Friday 25 May 2012, 04:36

Gli articoli con tag: " blogger "

(Termo)valorizziamo i blog

Sono veramente deluso. Se nei giornali la notizia su cui si parla di più è il rapporto matrimoniale in crisi del premier, questo è divenuto l’argomento fondamentale di discussione anche nei blog.
Ciò evidentemente mostra che il blog come strumento d’informazione dal basso si sta irrimediabilmente accartocciando su se stesso.

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Il Maggio per Giuseppe Gatì. E noi?

http://www.lamiaterraladifendo.it/wp-content/uploads/2009/02/manifesto-gati-light.jpg

Giuseppe Gatì è uno dei tanti morti sul lavoro, morti banali. Non è stata banale la vita di questo ragazzo di 24 anni, morto tre mesi fa… era un blogger anche lui, aveva un sito LA MIA TERRA LA DIFENDO IO uno che aveva gridato che bisognava ribellarsi.

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Primo maggio di sangue a Taranto, sparano sul centro sociale

assassino

Ecco la breve della “Gazzetta del Mezzogiorno”, con pochi altri riscontri, seguono una nota di Alessandro Marescotti e un comunicato del PRC di Taranto (gc). 

Un giovane di 18 anni è rimasto ferito in un agguato avvenuto la notte scorsa nel centro sociale ‘Cloro Rossò di Taranto. Alcuni malfattori con il volto coperto si sono introdotti nella struttura e hanno sparato sette colpi di pistola, tre dei quali hanno ferito il diciottenne alle gambe. Subito dopo gli autori dell’agguato sono fuggiti. Il ferito, condotto nell’ospedale ‘Santissima Annunziatà, è stato dichiarato guaribile in 30 giorni. Indagini sono state avviate dalla polizia per risalire ai responsabili.

Alessandro Marescotti: Tre colpi di pistola hanno centrato un ragazzo di Cloro Rosso, il quarto è stato attutito dal telefonino che ha fatto da scudo. E’ stato operato d’urgenza ed è ora all’ospedale il ragazzo del centro sociale autogestito che stanotte è stato colpito da una persona che è entrata nei locali di Cloro Rosso e ha fatto fuoco. Poco prima erano stati respinti alcuni ragazzi che volevano entrare con la forza. Chi ha sparato aveva un passamontagna, ed è fuggito via.

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Scorpioni a Srebenica

L’11 luglio del 1995 a Srebrenica, le forze serbo-bosniache massacrarono oltre 8000 musulmani bosniaci. Mutilazioni, sevizie, stupri, sepolture di vivi e vive non si contano. Nella stessa estate alcuni membri degli Skorpion, gruppo paramilitare guidato dall’ancora latitante Ratko Mladi?, vengono ripresi in un video mentre torturano barbaramente e infine uccidono dei ragazzi musulmani. Questa videocassetta (ritrovata da un attivista per i diritti umani di Belgrado e trasmessa solo dieci anni dopo dalle televisioni di tutto il mondo) è una delle prove a carico degli Skorpion nel processo a loro intentato a Belgrado.
"Non ho mai avuto una patria, non ho mai avuto una lingua madre, non ho mai creduto in Dio. Sono cresciuta come una zucca sui rifiuti … Sono cresciuta tra paesi, lingue, costumi. Nelle mie varie scuole ho parlato inglese, italiano, serbo. Ho preso in prestito i guai degli altri per scriverne. Ho scritto, mi sono emozionata, ho pianto". A scrivere (parlare) è Jasmina Tesanovic, attivista, femminista delle Donne in Nero di Belgrado, scrittrice e blogger, autrice, tra l’altro, di quel celebre Diary of a Political Idiot, scritto in rete durante la guerra del Kosovo e il bombardamento della Serbia. Domani, giovedì 30 aprile a Torino (Circolo dei lettori, v. Bogino 9, h. 18.30), Jasmina Tesanovic presenterà (con interventi e letture di Vesna Scepanovic, Simona Lodi, Maria Viarengo e Elena Ruzza) Processo agli Scorpioni, doloroso reportage del processo di Belgrado agli Skorpion.

Giovani giornalisti blogger ed Europa

La Commissione Europea promuove lo “Young Journalists Award”, un concorso rivolto a giovani tra 17 e 35 anni.

Consiste nell’inviare un articolo sull’Unione Europea che sia stato già pubblicato su un blog, un giornale o trasmesso via radio.

