Gli articoli con tag: " antipolitica "
La prossima lega a cinque stelle, le divisioni di Vendola e il bipolarismo che cade a pezzi
Tutti i commentatori si soffermano soprattutto sul trionfo della Lega Nord, ma la prima cosa che appare evidente è che media e politici mistifichino su alcuni fatti ineludibili: il bipolarismo esce massacrato e la lista cinque stelle di Beppe Grillo diventa un soggetto con il quale il centro-sinistra dovrà fare i conti.
La sinistra radicale riesce ad esprimere in Vendola un leader nazionale proprio quando diventa residuale elettoralmente continuando per la terza volta consecutiva a stare ben sotto il quorum per le politiche.
Lo conferma anche il dato marchigiano dove l’ottimo Massimo Rossi sembra prendere almeno il 20% in più della vecchia (mezza) coalizione arcobaleno che lo appoggiava. Massimo D’Alema con Vendola ha sbagliato per la cinquecentesima volta (e per la cinquecentounesima non farà autocritica) e non è sostenibile una Conventio ad excludendum contro Vendola (o contro di Pietro) ma è onesto dire che ben difficilmente un Vendola (quasi) senza partito potrà essere il salvatore della patria nel 2013.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Messico, il PAN di Felipe Calderon affonda nel discredito ma tornano a vincere l’eterno PRI e l’antipolitica
Se una sconfitta del genere fosse toccata ad un paese governato dalla sinistra o dal centro-sinistra (come in Argentina appena sette giorni fa) ci sarebbero i titoloni sui giornali mainstream anche in Italia. Ma la sconfitta dura ed inequivocabile del partito di destra del PAN del presidente Felipe Calderón nelle elezioni parlamentari e amministrative in Messico, viene completamente ignorato dai media. E invece è una sconfitta pesante per uno dei pochi governi importanti ancora ortodossamente neoliberali e allineati a Washington in America latina.
Nonostante ciò è una sconfitta che lascia ben poco da celebrare: va malissimo il Partito Rivoluzionario Democratico e vince l’eterno PRI, il Partito Rivoluzionario Istituzionale (che festeggia in foto), che con difficoltà potremmo definire centrista, ma che oggi si proclama socialdemocratico e rinnovato. L’astensione intanto sfiora il 60% e il voto nullo si organizza e raddoppia.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Ida Dominijanni – L’onda di Obama travolgerà Berlusconi
Per quanto si affanni a seminare ottimismo e a ingiungere consumismo, a promettere sfracelli sulla giustizia e a costruirsi pioli per il Quirinale, a tenersi incollati Fini e Bossi e a emettere decreti legge, Silvio Berlusconi appare ormai un uomo di governo e un capo politico fuori dal tempo e dalla storia. E per quanto possa sembrare una fantasticheria dirlo a fronte della nuda realtà dei numeri del parlamento e dei sondaggi, il suo astro appare destinato a tramontare nella svolta politica, geopolitica e culturale provocata dall’elezione di Barack Obama.
Carla Grillo su http://www.gennarocarotenuto.it
Beppe Grillo, Vaffanculo!
Adesso dovrebbe essere chiaro a tutti a chi serviva il guitto dell’antipolitica, il pifferaio magico, Beppe Grillo.
Faceva credere di poter trasformare la complessità della vita democratica di un paese di 60 milioni di abitanti con uno sberleffo, di poter risanare guasti storici nella gogna continua del qualunquismo e invece ha fatto l’apripista al regime della demagogia al potere.
Chi lo ha seguito, chi lo ha appoggiato, adesso ha tutti gli strumenti per ammetterlo, se è in buona fede : Beppe Grillo ha tirato la corsa al regime di Silvio Berlusconi.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
La casta? Da quando c’è Silvio gli italiani non se ne preoccupano più
Sorpresa. La Stampa di Torino fa un lavoro meritorio e scopre che il problema della casta politica non preoccupa più gli italiani. Vi ricordate? Solo pochi mesi fa eravamo tutti inferociti. Clemente Mastella era il grande Satana sannita e Romano Prodi il mortadella simbolo degli sprechi e dell’immobilismo. I media indomiti picchiavano giù duro, Gian Antonio Stella ci si è fatto la barca e Beppe Grillo una fortuna. Adesso? Nulla è cambiato, i costi della politica sono sempre quelli ma i media hanno afflosciato e ci raccontano di essere in buone mani. E il bello è che ci crediamo.
Da Fini alla Gelmini, viaggio in un filone che non tira più. E una ricerca rivela: solo il 32% dei cittadini è ancora adirato
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Questa volta il nemico è l’insegnante meridionale (e la scuola al Sud è un miracolo)
Forse non è il caso di scomodare Adolph Hitler ed il nazionalismo estremo del XX secolo che, nell’individuare in una minoranza interna (in quel caso con l’antisemitismo) il nemico, il problema della modernità, il piombo nelle ali di una società in crisi, giunse a teorizzare e realizzare il genocidio.
