giovedì 11 marzo 2010, 23:21

Gli articoli con tag: " berlusconismo "

L’anatra zoppa berlusconiana e il Partito della Costituzione

giorgio_napolitano La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.

Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in ogni altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritto il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.

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Libera, e ipocrita, informazione.

In vista dell’appuntamento di domani, 3 Ottobre, per la libertà d’informazione, con la manifestazione indetta dalla FNSI (alle 16.00 in Piazza del Popolo a Roma; per chi volesse conviene arrivare un’ora prima, a Piazza della Repubblica, per partecipare anche al corteo dei precari, che hanno sicuramente bisogno d’aiuto più di "Repubblica), potrebbe essere utile riflettere non solo sulla "libertà" ma anche sulla "verità" dell’informazione.

Lungi da me l’intenzione di usare questo spazio per autoeleggermi a "censor maximus" sulla veridicità o meno delle notizie e delle opinioni (cosa peraltro molto alla moda, soprattutto per Berlusconi, Scajola, la Gelmini e gli altri compagni di merende), vorrei solo riportare alcuni dati sui temi all’ordine del giorno nelle ultime settimane.

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El País intervista Andrea Camilleri

leggevo questa intervista a Camilleri e mi sembrava carina da segnalare. Almeno una delle risposte piacerà moltissimo a Raffaele della Rosa.

"No será la Iglesia la que acabe con Berlusconi"

Con sus inseparables pitillos, y su joven ayudante Annalisa dándole café con mucha azúcar, el escritor siciliano Andrea Camilleri mantiene a los 84 años una rapidez mental y una memoria envidiables. Ahí está la rabia, su vieja rabia comunista, que él sigue reivindicando como antídoto moral para su país, esta Italia que pese a todo vota y admira a Silvio Berlusconi, y que, afirma, "ama al bufón delirante porque refleja lo peor de cada uno y suscita esa envidia que todo italiano siente hacia las motocicletas que no cumplen ni una regla del código". En esta entrevista, realizada ayer en su casa, el maestro de la novela negra dibuja la oscuridad del panorama político italiano.

"Il Cavaliere está enamorado del fascismo, y es peor que los fascistas"

"Espero que resucite la moralidad porque ahora rige la moral del vespino"

Pregunta. Toda Europa habla de Berlusconi, los italianos callan.

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Arfè. La morte non spegne un pensiero fecondo

Spesso, nell’imbarbarimento di quest’anno terribile per la democrazia, mi sono tornati in mente Arfè e le nostre ultime conversazioni nel suo studio.

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Lettera aperta: costruiamo insieme un’altra Italia.

"[Questa lettera è tratta da un dibattito sviluppatosi sul sito del “Giornalismo Partecipativo” www.gennarocarotenuto.it].

Siamo uomini e donne che credono nell’altra Italia.

Quell’Italia onesta che lavora, che resiste, che vuole costruire un Paese migliore. Quell’Italia che negli ultimi tempi è stata fin troppo oscurata dall’Italia dei padroni e dei padroncini, dei furbetti del quartierino, degli speculatori, dell’ipocrisia dei benpensanti e dei figli di papà, degli evasori che dichiarano quanto un operaio e tengono lo yacht in porto, dei raccomandati e dei raccomandanti, dei corruttori e dei corrotti.

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Dove sono gli angeli del fango?

alluvione Sono all’estero da quasi tutta l’estate e l’idea di tornare a giorni mi preoccupa. L’idea, guardando i media italiani da lontano e osservando anche come gli altri ci leggono (anche quelle che noi liquidiamo come repubbliche delle banane ridono di noi e di Silvio nostro), è quella di una marea di fango che dal supermercato televisivo dello squallore monta e tutto travolge.

Il berlusconismo sputtanato in ogni dove, lo squadrismo assassino leghista, le tergiversazioni mediatiche per mascherare questo e quello ma anche, o forse soprattutto, l’inanizione fino all’inanità dell’opposizione riducono la democrazia a un gioco sporco di gossip, dossier e quindi di fango che tira fuori il peggio del peggio di un paese oramai ignobile dove si tollera l’intollerabile (“il noto omosessuale”…).

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Su la testa!

bob_dylan In questo ferragosto, che io vivo invece in un gradevolissimo inverno tropicale nel sertão brasiliano, non posso fare a meno di pensare a due episodi che leggo sui giornali.

