Wednesday 08 February 2012, 19:43

Gli articoli con tag: " banche "

Il Lusso della Protesta al Punto G

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Hanno corso oggi e correranno domani e ancora di più intorno al punto G, tranne uno che è morto.

Il loro punto G dicono non abbia capacità operative, ma solo il compito, discutendo, di indicare dove intervenire al meglio nell’economia, nel sociale, nell’ambiente, nel contrasto dell’attività terroristica. Da sei che erano nel 1975, si concupiscono in otto: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito,Russia, Stati Uniti d’America.

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Il gioco delle tre carte di Geithner

Le Borse gradiscono, i Nobel attaccano. Sono contrastanti nel mondo economico le reazioni al piano Geithner di intervento sui mercati finanziari presentato ieri.

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La Thyssen è chiusa, ma Torino brucia ancora

Ieri sera – a un anno e tre giorni dalla sciagura della ThyssenKrupp – La7 ha mandato in onda La fabbrica dei tedeschi.

Il documentario di Mimmo Calopresti delude, dal punto di vista giornalistico come da quello artistico: nessun valore aggiunto all’inchiesta, autoinquadrature dell’autore che annuisce partecipe al racconto dei parenti delle vittime, accompagnamento musicale melodrammatico, un insulso inserto di fiction nel prologo affidato a volti celebri del cinema italiano. … Leggi tutto

Rotolando verso le Feste, nel segno della Tradizione

http://www.diregiovani.it/imagesfe/calza%20befana7250_img.jpg Andando incontro alle Feste, dalle Politiche Sociali di Viterbo, arriva una lettera ma il tam tam è diffuso ovunque: “Befane cercasi per battere record e vincere una settimana bianca”. Lo annuncia IL Centro Sociale Pilastro promotore insieme a Admo, Avis e 500 Tuscia Club di Viterbo della “Calza più lunga del mondo”, iniziativa unica nel suo genere, prevista il prossimo 5 gennaio, che vede una calza della Befana lunga ben 52 metri e dal diametro di 140 cm, trasportata da 10 Fiat 500, sfilare nelle vie del centro storico di Viterbo. … Leggi tutto

Vola Casa Bianca Vola

Stiamo in una botte di ferro: allegri Italiani! In uno Studio Ovale, denso come solo un uovo può esserlo, di “sostanza”, in una Casa Bianca che più bianca non si può per quante candeggine ha visto, nel Grande Paese, si sono incontrati i Due, in un secondo lunedì di ottobre, 13, che ad alcuni porta bene: amici “impegnati insieme per trovare soluzioni” alla crisi economica globale. In un giardino di rose, senza spine s’intende, l’Uno, modestamente più basso e consapevole che l’Altro, è l’Americano, per antonomasia e per elezione, lo chiama “gli americani”, che hanno  “salvato il mio paese e l’Europa da fascismo, nazismo e comunismo… Ci hanno aiutato a uscire dalla povertà grazie al piano Marshall”. L’ amicizia personale, trasmuta in amicizia di popoli. L’Altro ha buona faccia e gioco,  per rispondere alla spalla, di cui apprezza la disponibilità, che è certo che farà di tutto per “modificare le restrizioni sui luoghi in cui possono operare le forze italiane in Afghanistan”. … Leggi tutto

In una botte di ferro

Ebbene sì: oggi mi sento molto più tranquillo.
Ieri sera a Ballarò il prof. Mario Baldassarri, insigne economista specializzato al MIT, nonché senatore della Repubblica, nonché presidente della commissione “finanze e tesoro” del Senato, già vice ministro per l’economia durante la legislatura 2001-2006, ci ha spiegato perché le banche italiane non corrono pericoli.

Le banche italiane da sempre ci strizzano come limoni da sugo, prelevando dai nostri miseri risparmi tutto quello che possono e, a volte, anche quello che non possono; per questo noi abbiamo sempre insultato, aggredito, vilipeso le banche, considerandole degli aguzzini, dei mafiosi a caccia del pizzo. INGRATI!!!
Di questo trattamento oggi noi dobbiamo essere grati, sia alle banche che, inevitabilmente, ai governi che hanno permesso tutto ciò. Baldassari, con una chiarezza e una semplicità davvero encomiabili, ha spiegato che proprio grazie alle enormi risorse che le banche italiane hanno accumulato nei decenni, approfittando impunemente dei propri clienti, ora riusciranno a resistere alla crisi che sta mettendo in ginocchio tutta la finanza mondiale.
Grazie ai soldi, che una volta erano nostri ed ora sono delle banche, siamo in una botte di ferro.

Saputo questo, sono andato a dormire così felice e rilassato, che questa mattina ho avvertito l’irresistibile desiderio di rendere pubblica la mia gratitudine, componendo una breve ode che dedico, ovviamente, a colui che ci ha aperto gli occhi.

Amo la mia banca
dopo un giorno già mi manca.
Amo anche gli interessi
che non vivo senza di essi:
la miseria degli attivi
la montagna dei passivi.
E che dire delle spese?
Col badile le hanno prese,
ma con gran soddisfazione
pago tutta la razione.
Son sfruttato e bidonato
e però son rilassato:
mentre il mondo è lì che crolla
la mia banca non tracolla.
Con la forza dei miei averi
i suoi muscoli sinceri
fan vedere che è ben salda
la mia banca sì gagliarda.

Dedicata a Mario Baldassarri

www.pleonastico.it

Asset Allocation in Carta Bianca

Oggi c’è, chi non consente attacchi alle “sue” banche e promette che non perderemo neanche un euro.

E’  l’inizio di un tumultuoso ottobre finanziario e il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, rassicura i depositari di conto corrente delle banche iscritte al Fondo interbancario di garanzia, spiegando  che, in caso di fallimento, saranno coperti fino a 103mila euro per conto, aggiungendo però e pure, che: “I pronti contro termine non sono garantiti, mentre i titoli di stato, preferibilmente a scadenza non troppo lunga, costituiscono ancora un investimento relativamente sicuro” e che sono “A rischio anche i risparmi di chi ha investito in obbligazioni bancarie, soprattutto quelle rilasciate dalle grandi banche d’affari, ora nell’occhio del ciclone”. Poi affondando il coltello nella piaga, paventa: “Nel malaugurato caso che fallisca una banca come Unicredit, che ha 10-12 milioni di correntisti, ci si chiede che capienza possa avere il Fondo interbancario di garanzia”. Tutti quelli che leggono, potrebbero in parte impensierirsi ma ce ne sono altri che quasi sorrideranno, avendo non risparmi ma debiti, come lo Stato e le sue amministrazioni. … Leggi tutto

L’esilio del Sale

Il sangue è ribollito ancora una volta il 19 settembre 2008 e  l’arcivescovo Sepe può concludere la cerimonia con il noto “A Maronna v’accumpagni”, fuori dal  Duomo di Napoli, per benedire la città e la regione, magari il Paese tutto. Ha ammonito la camorra e i sicari, “serpenti velenosi”, che  hanno ucciso sette persone, sei nigeriani e ferito un’altra. … Leggi tutto