Thursday 09 February 2012, 08:27

Gli articoli con tag: " Bettino Craxi "

Lui vuole mandarci a mare, ma al di là del mare c’è Hammamet

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Come Bettino Craxi giusto vent’anni fa, Silvio Berlusconi ha invitato gli italiani ad andare a mare invece di andare a votare per i referendum domenica e lunedì.

Ma al di là del mare, dell’andare al mare… ci sono quattro sì per mandare anche lui ad Hammamet come Bettino Craxi!

Feltri e Bossi I “VERI ISTIGATORI” di Massimo Tartaglia?

Da un po’ di giorni mi chiedo :se possono i vari  Augusto Minzolini(vedi la facilita’ e leggerezza con cui  distorgono l’informazione) allora anch’io, semplice non addetto, posso da una conversazione trarre mie conclusioni , e poi non tanto distorte :

recentemente per pura casualita’ ho parlato via “SKYPE” con un presunto ex compagno di studi di M.Tartaglia,  il presunto attentatore del piu’ amato dagli italiani o meglio il presunto lanciatore di una mai ritrovata statuetta , e conversando conversando prima della Polonia poi dell’Italia   ho saputo quanto segue:

Tartaglia (classe 1967) era un buon studente ed inventore ,poi nel  ’90 incomincio’ a leggere Vittorio Feltri e ne resto’ affascinato, in seguito come tanti suoi cooregionali si esalto’ ad ascoltare  Umberto Bossi , poi codesti soui eroi “voltagabbeneggiarono” ma ormai la sua OSSESSIONE anti-Berlusconi  era inculcata e si stava piano piano tramutando in ODIO. Gli consigliarono di  avvicinarsi  agli ULIVI”, “ASINELLI”, “MARGHERITE”, “DEMOCRATICI”  ma si  accorse subito che questi “oppositori” in realta’ erano dei buoni ed inoffesivi veri profeti del PARTITO DELL”AMORE, allora comincio’ a “premeditare” di fare giustizia da solo contro il Premier-Tyccon.

Qua sotto riporto le prove-cause del disagio del povero Archimede dei ns giorni .

FELTRI E BOSSI quando erano  QUASI COMUNISTI
“Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato
vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci
con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui
si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioe la
scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri
comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in
fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in
sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una
repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato
cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignita, e che invece in
Italia e ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano
morti suicidi per la vergogna”.
(Vittorio Feltri, L’Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l’approvazione
della legge Mammi).

“Il dottor Silvio di Milano 2, l’amico antennuto del Garofano, pretende tre
emittenti, pubblicita pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e
alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni
radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, cosi
almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?”.(Vittorio Feltri,
L’Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori e l’approvazione
della legge Mammi).

BOSSI:
”Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito Fascista.
Questi (di Forza Italia) sono quella cosa li. E si puo dimostrare
facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo
partito e messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano
nascosti dietro paraventi, non rispettano le regole della Costituzione,
chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il
Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore.
Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da
Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal
punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra
contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da
ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e
disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui e bene che ci sia
qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostituzione
del partito fascista”
(Umberto Bossi, Ansa, 19 gennaio 1995)

”Richiamo le istituzioni a verificare se nei confronti della Fininvest non
esistano gli estremi per configurare in quelle televisioni lo strumento per
la ricostituzione del Partito Fascista. Se cosi fosse, si proceda ad
oscurare quelle televisioni”
(Umberto Bossi al congresso nazionale straordinario della Lega Nord, Ansa,
12 febbraio 1995).

Mie conclusioni : che siano questi due voltagabbana che hanno reso LABILE la PSICHE  del povero Massimo?

Moriremo di H1N1 o affogati nella melassa?

umbertoI A guardare i TG (in questi giorni ogni tanto mi tocca perfino Minzolini) sembra di vivere nell’Italia umbertina con Pinocchio portato via in catene dai gendarmi con i mustacchi e il pennacchio.

Sublime l’intercettazione (ma non dovevano essere proibite?) della telefonata tra i due camorristi che testualmente si dicono: “prima ne entrava uno e ne uscivano dieci. Adesso ne entrano dieci e non ne esce nessuno”.