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Più americanista degli americani: un PD che, così, è senza futuro

Ormai è del tutto evidente che il contingente italiano in Afghanistan, ripetutamente sotto attacco negli ultimi giorni, stia compiendo vere e proprie operazioni di guerra contro l’esercito talebano e che questa guerra (il vocabolo "missione di pace" è ormai sparito anche dai discorsi di La Russa) non serve affatto alla sicurezza del popolo italiano, e, come ha confermato anche l’ex  Capo di Stato Maggiore del comando NATO Fabio Mini (L’Unità, 28 Luglio), "il terrorismo che si combatte in Afghanistan non è più quello né di Al Qaeda né della Jihad islamica (sempre che lo sia mai stato, fatto discutibile se si considerano gli scarsi risultati ottenuti, ad esempio, nella caccia ai "latitanti" Bin Laden e Mullah Omar, ndr). Le forze contrapposte in Afghanistan non sono in grado di portare alcuna minaccia al nostro sistema".

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Walter Veltroni lavora alla legge sul conflitto d’interesse!

giustiniano Dante Alighieri impiegò circa 16 anni per scrivere la “Divina Commedia”, Alessandro Manzoni quasi 20 per passare dal “Fermo e Lucia” ai “Promessi sposi”.

La notizia che Walter Veltroni stia personalmente redigendo la “legge sul conflitto d’interessi”, che il centrosinistra doveva fare 15 anni fa (e che a meno che non sia ispirata direttamente da Patrizia, Noemi e altri autorevoli esponenti del PDL non passerà mai), ci restituisce il polso di un momento storico nel quale uno non sa se dire “finalmente, meglio tardi che mai” o contrirsi all’evanescenza di un progetto presentato solo a futura memoria e che non giungerà mai neanche in aula.

Attendiamo quindi senza nessuna trepidazione (tanto, a questo punto) la titanicità di un’Opera pensata per sfidare i millenni neanche fosse il “Corpus iuris civilis” di Giustiniano (per il quale, detto tra noi, bastarono cinque anni).

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Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

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Considerazioni di uno che "ha saltato il giro"

Uno che "questa volta ha saltato il giro" ha da fare delle considerazioni sul post elezioni. La prima che mi viene è che il dato politico delle astensioni, non è un dato sintomatico, ma solo statistico. Sintomo di un malessere, di una pigrizia endemica, poco consuetudinaria e poco praticata in Italia, per una ragione molto semplice. Perché in Italia le passioni politiche, più che in altri paesi, da sempre, hanno attizzato e il sistema proporzionale consentiva a tutta la popolazione di trovare il suo spazio elettorale politico . Poi è venuto in massa la corruzione, il connubio mafia-politica e il sistema è degenerato fino ad arrivare alla febbre maggioritaria, ecc ecc.

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Resistenza morale al berlusconismo?

La relazione Silvio Berlusconi – Noemi Letizia, di qualunque natura essa sia, sta avendo implicazioni non banali e di segno contrastante sulla vita politica italiana. Da una parte è evidente che il privato del Don Rodrigo (la definizione è di Gad Lerner) che inondò l’Italia con milioni di copie del suo album di famiglia intitolato “una storia italiana” (di sicuro in qualche casa si conserva tra le foto delle prime comunioni dei figli e dei nipoti), sia ineludibilmente pubblico.

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La rossa Toscana non si riconosce più.

Manca un mese alle elezioni amministrative, che in Toscana, storica regione rossa, coinvolgeranno otto giunte provinciali su dieci, e anche moltissimi comuni, fra cui Firenze, Arezzo, Livorno e Prato.

In questi ultimi mesi è diventato un caso nazionale la candidatura di Matteo Renzi, attuale presidente della provincia, alla poltrona di sindaco di Firenze.

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La sensibilità del Papi

La vicenda la conoscete, il premier va alla festa di compleanno di una diciottenne napoletana che lo chiama Papi e che più parla e più lo rovina, questo pover’uomo.

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Terremoto: il sentimento di un Paese

A margine del terremoto, di tanto disastro, di tanta rovina, morte e disperazione, c’è una cosa che mi è saltata agli occhi. Sono rimasto molto impressionato nel vedere come questo Paese, nelle sue reazioni, sia ancora una volta diviso in due polarità estreme.
Da un lato c’è la solidarietà, la compassione, la partecipazione al dolore; enormi folle di volontari, di donatori di sangue, di offerte di ospitalità, di aiuto.
Dall’altro c’è già chi "si è stufato di piagnistei", chi tira dritto, con atteggiamento "pragmatico", ben rappresentato da due esempi che vorrei segnalare.

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