Gli articoli con tag: " casta politica "
“Contributivo per Totti” e Scilipoti? Sul taglio dei vitalizi ai parlamentari
Forse davvero Elsa Fornero riuscirà ad offrire al popolo indignato la testa del vitalizio parlamentare di Scilipoti o di Gelmini. Evviva, applausi, chi può dubitare che sia giusto eliminare quello scandaloso privilegio che fece la fortuna di Stella e Rizzo con “la casta”? Alzo il ditino ed esprimo il mio dubbio.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Antanas Mockus, un verde per la Colombia?
Chi è Antanas Mockus, il candidato verde in testa ai sondaggi per le imminenti elezioni colombiane? Riuscirà un filosofo di origine lituana, ex sindaco di Bogotà, a sbaragliare il regime uribista? Non vale troppo la pena dar retta ai sondaggi in Colombia ma a quattro settimane dal voto le inchieste demoscopiche lo affiancano o addirittura lo mettono in testa, davanti al candidato uribista Juan Manuel Santos, padrone dei media e in grado di decidere della vita e della morte di molti colombiani. Il 30 maggio, data del primo turno, sapremo se la Colombia è attesa dalla presidenza di quello che Guido Piccoli definisce “un Beppe Grillo creolo”.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Cile: quanta fretta Don Jorge!
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A urne aperte in Cile continua a stridere il candidato della sinistra radicale Jorge Arrate (nella foto) che ripete ogni volta che può che non vede l’ora di appoggiare Eduardo Frei nel ballottaggio. Per fermare le destre, aggiunge, e meno male.
La vita di Don Jorge è specchiata e non vale la pena personalizzare le accuse o pensare chissà cosa di torbido. Ma dopo che quasi mezzo secolo di militanza nel partito socialista era stata archiviata per criticarlo da sinistra fino a diventare il candidato della coalizione “Juntos Podemos Más” (che comprende il PCCh, gli umanisti e altre forze minori a sinistra della Concertazione), tanta collateralità con l’ex presidente sta spingendo molti cileni di sinistra verso l’astensione. Continua
Sulle elezioni in Cile leggi anche: Elezioni in Cile: Il “cambio” vuol dire un Berlusconi cileno?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Colpo di Stato in Honduras: il Presidente Manuel Zelaya, con al fianco i movimenti sociali, resiste
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Le parole drammatiche nella notte del presidente dell’Honduras Manuel Zelaya: “È in corso un colpo di stato nel paese” sono state confermate e supportate dall’ONU. Il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Manuel D’Escoto, nella notte ha condannato con parole fermissime il tentativo di colpo di stato in corso in Centroamerica: “condanniamo fermamente il colpo di stato in Honduras contro il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya” dove i poteri di fatto di sempre, le élite, l’esercito, le alte gerarchie cattoliche, le casta politica, sono disposti a tutto perché nel paese neanche si parli di Assemblea Costituente. È infatti questo l’oggetto del contendere che ha scatenato la sedizione: un referendum che domenica prossima dovrà decidere se convocare o no l’elezione di un’assemblea Costituente voluta secondo i sondaggi dall’85% della popolazione.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Su precisa richiesta dai movimenti che in Honduras stanno resistendo al golpe si invita alla particolare diffusione di questo articolo.
In questo momento (h.15.00 italiane) sta parlando Mel Zelaya: il popolo con la polizia consegnerà le schede e garantirà il regolare svolgimento del referendum di domenica. Ascoltalo in diretta.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Beppe Grillo, Vaffanculo!
Adesso dovrebbe essere chiaro a tutti a chi serviva il guitto dell’antipolitica, il pifferaio magico, Beppe Grillo.
Faceva credere di poter trasformare la complessità della vita democratica di un paese di 60 milioni di abitanti con uno sberleffo, di poter risanare guasti storici nella gogna continua del qualunquismo e invece ha fatto l’apripista al regime della demagogia al potere.
