
Haiti
La tragedia di Haiti è l’ennesima che coinvolge una terra geologicamente giovane e piena di vulcani e di faglie. Quello di Haiti potrebbe essere il più catastrofico terremoto per numero di vittime ma non certo per potenza. Ripercorriamo solo alcune delle più grandi catastrofi della regione nell’ultimo mezzo secolo.
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di Raffaele Della Rosa, mercoledì 16 dicembre 2009, 22:20
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Dialoghi
Oltre ai giudici faziosi, ai comunisti onnipresenti, anche il successo…nella disgrazia, perseguita Sua Emittenza, sia pure in forma indiretta.
Vi reinvio ad un link de la BBC, in spagnolo. In sintesi la BBC ci racconta come la schiera dei persecutori del Cavoliere sia veramente sovradimensionata.
Il souvenir, di più di tre etti, che gli è stato lanciato contro (raffigurante appunto il Duomo di Milano) sta avendo un successo di vendite insperato e per di più in una città feudo elettorale del Popolo delle Libertà e della Lega.
L’ennesimo mistero italiano.
Raffaele Della Rosa su http://www.gennarocarotenuto.it
di Fabrizio Lorusso Mex, domenica 29 novembre 2009, 11:31
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di Doriana Goracci, martedì 10 novembre 2009, 13:16
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di Davide Matrone, giovedì 8 ottobre 2009, 08:04
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Italia, Media
"Credo sinceramente, di essere e di essere stato di gran lunga il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere negli ultimi 150 della sua storia". Vi ricordate questa frase da chi, quando e dove fu pronunciata? Beh dal nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in data 11 settembre 2009 in Sardegna in presenza del Presidente di Spagna Josè Luiz Zapatero e di giornalisti stranieri.
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In questo momento in Honduras è notte ma i nostri contatti in Honduras sostengono che oggi sarebbe il gran giorno del ritorno al governo di Mel Zelaya riportato al palazzo presidenziale da centinaia di migliaia di persone che stanno confluendo verso la capitale da ogni angolo del paese.
Finora non ci sarebbero stati colloqui né dialogo con i golpisti ma un solo messaggio: “resa incondizionata entro 24 ore”.
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di Redazione, sabato 19 settembre 2009, 12:42
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Diritti civili, Disinformazione, Razzismo
L’organizzazione per i diritti umani Survival International ha nominato “l’articolo più razzista” dell’anno. A vincere il premio è un appello a bombardare con il napalm gli Indiani del Perù pubblicato dal quotidiano nazionale peruviano El Correo [a firma Andrés Bedoya Ugarteche, nell’immagine in caricatura].
Nell’articolo, i popoli indigeni vengono chiamati “selvaggi” “paleolitici” e “primitivi”; secondo l’autore, le loro lingue non conterebbero più di otto parole e, nel corso delle proteste che hanno recentemente paralizzato gran parte dell’Amazzonia peruviana, sarebbero stati manipolati da “escrementi comunisti”.
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di Mario Badino, mercoledì 29 luglio 2009, 09:33
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Dialoghi
Pubblico volentieri questo appello delle Ong italiane all’Unione europea in aiuto a Gaza, vittima oggi – dopo i bombardamenti del dicembre e gennaio scorsi che hanno ucciso indiscriminatamente più di 1400 esseri umani – dell’embargo israeliano che impedisce la ricostruzione (20mila le abitazioni distrutte e mai ricostruite per mancanza di materiali) e persino l’accesso nella Striscia della quantità di aiuti umanitari necessaria a garantire la vita di un milione e mezzo di persone.
Come si vive a Gaza è documentato da alcune immagini della Croce rossa (lo dico anche per quelle persone che di solito storcono il naso e parlano di «propaganda anti-israeliana», se non addirittura di antisemitismo, quando si cerca di denunciare il massacro). Le trovate nel blog LogicoKaos, pubblicate da Audrey. In Gran Bretagna sono state messe online sul sito della BBC; non mi risulta che in Italia la Rai abbia fatto altrettanto.
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di Andrea Pizzimenti, venerdì 17 luglio 2009, 08:42
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Disinformazione
Mi è stato segnalato questo articolo della Bbc del 10.7.2009, Venezuela imposes new media curbs. Curbs: imbrigliamento. Nell’articolo viene denunciato un attacco di Chavez alla libertà di stampa. L’articolo, che riporta unicamente i commenti delle opposizioni a Chavez, scrive che i canali Tv satellitari e via cavo considerati nazionali dovranno trasmettere i discorsi del presidente Chavez. Infine, ricordando quanto avvenuto a Rctv, scrive che questa legge sarà applicata a dozzine di enti televisivi internazionali.
