Friday 25 May 2012, 04:22

Gli articoli con tag: " Alleanza Nazionale "

La zozza e il ritorno a casa

C’è poco da attendere la “riapertura” di Certe Giornate, questa è la cronaca odierna, non virtuale … Leggi tutto

Il capolavoro di Silvio Berlusconi

alitalia_vecchio_poster_319 Silvio nostro è un bugiardo, o se si preferisce un affabulatore.

E’ un illusionista e un grande venditore.

E’ un truffatore o se vi pare un gran dritto.

E’ un venditore di fumo o se credete di sogni.

 

 

Ma riuscire a far passare per comunisti i piloti dell’ANPAC dell’Alitalia che sono dal primo all’ultimo di Alleanza Nazionale è veramente il suo capolavoro.

Ultrà Napoli, verità di comodo?

disordinitifosi Il Tele Giornale Regionale della RAI della Campania presenta una serie di immagini e interviste dalle quali si evincerebbe che i tifosi del Napoli diretti a Roma non sarebbero stati protagonisti di scontri di alcun tipo. E che le immagini mostrate ossessivamente da domenica, e presentate col titolo “l’orda”, farebbero vedere solo un gruppo inadeguatamente numeroso di persone; vanno di fretta perché hanno fatto tardi alla partita, ma non stanno invadendo alcunché ne minacciando alcuno.

A Napoli, inoltre, almeno 4.000 dei 5.000 avevano sia il biglietto dello stadio che quello del treno, ma per questo bollino rosso ferroviario (5.000 persone riempiono almeno 4 treni) non era stato predisposto nulla da FS che però aveva venduto lo stesso i suoi bravi biglietti. In soldoni, è la tesi ventilata del TG della Campania, se uno autorizza a muovere tutte insieme 5.000 persone e non predispone nulla, poi queste 5.000 persone imbottigliate in una stazione saranno protagoniste/vittime automaticamente del caos. Loro e chi altro si trovava lì con altrettanto diritto a viaggiare.

