Thursday 09 February 2012, 19:58

Gli articoli con tag: " Andrés Manuel López Obrador "

Oaxaca: lo stato delle cose dove sarebbe stato sequestrato Davide Casinori

Di fronte al selvaggio assalto da parte di paramilitari ad una carovana di movimenti sociali a San Juan Copala, ripubblico il reportage di fine gennaio da me realizzato a Oaxaca, completamente dimenticata dai media nonostante la repressione non si sia mai fermata. Oggi se ne parla solo perché sarebbe stato sequestrato (notizia poi smentita) un militante italiano e assassinato un finlandese. Fino a quando farà notizia solo il Venezuela e mai il Messico o la Colombia?

OAXACA – Tre anni dopo le grandi proteste dell’Assemblea popolare dei popoli di Oaxaca (APPO), repressa violentemente dai sicari del governatore del PRI Ulises Ruiz, che causarono più di 20 morti, e con l’intera capitale occupata come in un assedio medievale dall’esercito federale, questo stato meridionale del Messico si approssima alle elezioni del nuovo governatore il prossimo 5 luglio. Ruiz, dopo anni di appropriazioni indebite dalle casse dello Stato, appare ancora più forte tanto a livello locale come nazionale, dove è uno dei simboli del revanscismo priista che punta a tornare a governare il Messico (dopo averlo fatto per 70 anni fino al 2000) approfittando della crisi del PAN di Felipe Calderón. Invece i movimenti social e tutta la sinistra, che continuano a subire una brutale e silenziosa repressione, hanno perso forza e sono divisi tra un’ala dura e un’altra dialogante accusata dalla prima di essersi fatta cooptare e a volte comprare dallo stesso governo. Quello che si vede visitando Oaxaca oggi è una sorta di “meno male che Ulises c’è”.

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Diritti civili: celebrate le prime nozze gay in Messico

100312010125_sp_226_ap_mex_bodas_gay2_g Emma e Janice, Lol Kin e Judith, Jesusa e Liliana, Jaime e David, Daniel e Temístocles oggi sposi. Alle 12.30 in punto di giovedì queste cinque coppie sono state ufficialmente sposate a Città del Messico con tutti i doveri e i diritti che prevede il matrimonio per le coppie eterosessuali.
È un momento storico per la città e per il paese e tra i testimoni d’onore all’evento, celebrato nell’antico palazzo comunale vi è stato lo stesso sindaco di Città del Messico Marcelo Ebrard, possibile alternativa ad Andrés Manuel López Obrador come candidato di Centro Sinistra alla presidenza della Repubblica.
Le storie delle cinque coppie, tre di donne e due di uomini, riunite nella cerimonia, sono molto differenti. In particolare Liliana e Jesusa, una coppia storica e stabile da 30 anni insieme, affermano che per loro non fosse fondamentale sposarsi: “per noi, dopo una vita insieme, in realtà non cambia nulla nella vita pratica, ma pensiamo che sia un gesto fondamentale per le nuove generazioni”.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Jaime Avilés, con il neoliberismo oggi è tornato il Messico coloniale

A Felipe Calderón è sfuggito il paese di mano. Ci sono 16 milioni di disoccupati, l’inflazione è la più alta degli ultimi 12 anni e le bande dei narcos oggi controllano importanti città e intere regioni, da Chihuahua allo Yucatán, lasciando una scia di cadaveri, stragi alla luce del giorno, attacchi a installazioni militari, corpi decapitati, sequestri e vendita di protezione a innumerevoli negozi, da innocenti taquerías a rumorosi antri di table dance. … Leggi tutto

La battaglia per il petrolio messicano

Settant’anni fa Lázaro Cárdenas nazionalizzava il petrolio in Messico e lo garantiva con la Costituzione. Oggi il governo di destra di Felipe Calderón vuol procedere ad una privatizzazione strisciante della principale risorsa del paese ma un forte movimento in difesa del petrolio si riunisce intorno ad Andrés Manuel López Obrador.

Quando Lázaro Cárdenas, l’ultimo grande leader del periodo eroico della rivoluzione messicana, nel 1938 realizzò la nazionalizzazione del petrolio, l’essenza del problema era chiaro a tutti: “Il Messico è di chi possiede il petrolio. Se il petrolio è del Messico, il Messico è dei messicani”.

Scritto in esclusiva per Latinoamerica.

