Friday 25 May 2012, 04:36

Gli articoli con tag: " Beppe Grillo "

Gente di fognatura: i confini sconsacrati nella Terra dei Grilli

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Sono gente di fognatura cantava un po’ di tempo fa il rapper Lucariello in Cappotto di legno.
La Campania ci ha regalato vari spettacoli popolari negli ultimi tempi: disoccupazione degrado camorra rifiuti stupri roghi violenza rom…E immaginando un dialogo virtuale  con Grillo, gli chiederei  quanto gli italiani sono stati capaci di assorbire come spugne le pratiche e le teorie xenofobe cattoliche e  fasciste in ” un paese che si contorce senza fine nella paura“.

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Arriva la decrescita. Finalmente

Nel 2009 ci aspettano lacrime e sangue. Adesso che a dirlo è Mario Draghi e non Beppe Grillo forse la gente comincerà a preoccuparsi sul serio.
Meno 2% sul Pil: questa la previsione contenuta nel Bollettino di Bankitalia diffuso ieri. Altre stime di Palazzo Koch: meno 5% sulle esportazioni, crescita zero nei consumi, mercato del credito che stenterà a sbloccarsi.
All’origine di un quadro tanto fosco sia la congiuntura internazionale che le debolezze endemiche del nostro sistema, prima tra tutte il debito pubblico. Il rapporto deficit-Pil, già il più alto tra i paesi del G8, salirà di due ulteriori punti superando il 106%.
A rassicurare i teleconsumatori arriverà presto il sorriso del Prestigiatore, sprizzante ottimismo. Ma a noi disfattisti, sciagurati seguaci della teoria della decrescita di Serge Latouche, i numeri di Draghi il buonumore ce l’hanno infuso per davvero.

Pubblicato anche su www.cogitabondo.net

Nell’ultimo mese il blog di Vittorio Arrigoni da Gaza è il più letto d’Italia

Se qualcuno sostiene che in Italia non c’è l’esigenza (e forse anche il mercato) di un’altra informazione possibile e quindi di giornalismo partecipativo, non uniformato con il mainstream, la notizia che segue lo smentisce fragorosamente.

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Riccardo Orioles, l’otto settembre del Partito democratico

lavavetri Il Partito Democratico non esiste più, esattamente come da un certo momento in poi non esistette più il vecchio Partito Socialista.

Milano, i tranvieri e i "ghisa", gli onesti ragionieri, i sindaci grigi e perbene, il primo maggio, le riforme, il divorzio, Strehler, "Ma mì", Milva, lo statuto dei lavoratori: tutto questo, una volta, era stato il partito socialista. Onesto e pasticcione, vecchio quanto l’Italia,, profondamente buono. E da un momento all’altro (nel giro di alcuni anni, in realtà: ma quello in cui te ne accorgi è un momento preciso) ecco che non c’è più, ne restano caricature feroci: sfondi di cartapesta, piramidi, "nani e ballerine". Quel momento preciso, quello che passa alla storia, è quello in cui Mario Chiesa, chino sul cesso di casa, cerca febbrilmente di affidare alla fogna le mazzette mentre alla porta tambura già, in forma di carabiniere, il Destino.

E qual è l’ultima foto, la foto storica, dei Democratici italiani?

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Le voci dell’Onda…

di Gaetano Alessi

A sentirli parlare i ragazzi dell’Onda si ha l’impressione che nessuno ci abbia capito nulla. Il sospetto aumenta quando a pronunciarsi è la cosiddetta "intellighenzia" del paese.

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Beppe Grillo, Vaffanculo!

grilloAdesso dovrebbe essere chiaro a tutti a chi serviva il guitto dell’antipolitica, il pifferaio magico, Beppe Grillo.

Faceva credere di poter trasformare la complessità della vita democratica di un paese di 60 milioni di abitanti con uno sberleffo, di poter risanare guasti storici nella gogna continua del qualunquismo e invece ha fatto l’apripista al regime della demagogia al potere.