Neanche nei Sopranos… Manca solo che si alzino gli effetti di “meno male che Silvio c’è”.

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Walter Veltroni lavora alla legge sul conflitto d’interesse!

giustiniano Dante Alighieri impiegò circa 16 anni per scrivere la “Divina Commedia”, Alessandro Manzoni quasi 20 per passare dal “Fermo e Lucia” ai “Promessi sposi”.

La notizia che Walter Veltroni stia personalmente redigendo la “legge sul conflitto d’interessi”, che il centrosinistra doveva fare 15 anni fa (e che a meno che non sia ispirata direttamente da Patrizia, Noemi e altri autorevoli esponenti del PDL non passerà mai), ci restituisce il polso di un momento storico nel quale uno non sa se dire “finalmente, meglio tardi che mai” o contrirsi all’evanescenza di un progetto presentato solo a futura memoria e che non giungerà mai neanche in aula.

Attendiamo quindi senza nessuna trepidazione (tanto, a questo punto) la titanicità di un’Opera pensata per sfidare i millenni neanche fosse il “Corpus iuris civilis” di Giustiniano (per il quale, detto tra noi, bastarono cinque anni).

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El Parlamento Europeo condena a Venezuela. En la sala sólo había 27 parlamentarios, pero la prensa no lo dice

Por Gennaro Carotenuto – Traducido para Rebelión por Gorka Larrabeiti

Al abrir el pasado 8 de mayo El País, periódico del que nuestros cotidianos suelen copiar la información latinoamericana, se encuentra un artículo largo y ufano. El Parlamento Europeo, como si fuera un tribunal, ha condenado a Venezuela en términos sin precedentes. Mediante un entrecomillado se informa de que ha expresado su “enorme preocupación por el deterioro de la calidad de la democracia en Venezuela”, la cual corre “un grave peligro de colapso” debido a la “concentración de poder y autoritarismo creciente del presidente Hugo Chávez”. Además, el Parlamento Europeo -cosa inaudita bien mirada- muestra solidaridad con los jefes de la oposición que sufren persecuciones políticas. Continúa el artículo copiando y tratando con aprobación gran parte de la resolución del Parlamento Europeo. ¿Qué es lo que no marcha en esta resolución? ¿Qué esconde la multinacional Prisa, que edita el diario español?

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Coccodrillo per Gianni Baget Bozzo

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Nel gergo giornalistico  il coccodrillo è un necrologio scritto in anticipo, per averlo pronto al momento del bisogno. Quando scrissi per Gianni Baget Bozzo ancora in vita, non pensavo davvero a questa possibilità, che egli venisse a mancare così presto: leggo che aveva 84 anni, il socialista di Dio. E’ morto nella notte del 7 maggio nel sonno, dicasi morte dolce e discreta non certo ucciso come fecero per la  Englaro: “È questo che ha spinto il Cavaliere a battersi per Eluana“. Nei giorni scorsi trovò  la Forza tutta Italiana di rilasciare alle agenzie di stampa  alcune dichiarazioni in merito al divorzio chiesto da Veronica Lario a Silvio Berlusconi. “Impossibile non sentire lui, don Gianni: amico personale del premier, voce ascoltata dai vertici di Forza Italia come, venti anni prima, nel Psi di Bettino Craxi. “E’ un fatto personale – aveva risposto Gianni Baget Bozzo – non ha per ora nessuna valenza politica. La valenza politica potrebbe averla, ma dipenderà  da come verrà condotta la questione”. E ancora: “Non penso – aveva detto Baget Bozzo – che la signora sia strumentalizzata dalla sinistra, penso invece che questa sia una battaglia tutta sua, combattuta però su un piano politico, che cerca di screditare la figura di Berlusconi mostrandolo come figura dubbia”.