Per maggiori informazioni sul concorso, si può visitare www.eujournalist-award.eu/your-award-2009.html

L’articolo dovrà essere inviato in Italiano entro il 31 Maggio e i vincitori saranno premiati con un viaggio a Berlino.

Cacchine neofasciste

Talvolta capita che alcune notiziole, che pure avrebbero meritato un po’ di spazio qui, vadano perse . Solo oggi, ad esempio, leggo dell’accoglienza riservata alla convention elettorale di CasaPound a Bologna a base di cacche varie. Ahimè, mi son detta, speriamo che nessun* sospetti che l’immagine qui di fianco, usata in Marginalia qualche tempo fa per illustrare un articoletto su CasaPound, fosse un’oscura allusione atta ad istigare il passaggio ai fatti. Qualcun* (forse) penserà che sono un tantino paranoica, invece vi assicuro che (purtroppo) non sono preoccupazioni peregrine. In un’epoca in cui la libertà d’espressione è invocata a gran voce per giustificare le peggiori nefandezze (dalle camere a gas "dettaglio della storia" alla riabilitazione della Repubblica di Salò), può capitare, ad esempio, solo per aver tirato fuori qualche scheletro dall’armadio de Il Resto del Carlino, di subire pesanti forme di mobbing inventivo … Vista l’aria che tira e il poco tempo che (ancora forse) resta prima che ci mettano il bavaglio a tutt*, passo velocemente (di cacca in cacca) al convegno promosso da Forza Nuova a Milano per il prossimo 5 aprile. Dovrebbero colà intervenire tra i maggiori rappresentanti dei partiti neofascisti europei aderenti al progetto Fronte Nazionale europeo, da Bruno Gollnisch del Front National a Simon Darby del British National Party per arrivare a Stratos Karanikolau del greco-cipriota Proti Grammi (Linea di Fronte). Senza dimenticare Roberto Fiore, ovviamente.

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Qualche centinaio nessuna paura…

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Parto da dove c’ero, il 14 febbraio 2009, a Roma per il NO VAT: con un video che attesta che eravamo un migliaio e un altro video che parla di qualche centinaio. Contro chi e cosa?

http://webbino.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/webbino/ratzinger.jpg

Poco prima della riunione settimanale del gabinetto, Olmert conferma la visita del Papa a maggio in Israele ma a Viterbo verrà il 6 Settembre e da TusciaWeb ho un’occasione imperdibile: “Dì la tua sulla nuova macchina di Santa Rosa di Vittori”. Dico la mia allora in altro spazio…

Nel primo articolo si dice che “E’ partita alle 16 la la quarta edizione della manifestazione “no Vat” per dire “no” all’ingerenza del Vaticano nella politica e nella società italiana. La protesta, nata per volontà di varie associazioni e collettivi che si sono unite nel coordinamento “FacciamoBreccia”, è partita da piazza della Repubblica ed è proseguita per via Cavour, Fori Imperiali, via delle Botteghe Oscure per poi concludersi con l’arrivo in piazza Campo de’ Fiori. Il coordinamento di associazioni ha deciso di scendere in piazza per ribadire la richiesta di cancellazione dei Patti Lateranensi -il cui anniversario ricorre l’11 febbraio- e per esprimere la volontà di autodeterminarsi nella propria quotidianità e nelle proprie scelte di vita. Gli organizzatori della manifestazione accusano infatti «l’alleanza fra politica istituzionale e Vaticano» di aver consentito il rafforzamento di «politiche familiste, securitarie e proibizioniste» e chiedono più spazio alla laicità…. Nonostante il freddo intenso circa un migliaio di persone hanno aderito alla manifestazione, esibendo scritte e striscioni anticlericali”.

Nel secondo, fornito da “Repubblica“: “Corteo No Vat Centinaia di appartenenti alla rete ‘Facciamo Breccia’, sigla che racchiude organizzazioni gay, omosessuali e partiti politici come quello Radicale, hanno aderito al quarto corteo nazionale No-Vat. Alcuni manifestanti, scandendo slogan contro il Vaticano, hanno issato un cartello con riprodotta una svastica con accanto il volto di papa Ratzinger con i baffi di Hitler… Secondo le forze dell’ordine i partecipanti al corteo sono stati poco più di un migliaio “.

