Wednesday 08 February 2012, 21:33

Gli articoli con tag: " Alitalia "

Ricostruzioni in padella

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/record-ascensori/record-ascensori/dire_14244960_27170.jpg

Un ascensore che andava alto alto , ad Honk Kong,  con dentro 5 gialli operai che ci lavoravano nel grattacielo in costruzione, sempre più alto di quelli che già ci sono, è volato  giù con con i 5, preannuciando l’ondata di vendite della Borsa di Tokyo “, giù giù, in grande difficoltà questa mattina, proprio nel giorno in cui si ricorda il fallimento, in America, della Leehamn Brothers. L’indice principale della Borsa giapponese, il Nikkei, ha chiuso  con una perdita pari il 2,32%.  La conclusione letta  sembra non entrarci in niente in questa storia di quotazioni, eppure questa è la soluzione : “Non spingersi troppo in là nelle trattative globali sui cambiamenti climatici”.

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Scuola: la rivolta solidale

Pubblico l’appello di Francesco Pardi, membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato, rivolto a tutti i docenti, per una «rivolta solidale» (dal manifesto del 5 settembre).
L’appello è a difendere la scuola pubblica italiana dalla rovina e, allo stesso tempo, il lavoro di decine di migliaia di insegnanti precari. Ma l’appello è anche a «riscoprire la solidarietà» per «coloro che si trovano senza lavoro e senza stipendio, sotto ricatto e privi di sicurezza», quelli per cui «lottare è più che mai difficile». «E chi è più indicato a difenderli se non i loro colleghi più garantiti?».
Riflessione che mi tocca in prima persona, in quanto insegnante indegnamente privilegiato per il solo fatto di abitare in una regione, la Valle d’Aosta, dove è ancora possibile essere assunti in ruolo.
Cerco il modo di manifestare questa «solidarietà», magari nella mia scuola.

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Massimo Giannini: Le bugie dell’Imperatore

Le bugie dell'Imperatore

Nella Repubblica fondata sulla menzogna, può accadere che il presidente del Consiglio menta non solo sulla sua pelle (le sue frequentazioni private e l’utilizzo a fini personali dei voli di Stato) ma anche sulla pelle degli altri. Ieri sera, nel solito, comodo salotto di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha detto due colossali bugie.
La prima bugia, la più scandalosa perché dolorosa, riguarda i disoccupati e i precari. "Abbiamo, ed è già operativo, accorciato le pratiche per la cassa integrazione – ha dichiarato il premier – e tutti coloro che perdono il lavoro hanno il sostegno dello Stato. Copriamo fino all’80% dell’ultimo stipendio, ma la gente che segue anche dei corsi può arrivare quasi al 100% dell’ultimo stipendio… I "co.co.pro." possono avere una percentuale rispetto a quello che hanno introitato rispetto all’anno precedente… Ed è tutto già operativo". Delle due l’una. O non sa di cosa parla. O specula politicamente sulla vita della povera gente.

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Riforma Gelmini dell’Università in anteprima: rinnovamento a costo zero o macelleria sociale?

gelmini Il testo del disegno di legge delega che riforma profondamente l’Università italiana sarà portato dal Ministro Mariastella Gelmini nell’imminente prossimo consiglio dei ministri per andare quindi in Parlamento. Non se ne parla affatto perché sta bene un po’ a tutti, governo, opposizione e perfino alla conferenza dei Rettori.

Ma è bene che se ne discuta nel paese perché concerne il principale strumento che ha l’Italia per restare nella pattuglia dei paesi più avanzati. Affossato (o affossatosi o era semplicemente un miraggio) il movimento dell’Onda, il dibattito nelle università e nel paese è stato in questi mesi azzerato per trasferirsi in ristrettissime commissioni vicine al ministro.