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Un Italo da rottamare

L’Italo che potete ammirare qui, che “odia i froci” ma “ama il suo camerata” è uno dei tanti supereroi della vita quotidiana , ideati da Lorenzo “Q” Griffi e Michele Soma, al centro della campagna comunicativa del Gay Pride bolognese del 28 giugno. Soprannominati puraido [1], “trasudano cultura manga ma ritraggono persone in carne e ossa, sono figure molteplici che abbattono ogni stereotipo, portando in pubblico ciascuna il proprio nome, età, esperienza“.
Sarà, ma il camerata Italo credo proprio che vada rottamato [2], e cercherò di spiegare (dal mio punto di vista), perché. Non è semplice ovviamente, tant’è che questo post è stato in “quarantena” per giorni [3], volevo evitare un “commento a caldo”, ma neanche mi sembrava eticamente corretto cavarmela con un freddo (ma sicuramente più elegante) “no comment”. E purtroppo questi tempi bui ci costringono continuamente a sporcarci le mani.
A scanso di equivoci dico subito che non sono un’anima bella: ho sempre avuto ben chiaro che l’ innocenza degli oppressi è poco più di una favola e che essere soggetti storicamente “dominati” e “inferiorizzati” (donne, gay/lesbiche, “neri/nere”…) non garantisce un “innato” (o “naturale” e “spontaneo”) antifascismo, antirazzismo e antisessismo.
So benissimo che ci sono sempre stati gay di destra (e oggi GayLib ne è solo la faccia più presentabile), come anche gay nazisti, antisemiti, razzisti … Per non parlare di quelli “islamofobi” [4]. Per inciso penso che questo sia vero anche per le lesbiche (e infatti non capisco, se si volevano rompere gli “stereotipi”, perché Italo e non Itala …) [5].
Quindi l’esistenza e la miseria dei gay di destra mi/ci sono note. Non è questo il punto. Le questioni sono altre. E secondo me piuttosto gravi.
In molt* [6] hanno preso le distanze da lettere e inviti di note organizzazioni lgbt ad Alemanno e ad altri esponenti della destra di governo, rifiutando l’ingiunzione “
al pragmatismo, alla ricerca del dialogo, anche con rappresentanti delle istituzioni che si ispirano ad ideologie fasciste“. E’ questo un “problema” che non riguarda solo il movimento lgbt: sappiamo che il “superamento” di destra e sinistra è uno dei leitmotiv della nuova destra, da tempo abbracciato anche da esponenti di sinistra, istituzionali e non.
Ma se è vero che questo paese sta accelerando la corsa verso una compiuta forma di fascismo (e credo che sia vero[7]), abbiamo la responsabilità – tutti e tutte – di vigilare e prestare maggiore attenzione critica (e autocritica).
E in questo scenario che il “camerata Italo” è tutt’altro che “
simpatico, sereno e tranquillizante” e non capisco quale sia, nel caso di questo puraido specifico, la capacità di “veicolare dei messaggi che, in questi giorni, trovo veramente fondamentali“, come scrive qualcun*.
Per quanto mi riguarda – molto pragmaticamente -, i messaggi che veicola sono quelli che possiamo leggere di fianco alla (simpatica, beninteso) immagine:
“Essere maschio significa picchiare, soprattutto i froci, meglio se in tanti contro uno, perché l’onore virile deve essere difeso. Se poi ti accorgi che il sabato sera, a CasaPound, al concerto del tuo gruppo nazirock preferito la vista del tuo camerata a torso nudo ti eccita, ti racconti che non importa, perchè tanto tu e lui siete camerati, e poi non puoi essere frocio, perché non ti senti “sensibile”, non vesti alla moda, non ascolti Madonna”[8].
Effettivamente CasaPound è
sbarcata a Bologna il 18 maggio con l’apertura di un “centro sociale” (CasaPound Italia Bologna) in via Toscana, alla periferia sud-est della città, in uno stabile in affitto dalla Fiamma Tricolore, tra manifesti di Iannone (creatore di CasaPound a Roma) e Radio Bandiera Nera.
Dal Corriere di Bologna: “si definiscono ‘antimperialisti, anticlericali, fascisti e fieri di esserlo’. Revisionisti se – spiegano – per revisionismo si intende raccontare la verità sulle foibe [9]. ‘A Bologna siamo all’inizio, nonostante sia una città a noi ostile, siamo convinti di poter fare molto’, spiega Carlo Marconcini, ideatore del centro sociale e voce della radio insieme ad Alex Vignali, che aggiunge: ‘CasaPound nasce anche per occupare, ma per farlo ci vogliono i numeri e noi, a Bologna, forse non siamo ancora abbastanza. Ci sono i transfughi di Azione Giovani, ragazzi che frequentano Forza Nuova, gli oramai ex Fiamma come noi, ci sono le ragazze di Donne Azione e quelli del Blocco studentesco‘. In tutto, per ora, una trentina di camerati ‘duri e puri’, che rifiutano di avvicinarsi alla Destra di Storace, che definiscono ‘amici con percorsi diversi’ i militanti di Forza Nuova e che di Alleanza Nazionale sentenziano: ‘sono nulli’”.
Non so quant* hanno voglia di ritrovarseli vicini al Gay Pride. Dico così per dire, ovviamente. Perché – per intanto – i segnali di “dialogo” da parte di costoro mi sembrano veramente poco incoraggianti: alcuni manifesti con i puraido in bella mostra sono stati imbrattati con svastiche e scritte affatto dialoganti [10].
[1] Qui e qui trovate la spiegazione del termine puraido, se ho ben capito la translitterazione della parola katakana ovvero orgoglio (pride).
[2] Il concetto di “rottamazione” applicato al camerata Italo mi viene da Paola Guazzo, che ringrazio.

[3] E tra l’altro è stato scritto “a tappe” (cerco di chiuderlo oggi, venerdì 30): il solito poco – anzi pochissimo – tempo e tante altre spiacevolissime urgenze verso le quali ho cercato di convogliare le mie energie in esaurimento. L’ultima notizia è che i testimoni della morte di Hassan Nejl sono stati prontamente “rimpatriati” in Marocco con un volo dall’aeroporto di Malpensa.
[4] Ho sempre avuto delle grosse perplessità circa il termine islamofobia. Lo uso per semplicità, perché oramai è entrato nel dibattito corrente e tutt* ne capiscono il senso.
[5] Tutt’al più posso immaginare che le lesbiche, pur di destra, rifiutino il ruolo di madre, moglie, angelo del focolare con scopa e ramazza rivendicato, anche pubblicamente, da altre appartenenti al genere femminile. Se è una mia pia illusione non esitate a comunicarmelo.

[6] Ad esempio qui.

