radicalshock

//

El Santo VS el Huracán RamírezEl Santo VS el Huracán Ramírez


Qualche giorno fa è stato ammazzato un italiano a Città del Messico. Su Repubblica esce un pezzo scritto evidentemente da un analfabeta, caratteristica sempre più comune tra i giornalisti (o sedicenti tali) nostrani. Questi i fatti. L’uomo, un sessantenne pensionato ex ferroviere del nord, a giudicare dal cognome veneto, trasferito in Messico da 5 anni, va con sua moglie su un autobus a pranzo da amici nel quartiere di Iztapalapa. Sul pesero c’è un gruppetto di quattro ragazzini quindicenni che pippano la colla. A un certo punto tirano fuori il pezzo e cominciano a rapinare ordinatamente i passeggeri dell’autobus. L’italiano si alza. Si oppone. Grida ai rapinatori che è armato. Per spaventarli. Quelli per tutta risposta gli piantano una pallottola in corpo perforandogli un polmone e lesionando il cuore. L’italiano tira le cuoia.

Il genio che scrive il pezzo su repubblica (tale Claudio Ernè), in un italiano sicuramente innovativo, esalta il coraggio del compatriota sperticandosi in complimenti ed elogi pacchiani, e indignandosi (quanto sono superiori quelli che si INDIGNANO…) con i giovani malavitosi messicani. L’Ernè ci informa che “Probabilmente i ragazzi-assassini erano sotto l’effetto di qualche droga, con buona approssimazione cocaina”. In genere i giovani criminali delle “baby gang” (come dice Ernè) di Città del Messico, con buona  approssimazione pippano la colla o il lucido da scarpe, se gli va di lusso. E non gli frega proprio un cazzo dei gesti eroici.

Ora. Io penso che questo evento, con buona pace del povero signor Furlan, si possa trovare a pagina tre del Manuale illustrato su come farsi sparare in faccia a Città del Messico. Come ti viene in mente, su un pesero a Iztapalapa, un po’ come il Bronx in versione messicana, di alzarti in piedi e reagire a una rapina fatta da regazzini pippati con una pistola? Non sei un eroe. Sei solo un coglione. E la punizione per i coglioni, un po’ a tutte le latitudini, è la morte violenta.

Mentre penso e scrivo queste cose mi sento un po’ colpevole. Dice, allora sei mejo te. Dice, si vabbè, quello ha reagito d’istinto e tu sei uno stronzo cinico senza pietà a dire certe cose. E magari è pure vero. Però quello che mi secca è che ci sia gente che non si rende proprio conto della realtà. Mi INDIGNO, ecco. Non so perché mi rode tanto il culo per questa cosa. Forse perché vorrei che gli italiani nel mondo fossero un po’ tutti come quelli delle barzellette: furbi, scaltri e paraculi. Dove l’italiano vince e con lui vince l’Italia intera. E se uno svizzero ti dice italiano-pizza-spaghetti-mandolino-mamma-losaichec’èèarrivatoilmerendero, tu non arrossire e non abbassare il capo.

Questo mi piacerebbe. Invece c’è gente che ama fare l’eroe in un paese dove agli eroi gli sparano in faccia.

Oggi però, nonostante tutto, sono felice. A causa di un improvviso capovolgimento di fronte della fortuna la mia vita sta prendendo un’ottima piega. Quindi ora esco, prendo un pesero e mi vado a fare una bella passeggiata a Iztapalapa. Così. Per sfidare la fortuna e vedere a che punto arriva. Occhio che sono armato.

p.s. La foto che pubblico oggi non è inerente al post. Sono le gesta del Santo, nel suo epico scontro con Huracán Ramírez.

http://2.bp.blogspot.com/_GSLDjrEhvSU/SDZgkcMQmWI/AAAAAAAAAKE/I_gCOYt0_RM/s400/pupupid%C3%B9.jpg

foto al link

Morti mentali e morti accidentali, il Comunicato dell’ Associazione Italiana Psichiatri

http://arteesalute.blogosfere.it/images/Manicomio%20Materdomini%20di%20Nocera%20Superiore%20SA,%201965_Foto%20DAlessandro.jpg

Quello che segue è il Comunicato del primo quotidiano e social network di Psichiatria, AipsiMed,  a cura di Enzo Spatuzzi per l’Associazione Italiana Psichiatri, in seguito alla morte di Francesco Mastrogiovanni, detto Franco, e riabilitato dal testo che segue,  addirittura dal titolo di professore, reale.

… Leggi tutto