Forse non è il caso di rammentare il fascismo, come fa perfino Famiglia Cristiana, per commentare le uscite della carneade Mariastella Gelmini contro gli insegnanti meridionali che una volta di più nascondono quanto di grave si sta per abbattere sul paese, quel federalismo contro il quale è necessario opporsi.
Una volta di più, l’infantile idiosincrasia non solo italiana dell’individuare un diverso, inferiore, al quale dar la colpa di colpe proprie, emerge come l’essenza di quel concentrato di grettezza, opportunismo, luoghi comuni, egoismo, vigliaccheria, rapacità, arretratezza mascherata da modernità, che è alla base dell’ideologia che per comodità chiamiamo berlusconismo.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Eroi: c’era Vittorio Mangano a Salò?
Il Paese si divide fra la venerazione di un cadavere siliconato (ha la barba: non è Alba Parietti) e la venerazione di Beppe Grillo, mentre governanti e giornalisti scoprono che è il 25 aprile: ohhh, è il 25 aprile, dicono, basta denigrarlo. Basta? Risatina del pubblico di Buona Domenica. Ma se abbiamo appena cominciato. Dateci il tempo di riscrivere la storia. Magari lo fa Ciarrapico. Perché, l’ha detto oggi Berlusconi, bisogna capire Salò. Facciamone un dibattito in studio, modera Giletti. Bisogna capire Salò? Dipende: fra gli eroi di Salò c’era anche Vittorio Mangano? … Leggi tutto
Antonio Pagliaro su http://www.gennarocarotenuto.it
Donne ed elezioni
Per il secondo mandato a Zapatero, le donne al governo sono in maggioranza e come se non bastasse, la donna scelta per il Ministero della difesa è anche incinta. Ecco, non dovevamo saperlo oggi, avremmo dovuto saperlo dopo. Sarà ancora più triste votare, farlo senza entusiasmo ma con rassegnazione e con la nota paura latente, che l’Altro vinca. O non votare come chi scrive, con aggiunta profonda amarezza. E un vincitore invece c’è in assoluto, l’Antipolitica, la distanza sempre più grande tra chi governa e chi è governato, ancora senza rabbia, quella vera, quella primaria, incontenibile e furiosa. … Leggi tutto
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Il cuore nero dei giovani d’Italia Viaggio alla scoperta dell’ultradestra
A Roma i “camerati” sfondano nelle elezioni nei licei e nelle università
Al Nord si alleano con gli ultras da stadio e i reduci dell’estremismo anni ’70
Il cuore nero dei giovani d’Italia Viaggio alla scoperta dell’ultradestra
Tra nuovi slogan e vecchi ideali, identikit del “balilla” del 2008
di CONCITA DE GREGORIO
ROMA - I balilla che governano la “Cosa nera”, parlamento delle scuole romane, non si riconoscono dalla divisa: non ce l’hanno. Nemmeno quella diffusa sui giornali da foto d’archivio: ray-ban a goccia specchiati e bomber di pelle, capelli cortissimi. Non si usa più: sono i più grandi semmai a bardarsi ancora così, gli ultra ventenni e Cesare Previti quando si veste da giovane, la domenica mattina. I ragazzini di 15-17 anni eletti in liste di destra che gestiscono gli 80mila euro della Consulta provinciale studentesca insieme alla gloria di aver defenestrato la sinistra da sempre al potere sono indistinguibili da migliaia di loro simili.
Martino Mai su http://www.gennarocarotenuto.it
Il Subcomandante Fausto visita casa del popolo a Roma
Ecco il Subcomandante Fausto che si fa fotografare insieme a Donna Assunta Almirante.
Ma se lo preferite, e avete stomaco, su Montecerignone lo potete vedere col meglio (o peggio) del generone romano e nazionale. da Cesare Romiti a Vittorio Sgarbi, Valeria Marini, Gustavo Selva, Bruno Vespa e molti altri, tutti giovani pionieri che il compagno Fausto Bertinotti vuole invitare alle Frattocchie alla scuola di partito della cosa rossa.
Poi dice che uno si butta nell’antipolitica…
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
L’associazionismo culturale: nuovo soggetto politico (sui limiti della forma partito) di Lidia Menapace
Rientro dalla splendida esperienza abruzzese (Chieti e Pescara), arrivo a Roma per tempo lunedì’ 14 e trovo anche il portatile rivisto e aggiustato dall’apposito ufficio del Senato (sicchè d’ora in poi posso ricevere allegati) e mi preparo a scrivere una lettera.