[7] Basti pensare all’omicidio di un ragazzo a calci e pugni ad opera di un gruppo di fascisti vicini a Forza Nuova fatto passare per atto di bullismo, al quasi linciaggio di alcune trans romane ad opera di una folla inferocita sotto lo sguardo compiacente della polizia, ad Almirante (antisemita, fucilatore di partigiani/e e terrorista) che diventa un “esempio da seguire”, agli attacchi con bombe molotov ai cosiddetti “campi nomadi” in diverse parti d’Italia in seguito alla falsa notizia (strombazzata dalla maggioranza dei media) dell’ennesimo rapimento di un bambino da parte di una zingara, e infine alla morte di Hassan nel Cpt di Torino (che è solo l’ultima di una lunga serie) e al “rimpatrio” degli unici testimoni …
[8] Probabilmente chi ha schizzato questo ritratto del “camerata Italo” non ha letto George L. Mosse, Sessualità e nazionalismo (1982).
[9] Peccato che la verità sulle fobie sia già stata raccontata. E bene. Vi invito a leggere l’articolo di Claudia Cernigoi, Il pozzo artificiale, pubblicato sull’ultimo numero di Zapruder (che ho segnalato
qui) e il sito La Nuova Alabarda, che trovate qui di fianco in Segnaletica.

[10] Qualcun* ovviamente potrebbe obiettarmi che non si tratta del manifesto con il camerata Italo. Content* voi …

Allarmi, siamo fascisti…

Postfascisti???

Questo che ho pubblicato in Marginalia è il manifesto affisso a Milano da Alleanza Nazionale in questi giorni: Giorgio Almirante un esempio da seguire? E intanto il neo-sindaco di destra Alemanno (che fu instancabile organizzatore dei funerali di Almirante alla fine dei quali Gianfranco Fini pronunciò un accorato elogio funebre) propone di dedicare a Giorgio Almirante una via della capitale. Un’analoga proposta del nostalgico di turno di qualche anno fa in quel di Grosseto ebbe esito negativo. Ma sembra che i tempi siano cambiati. E la memoria è (sempre più) corta. … Leggi tutto

Fascismo, sessismo e pulizie securitarie

Ieri sera a Bologna si è tenuto un presidio (indetto da Mujeres Libres, collettivo di giovani militanti femministe), sotto la bella scalinata del Pincio (che da via Indipendenza conduce al Parco della Montagnola), dove era prevista una “pubblica discussione” di Alleanza Femminile su “vivibilità e sicurezza”. … Leggi tutto

Avanguardista di Beppe Grillo, in quel posto vacci tu!

pinocchio_e_beppe_grillo Il banchetto, a trenta metri da casa mia, in questa grigia domenica mattina nella quale il Cardinal Ezequiel Lavezzi sta per celebrare la fine dell’anno liturgico, si presenta come una specie di altarino.

Ci sono foto di Peppino Impastato, Antonio Gramsci, Falcone e Borsellino alla rinfusa, inframezzate da foto dell’Eroe eponimo Beppe Grillo e grosse scritte “Vaffanculo”, che non si capisce se ce l’abbiano con Gramsci, con qualche casta, oppure con i passanti. Capirò che ce l’hanno con questi ultimi.

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La padella e la brace

Diciamoci alcune banalità. Che avrebbe vinto Berlusconi lo sapevano anche i muri; che avrebbe vinto con questi margini invece no; che l’astensione avrebbe colpito la sinistra era ovvio; che la sinistra sarebbe scomparsa no; che il PD potesse fare un buon risultato era chiaro; che potessero farlo la Lega e IdV non altrettanto.
E, banalità per banalità, la cosa più ovvia del mondo era che gli italiani votano sempre allo stesso modo. Non tutti sono d’accordo con questa affermazione, ma io lo ripeto da tempo, e oggi ne ho avuto l’ennesima conferma. … Leggi tutto

Nelle mani della Lega Nord. Italiani: "fujitavenne"

bossi_ditomedio Secondo le prime proiezioni sui seggi al Senato, Silvio Berlusconi avrebbe una maggioranza netta al Senato. Se i dati fossero confermati, con 166 seggi minimo (probabilmente circa 170 e la possibilità alla bisogna di cooptare 3 cuffariani dell’UDC) governerà questo paese per i prossimi 5 anni. Anzi, si sta profilando la più limpida e piena delle vittorie di Berlusconi in 14 anni.

Lo farà sapendo che la Lega Nord con almeno 22 senatori, lo condizionerà in ogni suo passo, che ne scriverà l’agenda, che detterà i tempi e la cultura di questo paese. All’interno del PDL esce debolissima la componente pseudosociale di Alleanza Nazionale. Gianfranco Fini vince le elezioni ma forse perde il partito. Si consolerà con il potere e forse con l’eredità, quando sarà, di Berlusconi.

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Il Cavaliere delle due Leghe

Nicola Tranfaglia

Alle battute di Umberto Bossi gran capo della Lega Nord sui fucili da imbracciare contro le schede elettorali, dimenticando che sono l´espressione letterale della legge-porcata del senatore leghista Calderoli, ora si aggiungono quelle di Lombardo, leader del movimento per le autonomie che vuole conquistare la Sicilia per conto di Berlusconi.
Le une e le altre sono, più che una battuta, il frutto dell´atteggiamento politico delle due Leghe, quella del Nord e quella del Sud, che usano l´arma del federalismo per annunciare la loro battaglia contro "Roma ladrona" e l´unità d´Italia.

