Wednesday 08 February 2012, 20:53

Gli articoli con tag: " Ballarò "

Ladri di illusioni e biciclette, un muratore laureato a Sora….


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La segnalazione di un amico  mi porta a leggere in ritardo una  notizia del 19 settembre, quel sabato in cui  doveva scendere in piazza la Stampa e il popolo che legge ascolta guarda  indignato, Senza Bavaglio e senza Informazione  ma bisognava rispettare il silenzio per i Morti caduti in Pace e l’appuntamento è slittato, come una trasmissione  della Rai, di porta in porta, tra un ballo e un altro.

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Ricostruzioni in padella

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/record-ascensori/record-ascensori/dire_14244960_27170.jpg

Un ascensore che andava alto alto , ad Honk Kong,  con dentro 5 gialli operai che ci lavoravano nel grattacielo in costruzione, sempre più alto di quelli che già ci sono, è volato  giù con con i 5, preannuciando l’ondata di vendite della Borsa di Tokyo “, giù giù, in grande difficoltà questa mattina, proprio nel giorno in cui si ricorda il fallimento, in America, della Leehamn Brothers. L’indice principale della Borsa giapponese, il Nikkei, ha chiuso  con una perdita pari il 2,32%.  La conclusione letta  sembra non entrarci in niente in questa storia di quotazioni, eppure questa è la soluzione : “Non spingersi troppo in là nelle trattative globali sui cambiamenti climatici”.

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Sondaggio choc, il Pd affonda

Tra i leader Casini supera Veltroni ed è alle spalle del Cavaliere

FABIO MARTINI

ROMA
Numeri così neri Walter Veltroni non li aveva mai visti. Certo, già da tempo il leader del Pd attende con un filo d’ansia il sondaggio che – a scadenza settimanale – la Ipsos di Nando Pagnoncelli fa recapitare (già da anni) sulle scrivanie di tutti i leader e che rappresenta il più accreditato barometro sugli umori politici degli italiani. Ma il sondaggio relativo ai primi dieci giorni di gennaio, letto da Veltroni sabato scorso, non ha contribuito al suo buonumore: soltanto il 25,2% degli italiani è sicuro di poter votare per il Pd, una percentuale allarmante se si pensa al 33,1% conquistato dal Pd alle Politiche della scorsa primavera, ma anche rispetto ai più diretti concorrenti. L’Italia dei Valori è attestata al 10%, con un boom rispetto al 4,3% delle Politiche (ma anche con una flessione dell’1% rispetto alla rilevazione pre-natalizia), i partiti della Sinistra radicale, seppur sommati, rivedono una discreta percentuale (5,7%), mentre crescono i consensi per l’Udc, che passa dal 5,7% al 6,4%. Sull’altro fronte, il Pdl resta stabile al 37,5%, con una Lega dilagante, all’11% che (sia pure virtualmente) segna il punto più alto nella storia del Carroccio.

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Michele Santoro e Gaza, la televisione tra narrazione e conversazione

santoroGiovedì sera è andata in scena ad “Anno Zero”, in una trasmissione dedicata ai giovani e Gaza, una rappresentazione chiara del bivio di fronte al quale si trova il più di massa dei media, la televisione. Non è in questa sede importante riprendere le polemiche e giudicare il plotone di esecuzione schierato in queste ore contro Michele Santoro e gli arcangeli e i serafini in fila a santificare Lucia Annunziata. Ma è importante fare un altro tipo di riflessione che concerne il medium.

Chi va in televisione può fare tre tipi diversi di cose. Può performare, ovvero dimostrare cosa sa fare o cosa conosce, ballare, cantare, far ridere, rispondere a quiz come a “Lascia o Raddoppia”. Può narrare, raccontando fatti reali o inventati, in un reportage o in una telenovela. O infine può conversare, dei massimi sistemi, in maniera aulica o del più e del meno, giù giù fino a “Porta a porta”.

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La leggenda del re galantuomo e dell’indio villano ed ingrato

p_30_09_2008 Sandro Viola, classe 1931, è uno dei patriarchi del giornalismo italiano. Ieri ha scritto un editoriale su Repubblica intitolato “Il Re e i talk show”. Nell’articolo si lamenta della pessima qualità dei vari Ballarò, Porta a Porta eccetera e lo fa con un esercizio retorico scarsamente degno della sua lunga carriera.

