Thursday 09 February 2012, 05:10

Gli articoli con tag: " Bossi-Fini "

Realtà e stereotipi

A Roma, presso l’Accademia di Romania di Valle Giulia, è stato presentato, giovedì 25 marzo, il volume “I romeni in Italia tra rifiuto ed accoglienza”. Di cosa si tratta?! Questo lavoro, voluto dalle Caritas italiana e rumena, ripercorre la storia del rapporto tra Italia e Romania, cercando di riflettere sul ruolo che i romeni possono avere nella costruzione di un’Italia multiculturale, partendo da dati di fatto. … Leggi tutto

domande di fantascienza

(come se non fossimo in Italia, come se non ci fosse la Bossi-Fini, ecc. ecc.)

E se destinassero qualche bene confiscato alla mafia, o camorra, o ndrangheta, o sacra corona unita, per alloggiare qualche migliaio di schiavi dell’Est Europa o dell’Africa? In Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, (e in Italia) si avrebbe in doppio risultato: ridurre le tensioni sociali, razziali, ecc. e migliorare le condizioni di vita di quei lavoratori, dare uno schiaffo alle mafie, che hanno accumulato quei beni sulla pelle di quella povera gente. E se fra i beni sequestrati ci fossero piantagioni di frutta o di ortaggi e si dessero in gestione a chi ci lavora da schiavo, con una qualche cooperativa tipo quelle di Libera in Sicilia?

Quando a minare il futuro dei giovani è la legge

Zedan è di origine eritrea, viveva con la madre e una sorella in Sudan, terra di conflitti e di pulizie etniche, ed è sbarcato in Italia alla fine di agosto scorso. Ha 16 anni e mezzo ma a vederlo gliene daresti almeno due di meno.

Oggi vive in una comunità d’accoglienza per minori nel centro Italia, alle cui cure è stato affidato dai Servizi Sociali. Mi chiede se dopo l’intervista diventerà famoso. Mi fa sorridere. Ha un bel visino, non esattamente nero, appena più scuro di quello di un mulatto; e una cornice di riccioli perfetti. E’ visibilmente soddisfatto di ogni parola italiana che esce integra dalla sua bocca. Un miracolo, se solo pensa alle difficoltà di comunicazione di un mese fa.

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Migranti al Gay Pride di Torino (e Giorgia Meloni & CO a quello di Genova)

Tra le iniziative in occasione del Genova Pride 2009 (che si terrà il 27 giugno), lo scorso 6 maggio Giorgia Meloni ha partecipato, insieme con Aurelio Mancuso ed altri/e, ad un convegno curato da Arcigay su I giovani e il disagio della diversità. Vabbè, probabilmente mi sono persa qualcosa (confesso che dopo la vicenda Italo ho seguito con poca passione l’evolversi dei vari Gay Pride) eppure di Giorgia Meloni, Ministro alla Gioventù e già presidente di Azione Giovani, ricordo un po’ di cosette terrificanti. Ma non è Giorgia Meloni che si è schierata, in più occasioni, per il Family Day contro il Gay Pride? Non è lei che ha rivendicato la "famiglia tradizionale" e il fare figli come contributo alla Patria?

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Ancora tre giorni per scegliere da che parte stare …

Mancano solo tre giorni alla manifestazione Da che parte stare che si terrà sabato 23 a Milano. Questa manifestazione nasce dall’appello Da che parte stare lanciato da un gruppo di donne e uomini migranti nel febbraio scorso e fatto proprio da un’affollata assemblea di antirazzisti/e e migranti a Bologna il 7 marzo che aveva rilanciato l’idea di una grande mobilitazione nazionale. In questi mesi Da che parte stare ha raccolto l’adesione di numerose realtà antirazziste e migranti, che si ritroveranno a Milano sabato per dire ancora una volta no al razzismo istituzionale, al pacchetto sicurezza, alla Bossi-Fini, ai Centri di identificazione ed espulsione, ai cosiddetti respingimenti verso la Libia e alle strumentalizzazioni in chiave razzista e sessista.

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Contro la crisi e contro il razzismo campagna "Da che parte stare". Milano 23 maggio manifestazione nazionale.

MILANO – 23 MAGGIO 2009

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO!
Campagna Nazionale “Da che parte stare”

La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

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Con Franca Rame, Dario Fo, Alex Zanotelli il 18 Aprile a Castel Volturno

A Castel Volturno dopo la mattanza camorrista del 18 Settembre 2008 che lasciò sul terreno sei africani ed un italiano, tutti estranei ai traffici illeciti ed businness del crimine organizzato, sono subito incominciate le operazioni poliziesche di caccia agli immigrati.

SI BADI BENE: NON PRINCIPALMENTE AGLI IMMIGRATI DEDITI A TRAFFICI ILLEGALI, il che il più delle volte si traduce nello sfruttamento e nell’oppressione di altri immigrati, MA DI CACCIA GENERICA E GENERALIZZATA AL CLANDESTINO.

