Friday 25 May 2012, 04:38

Gli articoli con tag: " Brasile "

TG1 RAI – Dall’operaio Lula alla guerrigliera Dilma, così il Brasile svolta nella continuità

dilma_sp Questo commento è stato pubblicato dal TG1 RAI. Leggi anche il mio bilancio su otto anni di Lula pubblicato da Liberazione (gc)

Nel raccontare la campagna elettorale brasiliana il quotidiano conservatore argentino “La Nación” definisce il Brasile “la grande nazione progressista” e ciò rammenta la scritta che campeggia sulla bandiera verde-oro: “ordem e progresso”. Un ordine e progresso che i vecchi positivisti di fine ottocento non pensavano potesse essere realizzato da un ex-operaio metallurgico, con un dito amputato sotto una pressa, Lula da Silva, che oggi con ogni probabilità passerà la mano ad una guerrigliera, Dilma Rousseff, incarcerata e torturata dall’ultima dittatura militare (1964-1985).

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Il Brasile di Lula: la “grande nazione progressista”

lula Questo pezzo è uscito oggi su Liberazione. Leggi anche il mio commento alle elezioni pubblicato dal TG1 RAI (gc).

Sembra incredibile, guardando dall’Italia, ma la cifra della politica brasiliana nel 2010 è l’egemonia culturale e politica della sinistra. I tre candidati alla successione di Lula da Silva fanno infatti a gara a chi si definisce più di sinistra. Dilma Rousseff, la favorita, è del Partito dei lavoratori (PT), il moderato José Serra ostenta un pedigree radicale per il suo partito socialdemocratico (PSDB) e l’outsider verde Marina Silva.

Essere di destra è fuori moda in Brasile. Chi lo è evita di dirlo, la campagna di Serra ne è un esempio, già che destra in Brasile vuol dire clientelismo, autoritarismo e privatizzazioni. Al contrario è ragionevole dire che non tutto quello che si dichiara di sinistra lo sia in una sorta di esplosione semantica che contagia anche il centro politico.

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Brevi-ario latinoamericano 12 – Susana Villarán: una sindaca di sinistra per Lima?

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In questo numero: Fabio Gadea per la destra antisandinista in Nicaragua?
si uniscono le borse valori del Pacifico;
la Jornada compie 26 anni;
Documenti dell’FBI: Sicari della CIA a Cuba e in Portorico
FARC, 22 guerriglieri caduti nel Putumayo
Felipe González adesso fa il lobbista anche per Álvaro Uribe
Perù: Susana Villarán (foto), una sindaca di sinistra per Lima?

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Brevi-ario latinoamericano 11 – Non solo minatori: i mapuche allo stremo in Cile

INF_NOTA41866_558 In questo numero:

i mapuche in sciopero della fame si avvicinano alla morte in Cile;
Hugo Chávez abbraccia la comunità ebraica di Caracas,
lo Yuan compete con il dollaro in América latina,
Silvio Rodríguez in concerto di solidarietà a Ciudad Juárez,
l’America latina sta meglio e crollano gli aiuti alle ONG,
giornalisti in Honduras massacrati nell’indifferenza,
schizzo di corruzione ad un passo da Lula.

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Brevi-ario latinoamericano 10 – Hillary Clinton: Messico come la Colombia, Uribe contestato a Georgetown, scuole occupate a Buenos Aires

estudarg In questo numero: Hillary Clinton: Messico come la Colombia, Uribe contestato a Georgetown, scuole occupate (foto) a Buenos Aires, processo a genocidi in Guatemala, blackout in mezzo centroamerica, l’hub a Manta non decolla, il caso di William Parra di Telesur, l’opposizione cilena con i mapuche, integrazione tra Argentina e Brasile, il vizietto perduto di Jaime Bayly.

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Brevi-ario latinoamericano 9 – Fidel e il modello cubano: cosa ha detto REALMENTE, soldi USA all’opposizione venezuelana, sciopero delle maras in Salvador

maras thumbIn questo numero:

aumentano gli stupri commessi da adolescenti in Colombia,

diminuisce la disuguaglianza in Venezuela e Brasile,

due minori tra i sicari di Tamaulipas,

l’opposizione venezuelana ammette di ricevere fondi dagli USA,

Fidel Castro e il modello cubano: cosa ha detto realmente.

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Brevi-ario latinoamericano 8 – Telesur nel mirino in Colombia, danni collaterali in Messico, Dilma in carrozza in Brasile

dilma-rousseff-una-donna-alla-guida-del-brasileIn questo numero William Parra di Telesur arrestato in Colombia, Dilma Rousseff (foto) oltre il 50% nei sondaggi, scuola in Messico peggio che in Italia (sic), Satelliti latinoamericani, il repressore Bussi di nuovo processato, danni collaterali in Messico come in Iraq. … Leggi tutto

Brevi-ario latinoamericano 6 – Fidel per la pace, torturatori in sciopero della fame in Argentina

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In questo numero: diga gigante in Brasile; Fidel Castro torna in pubblico; i torturatori argentini Von Wernich ed Etchecolatz vogliono fare i prigionieri politici; violenza contro le donne in Cile; Medellin violenta; aumenta la repressione in Honduras; incendi dolosi in Amazzonia e ainda mais.

