E’ dunque confermato solo oggi il nome del primo morto accertato per il colpo di stato in Honduras. Si tratta di César Ham (nella foto) parlamentare di Unión Democrática e tra quelli che più si erano spesi in questi mesi per il sogno del referendum per un’Assemblea Costituente nel paese come forma per arrivare a un cambiamento reale e pacifico in Honduras.
E’ stato assassinato a bruciapelo al momento del sequestro da parte di un commando golpista già domenica mattina. La stampa che nega che il motivo del golpe sia l’Assemblea costituente preferendo sposare le tesi golpiste sulla rielezione di Mel Zelaya si fa complice dell’assassinio di César Ham.
ULTIMORA: secondo Telesur vi sarebbe un secondo morto. Si tratta di un lavoratore della Unitel, Ulises Rosel, di 30 anni, ucciso nelle vicinanze del palazzo presidenziale, mentre almeno sette persone arrestate nelle ultime ore risultano desaparecide. Continuano rumori sul fatto che il quarto battaglione di fanteria si sarebbe ribellato ai golpisti, ma onestemente, con queste notizie, abbiamo già dato l’11 settembre 1973 con l’esercito liberatore del Generale Carlos Prats, inventata di sana pianta da Radio Mosca.
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Lentamente la giustizia arriva anche in Cile. Il capo della DINA, la famigerata polizia politica di Augusto Pinochet, Manuel Contreras è stato condannato a due ergastoli ieri a Santiago del Cile. Contreras è stato riconosciuto come il mandante dell’attentato terroristico del 30 settembre del 1974 a Buenos Aires con il quale, con un’auto bomba, uccise il generale costituzionalista Carlos Prats (nella foto) e sua moglie Sofia Cuthbert.
Sono stati necessari 34 anni dai fatti, e una decina d’anni tra indagini preliminari e processo, ma alla fine la giustizia per Carlos Prats e sua moglie Sofia è arrivata. Quando il giudice Alejandro Solís ha letto la sentenza la famiglia Prats era tutta presente, ed ha accolto la lettura con emozione, così come in questi lunghi anni ha lottato insieme perché giustizia si facesse.
Le tre straordinarie figlie dei coniugi Prats, oramai nonne, si sono divise in tutti questi anni i compiti perché nulla di intentato fosse lasciato anche quando figure come quella di Contreras sembravano totalmente intoccabili: “questo è il contributo più grande che potevamo dare alla memoria dei nostri genitori e per fare in modo che l’Esercito cileno abbia il coraggio di scrivere davvero la propria storia”.
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di Raffaele Della Rosa, martedì 1 luglio 2008, 07:23
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Dialoghi
da un articolo non firmato del quotidiano cileno El Clarin de Chile
SANTIAGO DEL CILE, 30 GIU – Manuel Contreras, ex capo della Dina cilena, la polizia segreta della giunta di Pinochet, e’ stato condannato all’ergastolo. E’ stato ritenuto colpevole dell’omicidio di Carlos Prats, ex ministro di Salvador Allende, e di sua moglie. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 18 dicembre 2006, 17:24
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America latina
Con ritardo voglio esprimere la mia più piena solidarietà, approvazione e ammirazione a Francisco Cuadrado Prats, nipote del generale costituzionalista Carlos Prats fatto assassinare insieme … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 9 novembre 2006, 01:03
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Dialoghi
Annalisa Melandri: Due vicende giudiziarie, due imputati eccellenti. Di uno abbiamo immagini perfino delle ispezioni orali a cui è stato sottoposto dopo la cattura, dell’altro sappiamo ben poco se non che sia affetto da una non meglio identificata "demenza senile" o "demenza vascolare" che però gli ha permesso di compiere … Leggi tutto
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