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Dopo due giorni di conversazioni in Costa Rica tra la delegazione dei golpisti e quella del governo legittimo dell’Honduras, nella quale ognuno accusa l’altro di essere un criminale e di meritare di andare in carcere o peggio, le cose non si sono spostate di un centimetro. E non spostarsi di un centimetro vuol dire che i golpisti guadagnano terreno, si stabilizzano, guadagnano legittimità, vedono il fronte internazionale perdere unità d’intenti.
Tanto è vero ciò che i golpisti propongono un nuovo incontro tra otto giorni, un’eternità per chi in ogni angolo del paese da due settimane è mobilitato contro il golpe e, nonostante cresca e si radicalizzi la resistenza popolare, sta subendo i colpi sempre più duri della repressione. L’ultima su questo fronte è l’arresto da parte di un commando golpista di José David Murillo, pastore protestante, dirigente ambientalista ma soprattutto padre di Isis Obed Murillo, il ragazzo di 19 anni assassinato domenica scorsa.
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Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!
Il dipartimento di stato del governo statunitense, in una conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio di ieri, lunedì, ha chiarito che nessun rappresentante del governo di fatto honduregno, che ha inviato ieri una delegazione nella capitale del paese nordamericano, sarà ricevuta.
Al contrario nella stessa conferenza stampa è stato chiaramente affermato che oggi martedì il presidente legittimo Manuel Zelaya sarà ricevuto al massimo livello presente nel paese, probabilmente dalla stessa Hillary Clinton, essendo il presidente Barack Obama impegnato in Europa.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 27 giugno 2009, 10:52
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Castellano
Puntos de vista distintos siempre los ha habido y los habrá… Tal vez para algunos en Honduras es el ejército el que está salvando a la patria del comunismo (¿no he oído esto en otro sitio antes?), pero es indispensable estudiar cómo explica lo que está aconteciendo ahora en Tegucigalpa el periódico madrileño El País, única fuente en la que se suele basar el parecer de muchos comentaristas europeos de América Latina.
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di Doriana Goracci, domenica 3 maggio 2009, 10:57
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Dialoghi
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 17 aprile 2009, 18:40
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Disinformazione, Globalizzazione, Media
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La polizia mente sempre avevamo documentato qui. Ma è triste vedere fino a che punto. Nel caso del povero Ian Tomlinson, il giornalaio ammazzato nel G20 a Londra avevano: 1) mentito sul merito, raccontando di averlo soccorso mentre i manifestanti li bersagliavano; 2) mentito sul metodo, ed è emerso il video del povero Tomlinson malmenato da un poliziotto. 3) hanno mentito sull’autopsia.
Se la prima aveva attribuito la morte ad un infarto è stata necessaria una seconda autopsia per sapere che il povero Ian è morto per un’emorragia interna probabilmente causata dal poliziotto finalmente sospeso dal servizio.
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Fernando Ravsberg è il corrispondente dall’Avana della BBC. L’articolo che segue risiede in originale sul dominio del servizio pubblico inglese. Lo traduco e lo pubblico per un paio di motivi che considero buoni. Il primo è che parla di Cuba e delle donne cubane come chiunque conosca e ami Cuba parla, ovvero esattamente all’opposto di come ne parlano le orde di sficati che non escono da Varadero e dalla Habana vieja e credono di avere il diritto di comprare tutto (anche le persone) solo perché hanno nel portafoglio uno stipendio europeo. Il secondo motivo è che un articolo come quello di Ravsberg non sarebbe pubblicabile su nessun giornale italiano. I giornalisti italiani neanche pensano di poter esprimere opinioni eterodosse su Cuba (gc).
“Tutte le cubane sono puttane”, mi sputò con disprezzo un parrocchiano in un bar di Barcellona appena sentì che io vivo a Cuba. Tale generalizzazione mi è sembrata infame, anche se debbo riconoscere che è un pregiudizio molto diffuso.
Così si percepisce Cuba dagli hotel e dai centri turistici circondati di prostitute a caccia di maschi “di successo”, di quelli obbligati a fare un viaggio di 5.000 km per poter avere una relazione sessuale, che inoltre sono costretti a pagare.
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