A Vicenza, settemila in corteo: «Non siamo un’associazione a delinquere» Paola Zanca scrive: ” Già, perché a Vicenza, nel cuore del produttivo nordest, c’è un’emergenza democratica. Senza esagerare. C’è una città che da due anni lotta per il diritto a decidere che fare del suo territorio. C’è da perdersi nella catena infinita di sentenze, ricorsi, referendum. Ai vicentini resta un’unica certezza: gli americani possono decidere per loro. O almeno, c’è chi glielo lascia fare. Nomi e cognomi: Paolo Costa, il commissario governativo che segue l’iter per la realizzazione della nuova base americana, ma anche presidente della commissione Ue ai Trasporti, e presidente dell’Autorità portuale di Venezia. A Vicenza, nominarlo, è soffiare fumo negli occhi: in consiglio comunale lo aspettano da mesi, anni oramai. Ma lui non si è mai presentato. Viene, va in prefettura, rilascia qualche dichiarazione alla stampa e se ne va. Per l’ennesima volta, una settimana fa, tre capogruppo della maggioranza e due della minoranza, gli hanno formalmente chiesto di poter visitare il cantiere. Lui ha risposto che dal luglio 2008 sono le autorità americane a dare l’autorizzazione. Non un nome a cui rivolgersi, sull’area del Dal Molin la democrazia è sospesa. La chiamano ormai un’«illegalità legalizzata». Perché lì non c’è una Valutazione di Impatto Ambientale: quasi quasi te la chiedono per aprire una finestra, esageriamo, figuriamoci per un’opera mastodontica, le cui fondamenta affonderanno nel terreno per venticinque metri. L’ultimo episodio di tensione si è verificato martedì, quando gli attivisti del No Dal Molin hanno deciso di provare a bloccare lo stesso la strada verso l’area della base, nonostante la questura non avesse autorizzato la manifestazione. La polizia li ha accolti in assetto antisommossa. E sedici di loro hanno dovuto lasciare i documenti in questura. Tra le ipotesi di reato, c’è quella di associazione a delinquere. Chi si oppone alla base, insomma, farebbe parte di una vera e propria attività di criminalità organizzata. Facinorosi, direbbe qualcuno”.

Poi un breve resoconto della Rete Antifascista Perugina: NO PASARAN Perugia 14 febbraio 2009 Circa un centinaio di compagne e compagni hanno resistito un minuto in più dei fascisti di forza nuova, che si erano dati appuntamento per un comizio super blindato in uno dei quartieri di Perugia più popolato da immigrati. I manifesti con cui forza nuova pubblicizzava il comizio, comunque strappati nottetempo, usavano lo stupro e la crisi per criminalizzare i migranti. Il titolo era: ” E se accadesse a tua figlia?”, sotto la foto di una donna bianca stuprata e alla fine: “comizio-presidio contro l’immigrazione selvaggia che sta portando ad una crisi che minaccia di distruggere ciò che resta del tessuto comunitario di questa nazione”. Un centinaio di compagne e compagni, le donne in prima fila con gli striscioni, si sono diretti verso il presidio di quelle carogne. Lo spiegamento di forze ovviamente era sproporzionato e non per la presenza dei fascisti in borghese (per lo più una decina), quanto per quelli in divisa che li hanno coperti e protetti (il loro presidio era autorizzato, la nostra manifestazione no, ma è stata una nostra scelta politica quella di non farsi imbrigliare nelle maglie della burocrazia di uno Stato di polizia). C’erano la guardia di finanza e i carabinieri in assetto antisommossa più i famigerati G.O.M di Bolzaneto, oltre, naturalmente, alla digos. Nonostante lo sproporzionato schieramento delle forze dell’ordine (che ci hanno praticamente circondato in una piazzetta bloccando il traffico ed impedendoci di essere visibili se non a costo delle botte) abbiamo urlato a squarciagola: “siamo tutti antifascisti”, “lo stupratore non è l’immigrato, ma è il figlio sano del patriarcato” ecc. Dopodiché abbiamo deciso di aggirare l’ostacolo, facendo finta di sciogliere l’adunata e di burlarci di quei mastini con casco e scudo. Dopo un divertente giro per i vicoli senza scagnozzo digossino al seguito, ci siamo avvicinati al presidio-comizio di forza nuova, sorprendendolo da sotto, dall’altra parte della strada e abbiamo scandito ininterrottamente slogan contro quelle merde. Naturalmente i fascisti in divisa (carabinieri e polizia in assetto antisommossa) ci hanno impedito di fare di più, ma la nostra manifestazione era pressoché spontanea e non eravamo preparati qui a Perugia ad affrontare le cariche di quelle bestie. Comunque abbiamo resistito con dignità e combattività, bloccando il traffico con i nostri corpi e i nostri striscioni. Le donne in prima fila hanno sfidato l’ordine di uno Stato che ha assunto il fascismo, il razzismo e lo stupro come perni della sua “sicurezza”, della sua ragione d’essere, della sua “costituzione”. Abbiamo urlato: “preti, militari, fascisti e polizia dalle nostre mutande vi scacceremo via”, “macchè democrazia, ma quale sicurezza, l’antifascismo è l’unica certezza”, “ma quale sicurezza, macchè democrazia, questo è uno Stato di polizia”, “Piazzale Loreto ce lo ha insegnato uccidere un fascista….” ecc. ecc. Finalmente ci siamo riappropriati del nostro territorio, le/i migranti hanno potuto ascoltarci e vederci. Ora sanno che non sono più soli (su uno striscione c’era scritto: ” immigrati, non lasciateci soli con gli italiani!”). Al termine del comizio (in lontananza, ma coperto dalle nostre voci che li hanno salutati al grido di “forza nuova merda vecchia” , “buffoni, buffoni” ecc.) abbiamo cercato di raggiungere la fermata dell’autobus più vicina per andare via insieme, ma le forze dell’ordine ce lo hanno impedito. Quindi abbiamo bloccato un autobus, lo abbiamo occupato e con esso siamo andati via al grido di “tutto il pullman è antifascista”. Questa è soltanto una prima, piccola vittoria, che ci può solo dare il coraggio per proseguire insieme un percorso di liberazione e di rivoluzione antifascista, recuperando gli spazi dell’agire politico dentro questa città, governata dal centro-sinistra, che persegue le stesse politiche securitarie e classiste del centro-destra. Questa è soltanto una piccola vittoria, ma per noi è importante e vogliamo renderne tutte e tutti partecipi. Rete Antifascista Perugina ”