Chi lo ha seguito, chi lo ha appoggiato, adesso ha tutti gli strumenti per ammetterlo, se è in buona fede : Beppe Grillo ha tirato la corsa al regime di Silvio Berlusconi.

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Oltre le Colonne d’Ercole (di Pont-Saint-Martin)

Aosta, Palazzo regionale
Una vecchia pubblicità rappresentava la Valle d’Aosta come un’isola e in effetti la regione in cui vivo è, agli occhi di molti, qualcosa di misterioso e lontano, perduta tra le cime dei monti e gli stambecchi del Parco Nazionale del Gran Paradiso. … Leggi tutto

La casta? Da quando c’è Silvio gli italiani non se ne preoccupano più

clemente-mastella-2 Sorpresa. La Stampa di Torino fa un lavoro meritorio e scopre che il problema della casta politica non preoccupa più gli italiani. Vi ricordate? Solo pochi mesi fa eravamo tutti inferociti. Clemente Mastella era il grande Satana sannita e Romano Prodi il mortadella simbolo degli sprechi e dell’immobilismo. I media indomiti picchiavano giù duro, Gian Antonio Stella ci si è fatto la barca e Beppe Grillo una fortuna. Adesso? Nulla è cambiato, i costi della politica sono sempre quelli ma i media hanno afflosciato e ci raccontano di essere in buone mani. E il bello è che ci crediamo.

Da Fini alla Gelmini, viaggio in un filone che non tira più. E una ricerca rivela: solo il 32% dei cittadini è ancora adirato

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Trenitalia: Non parlare conducente

Buon ferragosto! In un paese dove si muore con una media di un lavoratore ogni sette ore e dove l’unica emergenza sbandierata è invece la microcriminalità dei marginali con demagogiche spese e campagne mediatiche, Trenitalia non ha pensato di meglio che licenziare il macchinista Dante De Angelis, per le sue affermazioni (per altro in ambito di rappresentanza sindacale) sulla sicurezza dei convogli, nello specifico su due “incidentini” avvenuti a degli Eurostar, pur se, per fortuna, non durante il servizio effettivo; di treni “spezzati”. Ovvero di convogli che hanno… perso i vagoni. La colpa per Trenitalia è ovviamente dell’ultimo anello: l’errore umano di un macchinista. E le affermazioni di Dante, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, lesive per l’immagine dell’azienda. La lettera di licenziamento strategicamente è arrivata il giorno di ferragosto. … Leggi tutto

La pagliuzza e la trave dell’Italia verso il bipartitismo perfetto

camilleri Ribadisco che tra Mara e Silvio e chi fa lo scandalizzato, preferisco Mara e Silvio. E che il fatto che per la mia generazione i fratelli Guzzanti e la loro compagnia di finti saltimbanchi pariolini fossero degli idoli mi ha sempre preoccupato. Sui berci di Beppe Grillo poi (un tipo che, come è stato ricordato da più d’uno in questa sede, si è trovato d’accordo con Walter Veltroni solo quando si trattava di pensare come Calderoli in materia Rom) ho annoiato fin troppo i lettori/autori di Giornalismo partecipativo.

Ma in queste ore un bombardamento a tappeto sta coventrizzando l’Italia a reti e partiti unificati: vietato disturbare, si vergogni chi critica gli intoccabili, a partire dal papa. Si rafforza così l’Union Sacrée tra PDL E PD contro il vero unico problema del paese: il giustizialismo, Antonio di Pietro, Marco Travaglio.

Non si può demonizzare Berlusconi e pertanto si deve demonizzare un giornalista troppo documentato. E il legittimo sospetto che l’Italia sia governata da personaggi che sono lì per prestazioni di vario tipo (quelle a Cosa nostra o agli speculatori e inquinatori sono francamente più preoccupanti di quelle sessuali), non deve neanche sfiorarci.

