di Gennaro Carotenuto, lunedì 18 settembre 2006, 09:24
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Pianeta Terra
A Singapore l’FMI perpetua il potere occidentale sull’economia mondiale, ma questa volta il Sud America e l’India voteranno contro, profilando un’opposizione all’ordine esistente. Intanto a Caracas Venezuela e Iran rafforzano il commercio Sud-Sud.
Desta ipocrita scandalo la visita di Mahmoud Ahmadinejad a Caracas di ritorno dall’Avana per il vertice NOAL. Desta scandalo che Caracas firmi 29 accordi commerciali con Teheran, ovviamente dimenticando che Germania ed Italia sono i primi due partner commerciali degli Ayatollah e che non ci pensano per niente a diminuire i loro scambi commerciali con l’Iran né ad accettare il minacciato embargo che pretende Giorgio Bush.
Allora cosa desta scandalo? Se non desta scandalo l’amicizia d’affari tra gli occidentali e i tagliatori di mani e di teste sauditi (e anche iraniani) è vergognosamente ipocrita che desti scandalo l’amicizia d’affari tra l’America Latina e i tagliatori di mani e di teste iraniani. E allora cosa desta così scandalo? Parafrasando Bill Clinton la risposta è facile: “è il commercio Sud-Sud, stupido!”
E’ la rottura -passo a passo, pezzetto a pezzetto- del sistema coloniale per il quale … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 14 settembre 2006, 07:10
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Italia, Media
A Pechino Romano Prodi glissa le domande su Telecom ma riesce a dire: “Gianni Riotta piace a tutti”; come la Coca-Cola o Papa Wojtyla. A me invece Gianni Riotta non piace.
Non piace perché non mi piace la costruzione a tavolino di carriere fatta sulla supinità al potere supremo, dei soldi e dell’atlantismo, le uniche due entità che danno davvero legittimità nella nostra società. E se “fanno tutti così”, peggio. Gianni Riotta, denuncio, ha costruito la sua carriera ed è oggi diventato direttore del TG1, per un solo merito: per l’ossessiva riproposizione dell’assioma che … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 2 agosto 2006, 10:07
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America latina, Media, Primo piano
Si poteva scommettere che oggi Pierluigi Battista, sulle pagine del Corriere della Sera, avrebbe usato le parole “satrapo” e “satrapia” con l’aggiunta dell’aggettivo “tropicale” per definire Fidel Castro e la Rivoluzione cubana. Che noia! Che superficialità di analisi (sic!) per il principale quotidiano italiano! Ci si domanda perfino che titoli abbia Pierluigi Battista per scrivere di America Latina se non riesce ad esprimere altro che una sequela di termini come “satrapo”, “gulag tropicale”, “dittatore sanguinario”. Forse scriverli costituisce un titolo di merito in certi ambienti, ma tali termini non contribuiscano in nulla a spiegare 47 anni di Rivoluzione a Cuba. Stantie, schematiche, scontate, soprattutto colpevolmente autoreferenti, appaiono tutte le analisi sulla Rivoluzione cubana, soprattutto da quella sinistra che nel condannare sempre e comunque Cuba vede una comoda maniera di emendare il proprio peccato originale.
Fidel morirà. Probabilmente non questa volta -auguro lunga e felice vita al Comandante- ma morirà e a Miami potranno dar sfogo a tutta la volgarità della quale una ex-classe dirigente rapace, estremista e mafiosa è capace. E loro … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 17 maggio 2003, 13:58
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“Nunca como hoy Italia y Argentina parecieron tan cercanas. Carlos Menem y Silvio Berlusconi son dos de los políticos que tienen más causas abiertas por corrupción en todo el mundo. Silvio tiene en jaque a la democracia, al país y a los medios de comunicación. Carlos se retiró del ballottage con el preciso objetivo de debilitar las instituciones democráticas, pactar la impunidad para él y los suyos y perpetuar el hambre ‘fondomonetarista’ con el ALCA y la dolarización. Es la misma agenda del italiano: la inmunidad para sí mismo y los suyos y la desestructuración neoliberal de la sociedad puesta al servicio de Bush contra la Unión Europea. Para ambos ‘estadistas’ no importa el precio que el país, y el respectivo continente, paguen. Para ambos, muera Sansón con todos los filisteos.”
(De Gennaro Carotenuto, comentarista de la RAI, cadena oficial de radio italiana.)
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 14 maggio 2003, 21:36
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Mai come adesso l’Italia e l’Argentina appaiono vicine. Carlos Menem e Silvio Berlusconi sono due dei politici al mondo con più processi per corruzione aperti. Silvio tiene in scacco la democrazia, il paese e i mezzi di comunicazione. Carlos, si ritira dal ballottaggio con il preciso scopo di debilitare le istituzioni democratiche, indebolire il governo Kirchner, pattare l’ impunità per sé e per i suoi, continuando a controllare la Corte Suprema, e perpetuare la fame fondomonetarista con l’Alca e la dollarizzazione. E’ la stessa agenda del primo ministro italiano: il ripristino dell’immunità per sé e per i suoi e la destrutturazione neoliberale della società messo al servizio di Bush contro l’Ue della quale sarà presidente di turno per sei lunghissimi mesi. Per entrambi gli “statisti” non importa il prezzo che il paese, e il rispettivo continente, paghi. Per entrambi, muoia Sansone con tutti i filistei.
Commento pubblicato da Página12
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