di Giuseppe Aragno, mercoledì 4 agosto 2010, 18:48
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Dialoghi
In una logica di mercato e profitto, Marchionne ha perfettamente ragione. Fa il suo mestiere: garantisce l’azienda e non gl’importa nulla se, coi soldi nostri, s’è tenuto a galla quando stava affondando. E storia antica: dallo Stato, la Fiat prende e non paga interessi.
Vent’anni fa, per difendere i margini di profitto degli azionisti d’una “grande azienda“, il cosiddetto “top manager” avrebbe fatto di Mirafiori un punto di forza della progettazione, del lavoro sui prototipi e sul loro sviluppo e si sarebbe affrettato a “delocalizzare” al Sud, nelle colonie meridionali. Uno Stato pronto a rimettere in sesto l’azienda coi soldi della collettività gli avrebbe assicurato elogi e quattrini.
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di Giuseppe Aragno, martedì 25 maggio 2010, 20:00
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Storia
“Gerarchia” fu la rivista ufficiale del fascismo. Nella miseria morale e nell’indigenza culturale dello squadrismo diventato governo contribuì a creare la “mistica” fascista e il mito del duce. Mussolini la inaugurò il 25 gennaio del 1922 con l’articolo Breve preludio, in cui la retorica vuota di contenuti, preannunciava confusamente i caratteri di fondo della “civiltà fascista“, fondata su una “scala di valori umani, responsabilità, doveri, disciplina” che in nome dell’ordine costituito e dell’obbendienza cieca al “duce che ha sempre ragione“, cancellava i diritti e metteva al bando l’intelligenza critica. Oggi è facile vederlo. La tragedia dell’8 settembre del ’43 era già tutta in quel lontano gennaio del ’22. … Leggi tutto
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di Giuseppe Aragno, lunedì 15 marzo 2010, 16:06
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Dialoghi
“Chiamare le cose col loro nome vero è il primo gesto rivoluzionario“, affermava Rosa Luxemburg. Non prenderemo il Palazzo d’inverno, ma non ci farà male.”Il Manifesto” del 12 annunciava una mobilitazione a base di raccolta firme e rotoli di carta igienica. Anche questo va bene se altro non c’è: rotoli e carta igienica. Tuttavia, dietro l’enfasi rituale – prosa brillante, lustrini e pailettes – c’è la sinistra all’angolo, appesa al carro di una nebulosa. La “società civile“, dicono gli ottimisti. Lo slogan è efficace, c’è la piazza in armi, un po’ di folclore che peccato non è e la fede illuministica nelle virtù della “ragione“. Senza intenti polemici, però, l’elemento di fondo ha un nome vero: si chiama scollamento e ci separa dalla realtà di un paese che annaspa, mentre sul fronte opposto un governo reazionario sa fare il suo mestiere: alzo zero e fuoco a volontà. … Leggi tutto
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di Zag, giovedì 11 marzo 2010, 07:52
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Dialoghi

Due o tre cose. La guerra civile è già cominciata e da un po, solo che nessuno ci vuole credere e guarda da un’altra parte. Pensa a questa eventualità, pensando così di allontanarla, con gli spari per le strade ( cosa che avviene già, pensando non al primo caso di bomba carta alla sede del PD ai Parioli avvenuto in pieno pomeriggio) pensa ai pestaggi ( altrettanto cosa che avviene da parte di Forza nuova e di Casa Pound contro Gay, omosessuali, "comunisti" e tutti lo nascondono come "ragazzate") alle barricate ( altrettanto avviene se si pensa alle decine di presidi fra popolo viola, lavoratori sui tetti sulle torri, e cosi via) ai morti e feriti ( cosa che avvengono non solo con gli omicidi bianchi (che tra l’altro son sempre avvenuti) ma con i suicidi per lo spettro della disoccupazione e perdita di identità).
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di Giuseppe Aragno, sabato 6 marzo 2010, 12:19
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Dialoghi
Da qualche parte, in città, la mia e, c’è da giurarci, quella di tanti come me che non hanno ancora alzato la bandiera bianca, ci si riunisce, si mettono insieme forza e debolezza, coraggio e disperazione, analisi e propositi e una volta ancora, fosse la millesima non sarà l’ultima, una volta ancora ci si prepara a dire “
no, noi non ci stiamo!, Ora basta, la misura è colma!“.
Lo sentiremo dire, il
12 marzo, e lo
ripeteremo con le parole che
scrive un collega che della sua precarietà ha fatto la leva orgogliosa su cui poggiare la volontà d’un cambiamento vero:
“più determinati che mai, mettiamo in campo la nostra forza, difendiamo la nostra categoria di lavoratori pubblici precari e non, attaccati, vessati e massacrati da questo governo e dai suoi ministri con riforme che ledono la nostra dignità professionale e le nostre famiglie!“. … Leggi tutto
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di Alessandro Bruschi, giovedì 3 dicembre 2009, 22:09
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Italia
Il 5 dicembre del 2008 il giornale Il Tirreno, nella cronaca locale, titolava così l’articolo sulla morte di mio padre: "signore di altri tempi".
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di Mattia Nesti, venerdì 20 novembre 2009, 11:14
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Italia