Chi lo ha seguito, chi lo ha appoggiato, adesso ha tutti gli strumenti per ammetterlo, se è in buona fede : Beppe Grillo ha tirato la corsa al regime di Silvio Berlusconi.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
La casta? Da quando c’è Silvio gli italiani non se ne preoccupano più
Sorpresa. La Stampa di Torino fa un lavoro meritorio e scopre che il problema della casta politica non preoccupa più gli italiani. Vi ricordate? Solo pochi mesi fa eravamo tutti inferociti. Clemente Mastella era il grande Satana sannita e Romano Prodi il mortadella simbolo degli sprechi e dell’immobilismo. I media indomiti picchiavano giù duro, Gian Antonio Stella ci si è fatto la barca e Beppe Grillo una fortuna. Adesso? Nulla è cambiato, i costi della politica sono sempre quelli ma i media hanno afflosciato e ci raccontano di essere in buone mani. E il bello è che ci crediamo.
Da Fini alla Gelmini, viaggio in un filone che non tira più. E una ricerca rivela: solo il 32% dei cittadini è ancora adirato
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
E se facessero Marco Travaglio ministro della Giustizia?
”Mandiamo più rompic… possibile nel prossimo Parlamento”
di Stefano Corradino – Articolo 21
Due scenari possibili. Vince Berlusconi. E’ un replay della sua ultima legislatura? Altro scenario: vince Veltroni. Cosa cambia? Nella giustizia, nell’informazione. Sul conflitto di interessi, sulle leggi ad personam… Nulla di fatto come in passato? E un po’ di fantapolitica. Si propone il nome di Marco Travaglio a ministro della Giustizia: cosa faresti nei tuoi primi 100 giorni? “Premesso che non lo farebbero e io non lo accetterei mai… Comunque, stando al gioco… la prima cosa da fare è un testo unico di due righe che dica: con decorrenza da oggi sono abrogate: la Legge sul falso in bilancio, la Legge Mastella sull’ordinamento giudiziario, la Cirami, la Gasparri, la Legge Frattini sul conflitto di interessi…” In una lunga intervista Travaglio ci introduce al suo ultimo libro, scritto con Peter Gomez. Un godibile un vademecum per le imminenti elezioni.
Martino Mai su http://www.gennarocarotenuto.it
Votare o non votare: questo è il problema??
Il tormentone della gente di sinistra: votare o non votare questo e’ il problema?
In questi giorni, a proposito di come comportarsi alle prossime elezioni, ne abbiamo sentite di tutti i colori e ancora molte ne sentiremo prima del 13-14 aprile: chi propone di bloccare i seggi con manifestazioni, chi di invalidare la scheda elettorale e far registrare del presidente di seggio una propria dichiarazione, chi invita a non presentarsi neanche alle urne… … Leggi tutto
Fabio Bovi su http://www.gennarocarotenuto.it
Articolo 27: la responsabilità penale è personale (ma quella politica è un’altra cosa)
L’articolo 27 della nostra Costituzione recita: “La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte”.
Sfido chiunque a modificarne una virgola. Vorreste forse cambiare il terzo periodo in: “Le pene devono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla afflizione del condannato”? O magari cambiare il primo periodo in: “La responsabilità penale è collettiva e ricadrà sui figli del reo fino alla settima generazione”? Alzi la mano chi è d’accordo. O il quarto in: “è ammessa la pena di morte”? Oppure si potrebbe cambiare il secondo periodo in “l’imputato è considerato colpevole fin dal primo avviso di garanzia”?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Esco di rado… XI – Roberto Formigoni e i piagnoni di Malpensa
Ecco servito (da mò!) un grande argomento per la campagna elettorale incipiente: Roma ladrona ci vuole levare Malpensa.
Salviamo Malpensa con una moratoria come quella di Giuliano Ferrara sull’aborto, strilla il governatore della Lombardia, Robertino Formigoni, quello che trafficando trafficando ha piazzato 43 dei suoi come dirigenti sanitari (su 47)… e spiegatemi quanta differenza c’è con la Calabria. Ma torniamo alla moratoria, sostantivo stra alla moda (io per esempio vorrei una moratoria contro la vendita di Calaiò al Genoa).