Segue: “Il Movimento Semprecontrolaguerra esprime la sua piena solidarietà all’attivista antirazzista Antonio Pedace, ingiustamente arrestato e accusato di resistenza a pubblico ufficiale nel corso di un operazione di polizia alla stazione dei treni di Siracusa il 24 agosto scorso, volta ad identificare gli immigrati presenti. La “colpa” di Antonio è stata quella di aver chiesto agli agenti di polizia, che stavano facendo un uso sproporzionato della forza (Antonio ha addirittura parlato di spari in aria per intimare gli immigrati presenti ad obbedire ai loro ordini), di trattare gli immigrati in maniera umana. Pertanto, esprimiamo ad Antonio la nostra piena solidarietà di persone che, come lui, odiano il razzismo, in tutte le sue forme, e cercano di combatterlo.”

Nel mentre:

Fiamme in una baracca a Roma, un morto (AGI) – Roma, 14 feb. – Un incendio in una baracca in Via Tommaso Marinetti, nel quartiere Laurentino a Roma, ha causato la morte di un immigrato. Le fiamme sono divampate in serata ed hanno completamente distrutto la baracca dove viveva l’uomo, probabilmente di origine ucraina. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con due squadre e dopo aver spento l’incendio hanno rinvenuto il cadavere dell’uomo completamente carbonizzato. Sono ora in corso accertamenti per chiarire le cause del rogo.

Aggrediti due fidanzati nel parco violentata la ragazza di 14 anni Una coppia di ragazzi, lei 14 anni e lui 16, sono stati aggrediti nel tardo pomeriggio da due uomini, probabilmente dell’Est europeo. La ragazza è stata violentata da almeno uno dei due uomini che hanno trascinato la coppia nel parco della Caffarella, sulla via Appia. Il sindaco Gianni Alemanno: “Il questore mi ha confermato lo stupro. Gli aggressori potrebbero essere rom”

S.VALENTINO, 14MILA NONNI INNAMORATI AL PALAEUR CON LA PROVINCIA Balletti, coreografie e soprattutto le canzoni di uno dei simboli della musica italiana, Massimo Ranieri, per festeggiare il San Valentino, la festa degli innamorati che anche quest’anno la Provincia di Roma ha dedicato agli anziani del territorio. E in tanti oggi hanno accolto l’invito del presidente Nicola Zingaretti: oltre 14 mila nonni e nonne che tra oggi pomeriggio e stasera animeranno il Palalottomatica dell’Eur. 240 i centri anziani di Roma e Provincia che hanno aderito all’iniziativa.(omniroma.it)

Morto l’uomo trovato bruciato a Roma. Antonio Landolfi aveva ustioni sul 96% del corpo: ha passato tre giorni di agonia al Caldarelli di Napoli.