Il succo è che per Sandro Viola sarebbe bello avere un Juan Carlos di Borbone con l’autorevolezza di zittire politici impresentabili come fece al vertice iberoamericano di Santiago del Cile nel novembre 2007 con Hugo Chávez.

Per Viola quel “por qué no te callas”, “perché non stai zitto”, pronunciato dal Borbone al negraccio dell’Orinoco, come il cameo di Marshall McLuhan in “Annie Hall” di Woody Allen, assurge ad una sorta di rivincita delle persone dabbene verso i politici quaquaraquà.

Il dabbene è Don Juan Carlos di Borbone e il quaquaraquà ovviamente il presidente del Venezuela.

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In una botte di ferro

Ebbene sì: oggi mi sento molto più tranquillo.
Ieri sera a Ballarò il prof. Mario Baldassarri, insigne economista specializzato al MIT, nonché senatore della Repubblica, nonché presidente della commissione “finanze e tesoro” del Senato, già vice ministro per l’economia durante la legislatura 2001-2006, ci ha spiegato perché le banche italiane non corrono pericoli.

Le banche italiane da sempre ci strizzano come limoni da sugo, prelevando dai nostri miseri risparmi tutto quello che possono e, a volte, anche quello che non possono; per questo noi abbiamo sempre insultato, aggredito, vilipeso le banche, considerandole degli aguzzini, dei mafiosi a caccia del pizzo. INGRATI!!!
Di questo trattamento oggi noi dobbiamo essere grati, sia alle banche che, inevitabilmente, ai governi che hanno permesso tutto ciò. Baldassari, con una chiarezza e una semplicità davvero encomiabili, ha spiegato che proprio grazie alle enormi risorse che le banche italiane hanno accumulato nei decenni, approfittando impunemente dei propri clienti, ora riusciranno a resistere alla crisi che sta mettendo in ginocchio tutta la finanza mondiale.
Grazie ai soldi, che una volta erano nostri ed ora sono delle banche, siamo in una botte di ferro.

Saputo questo, sono andato a dormire così felice e rilassato, che questa mattina ho avvertito l’irresistibile desiderio di rendere pubblica la mia gratitudine, componendo una breve ode che dedico, ovviamente, a colui che ci ha aperto gli occhi.

Amo la mia banca
dopo un giorno già mi manca.
Amo anche gli interessi
che non vivo senza di essi:
la miseria degli attivi
la montagna dei passivi.
E che dire delle spese?
Col badile le hanno prese,
ma con gran soddisfazione
pago tutta la razione.
Son sfruttato e bidonato
e però son rilassato:
mentre il mondo è lì che crolla
la mia banca non tracolla.
Con la forza dei miei averi
i suoi muscoli sinceri
fan vedere che è ben salda
la mia banca sì gagliarda.

Dedicata a Mario Baldassarri

www.pleonastico.it

Dalla Maremma alla Tuscia, tornando a casa

Arrivando nella metà del mese di settembre, in Maremma, capita che fa ancora caldo, che è piovuto assai pochino e la vendemmia appena iniziata, subisce un arresto. Il giorno dopo piove violentemente e si allagano gli stabilimenti della costa, cadono pini e si sfascia qualche incauta macchina. … Leggi tutto

Niente di nuovo sotto il sole di Ballarò, il solito teatrino.

La rista, contagiosa, di Giovanni Floris non si spegne nemmeno di fronte ad uno tsunami.
Il teatrino della politica ricomincia. Ieri sera toccava alla scuola, (ho visto solo pochi minuti perché non lo reggo) il ministro Giulio Tremonti ha detto che non ci sono soldi, non possiamo permetterci una scuola decente, dobbiamo stare dietro al Cile. … Leggi tutto

Caro Giulio Tremonti, sulla scuola devi sapere che…

Dopo le stupidaggini dette da Tremonti stasera a Ballarò, qualcuno vuole informarlo su come funziona la scuola elementare nel resto d’Europa? Qualcuno gli vuole dire che solo noi non abbiamo le classi differenziali? Che solo noi ci prendiamo in classe gli alunni stranieri anche se non sanno la lingua, senza prima farli “stazionare” in un classe dove impararla? Che, in assenza di queste situazioni, il maestro unico potrebbe anche funzionare, ma così è impossibile?

