Wednesday 08 February 2012, 21:14

Gli articoli con tag: " baseball "

Russia: Morire d’informazione

di Mario Braconi

boburova

Molti dei giornalisti italiani convinti di raccontare verità scomode per il potente di turno dovrebbero fermarsi un attimo. E riflettere sull’immenso valore della testimonianza che stanno dando al mondo i loro colleghi russi che continuano a fare il proprio lavoro, spesso rimettendoci la pelle. La libertà di stampa e di espressione in Russia sono a rischio da anni: oltre ai quotidiani, basta scorrere il report pubblicato a febbraio da Amnesty International su questo argomento: in un anno ben cinque giornalisti sono stati assassinati (tra di essi Anastasia Baburova, praticante presso la ’Novaia Gazetà, uccisa il 19 gennaio scorso dal killer a volto coperto che aveva appena eliminato l’avvocato ed attivista per i diritti umani Stanislav Markelov, che rappresentava Anna Politkovskaia). Alla stampa, in generale vengono regolarmente riservate minacce, quando non percosse, dalla polizia, che si fa beffe dei cartellini identificativi che i giornalisti portano per farsi riconoscere. Il processo ai presunti assassini della giornalista Anna Politkovskaya è stato trasformato in una barzelletta, non si capisce bene se per incapacità investigativa, per dolo o per tutte e due le cose assieme.

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Curzio Maltese – Quel camion pieno di spranghe

Repubblica — 30 ottobre 2008   pagina 1   sezione: PRIMA PAGINA

Aveva l’ aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo de’ Fiori colmo di gente. Certo, c’ era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. «Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane» sospira un vigile.

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Piccoli Uomini Crescono nel Viterbese, a destra…

Notte bianca, anzi d’arancia meccanica a Viterbo

Che la cinghia sia di moda negli ambienti di destra, non lo dice uno stilista o chi scrive ma lo afferma il Corriere della Sera. Nel Telegiornale del Lazio su Rai Tre, il capo della polizia, ha esordito con un più cauto “ennesimo fenomeno di bullismo”, per poi giungere alla fine a conclusioni ancora più gravi del giornale suddetto e che possono essere già lette. … Leggi tutto

Pubblicità e razzismo in America latina. Spunti per una possibile ricerca

Anticipo in forma ridotta un mio saggio di prossima pubblicazione

Nino_disparando Visto dalla remota Europa lo stereotipo di bellezza femminile nel continente meticcio per eccellenza, l’America latina, è quello degli occhi neri, dei capelli crespi e della pelle abbronzata. È l’America morena letteraria di Teresa Batista o di Donna Flor del bahiano Jorge Amado. Visto dallo show business e soprattutto dal sistema pubblicitario latinoamericano, invece, lo stereotipo di bellezza è quello occidentale, anoressico, biondo e dagli occhi azzurri. Tale divaricazione non è ininfluente e la pubblicità appare mettere in scena e contribuire a legittimare l’apartheid e la sottomissione culturale al bianco delle maggioranze meticce, indigene e nere.

Se leggi, costituzioni, società e perfino la vita quotidiana rendono la discriminazione in America latina né onnipresente né inevitabile, il mondo della pubblicità nella regione, in maniera più marcata rispetto ai sistemi televisivi in generale, rappresenta invece un baluardo della separatezza. È un mondo di creoli che rappresentano se stessi anche quando devono vendere prodotti ai non creoli, autocompiacendosi fino a considerare e presentare la bianchezza della pelle come garanzia del successo di un prodotto. È difficile capire dove finisca l’ottusità discriminatoria e dove comincino le finalità politico-ideologiche di controllo sociale. Appare però evidente che le logiche che si celano dietro la presunta neutralità delle logiche commerciali vadano ben al di là degli interessi commerciali stessi.

Ben diversa è infatti la situazione negli Stati Uniti. Il mercato dei consumatori ispanici muove

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Chi è Gennaro Carotenuto

In breve:

Gennaro CarotenutoGennaro Carotenuto insegna Storia del Giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata. Laureato in Storia presso l’Università di Pisa e dottore di ricerca a Valencia, Spagna, è stato prof. invitato in università in Uruguay, Cile, Tunisia.

Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3Rai e il trimestrale Latinoamerica dove scrive dal 1992. Ha lavorato o collaborato con quotidiani come El País di Madrid, La Stampa di Torino, La Jornada di Città del Messico. Dal ‘97 è analista di politica internazionale ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha.

Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano. Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM. Nel 2009 Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Leggi anche: Come organizzare incontri con Gennaro Carotenuto

Scheda del saggio  Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Scheda del saggio Franco e Mussolini

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Tette nuove per i quindici anni!

CARACAS – L’ultima moda, per le signore di Caracas, San Cristobal o Maracaibo, ma anche per molte che vengono dall’estero, dagli Stati Uniti e dall’Europa, è abbinare la chirurgia plastica al paradiso tropicale della Isla Margarita. Cliniche con servizi a cinque stelle (ma anche a tre se si vuole un po’ tirare) e prestazioni mediche adeguate e all’avanguardia mondiale. Ma per le adolescenti venezuelane è una trappola … Leggi tutto

Omero Ciai, Angela Nocioni, Piero Sansonetti, Massimo Cavallini, risposte dovute

Quando Omero Ciai e Angela Nocioni, dalle pagine de La Repubblica, imbastirono una campagna di stampa per denunciare la presunta escalation militarista venezuelana, senza fare un solo numero che suffragasse la loro tesi, chi scrive appose la seguente obiezione: in America Latina la spesa media per la difesa è pari all’1.5% del PIL. Fanno eccezione il Cile e la Colombia che superano il 4%. Se è vero che il Venezuela è stabile all’1.55% del PIL di spese militari, la vostra è una campagna inventata di sana pianta, non per informare ma per diffamare il … Leggi tutto