Si spera che ce la faccia l’indiano messo al rogo a Nettuno:«Gli abbiamo dato fuoco, marescia’, è vero. Ma era una cosa tanto per fare, uno scherzo… A quello volevamo spegnerlo noi stessi. Sul serio. Solo che il barbone si è spento da solo con le mani. E allora siamo scappati».

“Contaminate 135 persone che abitano vicino fiume Sacco. L’articolo conclude: “sulla vicenda dell’inquinamento della Valle del Sacco, la Regione Lazio è stata presente e proprio grazie al monitoraggio e alle ricerche finanziate dall’Assessorato all’Ambiente è stato possibile verificare l’entità e la gravità delle conseguenze dell’inquinamento. Sbaglia dunque gravemente chi attacca la Regione accusandola di non avere messo in campo strategie efficaci, oppure di avere ritardato le azioni”.

E’ vero abbiamo sotto gli occhi l’entita e la gravità delle conseguenze dell’inquinamento totale, e allora…

Lega: contro la violenza sessuale castrazione chimica: “intervenendo farmacologicamente agli stupratori potrebbe essere definitivamente impedito di ripetere le loro bestialità. In effetti notizie recenti ma anche vecchiotte, testimoniano che gli umani abusano sessualmente delle bestie:Commercio sempre più vasto dedicato alla sessualità con animali”.

La mia l’ho detta quì, siamo come gli Appesi in attesa degli Accordi delle Chiare Botteghe. Le finestre aperte ci sono, non c’è nulla di oscuro ed eversivo, possiamo rimanere “utenti fiduciosi” nella giustizia democratica e nella sicurezza partecipata.

In nome della Dottrina della Fede o del Segreto di Stato che fà lo stesso: “Nello svolgere questi processi si deve avere maggior cura e attenzione che si svolgano con la massima riservatezza e, una volta giunti a sentenza e poste in esecuzione le decisioni del tribunale, su di essi si mantenga perpetuo riserbo”.

Si agitano solo in qualche centinaio: nessuna paura e sopratutto alcun rumore per Nulla.

Doriana Goracci

http://www.corriere.it/Media/Foto/2007/05/05/SUICID_332x500_.jpg

Femminicidio di Barbara Cicioni: le mie impressioni sull’esame dell’imputato, Roberto Spaccino

Cicioni

Nei giorni 27 e 28 gennaio si è tenuto, nell’ambito del processo per il femminicidio di Barbara Cicioni, l’esame di Roberto Spaccino, imputato di aver ucciso la moglie .
Molti i suoi parenti presenti in aula, poche le femministe, tutte compagne della rete delle donne umbre. Questo, a quanto pare, è stato elemento di forza per Spaccino, che psicologicamente ha retto molto bene ai due giorni di esame, sempre evitando lo sguardo della suocera, Simonetta, la mamma di Barbara Cicioni.
Nonostante egli continui a negare la propria responsabilità per l’omicidio della moglie, numerose e rilevanti restano le contraddizioni nella “sua” ricostruzione della sera dell’omicidio, del suo litigio con la moglie, della sua vita coniugale.

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Perchè un maschio italiano non può essere fedele

bagnoboccadonnaow0.png Questa frase fatevela spiegare da un signore di 40 anni che oggi ha un nome, Alessio Amadio, italiano e stupratore di una donna rumena, Magdalena, 38 anni che a Roma alle 6,30 del mattino come dipendente di una cooperativa di servizi, “aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l’ha costretta a subire violenza sessuale. Subito dopo lo stupro la donna ha chiesto soccorso in un bar poco distante dal call center e ha chiamato la Polizia Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra mobile, hanno consentito di identificare l’aggressore per A.A., italiano di 39 anni, convivente della responsabile del call center.” … Leggi tutto

Amara me e l’anarchia leggera sul pentagramma

http://th01.deviantart.com/fs12/300W/f/2006/321/f/6/Sphere_of_Music_by_leeecho.jpgOggi 20 gennaio 2009 mi sono chiesta perchè   Maramao sia  morto, lui  nato nel ‘39  eppure  “pan e vin non ti mancava  l’insalata era nell’orto e una casa avevi tu“: mi ha risposto solo un’antica canzone abruzzese Mare Maje che in italiano mi avvertiva Amara me, che avrei preso una strada di amore e anarchia…in musica e parole. Stavo toccando le  “canzoni della fronda”, sospette di antifascismo, “da anni una spina nel fianco di un regime che conosceva bene il valore della propaganda e digeriva a fatica che si ridesse di un certo “Crapa pelada”  e di queste demenziali canzoni, ne aveva scritte tante un certo signor  Mario Panzeri che oggi dovrebbe  avere 97 anni.

