A sette giorni dal nuovo trionfo del Frente Amplio in Uruguay, Evo Morales ha stravinto, come nelle previsioni, le elezioni presidenziali in Bolivia superando agevolmente il 60% dei voti in un paese che appare meno diviso del passato e dove il MAS (Movimento al Socialismo, sinistra, al governo dal 2005) cresce anche in molte regioni tradizionalmente ostili. L’opposizione parafascista e razzista di Manfred Reyes Villa si ferma al 23-25% dei voti e quella liberal-moderata dell’industriale cementiere Samuel Doria Medina resta lontano anche dal 10% auspicato. Nella nuova Assemblea Legislativa Plurinazionale, che sostituisce il Parlamento la maggioranza sarà comoda (oltre 70 parlamentari su 130) e molto probabilmente il MAS ha ottenuto anche la maggioranza qualificata di due terzi nel Senato con 24 o 25 senatori su 36.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Redazione, lunedì 7 dicembre 2009, 10:53
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America latina, Media
Alle 11.40 intervista a Gennaro Carotenuto sulle elezioni in Bolivia a RAI Radio3Mondo.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 7 dicembre 2009, 01:38
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America latina, Primo piano
Si profila uno straordinario risultato per Evo Morales in Bolivia. Nei sondaggi all’uscita dei seggi (exit polls in italiano), il presidente uscente sarebbe tra il 61 e il 63% mentre il suo più immediato inseguitore Manfred Reyes Villa sarebbe intorno al 25%. Le elezioni si sono svolte in tutto il paese in assoluta tranquillità e non sono segnalate denunce di alcuna irregolarità.
Leggi anche:
Speciale Bolivia 1: appunti per un bilancio sul governo (riformista) dei movimenti sociali,
Speciale Elezioni in Bolivia 2: Evo Morales, dal governo all’egemonia?
e inoltre l’intervista di Gennaro Carotenuto a Evo Morales.
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di Giorgio Sabaudo, domenica 6 dicembre 2009, 22:09
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Dialoghi
Santa Ana de Coro.
Arriviamo da Santa Marta(Colombia) a Maracaibo alle dieci del mattino dopo 12 ore di pulmino anziché 7 a causa del bus che prima si ferma con la batteria scarica e che poi buca una ruota.
Alla frontiera di Maicao non abbiamo nessun problema nonostante in precedenza ci avessero detto il contrario a causa delle tensioni Colombia-Venezuela.
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Giorgio Sabaudo su http://www.gennarocarotenuto.it
Domenica Evo Morales (nella foto con il vicepresidente Álvaro García Linera) sarà rieletto trionfalmente presidente della Bolivia. Anche i sondaggi più striminziti lo danno al 55%, comunque al di sopra del 53.7% del 2005, mentre quelli amichevoli lo collocano addirittura alle soglie del 70%. Dopo due secoli di instabilità politica, dittature e minoranze creole al governo la Bolivia così si avvia al secondo governo delle maggioranze, o dei movimenti sociali, come ama dire Evo.
Sarà uno straordinario successo, Morales sarà il primo presidente della storia ad essere rieletto democraticamente, sul quale la grande stampa glisserà, o irriderà e continuerà senza alcuna riflessione a demonizzare. Nella base militante intanto vi sono dubbi su una politica di alleanze considerata troppo spregiudicata. Sapremo domenica se per il partito del Presidente Morales, il MAS, il “Movimento al Socialismo”, sarà valsa la pena il sacrificare un po’ di coesione per riuscire a conseguire i due terzi dei seggi in parlamento.
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Leggi anche: Speciale Bolivia 1: appunti per un bilancio sul governo (riformista) dei movimenti sociali e inoltre l’intervista di Gennaro Carotenuto a Evo Morales.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 4 dicembre 2009, 23:14
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America latina, Pianeta Terra
Il primo quadriennio di Evo Morales al governo della Bolivia ha coniugato il massimo dell’utopia al massimo del pragmatismo. A smentire tutti i paradigmi neoliberali la nazionalizzazione del settore estrattivo ha sottratto alle multinazionali la parte iniqua dei guadagni ed è servito a mettere in moto un processo di perequazione sociale finora coniugato con le esigenze di un bilancio dello stato oggi molto più brillante che all’epoca dei Chicago boys.
Tutto ciò è stato fatto cambiando (o iniziando a cambiare) lo Stato con la nuova Costituzione plurinazionale che restituisce la piena cittadinanza alla maggioranza indigena e accrescendo sempre più un consenso che assume tratti egemonici. D’altra parte, e causa qualche preoccupazione, il MAS mostra segnali di trasformarsi in un “catch all party” che supera la propria base per strizzare l’occhio a frammenti non proprio presentabili dell’opposizione.