Ci ho pensato durante il percorso del ritorno, in una bella e fredda mattinata (alla partenza da Pescara 5 gradi e fino a 1, nei tratti di maggiore altitudine) in mezzo alle grandi catene appenniniche, Maiella e Gransasso e molte altre innevatissime fino quasi alle porte di Roma, dove pian piano le schiene delle montagne appaiono spruzzate o pezzate di neve, comunque molto più delle Alpi che ho visto tra Capodanno e l’Epifania. E quando sono a Roma ho ormai delineato in testa uno schema di esposizione, che sarà sul metodo delle iniziative e sul merito dei temi trattati. Non è una grande invenzione teorica, ma spero che sarà utile e chiara.
A Chieti l’11 mattina un dibattito nell’aula magna di una scuola, dove erano convenute scolaresche di vari istituti e si è presentato anche il sindaco: ma queste notizie le avete già da Luciano (ndr: Luciano Martocchia, curatore del libro “Lettere dal Palazzo” di Lidia Menapace) e quindi passo subito al metodo e al merito: l’iniziativa è stata preparata con l’aiuto e per mezzo -direi così- di varie associazioni, attive in città, sicchè abbiamo un primo ed efficace esempio di azione culturale e politica promossa da soggetti autonomi collegati tra loro, proprio quel che a mio parere ci vuole di fronte alla crisi della politica per non scivolare nell’antipolitica di massa o nella chiusura a riccio partitica.
Nel merito si è visto che vi è una acuta sensibilità fra le ragazze per il linguaggio inclusivo e domande sono state poste sulla laicità, sulla nonviolenza e sulla campagna vaticana contro la 194.
Nel pomeriggio in altra sede, il Museo di Scienze biomediche dell’Università, un altro incontro rivolto alla cittadinanza, pure costruito con la formula felice di “pool di associazioni politico-culturali in relazione con le istituzioni”: la cittadinanza ha mostrato gradimento (la sala colma con persone in piedi) e anche il dibattito, in parte previsto (domande predisposte), in parte spontaneo (questo momento si sviluppa anche in una permanenza di crocchi dopo le conclusioni) è stato molto buono.
L’indomani nel pomeriggio in una bellissima Book&Wine a Pescara, la formula è stata ricollaudata e a mio parere si può dire che ha passato l’esame. Ne sono molto contenta e ringrazio chi ha dato l’input e ha seguito lo svolgersi dell’iniziativa, sicchè ora ci metto su il “cappello” teorico da lungo tempo pensato sognato e agognato. Secondo me comunque funziona e potrebbe essere l’avvio di un tipo di riaggregazione, che andando contro la frammentazione mortale della sinistra, via via costruisca una rete molteplice di soggetti politici, adeguata alla società complessa nella quale viviamo. Evviva!
Alcune caratteristiche già emergono: si tratta di associazionismo politico-culturale autonomo, e di spazi pubblici (scuole, università) e di esercizi economici di tipo non speculativo che in parte rinnovano la formula dei club, salotti, osterie e caffè, luoghi cioè di esercizio della cittadinanza in forma ancora prioritaria rispetto all’ impegno partitico, prioritaria e fondativa, intendo. Non uso per queste aggregazioni il termine riduttivo di “prepolitica”: esse sono associazioni politiche e praticano un esercizio della politica, che è fondato sui diritti della cittadinanza: essere informata, controllare i mandati, consultarsi sul da farsi, insomma politicare senza ancora vincoli disciplinari, ma invece costruendo relazioni responsabili e privilegiando l’interlocuzione. Anche i luoghi conviviali che accompagnano questo modo non sono un particolare insignificante, anzi. Come non lo è l’uso delle tecnologie informatiche per la comunicazione veloce.
Anni fa, di fronte alla evidente crisi dei partiti (si parlava molto della “crisi della forma-partito”) ho cominiciato ad elaborare un possibile modello differente di azione politica. Premetto che considero il partito politico di massa una delle più straordinarie invenzioni che siano esistite. Per questo è tanto difficile rimediare o tenere il passo o trovare forme sostitutive quando entra in crisi.
Infatti il partito politico di massa (di sinistra o di centro o di destra) rappresenta un veicolo straordinario di politicizzazione diffusa, di informazione orientata, di conoscenza del mondo. Come strumento di azione si connette con un’area di movimenti rivendicativi, collegati e posti in posizione meno eminente, in una specie di gerarchia soft, ma precisa. Questa gerarchizzazione tra partito e movimento viene dal fatto che tradizionalmente a sinistra si definì la classe operaia per sè incapace di orizzonti politici (limite tradunionistico), sicchè per diventare soggetto politico generale avrebbe bisogno della mediazione e direzione del partito. Sia pure con questa formula gerarchica che privilegia la formazione di un ceto politico dirigente spesso non molto collegato alle masse che dirige, il partito di massa ha esercitato una straordinaria funzione di pedagogia politica in tempi di scarsa scolarizzazione e organizzazione.