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La carta del guru. La crisi de “Il manifesto”, come uscirne. Parla Joichi Ito, uno dei massimi esperti di web a livello mondiale

Da Totem, il Think tank lasciatoci in eredità da Franco Carlini, cr mi suggerisce questo articolo su quella che da parte mia non voleva essere una polemica sul Manifesto a 50 Euro. Il guru in questione, ma noi diffidiamo dei guru, lo dice a chiare lettere: “Deve andare online più di quanto non lo faccia ora e farlo in fretta. Certo, passare dalla carta al web implica un profondo cambiamento di mentalità”. Ah, ci fosse ancora Franco! Buona lettura (gc)

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smANIA di Sicurezza e Protettori

Testata Scatola Rosa

Noi donne delle Tuscia, per fronteggiare queste elargizioni di sicurezza alle mille donne romane che saranno munite di Scatole Rosa dalla Carfagna, intendiamo comunicare che a noi non  manca Nulla. … Leggi tutto

EX VOTO e contributi di sangue: viaggio in un’Italia mai diversa

Manifestazione alla B&B contro il licenziamento di Barnabà Oggi 6 dicembre 2008, saranno a migliaia, a ricordare i morti sul lavoro, bruciati, incidentati, avvelenati nelle macine del governo e delle istituzioni del Malaffare, che protegge la Mafia, che ti fa sentire impotente e frustrato di fronte all’impunità  e tace le stragi, quotidiane. Sono passati 18 anni, quando il 6 dicembre morirono a scuola, 12 ragazzi di sedici anni, per un aereo militare che si ficcò dentro un’aula, per disgrazia,  a Casalecchio del Reno e 72 tra ragazzi e insegnanti rimasero gratificati da invalidità permanenti: il pilota fu  assolto nel1998.  E ancora a Torino, a piangere chi non c’è più, morto, magari bruciato  e la protesta continua e ancora a Susa dove ci saranno i No Tav a fermare ruspe e progetti di devastazione dell’ambiente e della salute, che attraversano i nostri corpi, da nord a sud, senza nessuna esclusione. … Leggi tutto

Morire a Mumbai

E’ molto difficile tentare un analisi di quello che è successo a Mumbai. Mentre scrivo sembra che la battaglia sia conclusa, dopo 3 giorni di guerra e forse quasi 200 morti. … Leggi tutto

Casa di bambola con frattaglie

Casa di bambola con frattaglie

Era il 1879, quando il norvegese Henrik Ibsen, fece dire a Nora: “riflettere col mio cervello e rendermi chiaramente conto di tutte le cose”. Vidi Casa di bambola, alla Televisione, che era solo la  Rai:  il 1968. Come quell’anno, fu per me  un soffio straordinario di libertà e di vita, quanto se ne desidera oggi: dopo quasi 130 anni. Fa notizia e terribile notizia che  ci siano azioni squadriste, mafiose, intimidatrici che arrivano a firmare e far parlare, a forza di regolamenti di conti, la violenza, quella che in perfetto stile fascista, denunciano, operata dalle donne. Fanno notizia e terribile notizia che ancora si debba passare un sabato di novembre, il prossimo 22, a sfilare per le strade di Roma, a farsi fotografare e contare, ad annotare le presenze e le assenze per denunciare la violenza, sulle donne…E subito seguirà il 25 dello stesso mese,  un giorno in cui si lavora o si spera di trovarlo il lavoro, un’altra giornata dedicata alle donne colpite da femminicidio, nel mondo.Verranno scritti dei bei “pezzi”, sui giornali e i telegiornali, sarà una gara nel farlo. E si ripartirà il giorno successivo nella conta non più delle vive ma delle morte. E l’opinione pubblica è sconvolta dai dati sulle  autrici dei misfatti, del Macello, degli aborti non clandestini, di quelle che si oppongono a vendere mente e corpo, al miglior offerente, della Casa… … Leggi tutto