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di f.caprini, lunedì 30 novembre 2009, 23:51
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Pianeta Terra
Dall’America latina all’Europa, i protagonisti delle battaglie internazionali in difesa dell’ acqua per una serie di incontri e conferenze:
Dalla Bolivia Oscar Olivera, dal Messico Raquel Gutierrez, dall’Irlanda John Holloway, dall’Italia padre Alex Zanotelli.
Testimonianze e confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua, che attorno a sé riassume le contraddizioni della nostra epoca, ispirando la creazione di nuovi orizzonti possibili. Un evento tanto più significativo, nell’Italia che privatizza l’acqua.
Verrà presentato il libro “La Rivoluzione dell’Acqua – La Bolivia che ha cambiato il mondo” [ed. Carta – a cura di Yaku], sulla Guerra dell’Acqua di Cochabamba di cui cadono i dieci anni. Insieme agli autori, Oscar Olivera e Raquel Gutierrez e la partecipazione di John Holloway.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 30 novembre 2009, 14:22
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America latina, Primo piano
Pepe Mujica, l’ex guerrigliero Tupamaro, per 13 anni prigioniero della dittatura fondomonetarista, per nove anni rinchiuso in un pozzo e torturato continuamente, è il nuovo presidente della Repubblica in Uruguay. Ha ottenuto il 51,9% dei voti, superando il 50.4% con il quale Tabaré Vázquez era stato eletto cinque anni fa. Il suo rivale, Luís Alberto “Cuqui” Lacalle, del Partito Nazionale, si è fermato al 42.9% dei voti.
E’ uno scarto di nove punti, superiore a tutte le aspettative e, con un’affluenza alle urne superiore al 90% in uno dei paesi dal più alto senso civico al mondo, conferma che quella del presunto rifiuto per la figura popolana e popolare e dal passato guerrigliero di Mujica era una menzogna cucinata e venduta a basso costo dal complesso disinformativo-industriale di massa.
Il trionfo di Mujica (nella foto incredibilmente in giacca, ma senza cravatta) è espressione di quello che negli anni del Concilio Vaticano II si sarebbe definito “segno dei tempi”. Come ha detto lo stesso dirigente politico tupamaro, emozionatissimo nel suo primo discorso sotto la pioggia battente a decine di migliaia di orientali che hanno festeggiato con i colori del Frente Amplio, quello che lo porta alla presidenza è proprio “un mondo alla rovescia”.
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di Fabrizio Lorusso Mex, domenica 29 novembre 2009, 11:31
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Dialoghi
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di Alessandro Minisola, lunedì 19 ottobre 2009, 21:23
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Dialoghi
Cochabamba, 16 Ottobre 2009
Quasi a confermare quello che si diceva ieri una fresca brezza ha spirato nei cieli di Cochabamba per tutto il giorno. In un contesto blindato ma festoso la VII Cumbre dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe – Trattato del Commercio dei Popoli (ALBA-TCP) è entrata finalmente nel vivo con l’arrivo dei capi di stato e l’inaugurazione ufficiale della cumbre a cui è immediatamente succeduta la prima riunione.
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di Alessandro Minisola, sabato 10 ottobre 2009, 04:39
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America latina, Pianeta Terra
La Paz, 9 Ottobre 2009
A quattro giorni dall’inizio ufficiale della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 6 Dicembre una folla oceanica ha accolto in festa il comizio di Alvaro Garcia Linera (nella foto) che inaugurava la campagna del Movimento Al Socialismo.
Nonostante l’assenza del Presidente Evo Morales, riunito a Cochabamba con i rappresentati degli imprenditori, decine di migliaia di persone, in rappresentanza delle varie sigle sindacali che costituiscono la base sociale del MAS, hanno riempito plaza Villarroel intonando slogan, sventolando bandiere e scoppiando gli immancabili petardi mentre il Vicepresidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia elencava e spiegava i risultati conseguiti dal binomio governativo che si appresta alla ricandidatura.
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di Alessandro Bruschi, domenica 27 settembre 2009, 08:19
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Dialoghi
Come compagni delle Brisop (Brigate per la solidarietà e per la pace) abbiamo intervistato il compagno Dario, di Buenos Aires, venuto in Italia per intervenire al campo estivo organizzato a Viareggio dall’Unione democratica arabo-palestinese.
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di , domenica 13 settembre 2009, 10:13
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America latina, Pianeta Terra, Primo piano

di Marinella Correggia, Annalisa Melandri
“Il Manifesto”, 10 settembre 2009
«Ora soluzione politica»
Intervista dal carcere del Callao, dove è sepolto vivo da quasi 20 anni, a Víctor Polay, leader dell’Mrta, il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. «La nostra lotta era giusta e non è stata vana. Ma il tempo delle armi è finito: in Perú e in una America latina che va vista con speranza e ottimismo»
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di Davide Matrone, giovedì 10 settembre 2009, 21:30
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L’UNESCO dichiara l’Ecuador paese libero dall’alfabetismo.
Grazie al sistema educativo cubano "Yo si puedo".
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