L’Ocse ha reso pubblici oggi alcuni dati a proposito dell’evoluzione della crisi economica in Italia.
Secondo l’analisi dell’Economic Outlook presentato oggi, la recessione ha avuto effetti meno pesanti che in altri paesi europei, perché la crisi economica del nostro Paese è iniziata prima che altrove.
In ogni modo i dati sull’economia reale sono tutt’altro che rassicuranti: “la ripresa annunciata “potrebbe essere più debole del previsto sul medio-termine”, inoltre la disoccupazione, che attualmente si attesta al 7,6% (+0,8%) e che nei prossimi mesi è destinata ad aumentare fino all’8,6%, potrebbe subire un ulteriore impennata, conseguenza della fine della Cassa Integrazione per moltissimi lavoratori.
In ogni caso fino alla fine del 2011 la disoccupazione è destinata ad aumentare, con effetti devastanti sulla vita di milioni di lavoratori, che si ritroveranno senza salario.
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di Mattia Nesti, mercoledì 18 novembre 2009, 01:27
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Dialoghi

Trentasei anni fa, fra il 14 e il 17 Novembre, gli studenti del Politecnico di Atene misero in atto una grande protesta di massa, repressa con le armi dall’esercito, contro Papadopoulos e il regime dei colonelli, che subì un colpo fatale per la sua stessa sopravvivenza. Per ricordare quei ragazzi, protagonisti di quelle lotte, il 17 Novembre è stato dichiarato “Giornata Mondiale dei diritti dello studente“.
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di Zag, martedì 17 novembre 2009, 22:44
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Italia

*"Amoreee , ho comprato le cime di rape. Oggi facciamo orecchiette e cime di rape!!! Contentoooo!**!!" "Amooreee" gli rispondo "oggi io alle 14,00 devo essere a piazza della Repubblica e quindi devo mangiar leggero e veloce. Quindi mi faccio due patate, carote e cipolla al vapore ed un pesce al barbecue" Mannaggia e poi si dice le donne. Proprio oggi doveva comprar le cime di rapa!!!.
Alle 14 puntuale sono a piazza della Repubblica. Ho letto sul sito della CGIL Epifani che intervistato ha detto che non si prevedono molte manifestanti solo 1000 vagoni e 800 pullman . La lotta e il calendario delle proteste è lungo e non si vuol sfiancare i lavoratori. Solo un piccolo assaggio sarà ! Il corteo è fermo, la piazza è stracolma, e la testa del corteo è già in Largo Santa Susanna!!
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Zag su http://www.gennarocarotenuto.it
La sentenza del TAR del Lazio sulle graduatorie dei precari mette a nudo l’ipocrisia della retorica del merito del ministro bresciano Mariastella Gelmini. Spieghiamola in poche parole per i non addetti perché è importante. Secondo logica chi ha più merito (titoli, esperienza), ovvero più punteggio (ammesso e non concesso che il merito si possa pesare), va ai primi posti della graduatoria alla quale aspira ad entrare e quindi passa avanti a chi ha meno merito di lui.
Si possono cambiare, verificare, aggiustare i criteri con i quali si attribuiscono i punti, ma non il principio generale per il quale dopo aver calcolato il merito questo venga fatto valere. Sulla base di tale principio se Tizio, che ha più punti di Caio, vuole insegnare nella provincia X, evidentemente il primo posto sarà per Tizio e solo quello successivo sarà per Caio. Altrimenti che vantaggio ha Tizio nell’essere più bravo di Caio?
Qui casca l’asina, quella che se ne andò da Brescia a Reggio Calabria a far gli esami perché era più facile.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Zag, mercoledì 7 ottobre 2009, 21:15
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Dialoghi