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Antonio di Pietro e il Piano di rinascita democratica

dipietro

Aggiornato mercoledì 9, alle 8.20

Già a metà aprile un signore di destra che conosco fece una previsione: alle prossime elezioni il Partito Democratico avrà i voti di Italia dei Valori e Italia dei Valori avrà quelli del Partito Democratico. Temo che c’azzecchi.

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Piazza Navona

Ma a voi pare possibile che per il PD la cosa più importante al momento sia differenziarsi da IDV? Magari la compagnia di Antonio di Pietro o di Beppe Grillo farebbe sobbalzare Monsignor Giovanni della Casa, ma vuoi mettere col corrotto Lorenzo Cesa o col colluso Totò Cuffaro? Con quelli sì che si può fare un’opposizione responsabile… Insomma la riflessione più profonda che sovviene al PD sulla corruzione è una questione di stile?

Tenere un blog aiuta a vivere meglio rende meno ansiosi e più socievoli

di BENEDETTA PERILLI

Tenere un blog aiuta a vivere meglio rende meno ansiosi e più socievoli

SARANNO pure nerd ma almeno sono felici. Basta con le preoccupazioni: di blog non si muore ma soprattutto bloggando si vive meglio. Lo dice uno studio condotto dal ricercatore James Baker dell’università australiana di Swinburne che ha monitorato per due mesi gli stati emozionali di alcuni nuovi utenti di MySpace. Sessanta giorni trascorsi tra social network e diari online basterebbero per far sentire gli utenti meno soli e più connessi con gli altri. Ma non solo. Lo studio ha dimostrato che dopo due mesi di attività su un social network, dalla semplice richiesta di amicizia allo scambio di video, tutti gli utenti si sentono meno ansiosi e depressi ma quelli che hanno affiancato a queste attività quelle del blogging vivono meglio anche le relazioni fuori dal web.

Attenzione però, la ricerca australiana non ha preso in considerazione chi tiene blog a livello più alto, come potrebbe essere ad esempio Beppe Grillo, che in una recente classifica dei blog più influenti al mondo redatta da The Guardian si è classificato al nono posto, o la regina di tutti i media PerezHilton, al secolo Mario Lavandeira, intraprendente pettegolo di origine cubana che grazie al suo blog, nel quale rivela i segreti più piccanti del gossip internazionale, è diventato famoso come una star hollywoodiana. A loro forse, come sosteneva il New York Times in una recente inchiesta sui pericoli del blogging, postare quotidianamente notizie sempre fresche e nuove potrebbe fare male alla salute. Ma ai tanti e piccoli scrittori che aprono finestre virtuali sulle loro vite farebbe bene all’umore, alle relazioni interpersonali e addirittura al senso critico.

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Forza Italia

Io ero solito stare dalla parte dell’Italia quando la Spagna finiva eliminata (e anche prima) ma questo non mi pare più possibile da quando quel paese è Berlusconia“, scrive Javier Marias. Ma noi siamo italiani, abbiamo tifato per Paolo Rossi e Bettega, le nostre vite sono scandite dai Mondiali – che da Espana ‘82 ci piace chiamare Mundial – di cui ricordiamo ogni gol e che ci commuoviamo a rivedere su Eurosport Classic, ma solo nel commento originale. Ci commuove Bruno Pizzul che dice “ha il problema di girarsi“, “cincischia a centrocampo” ed “è tutto molto beello“. Ci commuove la voce di Nando Martellini e i suoi infiniti errori. Ci ricordiamo la poltrona su cui eravamo seduti per Italia-Brasile 3-2, che c’era caldissimo fuori e il condizionatore faceva così rumore che la voce di Martellini spariva, che erano le cinque del pomeriggio, che papà era seduto lì e nonno ha perso il terzo gol perché è andato a prendere da bere.

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A Chiaiano "no global" per tutti i gusti

Due no global a Chiaiano
Sono abbastanza sicura del fatto che quando vengono usati genericamente e impropriamente termini come no global e centri sociali sui giornali o per televisione, ciò viene fatto con lo scopo di gettare discredito su quello di cui si sta parlando.
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