Ebbene sì: oggi mi sento molto più tranquillo.
Ieri sera a Ballarò il prof. Mario Baldassarri, insigne economista specializzato al MIT, nonché senatore della Repubblica, nonché presidente della commissione “finanze e tesoro” del Senato, già vice ministro per l’economia durante la legislatura 2001-2006, ci ha spiegato perché le banche italiane non corrono pericoli.
Le banche italiane da sempre ci strizzano come limoni da sugo, prelevando dai nostri miseri risparmi tutto quello che possono e, a volte, anche quello che non possono; per questo noi abbiamo sempre insultato, aggredito, vilipeso le banche, considerandole degli aguzzini, dei mafiosi a caccia del pizzo. INGRATI!!!
Di questo trattamento oggi noi dobbiamo essere grati, sia alle banche che, inevitabilmente, ai governi che hanno permesso tutto ciò. Baldassari, con una chiarezza e una semplicità davvero encomiabili, ha spiegato che proprio grazie alle enormi risorse che le banche italiane hanno accumulato nei decenni, approfittando impunemente dei propri clienti, ora riusciranno a resistere alla crisi che sta mettendo in ginocchio tutta la finanza mondiale.
Grazie ai soldi, che una volta erano nostri ed ora sono delle banche, siamo in una botte di ferro.
Saputo questo, sono andato a dormire così felice e rilassato, che questa mattina ho avvertito l’irresistibile desiderio di rendere pubblica la mia gratitudine, componendo una breve ode che dedico, ovviamente, a colui che ci ha aperto gli occhi.
Amo la mia banca
dopo un giorno già mi manca.
Amo anche gli interessi
che non vivo senza di essi:
la miseria degli attivi
la montagna dei passivi.
E che dire delle spese?
Col badile le hanno prese,
ma con gran soddisfazione
pago tutta la razione.
Son sfruttato e bidonato
e però son rilassato:
mentre il mondo è lì che crolla
la mia banca non tracolla.
Con la forza dei miei averi
i suoi muscoli sinceri
fan vedere che è ben salda
la mia banca sì gagliarda.
Dedicata a Mario Baldassarri
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