di Giuseppe Aragno, lunedì 31 agosto 2009, 23:34
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Italia, Primo piano
Non mi dilungo sul tema dell’egemonia culturale. A che servirebbe? Mi limito ad osservare che l’eccesso di attenzione dedicata alla ditta “Noemi e associate” e, per legge di contrappasso, alla spazzatura messa in circolo quotidianamente dal pennivendolo di turno, fa il gioco dei “padroni del vapore”, quale che ne sia la parte politica, se di politica a questo punto si può ancora parlare.
Dopo il “vuoto a perdere” del sedicente federalismo fiscale, dopo gli esempi di pochezza politica, indigenza culturale e miseria morale, confezionati, impacchettati e messi in vendita sotto l’etichetta di quel lucido delirio chiamato “emergenza sicurezza”, la “riscoperta” delle “gabbie salariali”, non è una stravagante “trovata” della Lega Nord, alla quale quel genio di Sacconi copre prontamente le spalle con la formula del salario differenziato.
Quella che ognuno di noi che sa “leggere, scrivere e far di conto” si trova ormai di fronte va ben oltre la volontà e la consapevolezza che appartengono anche a chi è fazioso, egoista e ferocemente razzista.
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di Mattia Nesti, lunedì 3 agosto 2009, 12:53
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Dialoghi
La crisi finanziaria è ormai passata, ma la crisi dell’economia reale raggiungerà il suo apice nei prossimi mesi e, in particolar modo, nell’autunno.
Per questo, con un Governo immobile che cerca solo di salvaguardare il sistema malato che ha portato ai disastri degli ultimi mesi e di distruggere le conquiste sociali delle lotte studentesche e operaie, padroni e padroncini stanno mettendo le mani avanti, cercando di salvare i propri interessi scaricando gli effetti della crisi sui lavoratori, magari approfittando del periodo estivo, in cui l’allerta dei soggetti politici di lotta è tendenzialmente più bassa.
Fin qui niente di nuovo.
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di Mattia Nesti, lunedì 3 agosto 2009, 12:51
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Dialoghi
Questo articolo era già stato pubblicato il Maggio scorso, per ricordare la non ricordata strage di Piazza della Loggia a Brescia.
Ma, per quanto mi riguarda, quelle parole sono utili per ricordare e attualizzare tutti gli omicidi di Stato della storia repubblicana, da Portella della Ginestra fino Carlo Giuliani e Federico Aldrovandi, passando per tutte le stragi, ordite per reprimere nel sangue venti di rinnovamento, da fascisti, apparati di stato, massoni e via dicendo, che sono costate la vita a centinaia di innocenti.
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di Fabio Bovi, mercoledì 29 luglio 2009, 09:29
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Informazione – America Latina – Comincio io WEB
Ricevo e inoltro volentieri (con richesta di sottoscrivere) l’appello che richiede di mantenere alta l’attenzione sull’Honduras con l’obiettivo di evitare carneficine.
Infatti e’ palese il pericolo che, quando/se saranno spenti i riflettori dei media su cio che sta accadendo in Honduras, ci sara’ ancora piu’ repressione…
Noi cerchiamo di informare sugli avenimenti degli ultimi gg… Chiedo anche a chi legge questo appello di diffonderlo a sua volta per contribuire attivamente a difenderci dalla disinformazione di massa!!
Ciao
fabionews.info
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di Vincenza Perilli, domenica 26 luglio 2009, 17:35
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Riprendo, dal sito dell’Aap, l’invito a riflettere insieme, in occasione dell’approssimarsi del ventinovesimo anniversario della strage del 2 agosto, sulle stragi di stato. Perché la memoria diffusa è l’unico antidoto contro la possibilità che certi eventi possano ripetersi.
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di Doriana Goracci, domenica 19 luglio 2009, 23:40
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Mi è arrivata una lettera da Carmelo Viola , ho promesso che l’avrei inoltrata in rete e mi ha risposto quando gli ho ribattuto che non ero medico giornalista o sociologa: “Non occorre essere medici o altro per negare allo Stato la facoltà medioevale di decidere quale terapia fa comodo alla mafia legale: la più vergognosa”.
