giovedì 02 settembre 2010, 19:02

Gli articoli con tag: " Aosta "

Aosta. Vietata «Bella Ciao»

Aosta, teatro romano
La Valle d’Aosta, lo so, è un luogo misterioso per il resto del Paese, famoso al più per la cronaca nera e le catastrofi in genere (l’incendio nel Traforo del Monte Bianco, l’alluvione del 2000, il delitto di Cogne e recentemente i bambini tedeschi abbandonati dai genitori in pizzeria). … Leggi tutto

Incontro con Tariq Ramadan

Tariq Ramadan e Alex Glarey (Aosta, espace populaire)
Ieri sera, all’espace populaire di Aosta, si è svolto un incontro con Tariq Said Ramadan, intellettuale e professore universitario, sul tema La globalizzazione neoliberista, strategie di resistenza e l’islam. Ramadan, svizzero di origine egiziana, è cresciuto e si è formato in Europa, per poi studiare scienze islamiche al Cairo.

Accettando di correre il rischio di utilizzare toni un po’ retorici, lo si potrebbe definire un anello di congiunzione tra due culture diverse, che oggi troppo spesso sono contrapposte in maniera strumentale dalla politica e dai media. Il discorso di Ramadan e la chiacchierata che ne è seguita hanno preso le mosse dal sistema economico mondiale e dalle possibilità di resistere a un liberismo che uccide, ma poi, inevitabilmente, abbiamo finito per mettere a confronto due universi, occidente e islam, che oggi s’incrociano continuamente, senza per questo conoscersi davvero.

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Alessandro Robecchi e il potere dei media

Alessandro Robecchi e Alex Glarey all'espace populaire di Aosta«Quando è scoppiato il “caso Eluana” il 92% degli italiani era col padre, Beppino Englaro. Solo l’8%, una minoranza di fondamentalisti cattolici, era per il mantenimento in vita del corpo di Eluana. Dopo 6 mesi di bombardamento televisivo le percentuali erano cambiate: il 54% era ancora con Beppino, ma il 38% aveva cambiato posizione».

È con esempi di questo tipo che Alessandro Robecchi, giornalista e autore di programmi come Crozza Italia (La 7) e Verba Volant (Rai 3), anima, con Michele Serra, di Cuore, il mitico «settimanale di resistenza umana», cerca di far capire la potenza del mezzo televisivo in un Paese, l’Italia, nel quale i media sono al centro di ogni discorso, ma moltissimi ne ignorano i meccanismi fondamentali.

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Manifestazione per Gaza. Foto & parole


Intanto,
mi commuovo quando vedo che anche ad Aosta è possibile formare un corteo e camminare insieme, manifestando per una giusta causa. A volte mi sembra che la mia città sia veramente fuori dal mondo, come se da noi contasse solo la retorica regionalista sui paesi di montagna… Oggi siamo all’incirca un centinaio, molti immigrati più Cgil, Arci, Partito democratico e ciò che resta in Valle della sinistra Arcobaleno:  Movimento Verde, Rifondazione, Comunisti italiani. C’è pure una bandiera di Di Pietro. I più numerosi parlano arabo, sono stati mobilitati dalla locale Lega islamica, hanno cartelloni che raccontano l’ingiustizia e il massacro. Distribuiscono volantini con la scritta «Siamo tutti palestinesi» e scandiscono slogan in italiano. Significativo quello contro la Rai, rea di non fornire un’informazione reale su ciò che sta avvenendo a Gaza. Tante sono anche le bandiere della pace, molti i bambini. (Continua)

Oltre le Colonne d’Ercole (di Pont-Saint-Martin)

Aosta, Palazzo regionale
Una vecchia pubblicità rappresentava la Valle d’Aosta come un’isola e in effetti la regione in cui vivo è, agli occhi di molti, qualcosa di misterioso e lontano, perduta tra le cime dei monti e gli stambecchi del Parco Nazionale del Gran Paradiso. … Leggi tutto