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Propaganda e realtà sono due cose ben distinte

Con la propaganda ed il martellamento “pubblicitario” a colpi di slogan sulla sicurezza il centrodestra ha vinto le elezioni. Ricordo la volgare strumentalizzazione, durante la campagna elettorale per il sindaco di Roma, del caso della stazione “la storta”: un vergognoso linciaggio mediatico contro la giunta del centro-sinistra, dalla pdl ritenuta in qualche modo corresponsabile del brutale episodio. … Leggi tutto

Maurizio Gasparri è un pagliaccio

gasparri Maurizio Gasparri sostiene pubblicamente (vedi Ballarò) che in Italia vengano intercettate un miliardo di telefonate l’anno. Uh, che impressione! Facciamogli due conti in tasca.

La durata media di una telefonata è tre minuti. Quindi se Gasparri dicesse il vero, ogni anno in Italia verrebbero registrati tre miliardi di minuti di conversazioni. Per semplificare, ma non è così, facciamo che la telefonata sia ascoltata da una sola persona.

Facciamo anche che la persona sia così brava da trascrivere in tempo reale e che nessun altro ci metta mano. Ovviamente non è così, una trascrizione decente, fatta in genere in un secondo momento, richiede circa il triplo del tempo. Ma immaginiamo per un momento che invece non sia così.

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Chiara Saraceno e il populismo a Ballarò

Sciavèz in Messico è sicuramente populista”, detto testuale a Ballarò dalla sociologa Chiara Saraceno. La Saraceno, giudica Chávez pensando sia messicano e, nonostante insegni Sociologia della famiglia, è stata chiamata da Giovanni Floris a parlare di Silvio Berlusconi e populismo.

A tali chiarissimi esperti e prestigiosi intellettuali l’organo ufficiale del PD in TV paga ricchi cachet per dettare la linea al popolo bue. Ops, Giovanna Melandri ci ha tenuto a spiegare che a lei la parola “popolo” non piace, lei che è una signora elegante preferisce “cittadini”. Lo ha detto e si è guardata intorno con aria soddisfatta per aver fatto così definitivamente i conti sia con Chávez (o Sciavèz) che con Berlusconi.

Ballarò, siparietto tra Mieli e Floris

Paolo Mieli: la classe politica degli anni ’50, che pure era una classe politica rispettata, in proporzione guadagnava molto di più di quella di oggi.

Giovanni Floris: Direttore, abbiamo verificato. Negli anni ’50 il rapporto tra lo stipendio di un parlamentare e quello di un operaio era 6 a 1. Oggi è di 10 a 1. Quindi è aumentata.

Paolo Mieli: E vabbè, ma quelli erano altri tempi, non si può comparare.

mieliballaro

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Un Presidente Yiddish mame!

Dopo Ott’e mezzo, Ballarò, Uno Mattina, Port’a porta, Radio Anch’io, Il Processo del Lunedì, Alice, Matrix, Ascolta si fa sera, nonché Isoradio, dove ha illustrato come in cinque anni a Barberino di Mugello non ci siano mai stati rallentamenti e che in Val Padana sia scomparsa la nebbia, Silvio Berlusconi è apparso a Woody Allen nel cielo di Manhattan sostituendosi alla su’mamma.

Un po’ interdetto, il regista ha però assecondato il Presidente Yiddish mame, accettando consigli sulle calze di lana, sul latte a colazione, sulla dieta kosher, ed ha promesso al Presidente Yiddish mame di non fidanzarsi con nessuna che non sia stata velina al TG4.

crediti: foto tratta da “New York Stories”, 1989, rielaborazione grafica di Gabriella Raffaele

Ancora sulla concubina di Nassiriya

Ringrazio tutti per il dibattito così fecondo sviluppatosi sul sito su un tema che evidentemente ha toccato nel vivo. Tra l’altro il pezzo “La concubina di Nassiriya” è stato pubblicato sul sito di Libero (il fornitore di servizi non il quotidiano di Feltri) e lì ci sono stati oltre 300 commenti. Ma sinceramente mi risultano più importanti e graditi i vostri.

Quello che più mi ha sconvolto rispetto alla vicenda, oltre a quanto ho scritto, è stato che l’esponente più autorevole del centro-sinistra ad avere preso una posizione sul tema è stato Franco Grillini, deputato in quota ArciGay. … Leggi tutto