Lui è un signore ottantenne, siciliano, con l’animo di un ragazzo ribelle e anarchico, pieno di passione e non velleitaria. Può dare la misura di ciò che scrive una sua breve analisi sul G8, scritta il 10 luglio scorso. E’ impegnato totalmente nella ricerca sociologica e la denuncia sociale con l’ “Editrice di Quaderni fuori commercio Fond. e Dir. Carmelo R. Viola, biosociologo“, dove si definisce il suo anarchismo etico.
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di Vincenza Perilli, mercoledì 24 giugno 2009, 11:04
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Dialoghi
In occasione dell’uscita del volume di Nicoletta Poidimani Difendere la “razza”. Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini (ed. Sensibili alle Foglie, 2009), sabato 27 giugno a Bologna, una riflessione sul riattivarsi odierno di nuovi stereotipi razzisti e sessisti a partire dalle analisi delle politiche sessuali e razziali applicate dal regime fascista nelle sue colonie africane a cura del Seminario itinerante antisessista e antirazzista
Intervengono: Nicoletta Poidimani (autrice di Difendere la “razza”),Najat Achak (Coordinamento migranti Bologna), Kaha Mohamed Aden (scrittrice)
Introducono: Liliana Ellena e Vincenza Perilli
Al termine dell’incontro proiezione del documentario di Chiara Ronchini e Lucia Squeglia
GOOD MORNING ABISSINIA
SABATO 27 GIUGNO ORE 15.00
CENTRO INTERCULTURALE ZONARELLI
via Sacco 14 – Bologna
Promuovono:
Ass. Sopra i ponti, Anpi Bolognina, Centro Zonarelli,
Laboratorio femminista Kebedech Seyoum
Ulteriori info e materiali in Marginalia
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di Enza Panebianco, martedì 16 giugno 2009, 07:38
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Su Liberazione è stata pubblicata una lettera di Maldestra e Madri per Roma Città Aperta. Si riferisce ad una questione che riguarda la stampa cosiddetta di sinistra e la pubblicazione di pagine nelle quali si sdoganano culture fasciste. Una discussione del genere tempo fa vi fu anche per un articolo pubblicato su Il Manifesto nel quale la cronaca descrittiva del fenomeno neofascista veniva stilata con pericolosi scivoloni acritici. Poi ci fu la giornalista Alessandra Di Pietro che sul settimanale Gioia proponeva una intervista alle donne di Casapound come si trattasse di una chiacchierata tra vecchie amiche i cui mariti usano chiamarsi tra loro "camerati". Belle signore, per carità, neppure un filo di cellulite. La Di Pietro ha scordato di chiedere qual è il segreto della loro bellezza. Deve essere dura liposungere anni e anni di culto della perfetta giovane fascista del terzo millennio. (Se interessa, nei "nostri" spazi c’è ampia licenza di naturale e rilassato sbracamento corporeo. Sai mai voleste farvi un morso di meravigliosa cioccolata fondente…)
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 15 giugno 2009, 08:10
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Italia
Complotti, eversione, coltellate alla schiena, rischio golpe (bum!) titola “il Giornale”, per le idi di giugno non ne facciamo nulla, ma per quelle di luglio o agosto forse sì. Cesare Papi Silvio ha paura e da oggi al G8 si afferra all’abbronzato Obama visto che in casa vede ombre dappertutto. Dà la colpa a Franceschini, maddai, al perfido baffino, ummh… di coltellate alla schiena ne sa, chiedere a Bologna, ma di forza per sferrarle?
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di Giuseppe Aragno, domenica 14 giugno 2009, 11:46
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Non m’importa di sapere se in tema di violenza politica lo statunitense Ronald Reagan, l’uomo che nel 1986 bombardò Tripoli ferocemente in una guerra mai dichiarata, vanti un pedigree più nobile di quello che può esibire il dittatore libico Muammar Gheddafi. La violenza, in ogni caso, fu inutile e il colonnello sfuggì al bombardamento terroristico americano. Allah pare sia grande e, da bambino, il colonnello era del resto sfuggito miracolosamente alla morte, saltando su una mina di Mussolini, dittatore di casa nostra, figlio dell’Italia colonialista e liberale al tempo degli eccidi di Shara Shat e padre di quella fascista: l’Italia dei gas etiopi, delle leggi razziali, delle stragi balcaniche, delle pubbliche esecuzioni e delle mortali deportazioni tripolitane.