La provocazione della Chiesa Cattolica contro il popolo di Manuel López Obrador

Domenica 18 novembre si è tenuta nello Zócalo di Città del Messico la terza assemblea della Convenzione Nazionale Democratica, il movimento popolare che fa riferimento alla figura di Andrés Manuel López Obrador e lo riconosce come “presidente legittimo” del Messico fin dalle elezioni del 2 luglio 2006 “vinte” por fraude dal presidente espurio (illegittimo) Felipe Calderón.

In uno zócalo gremito di gente, AMLO, celebrando un anno di “presidenza legittima”, ha tenuto un discorso nel quale oltre a confermare il carattere di movimento partecipativo della Convenzione Nazionale Democratica, della quale egli è il leader indiscusso e amato, parla della costruzione “dal basso e con la gente” di una nuova Repubblica “dove le cose importanti sono la felicità e il benessere del popolo e dove non domini il denaro sulla dignità dei messicani”.

La parte più importante e cruciale del suo discorso è stata comunque quella nella quale ha affrontato il tema dell’energia condannando duramente le intenzioni dell’attuale governo di privatizzare la Pemex, azienda petrolifera di stato.

Manuel Lopez Obrador ha chiamato il popolo messicano a difendere le sue risorse energetiche, svendute dall’attuale governo…

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Oaxaca, le ore più difficili per la APPO

Anticipo in italiano il reportage da Oaxaca che uscirà su Brecha di Montevideo, e che, nella versione italiana è uscito oggi per Lettera22

Le cose sono cambiate a Oaxaca. Di fronte alla dura repressione del governo statale e del governo federale, il movimento di Oaxaca si è ritrovato in un angolo. Ci sono centinaia di incarcerati, alcune migliaia di persone sono nascoste dalle comunità indigene, al limite della clandestinità. Molti sono stati vinti dalla paura. Eppure domenica circa 15.000 persone sono tornate in piazza per esigere la liberazione dei prigionieri politici e le dimissioni del governatore.

OAXACA – Tornare a Oaxaca, dopo due settimane, è traumatico. Il 25 novembre, il giorno degli scontri più duri con la Polizia Federale Preventiva messicana (PFP), ha fatto da spartiacque per il movimento sociale e popolare di questo stato del sud del Messico. Se la storia terminasse oggi, sarebbe la storia di una sconfitta. Oggi l’ordine ?ed una calma apparente- regna su Oaxaca. Già dal cammino che … Leggi tutto

El País, La Repubblica, Messico, Nicaragua, Venezuela, facinorosi e falangisti

Succedono cose interessanti rispetto alla stampa e all’America Latina. Succede per esempio che El País, giornale nato dall’antifranchismo militante e legato a doppio filo con il PSOE, nella sua edizione internazionale -ovvero messicana- sia schierato al 100% con il neofalangista Felipe Calderón. E´ vomitevole come un quotidiano con quella storia -e per il quale non mi pregio piú di aver lavorato a metá degli anni ’90- si spelli quotidianamente le mani per un signore che poteva fare al massimo il sottosegretario con Francisco Franco, perché sarebbe stato considerato troppo di destra, e che ha giá designato come ministro dell’interno un riconosciuto repressore, torturatore e assassino come Francisco Ramirez Acuña, ex governatore panista di Jalisco. Silenzio del País.

Appoggiare il neofalangista Calderón per El País significa svillaneggiare e ridicolizzare ogni giorno con attacchi durissimi il centrosinistra di Andrés Manuel López Obrador, che é in realtá una fotocopia del PSOE in Messico. Diffcile da spiegare. Una cosa é essere critici con la “presidenza alternativa messicana”, lo é anche chi scrive, un’altra é offendere le centinaia di migliaia di messicani radunatisi lunedí allo Zócalo di Cittá del Messico (prima o poi le foto) per difendere il loro legittimo diritto ad avere delle elezioni senza brogli.

Brutta storia, povero País, dover essere la Pravda del neocolonialismo spagnolo in America Latina.

Succede anche che Sergio Ramírez, l’ex rivoluzionario nicaraguense, oggi scrittore di successo, si accorge di averla fatta grossa a farsi usare … Leggi tutto

Due governi immaginari per il Messico

In dieci giorni la polveriera messicana vedrà l’insediamento di due governi, uno di centrosinistra che si proclama ?legittimo? e l’altro di destra, che è reale. Basta una scintilla.