Un’ora prima mi son mosso da casa. Il piano che mi ero fatto era: prima tappa Piazza Risorgimento, manifestazione dei Cobas e Cgil scuola. Poi li lasciavo ed andavo a Piazza del Popolo. Infine andavo a Viale Trastevere dove si doveva concludere la manifestazione dei precari. Ma su via Cavour vedo i vigili che fermano il traffico. Vedo le bandiere dei Cobas. Mi fermo e non so dove parcheggiare. Mi avvicino ad una vigilessa panciotta e ben messa e " Signora guardia", chiedo " posso lasciare lo scooter in divieto, giusto il tempo di fare qualche foto alla manifestazione??" . Mi guarda sorride con gli occhi e volge la testa dall’altra parte!! Beh io che sono meridionale capisco bene il linguaggio dei gesti. Mi ha detto con quella mimica ," tu parcheggi pure, ma attento a non intralciare il traffico.
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Zag su http://www.gennarocarotenuto.it
di Doriana Goracci, giovedì 24 settembre 2009, 22:44
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di Mattia Nesti, venerdì 11 settembre 2009, 15:43
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Dialoghi
E’ assolutamente fuori discussione che nel nostro Paese esistano grandi problematiche legate all’informazione o, per essere più precisi, alla disinformazione e all’omologazione del ventennio berlusconiano.
Prendendo in considerazione questo primo e fondamentale elemento, scendere in piazza domenica 19 Settembre (Piazza del Popolo a Roma, dalle ore 16), per partecipare alla manifestazione lancia dalla FNSI in difesa della "libertà di stampa", dovrebbe essere una conseguenza logica e naturale.
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di Mattia Nesti, domenica 6 settembre 2009, 22:26
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Dialoghi
"[Questa lettera è tratta da un dibattito sviluppatosi sul sito del “Giornalismo Partecipativo” www.gennarocarotenuto.it].
Siamo uomini e donne che credono nell’altra Italia.
Quell’Italia onesta che lavora, che resiste, che vuole costruire un Paese migliore. Quell’Italia che negli ultimi tempi è stata fin troppo oscurata dall’Italia dei padroni e dei padroncini, dei furbetti del quartierino, degli speculatori, dell’ipocrisia dei benpensanti e dei figli di papà, degli evasori che dichiarano quanto un operaio e tengono lo yacht in porto, dei raccomandati e dei raccomandanti, dei corruttori e dei corrotti.
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di Redazione, venerdì 4 settembre 2009, 09:17
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Disinformazione, Politica italiana
Alessandro Gilioli
La prima patacca accertata è del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige “L’Europeo”: un’intervista sul rapimento Moro a tale Davide, “carabiniere infiltrato nelle Br” che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso.
E’ un racconto “esplosivo” su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all’ultima riga, e il “Davide” in questione non esista neppure.
Nasce così, quasi vent’anni fa, il fenomeno Feltri: un misto di bufale (come quella su Alceste Campanile “assassinato da Lotta Continua”, mentre è stato ucciso da Avanguardia nazionale), rivalutazioni del fascismo (”Peccato che a scuola si continui a studiare la Resistenza”) e linguaggio da bar (vale per tutti il titolo sul calcio negli Usa: “Agli uomini piace, alle donne no, ma i negri non lo sopportano”, da cui si deduce che i “negri” non appartengono alla categoria né degli uomini né delle donne.
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