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di foscalontana, domenica 7 giugno 2009, 18:11
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di Dhyan Gandha Emanuela Risari

Allora. E’ partito il circuito del virtuoso voto di scambio.
Una non voleva votare, l’altra non poteva esercitare pienamente il diritto di voto(cioè: per un casino della burocrazia avrebbe potuto con sforzo economico e fisico votare solo per le europee ma non per le provinciali). Mezzo diritto uguale nessun diritto.
Entrambe pensano ormai di non avere diritti.
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di Vincenza Perilli, venerdì 5 giugno 2009, 16:05
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Che ci sia un flirt tra Alemanno, sindaco di Roma, e i "fascisti del terzo millennio" di CasaPound, non è (purtroppo, ma prevedibilmente) cosa nuova. Lo abbiamo visto in occasione dell’occupazione "non conforme" di uno stabile nel quartiere Portuense nel gennaio scorso, quando Alemanno ha accolto a braccia aperte Gianluca Iannone, lo abbiamo visto ancora in occasione del convegno organizzato da Donne e Azione (la costola femminile di CasaPound ideatrice di Tempo di essere madri, che avevamo criticato dalle prime avvisaglie e oggi sostenuto anche da molti/e esponendi del Pdl), quando Alemanno concede logo e patrocinio gratuito all’iniziativa. Di contro niente patrocinio al Gay Pride di Roma previsto per il 13 giugno, e anzi negazione dell’autorizzazione a qualsiasi percorso appena plausibile per il Pride, di fatto impedendone (o tentando di impedirne) lo svolgimento.
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di Mattia Nesti, domenica 31 maggio 2009, 19:45
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La settimana che è appena trascorsa ha visto il caso Noemi impazzare su tutti i principali organi d’informazione, insieme ai battibecchi tra Franceschini e figli di Berlusconi, alle notizie sulla “lotteria” Opel, agli scioperi della fame di Pannella.
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di Vincenza Perilli, lunedì 25 maggio 2009, 21:22
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Qualcuno/a, l’altra notte, ha imbrattato con una svastica il cippo in ricordo della staffetta partigiana Adalgisa Gallerani, nome di battaglia Tosca. Il cippo era stato posto, nel parco a lei dedicato alla periferia di Bologna, solo tre anni. Alla cerimonia aveva partecipato anche la sua amica e compagna di lotta Tolmina Guazzaloca, nome di battaglia Giuliana.
La svastica sarà cancellata, come sono state cancellate tante altre volte, da monumenti, da muri, da saracinesche di negozi di migranti. Certo resta la cicatrice "simbolica", come i segni delle svastiche incise a punta di coltello in questi anni sui corpi delle tante vittime dello squadrismo di destra. Ma credo che sia palese che queste cicatrici sono altrettanti monumenti alla resistenza.
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di Vincenza Perilli, giovedì 21 maggio 2009, 10:17
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Mancano solo tre giorni alla manifestazione Da che parte stare che si terrà sabato 23 a Milano. Questa manifestazione nasce dall’appello Da che parte stare lanciato da un gruppo di donne e uomini migranti nel febbraio scorso e fatto proprio da un’affollata assemblea di antirazzisti/e e migranti a Bologna il 7 marzo che aveva rilanciato l’idea di una grande mobilitazione nazionale. In questi mesi Da che parte stare ha raccolto l’adesione di numerose realtà antirazziste e migranti, che si ritroveranno a Milano sabato per dire ancora una volta no al razzismo istituzionale, al pacchetto sicurezza, alla Bossi-Fini, ai Centri di identificazione ed espulsione, ai cosiddetti respingimenti verso la Libia e alle strumentalizzazioni in chiave razzista e sessista.
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