di Gennaro Carotenuto, mercoledì 7 dicembre 2011, 18:36
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Italia, Politica italiana
Si sente dire più o meno ovunque che se Di Pietro dice cose di sinistra, per esempio sulle spese militari, lo faccia solo per opportunismo politico. Può anche essere, probabilmente è così, ma non mi sembra che guardare il dito invece della luna sia la soluzione. Intanto, in assenza di SEL e con un PD completamente muto, è un bene che ci sia qualcuno in parlamento che quelle cose di sinistra le dica. In secondo luogo qualcuno deve spiegare a cosa serva a Di Pietro (e a Vendola, e alla sinistra se ancora esiste) reggere il moccolo al matrimonio UDC-PD.
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Sono molto curioso per il fatto che sia Dario Franceschini che Pierluigi Bersani rifiutino un dibattito pubblico con Ignazio Marino.
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di Redazione, venerdì 4 settembre 2009, 09:17
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Disinformazione, Politica italiana
Alessandro Gilioli
La prima patacca accertata è del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige “L’Europeo”: un’intervista sul rapimento Moro a tale Davide, “carabiniere infiltrato nelle Br” che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso.
E’ un racconto “esplosivo” su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all’ultima riga, e il “Davide” in questione non esista neppure.
Nasce così, quasi vent’anni fa, il fenomeno Feltri: un misto di bufale (come quella su Alceste Campanile “assassinato da Lotta Continua”, mentre è stato ucciso da Avanguardia nazionale), rivalutazioni del fascismo (”Peccato che a scuola si continui a studiare la Resistenza”) e linguaggio da bar (vale per tutti il titolo sul calcio negli Usa: “Agli uomini piace, alle donne no, ma i negri non lo sopportano”, da cui si deduce che i “negri” non appartengono alla categoria né degli uomini né delle donne.
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Sono all’estero da quasi tutta l’estate e l’idea di tornare a giorni mi preoccupa. L’idea, guardando i media italiani da lontano e osservando anche come gli altri ci leggono (anche quelle che noi liquidiamo come repubbliche delle banane ridono di noi e di Silvio nostro), è quella di una marea di fango che dal supermercato televisivo dello squallore monta e tutto travolge.
Il berlusconismo sputtanato in ogni dove, lo squadrismo assassino leghista, le tergiversazioni mediatiche per mascherare questo e quello ma anche, o forse soprattutto, l’inanizione fino all’inanità dell’opposizione riducono la democrazia a un gioco sporco di gossip, dossier e quindi di fango che tira fuori il peggio del peggio di un paese oramai ignobile dove si tollera l’intollerabile (“il noto omosessuale”…).
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Forse è vero che Ignazio Marino è partito con il piede sbagliato usando il caso del maniaco coordinatore di un circolo PD per sollevare la questione morale.
Forse è vero perché uno stupratore (presunto) come il rutelliano Luigi Bianchini è ben più difficile da individuare di un corrotto, un mafioso, un clientelare, un dirigente che concepisce la politica solo come “una certa reciprocità di favori” per usare il titolo di un bel libro di Paolo Pezzino sulla storia della mafia.
Forse è vero ma la reazione squadrista con la quale Marino è stato aggredito dal resto del suo partito ha testimoniato che il dottore, pur sbagliando bersaglio, aveva comunque colto nel segno di uno dei limiti fondativi del PD, quello di avere archiviato qualunque tensione etica e morale e aspirazione al cambiamento della società in favore di una più generica governabilità che porta a chiudere spesso non uno ma entrambi gli occhi.
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Le destre (PDL+Lega) partono dal 46.8%. Silvio nostro puntava a superare il 45% solo come PDL ma si ferma sotto il voto 2008.
Il PD di Dario Franceschini perde, ma non tracolla.
Sinistra e Libertà e la Lista Anticapitalista puntavano a superare lo sbarramento del 4% ma si fermano sotto.
Che ruolo acquisirà Antonio di Pietro che raddoppia i propri consensi?
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 8 aprile 2009, 14:14
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Disinformazione, Media
Raramente sono a casa a pranzo. Raramente guardo i TG. Oggi ho guardato in sequenza il TG3 dell’Abruzzo e il TG3 nazionale delle 14.30. Sarebbero i meno peggio in teoria. Volevo essere informato sul terremoto (e pure su qualche altra cosetta nel mondo). Ho visto in sequenza su uno o entrambi i TG: servizi su visita di Silvio Berlusconi, annuncio imminente visita di Giuseppe Ratzinger, visita di Ignazio La Russa, visita di Antonio di Pietro, visita di Dario Franceschini, visita di Angelino Alfano, visita di Renato Schifani non all’Aquila ma semplicemente in un ospedale romano (tanto basta per andare in TV) e sicuramente ne ho sfangato qualcuno mentre scolavo la pasta.
Il giornalismo trasformato in propaganda, i giornalisti trasformati in grupies dei politici, il nostro canone nella rumenta. Così non si va avanti.
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di Redazione, domenica 1 marzo 2009, 11:16
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Italia, Politica italiana
Magistrale questo pezzo di Diamanti. Purtroppo devo ammettere a me stesso di riconoscermi proprio nella descrizione fatta nella seconda parte (gc).