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Piazza della Loggia: la verità del medico dell’"Anello"

brescia

La struttura clandestina dei servizi segreti "Anello", su cui sta indagando la Procura di Brescia nell’ambito della strage di Piazza della Loggia, sarebbe stata riconosciuta dal ministero dell’Interno e Giulio Andreotti ne avrebbe avuta in mano la direzione politica.
La conferma è arrivata, per la prima volta, dall’interno. L’ha data Giovanni Maria Pedroni, illustre chirurgo, in un’intervista all’agenzia di stampa Ansa. Il medico, proprio per conto dell’Anello, aveva visitato il responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, Herbert Kappler, mentre fuggiva verso la Germania. E oggi ha deciso di raccontare, aiutando a fare luce su una delle pagine più buie della storia d’Italia.

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Europee, la scelta dell’imbarazzo, ecco le perle da tutte le liste

Parlamento Terminate le indiscrezioni, le liste dei candidati per le elezioni europee dei prossimi 6 e 7 giugno hanno da ieri il crisma dell’ufficialità.

Eccole divise schieramento per schieramento.

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Il Brunetta della Domenica

brunettaSono mesi che mi riprometto di fare un articolo su codesto signore e finalmente ho trovato il tempo di farlo.

Il nostro ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, è passato alla ribalta delle cronache italiane come uno dei politici di era Berlusconiana più apprezzati, proprio per il suo "instancabile" lavoro e la sua tenace attività contro i fannulloni presenti, senza alcun dubbio, nell’amministrazione pubblica.

I punti principali dell’era Brunetta sono molteplici e vanno, dalla lotta già citata ai fannulloni, alle pensioni, al debito pubblico. Partirei proprio da quest’ultimo punto però.

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Mariastella Gelmini: scuola e rivoluzione

La scuola, che alla bell’e meglio l’ha alfabetizzata, avvocato Gelmini, non si spaventa per gli strafalcioni e stia tranquilla: non rischia l’onta delle “orecchie d’asino“. Per quanto la sgoverni con l’arroganza che è figlia naturale dell’incompetenza, per sua buona sorte – e per quel tanto di ritegno che la fatica di docenti ha saputo insegnarle – lei non l’ha confessata la nostalgia struggente che sente per questi antichi strumenti educativi. Lei s’è fermata al voto di condotta, al grembiulino e alla piuma rossa del “Cuore” di De Amicis. Mi spiace d’informala: il bravo Edmondo fu di quella sinistra che lei, senza sapere bene di che parla, disprezza col furore ideologico dei chierici. … Leggi tutto

Consulta Romana per la laicità delle Istituzioni

Per una scelta consapevole
Contro l’insegnamento della religione cattolica a scuola
Tra poche settimane si affaccerà nel mondo della scuola pubblica italiana un momento importante, l’iscrizione per il prossimo anno scolastico.
Questo momento non è stato sempre sostenuto da un’ informazione accurata, in particolare in merito alla possibilità di avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica.

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Marco Travaglio – Bettino nostro che sei nei cieli

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Il professor Brunetta tra Craxi, Berlusconi e i fannulloni

Discutendo di scienza, politica e morale, professor Brunetta, Auguste Comte ebbe a sostenere che “nessuna proprietà può essere creata e trasmessa da una sola persona, senza una indispensabile cooperazione pubblica specifica e generale ad un tempo“, sicché “il suo esercizio non deve mai essere puramente individuale“. Comte, che non era né un anarchico insurrezionalista, né un rivoluzionario bolscevico, ricordava ai benpensanti borghesi che, in casi estremi, è consuetudine universale che una comunità di individui ridotti spalle al muro autorizzi se stessa a impossessarsi della proprietà e la confischi. Un capitalismo sano non si schiererebbe con la tracotante malafede dei sostenitori della logica del profitto e aprirebbe un dialogo coi giovani che insistono: “noi la crisi non la paghiamo“. … Leggi tutto

Che furbetto quel Brunetta

di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo – L’Espresso

La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall’ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni

La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell’università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni ’80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.

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Me ne frego?

Più del “menefrego” o dell’”ejaejalalà” pare a me che uno dei pilastri fondanti del fascismo fosse il principio dell’“io sono io e voi non siete un cazzo”…..
Questo IO non è necessariamente un IO individuale, può anche essere, spessissimo è stato ed è, un IO collettivo, una casta, un’oligarchia. … Leggi tutto