Piero Sansonetti lo chiama Castro, ma per milioni resta Fidel

Fidel, sì Fidel, che problema è Fidel. Perfino come chiamarlo è un problema, un discrimine, un Rubicone. Piero Sansonetti, direttore del quotidiano del PRC Liberazione, è molto attento a scrivere sempre Castro. Non scrive mai Fidel, come tutti i cubani, e centinaia di milioni di sfruttati di questo pianeta lo continuano a chiamare. E’ una cartina tornasole potentissima. Per star bene in società, con i Gianni Riotta, i Lucio Caracciolo, i Pierluigi Battista, gli Omero Ciai, è necessario dire “Castro”, e nonsiamai farsi scappare “Fidel”. Chissà, forse Sansonetti conosce Emir Sader, il filosofo brasiliano, tra i fondatori dei Fori Sociali Mondiali. In un magistrale articolo intitolato “come diventare un ex-intellettuale di sinistra” Sader lo mette al primo comandamento: “non chiamare mai più Fidel, Fidel. Da oggi in poi chiamalo sempre Castro”.

Con Nello Margiotta, Sabatino Annecchiarico, Mirko del Medico e Fabio Amato:

Continuano, su questo sito e sulla stampa nazionale (la polemica è dilagata sulla stampa che una volta quelli del partito di Sansonetti definivano “borghese”, dalla Repubblica al Giornale, che se la ridono grassamente), gli eco del caso Nocioni-Liberazione-Cuba. Il giorno 2 giugno Sansonetti ha dedicato un … Leggi tutto

Classico Mundial, Giappone campione

Sconfiggendo ieri a San Diego la nazionale cubana per 10-6, la nazionale giapponese ha trionfato nel primo Classico Mondiale di baseball.

Grande protagonista della partita è stato il lanciatore nipponico Matsuzaka. Ha lanciato per otto riprese concedendo appena 4 battute valide alla selezione cubana. Con lui è stato protagonista l’esterno Ichiro Suzuki. Ha realizzato tre battute valide che hanno permesso alla selezione asiatica di annotare ben 4 punti.

Chiave della partita è stata … Leggi tutto

Classico mondiale di Baseball, la finale è Giappone-Cuba

La finale del Primo Classico Mondiale di Baseball, che si disputerà lunedì in California sarà tra Giappone e Cuba. E’ una finale tra due corazzate del baseball mondiale, ma è anche una finale tra due squadre che non avrebbero dovuto arrivarci.

Il Giappone ha stracciato … Leggi tutto

Come nasce una velina

Omero Ciai, il bravo giornalista della Repubblica che di mestiere si occupa di parlar male di qualunque cosa in America Latina non sia di gradimento del governo Bush o del Fondo Monetario Internazionale, mi piace. E’ una persona combattiva che difende con foga le sue tesi e qualche volta si impegna a che le cose che scrive coincidano con la realtà come a lui piacerebbe che fosse. Basta essere appena un po’ esperti di America Latina per “cacharlo”, scoprirlo, come direbbero i cileni… Da storico orale, so che quello di far coincidere la realtà col desiderio è un bisogno primario dell’essere umano. Ma per Ciai sembra una necessità vitale

Quando gli si fa notare che non sempre la realtà può essere aggiustata a suo piacere, si sbraccia molto, con me e con la redazione di Latinoamerica, a volte con maniere un po’ spiccie. Ma è un bravo giornalista. E ci fornisce delle dritte indispensabili per capire come da una notizia inesistente sia riuscito a scrivere un’intera pagina su Repubblica. Vediamo di capire come: … Leggi tutto

Primo Classico Mondiale di Baseball

Il mondiale di Baseball che si sta giocando sui campi di Portorico e della California è un grande evento per mezzo mondo, anche se è ignorato dall’Italia. Cuba in seminale, Stati Uniti eliminati.
di Gennaro Carotenuto

L’hanno chiamato “I Classico mondiale”, anche se è la prima volta che si gioca, un ossimoro del quale il mondo del baseball non sembra sorprendersi. La “pelota”, come si dice nei Carabi come noi chiamiamo “pallone” il calcio, o béisbol, è lo sport nazionale ovunque il calcio non la faccia da padrone, dal Giappone al Venezuela, dal Nicaragua alla Corea. E’ anche uno dei terreni nei quali si sfidano l’orgoglio nazionale cubano e quello degli Stati Uniti. Al contrario del ping-pong di Nixon, però … Leggi tutto

Se questo è giornalismo

La Repubblica di lunedì 13 marzo ha dedicato una pagina intera ad una notizia che semplicemente non esiste. Nella sostanza -l’articolo non è disponibile in internet – la fantasiosa penna del solito Omero Ciai sostiene che siccome oramai è in corso un esodo biblico di giocatori di baseball cubani verso gli Stati Uniti, allora il perfido Fidel Castro vorrebbe estirpare il baseball da Cuba per sostituirlo con il Cricket.

Omero Ciai va avanti per una paginetta intera con il suo compitino, senza citare alcun dato, numero, riferimento, fonte. In realtà non c’era neanche la notizia. C’era solo uno spazio bianco da riempire con pensierini anticubani in libertà. Ma quando si parla di America Latina le vere notizie come per esempio l’assemblea costituente in Bolivia, vengono occultate da la Repubblica. Invece si fa folklore e propaganda su quelle false.

Al prim’anno di qualunque scuola di giornalismo il pezzo di Ciai sarebbe stato cestinato senza pietà. Ma siccome il giornalismo dovrebbe essere fatto di notizie, di dati, delle leggendarie cinque W del giornalismo statunitense, vediamo di mettere un po’ di puntini sulle “i”. … Leggi tutto