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Kante Kadiatou

Di seguito La storia di Kante, comunicato delle donne del Coordinamento migranti di Bologna e Provincia a proposito della vicenda di una migrante denunciata subito dopo il parto dal zelante personale medico del Fatebenefratelli di Napoli perché "clandestina". La storia di Kante* (in fuga dalla guerra civile in Costa d’Avorio, rifugiata dal 2007 in Italia dove la sua richiesta di asilo politico è stata già rifiutata più volte, separata dal figlio alla nascita e denunciata), è paradigmatica di una situazione oramai insostenibile che ci obbliga a dare una risposta alla domanda: da che parte stiamo? … Leggi tutto

Razza, privilegio, identità

A Bristol, il 24 e 26 aprile prossimi, si terrà un incontro, Race, Privilege & Identity, che mi sembra veramente interessante per le riflessioni che propone intorno a nodi ancora molto poco meditati (se non proprio ignorati) all’interno della teoria/pratica femminista e queer (soprattutto qui in Italia dove spesso emerge nei discorsi anche di “movimento” un incosapevole razzismo. Spiace dirlo). Riflettere intorno al concetto di “privilegio”, su razzismo/femminismo, sulla necessità di una lotta (reale) che sia antisessista e antirazzista, mi sembra dunque esercizio utile e soprattutto necessario. Di questo incontro mi piace molto anche il manifesto: l’immagine che fa da sfondo è una foto di Olive Morris, militante femminista e squatter negli anni 70 in Inghilterra, attivista del Black Panther e del Black Power Movement inglese, tra le fondatrici del Brixton Black Women’s Group e dell’ Owaad (The Organisation of Women of African and Asian Descent), morta tragicamente giovanissima, a soli 27 anni.
Credo che conoscere la storia di questa ed altre militanti, possa offrire validi spunti a quante sono ancora indecise su da che parte stare … Da parte mia so già da che parte stare, perchè “La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE” (dall’appello Da che parte stare uscito dall’assemblea del 7 marzo scorso). Se ne parlerà, tra l’altro, questa sera a Bologna, nel corso di un incontro al quale mi dispiace molto non poter partecipare essendo altrove, Change Utopia! The migrant and/as the other. Migrazione, cittadinanza, esclusione.

E se fossero i migranti a dire: “noi la crisi non la paghiamo”?

imm Meltingpot intervista Sandro Mezzadra, docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, autore di innumerevoli saggi, tra i quali "Diritto di Fuga" e promotore della rete UniNomade

Lo scenario di crisi globale che stiamo attraversando non manca e non mancherà in futuro di avere pesanti ripercussioni anche per quanto riguarda la vita dei migranti e più in generale sui fenomeni migratori.

Per cercare di approfondire le striature di questo scenario inedito abbiamo intervistato Sandro Mezzadra, esperto in studi post-coloniali, docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e promotore della rete UniNomade.

D: Si discute di crisi economica ed a catena emergono nuovi ed inediti scenari anche per quanto riguarda l’immigrazione. Intanto, possiamo dire che quello della crisi è uno scenario di grande riscrittura delle regole, non solo quelle della finanza? E che proprio questo è anche uno scenario estremamente aperto e potenzialmente molto ricco?

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Mario Balotelli, il nuovo italiano

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Ieri a Castel di Sangro, al limite del Parco nazionale d’Abruzzo, Mario Balotelli, di professione calciatore, ha debuttato in nazionale, per ora l’Under 21. Nonostante sia nato in Italia è cittadino di questo paese da appena un mese, al compimento dei 18 anni. Prima non ne aveva diritto.

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Maurizio Chierici: La Chiesa che dà fastidio

Famiglia Cristiana non è il solo giornale ad inquietare le gerarchie della Chiesa. E’ già successo; risuccederà. Con l’assenso silenzioso del Vaticano il fascismo aveva scremato ogni testata considerata inopportune. Fogli diocesani < non patriottici > nel mettere in dubbio le opere del regime. Anche la democrazia non è stata di meno. Lontano dai veleni del dopoguerra, negli anni ottanta Padre Alex Zanotelli è stato rimosso dalla direzione di Nigrizia per aver pubblicato l’elenco delle industrie italiane che fabbricavano armi proibite: mine antiuomo, per esempio.

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Sulla cittadinanza a Mario Balotelli

Mario Barwuah, meglio conosciuto come Mario Balotelli, è un ragazzone di origine ghanese che di professione fa il calciatore nell’Inter di Milano. Ieri, 12 agosto, ha compiuto 18 anni e oggi, con una cerimonia pubblica officiata dal sindaco del paese lombardo dove risiede, che non vedeva l’ora di farcisi fotografare, è diventato cittadino italiano.

Addirittura si vocifera che Balotelli potrebbe saltare tutte le nazionali giovanili ed essere convocato direttamente da Marcello Lippi.

Complimenti al ragazzo al quale auguro uno straordinario futuro, ma ci sono alcune cose importanti da dire.

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Sommovimento antirazzista e antisessista

Di seguito il volantino delle Sommosse antirazziste, in occasione della Terza Giornata dei migranti che si terrà domani in piazza dell’Unità a Bologna nell’ambito delle iniziative della Primavera antifascista e antirazzista. … Leggi tutto

Le cattive frequentazioni di Fiamma Nirenstein e del sionismo occidentalista

NirensteinCiarrapico Fiamma Nirenstein si sentiva a casa sua nel Popolo della libertà e ne ha accettato con entusiasmo la candidatura. Ma la presentazione dell’orgogliosamente fascista Giuseppe Ciarrapico nella stessa lista ha rivelato quanto velleitario ed omissivo fosse il suo percorso politico.

L’alleanza tra occidentalismo aggressivo e sionismo espansionista era il luogo nel mondo di Fiamma. Negli ultimi anni su tali presupposti ha costruito una buona parte della sua carriera e pensava di poter giungere in parlamento.

La demonizzazione dei palestinesi e dell’Islam in generale e la difesa muscolare delle ragioni del colonialismo israeliano rendono bene pubblicisticamente e hanno fatto della giornalista de La Stampa una sorta di seconda Oriana Fallaci.

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