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Brevi-ario latinoamericano 4 – il primo transessuale a Cuba, attentato alla stampa a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez

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In questo numero: import-export tra Argentina e Brasile, trans a Cuba, record di libri su Chávez, falsi positivi in Colombia, attentato a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez, lo stato di Sao Paulo condannato per razzismo a scuola, l’uscita all’Avana del film sul primo trans a Cuba, golpe in arrivo nei Caraibi?

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Brevi-ario latinoamericano 3 – Rivoluzione mediatica in Argentina. mariuhana libera in California?

TS44129 In questo numero: la nuova legge sui media in Argentina è in vigore; l’Uruguay torna un paese di immigrazione; il silenzio sui mapuche e le prime pagine per il caso Brito; corruzione in Brasile, i latinos per il referendum sulla liberalizzazione della mariuhana in California (foto).

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Brevi-ario latinoamericano 2, Piñera e i minatori, Riforma agraria in Brasile, lunga vita a Cuba, inferno nelle carceri venezuelane, l’amico di Silvio è un assassino

pinera5_0 In questo numero: come il presidente cileno Sebastían Piñera (nella foto) guadagna consenso dai minatori in Cile, la lunga vita dei cubani, i salari in Uruguay che crescono, l’amico di Berlusconi, il presidente panamegno Ricardo Martinelli, è un assassino, la Resistenza in Honduras non si arrende, l’Ecuador pacifista di Rafael Correa.

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Brevi-ario latinoamericano 1, Cantarell a secco, Fidel si scusa con i gay, i Mapuche in sciopero della fame, Santos in Brasile

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In questo numero: il giacimento Cantarell verso l’esaurimento in Messico, Fidel Castro chiede scusa per la discriminazione dei gay negli anni ‘60, almeno tre mapuche sono in stato critico in Cile nel silenzio dei media, 20.000 clandestini desaparecidos in Messico in 10 anni, la visita di Santos in Brasile, muore impunito terrorista a Miami, meno caduti per la polizia bonaerense.

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Il Brasile vola e Dilma Rousseff vola verso la presidenza

dilma-lula-divulgacao-48011 Il Brasile vola, il Brasile di Lula è il posto dove vivere guardando al futuro con ottimismo.

A leggere le pagine economiche dei media brasiliani si riscontra una serie ininterrotta di notizie positive: dopo aver creato un milione di posti di lavoro strutturati nel 2009 l’economia brasiliana si avvia a raggiungere quest’anno la stessa quota in appena nove mesi (400.000 solo tra giugno e luglio); il Brasile è il posto dove le imprese cementiere guadagnano di più al mondo Cina compresa; i telefoni cellulari hanno superato i 190 milioni; in appena un anno i turisti brasiliani che vanno all’estero aumentano del 56%; in appena un anno il consumo di energia è cresciuto del 13.7% e Petrobras sta superando alla grande Pemex e Pdvsa (rispettivamente messicana e venezuelana) come grande compagnia petrolifera statale (mista in realtà) nel continente e da qui al 2014 prevede di triplicare l’import di gas dalla Bolivia.

Potremmo proseguire a lungo ma la sostanza è una sola: i brasiliani non hanno alcun motivo di cambiare e il prossimo 3 di ottobre Dilma Rousseff, nella continuità assoluta con Lula, si appresta a vincere le elezioni al primo turno.

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Si incontrano Santos e Chávez. L’America latina più forte di chi vuole la guerra

chavez_santos_3 Il segretario generale di UNASUR, Nestor Kirchner ha riunito i cancellieri (ministri degli esteri, nella tradizione diplomatica latinoamericana) di Bogotà e Caracas, María Ángela Holguín e Nicolás Maduro, e ha concordato un vertice tra il neo-presidente colombiano Juan Manuel Santos e Hugo Chávez. Si terrà già domani a Santa Marta in Colombia.

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America latina, la crisi non abita qui

7(12062) Il continente intero nel 2010 crescerà del 5.2%.

Se un tempo un battito d’ali a Wall Street provocava un uragano a Brasilia o a Buenos Aires, l’accelerata integrazione latinoamericana, voluta dai popoli e alla quale in questo decennio hanno dato impulso grandi dirigenti come Nestor Kirchner, Lula da Silva o Hugo Chávez, è stato solo un venticello (-1.9% nel 2009) nel Sud.

Questo continua a tessere la tela del proprio futuro da quando ha smesso di prendere ordini dalla Casa Bianca e dal Fondo Monetario Internazionale.

Luci e qualche ombra dalla Patria Grande economica.

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