Dunque moratoria sulla vendita di Alitalia ai francesi… Ma Alitalia non perdeva un milione e mezzo di Euro al giorno (presumibilmente pagati con i soldi dei contribuenti del Nord che si sa che sono i soli che pagano le tasse)? Non è più urgente risolvere il caso Alitalia?
E allora che moratoria chiede Roberto Formigoni il noto cattoliberista campione della sussidiarietà (che vuol dire privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite)?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Se la politica dei clientelismi va al banco


No, non si tratta di una seconda tangentopoli. ci fa ridere il confronto.
s’è scoperto l’uovo di Colombo. nulla che non sapevamo. e forse è questo l’aspetto più inquietante. Ci avevamo fatto il callo. Dobbiamo confessarcelo.
E lo sdegno dovrebbe venirci adesso. a non scandalizzarci più di tanto, a provare forse un poco ironia per la sorte di questi due buffoni, che alla fine ci stanno persino simpatici, a pensare che alla fine forse non se lo meritano tutto questo accanimento. perchè sono “pesci piccoli”, così fan tutti, dovrebbe cascare tutto il castello, tutta la casta politica che, incredibilimente e ineditamente bipartisan, si è levata a difenderli, tutte le piccole folle sdegnate solidali perchè clientelari. perchè allora dovremmo andarci un pochettino tutti in prigione.
Dovremmo andarci tutti. a cominciare dall’amico dello sportellista che salta la fila alla posta, al finanziere che passa gratis allo stadio, al medico che si fa gentilmente generosamente pagare la metà se non gli chiedi la fattura, al cittadino che davanti al piccolo quotidiano diritto negato volta le spalle rassegnato, al padre di famiglia che bussa alle porte dei potenti per il figlio disoccupato, perchè il lavoro è un diritto e se il mondo va avanti a raccomandazioni scendo pure a patti con la coscienza, perchè solo gli illusi idealisti possono pensare di potersi sognare di scrivere righe dritte su pagine storte. a diamo per folli e sognatori e asociali gli anarchici che per rifiuto al sistema non vanno più a votare, mentre noi andiamo a votare l’amico di turno, che, non si sa mai, può sempre tornarci utile in futuro…
Ci siamo abituati a questo stato di cose. e abbiamo perso la capacità dell’indignazione. e se per noi è lo stesso che Cuffaro o Mastella siano indagati per mafia o per aver semplicemente “spifferato” a qualche amico qualche segretuccio, per la moglie o per aver protetto tutto un sistema di potere che all’ombra clientelare si coltivava un piccolo regno di vassallaggio e valvassori in nome del potente benedicente, se per noi questo non fa differenza, se questo non ci solleva nel profondo un moto di sdegno e ribellione, allora vuol dire davvero che abbiamo perso ogni senso civico e di appartenenza e di cura e custodia e amore per questo bene prezioso che è la casa e cosa comune.
E se ognuno fa per sè e Dio è veramente per tutti, questa è solo cronoca di rotocalco che ci fa sorridere d’ironia o solleva momentaneo e fuggevole sdegno – scegliete la vostra preferenza. svendiamo gratis emozionalismo – e che domani finisce nel pattume della storia
(www.giocarsiilcieloadadi.splinder.com)
Saretta Marotta su http://www.gennarocarotenuto.it
Esco di rado… VI – Giustizialismo bulgaro contro il povero Totò Cuffaro
La Stampa e Repubblica, nelle loro edizioni online (sempre più simili anche i quotidiani in rete oramai), pubblicano lo stesso sondaggio: Totò Cuffaro può restare presidente della regione Sicilia?
Su la Repubblica al momento i NO sono il 95%. Su la Stampa, i sabaudi sono più posati, sono appena il 91%. A ben guardare (ma chissà se c’entra) sono tutti meno i voti dell’UDC.
Silvio Berlusconi ha promesso di fare una volta per tutte i conti con la giustizia. No, non preoccupatevi, Silvio nostro non vuole fare i conti con la giustizia nel senso di farsi finalmente processare, ma nel senso di sterminarla per sempre come potere autonomo. Epperò si prepari il Cav. Berlusconi.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