SCOMPARSI. Molti elettori che un anno fa avevano votato per il Pd: chissà dove sono finiti. I sondaggi condotti dai maggiori istituti demoscopici, infatti, oggi stimano il voto al Pd fra il 22 e il 24%. Alcuni anche di meno. L’IdV di Antonio di Pietro, parallelamente, ha pressoché raddoppiato i consensi e si attesta intorno al 9%. Le diverse formazioni riunite un anno fa nella Sinistra Arcobaleno, infine, hanno risalito la china, ma di poco. Nell’insieme, queste stime di voto non danno risposta al quesito. Anzi: lo rilanciano. Dove sono finiti gli elettori che avevano votato per il Pd nel 2008?
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di Zag, sabato 21 febbraio 2009, 12:07
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Dialoghi
Sì alla vita, no alla tortura di stato
“La manifestazione “Sì al testamento biologico, no alla tortura di Stato” è confermata domani con inizio alle 15 a piazza Farnese a Roma.
Alle 17/17.30 interverrà per collegamento telefonico Beppino Englaro. Dal palco interverranno Mina Welby, il decano della facoltà teologica valdese Daniele Garrone, dom Giovanni Franzoni per le comunità cristiane di base, Dacia Maraini, Lidia Ravera, il direttore del Manifesto Gabriele Polo, un medico impegnato nelle cure palliative per i malati terminali, Emma Bonino, e alcuni dei promotori dell’appello che è all’origine della manifestazione: Andrea Camilleri, Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi e Stefano Rodotà.
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di Carla Grillo, martedì 27 gennaio 2009, 20:47
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Dialoghi
Mettiamo in campo i nostri anticorpi, tutti insieme potremo sconfiggere il cancro che sta dilaniando la parte sana, onesta e laboriosa del nostro paese!!!
Andrea Camilleri
(AGI) – Roma, 27 gen. – Una lista della societa’ civile affiancata all’Italia dei valori per le prossime elezioni europee. La propone lo scrittore Andrea Camilleri, attraverso la costruzione di una lista con due simboli, che realizzi una alleanza tra i "cittadini senza partito" e l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro.
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di Franco Verderi, mercoledì 21 gennaio 2009, 08:42
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Dialoghi
“Evidentemente, dopo aver letto che in Brasile il terrorista Battisti viene considerato un perseguitato politico, Renato Curcio potrebbe farsi considerare in Italia un pensionato”. È il loquacissimo Maurizio Gasparri, con questa dichiarazione, a tracciare un filo tra le vicende che negli ultimi giorni hanno coinvolto i due ex terroristi rossi e infiammato le pagine dei giornali. … Leggi tutto
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di Redazione, domenica 18 gennaio 2009, 10:32
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Disinformazione, Italia
Dal 19 dicembre all’11 gennaio Il Giornale ha dedicato ad Antonio di Pietro titoloni in 17 prime pagine su 21, mentre in Italia e nel mondo accadeva di tutto. Fior da fiore, fra i titoli più succulenti: “Tutti gli intrallazzi del clan Di Pietro”. “Gasparri: Di Pietro coniglio”. “Rivolta dei fan di Di Pietro”. “Di Pietro jr. si dimette, ora tocca a Tonino”. “Bondi: non vorrei mai mio figlio in politica”. “Di Pietro, il giallo dei rimborsi elettorali”. “Di Pietro nei guai vuol depistare e sforna referendum”. “La verità sulle case di Di Pietro”. Come se i presunti “intrallazzi” su rimborsi e immobili non fossero già stati archiviati dal Gip di Roma il 14 marzo 2008.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 18 dicembre 2008, 10:17
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Ripropongo nel videoblog le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.
I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E’ il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c’è mai una parola chiara su nulla.
E non c’è perché l’unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono “un sodalizio”. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l’incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l’unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 17 novembre 2008, 18:42
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Politica italiana
L’altra volta era stato Antonio di Pietro ad imbarcare quel bandito di Sergio de Gregorio.
Stavolta è il Partito democratico ad incappare nel Riccardo Villari di turno cooptato dalle destre come presidente della commissione di Vigilanza della RAI e aggrappatosi alla poltrona come neanche Totò Cuffaro.
Incappare poi… non era scritto da nessuna parte che dopo che Clemente Mastella aveva fatto cadere il governo di Romano Prodi i notabili mastelliani dovevano trovare un sicuro rifugio nella nuova (aspirante) balena banca del PD.
Ma la sostanza è sempre quella. De Gregorio o Villari, IDV o PD poco cambia. Pronti a vendersi al primo Berlusconi che passa. Nel frattempo la “sinistra” li raccatta, inutile capire perché. Loro portano due voti dai loro clienti e ne fanno perdere quattro per impresentabilità.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 8 novembre 2008, 12:03
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Castellano
Mientras los “reformistas” del Partido Democrático intentan pegarse a Barack Obama para dejar atrás su terrible derrota de abril, la izquierda radical continúa encerrada en su caparazón. Por fuera de ambos, un movimiento de estudiantes y docentes que la semana pasada convocó a un millón de personas en Roma agita las aguas y los cuestiona.
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