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Alfonso Pecoraro Scanio

cuore Alfonso Pecoraro Scanio, a me non importa se andavi in giro per hotel a 7 stelle (* * * * * * *) in cambio di favori. Non importa neanche se sei un corrotto.

Ovvero importa, ma passa in secondo piano e comunque hai già ammesso di esserti fatto regalare notti in albergo che costano vari mesi di lavoro degli operai ai quali chiedi il voto.

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E se facessero Marco Travaglio ministro della Giustizia?

”Mandiamo più rompic… possibile nel prossimo Parlamento”

di Stefano Corradino – Articolo 21

Due scenari possibili. Vince Berlusconi. E’ un replay della sua ultima legislatura? Altro scenario: vince Veltroni. Cosa cambia? Nella giustizia, nell’informazione. Sul conflitto di interessi, sulle leggi ad personam… Nulla di fatto come in passato? E un po’ di fantapolitica. Si propone il nome di Marco Travaglio a ministro della Giustizia: cosa faresti nei tuoi primi 100 giorni? “Premesso che non lo farebbero e io non lo accetterei mai… Comunque, stando al gioco… la prima cosa da fare è un testo unico di due righe che dica: con decorrenza da oggi sono abrogate: la Legge sul falso in bilancio, la Legge Mastella sull’ordinamento giudiziario, la Cirami, la Gasparri, la Legge Frattini sul conflitto di interessi…” In una lunga intervista Travaglio ci introduce al suo ultimo libro, scritto con Peter Gomez. Un godibile un vademecum per le imminenti elezioni.

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Esco di rado… XXIII – Pesce grande mangia pesce piccolo

Grande è il malumore in Alleanza Nazionale. Hanno fatto il partito unico dalla sera alla mattina e adesso Silvio Berlusconi vuol dargli il 50% in meno dei posti (quel che conta) di quelli che i post-missini vorrebbero. Gianfranco Fini sarà pure un grande innovatore…

Sicariato informativo: Piero Sansonetti sul Secolo d’Italia preferisce Gianfranco Fini a Walter Veltroni

secolosansonetti Domenica scorsa un editoriale di Piero Sansonetti, sul quotidiano Liberazione, palesava che l’unico argomento utile della sua campagna era denunciare il presunto inciucio, il famoso Veltrusconi.

Quel giorno però il direttore del quotidiano del PRC aveva fatto molto di peggio, facendosi intervistare dal Secolo d’Italia per dire “da comunista”, con una formula analoga a quella usata da Giampaolo Pansa per attaccare la Resistenza, che piuttosto che veder prosperare il Partito Democratico, preferirebbe mille volte rivedere Silvio Berlusconi continuare a sfasciare l’Italia.

Ha elogi per tutti Piero Sansonetti, per Alleanza Nazionale, una destra che (secondo lui) recupera il valore dell’uguaglianza (sic!) e soprattutto per Gianfranco Fini, attento e coraggioso amico del ’68 e dei movimenti giovanili (come in Questura a Genova durante il G8)!

Ha parole dolci perfino per il sindacatino verticale e corporativo della destra, l’UGL. Per Sansonetti, l’UGL “esprime posizioni originali e culturalmente interessanti”. L’ha letto mai Sansonetti un libro sul corporativismo fascista?

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La fabbrica della dignità

Non ci siamo risparmiate emozioni, oggi San Valentino del 2008. Ci siamo volute un gran bene noi donne, conosciute e riconosciute, nelle città.
Io venivo dalla provincia di Viterbo, una di quelle che in totale ha tre medici in un’ospedale, disposti a farti abortire. Vivo in una regione, il Lazio, dove la Televisione di Stato al telegiornale regionale del terzo canale, non ha fatto cenno della protesta delle donne, che ha bloccato per due ore il centro della capitale. Hanno raccontato di una fiaccolata di Alleanza Nazionale in un Municipio romano, hanno intervistato quattro coppie di numero su Ponte Milvio dicono innamorate, il conduttore di colore alla fine ci ha salutato in modo diciamo a dir poco sbrigativo ed ambiguo. Poi alle 23, il dono di Cristina Comencini, con il suo “In Fabbrica”. Nel 1973, diceva un’operaio ” la Rai tv dà una diversa rappresentazione delle nostre lotte” , cartelli enormi nei cortei contro le canzonette…Sembra impensabile oggi, una così profonda coscienza di classe. … Leggi tutto