CITTA’ DEL MESSICO Lunedí 20, festa della Rivoluzione, Andrés Manuel López Obrador, candidato del centrosinistra alle elezioni del 2 luglio, giurerà come presidente “legittimo” del Messico nella piazza principale della capitale, lo Zócalo. Undici giorni dopo, Felipe Calderón, candidato della destra, proverà ad installarsi come presidente eletto e successore del suo collega di partito Vicente Fox.
Proverà, Calderón, perché López Obrador giura che il passaggio di poteri verrá impedito con tutti i mezzi. Secondo il PAN, il partito di Calderón, che da settimane -per evitare le proteste- entra dalla porta posteriore in ogni evento al quale prende parte, arriverà al palazzo di San Lázaro, la sede del Parlamento, protetto dalla PFP, la Celere messicana, e forse addirittura in elicottero.

Apparentemente è il quadro di una situazione esplosiva alla vigilia di una rottura istituzionale senza precedenti nel paese. López Obrador, che ha denunciato brogli nelle elezioni dello scorso 2 luglio, che gli hanno impedito la vittoria per appena 250.000 voti, da due mesi non convoca piú alcuna manifestazione pubblica. Dal due luglio al 14 settembre le proteste … Leggi tutto

America Latina, arriva la mano pesante delle destre

Desaparecidos, dossier falsi, servizi segreti in azione, brogli elettorali, la battaglia all’ONU, un colpo di stato imminente in Bolivia e la vita minacciata di militanti e dirigenti politici. Per la primavera latinoamericana arriva l’ora della prova contro la reazione.

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La primavera latinoamericana a più d’uno era sembrata una festa. I movimenti sociali si facevano governo in maniera così facile da far dubitare del perché non fosse successo prima. Presidenti eletti per caso, come l’argentino Nestor Kirchner, si sono rivelati capaci di aggregare consenso e cancellare impunità. Movimenti radicali -figli di atavici sacrifici- come i senza terra brasiliani, fanno prudentemente politica. Perfino un colpo di stato organizzato con tutti i sacri crismi, quello dell’11 aprile 2002 a Caracas, è stato spazzato via dalla democrazia partecipativa della rivoluzione bolivariana. A Mar del Plata, a fine 2005, movimenti popolari e nuove classi dirigenti hanno gridato, insieme ai governi, un inaudito “no” all’ALCA e a George Bush. Argentina e Brasile hanno chiuso i loro conti con l’FMI: non vogliono più consigli interessati e l’integrazione regionale disegna un continente che mette finalmente al primo posto l’inclusione sociale.

Le destre di sempre hanno incassato colpi, via via più concreti, al privilegio e all’impunità. Ma il 2006, anno elettorale fondamentale, sta dando segnali di una sistematica reazione sotto forma di una nuova guerra sporca. Non può esserci ancora un nuovo Piano Condor, ma i segnali sono molteplici, diseguali, mutevoli eppure omogenei, e da non sottovalutare … Leggi tutto

Caro Andrés Manuel López Obrador, a mio modesto avviso

Caro Andrés Manuel, a mio modesto avviso è giunta l’ora di levare le tende. La decisione del Tribunale elettorale messicano di assegnare comunque la vittoria elettorale al tuo avversario, il panista Felipe Calderón, non può non essere accettata, per quanto ingiusta sia. Lo scrivo dopo avere seguito con passione l’orgogliosa battaglia contro i brogli portata avanti da te e dal popolo messicano durante due mesi, con immenso sacrificio ed ancor più grandi buone ragioni. Ho visto come tutti la lotta contro i brogli trasformarsi in qualcos’altro di più importante, e terminare rappresentando ed esplicitando tutte le necessità sempre posposte di una società ingiusta e di una democrazia bloccata.

E’ stata una boccata d’ossigeno che ha rigenerato la storia della sinistra messicana. Ho seguito, purtroppo da lontano, Oaxaca, le prime assemblee con poche decine di migliaia di persone trasformarsi in eventi moltitudinari con milioni di uomini, donne, operai, contadini, studenti. E’ una sinistra diversa dallo zoccolo duro del PRD negli anni del riflusso ed è una sinistra indiscutibilmente, nuovamente, fortemente, di classe.

Dal mio attuale … Leggi tutto