Tutto ciò premesso e affermato, oggi non è più così. La società è complessa, contro le idee generali è stata fatta una lotta vitoriosa da destra, il programma pedagogico è andato perso e addirittura la memoria storica è confezionata da altri, non ci sono più scuole di partito. Le ragioni sono anche molte altre, ma mi fermo qui.
Oggi la crisi di rappresentanza e direzione del partito è palese: sono cadute anche le tradizioni di onestà correttezza e responsabilità tipiche della sinistra, è un fatto doloroso e sconcertante, ma vero. Non sto dicendo che invece nella società tutto è limpido puro e disinteressato, non è possibile sostenerlo, una società limpida e disinteressata non intreccerebbe relazioni spesso disoneste con i finanziamenti pubblici. Ma invece soggetti politici nuovi che vengono costituendosi e costreundo culture politiche differenti, portano con sè anche forme diverse di organizzazione e di controllo e -forse anche perchè sono allo stato nascente- sono meno legate a interessi consolidati e a pratiche disoneste.
Per conto mio dunque è necessario liberare il livello della cittadinanza da sudditanze partitiche, appoggiare la costruzione e organizzazione di un assetto politico autonomo che esprime varie culture e pratiche e soggettività, insomma dare vita a un nuovo blocco storico democratico, intrinsecamente democratico ed egualitario, non indistinto, ma molto individuato e molteplice anche per forme di organizzazione e di insediamento sociale e culturale.
L’azione politica è complessa e tale deve rimanere resistendo a riduzioni autoritarie. Il partito rimane uno dei soggetti che compongono il blocco o sottoscrivono il patto, in funzione di esperto delle istituzioni che colloquia alla pari con gli altri soggetti organizzati e li adegua al livello della rappresentanza.
Sembra già deciso: è l’unico argomento che interessa, non discutono d’altro.
Infatti tornata a Roma ho trovato che la sinistra stava già litigando e dividendosi sulla legge elettorale, mentre il Pd osserva che lui invece unifica anche culture politiche molto diverse. E suggerisce di imitarlo. Il fatto è che se Pd e Fi restano gli unici punti di unificazione, l’esito che propongono è il bipartitismo e non il bipolarismo, cioè l’anticamera della democrazia autoritaria, il nuovo fascismo, per di più clericale. Peccato!
Capisco che fare di tre o quattro partiti una sola forma vuol dire ridurre di molto i posti da dirigente e se poi pensano che dovranno anche lasciarne la metà a donne, certo hanno incubi notturni. Ma pensino qualche trucco per contentare tutti e possibilmente non scontentare troppo tutte, via!
Originale in: http://coopmate.splinder.com/
Alessandro Vigilante su http://www.gennarocarotenuto.it
Yet another post about Grillo
Con Mariangela Vaglio, Giulio Raffi, Leandro Rufini, Luca Collazuol, Lorenzo Moro
Lorenzo Moro: giusto per il gusto della polemica le scrivo. Certo, lei non organizza V-day e non urla “vaff…” ma il post su Polito non è poi dissimile da quelli di Beppe Grillo.
Luca Collazuol: premetto che sono persona di bassa cultura, ho studiato solo alle professionali, e che vivo nel ricco nord-est, dove all’ora e labora si è preferito il labora e basta, il che, onestamente, non mi sembra un gran … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Antonio Polito: “Riformismo del XXI secolo”
Attiva Javascript e Flash per poter vedere questo Flash video.
Questo è Antonio Polito. Questo è il riformismo liberale. Questo è il “Riformismo del XXI secolo”. Questa è l’antipolitica. A questo livello si sono abbassati gli ex-comunisti. Questi sono gli antidemocratici. Questi sono i manipoli che bivaccano in parlamento. Questi sono i ladri dei nostri voti.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Partecipazione, V-day, destra e sinistra
Non scorderò mai una pellicola importante di Sidney Lumet, Quinto potere. Il protagonista Peter Finch, invitava gli spettatori ad andare alla finestra e gridare: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più“. E poi? Mi ricorda Grillo. Come con Lumet anche con Grillo, finora, siamo appena alla funzione catartica.
Con Francesco Auricchio e Giulio Raffi, con risposta mia
Francesco Auricchio: Dando un’occhiata al suo blog, agli argomenti trattati ed alla partecipazione attiva degli utenti, ed alle “primarie dei cittadini”, consegnate dal comico a Prodi nel 2006, vorrei chiederti: non credi che Grillo possa … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