Ma il progetto Gelmini rappresenta un cambio paradigmatico della nostra università. Questa diviene una sorta di mostro unico al mondo, né privata né pubblica, ovvero resta pubblica ma il controllo viene assegnato ai privati. Inoltre, come già successo per la scuola, minaccia di bruciare un’intera generazione di giovani ricercatori. Giornalismo partecipativo ha letto in anteprima il testo del disegno di legge e lo analizza punto per punto.

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Disastrosa Alitalia

Tra quanto i contribuenti italiani dovranno ricominciare a rimettere soldi nel miracolo berlusconiano della nuova Alitalia? (gc)

Questa è la storia di un viaggio di ritorno Alitalia, Caracas-Roma. Ma è soprattutto un dettaglio per capire perché Alitalia è fallita, nonostante voli internazionali e aeroporti si moltiplichino ovunque. Concentratevi e leggete.

Il 3 dicembre compro un biglietto Alitalia (13 febbraio andata) con volo di ritorno 10 aprile, ore 18:50.

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Il gioco delle tre carte di Geithner

Le Borse gradiscono, i Nobel attaccano. Sono contrastanti nel mondo economico le reazioni al piano Geithner di intervento sui mercati finanziari presentato ieri.

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Tonino Angelucci, l’amico di tutti

È uno dei patrioti che hanno salvato Alitalia, entrando in CAI con il 7% del capitale.
Tra i più attivi sostenitori della stampa italiana, di qualunque colore essa sia: è l’editore di Libero (con il 100% delle quote), Il Riformista (51%) ed era a un passo dal salvare l’Unità, prima che saltasse fuori quel fallito di Soru a soffiargliela.
Sempre pronto a soccorrere gli amici in difficoltà. Si chiamino essi Gianfranco Fini, al cui fratello Massimo ha offerto il posto da direttore sanitario del San Raffaele di Roma, o Massimo D’Alema, con cui s’accordò nel 2003 per rilevare la Beta immobiliare, contenitore degli ingenti debiti dei Ds con le banche ma anche del vastissimo patrimonio immobiliare ereditato dal Pci, inclusi la storica sede di via Botteghe Oscure e la scuola quadri delle Frattocchie.

Su Antonio Angelucci, detto Tonino, dovrebbero farci un film. … Leggi tutto

Alitalia, addio Italia

alitalia_rotondaR375_27ago08 Spiegatelo con parole semplici ai vostri amici, parenti, conoscenti che votano per il centro-destra, ché i conti della serva li capiscono anche loro. Mille articoli e studi possono usare maggior proprietà ma è necessario accendere una candela in memoria di Alitalia, che è forse in memoria dell’Italia paese sviluppato.

Lo svuotamento, perché di questo si tratta (ricordate Michael Douglas in Wall Street) della compagnia di bandiera non passa alla storia solo come il simbolo del cinismo, della malafede e del pressappochismo dell’era di Silvio Berlusconi ma forse come il punto di non ritorno della breve stagione italiana tra i paesi avanzati.

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Berlusconi promette il Paradiso

Durante l’era fascista, messo da parte l’anglosassone e tradizionale “self controll“, il britannico “Time” raccontava agli inglesi il “duce” da operetta che qui da noi spopolava, facendo leva sulle frustrazioni piccolo borghesi e sui sogni imperiali del re e degli spennapolli che recitavano i ruoli del “grande capitale”. Sassate, più che parole: “Colui che governa l’Italia crede di essere un Cesare, ma è il vero tipo dell’imperatore assiro Antioco, chiamato il Brillante e soprannominato il Pazzo” [1]. … Leggi tutto

Che l’orchestra non smetta di suonare

si mangiaL’idea di Berlusconi sul crollo della scuola “è stata una fatalità” è la perfetta sintesi del personaggio, del tutto inadeguato alla politica. D’altra parte, per la scuola di Rivoli si era fatto tutto il possibile: il crocifisso era al suo posto. Dunque, una “drammatica fatalità“. Non esiste l’istituzione, non esiste la responsabilità istituzionale. Il cavaliere Berlusconi non lo fa per male, dentro di lui non esiste proprio l’idea. Nella sua testa è tutto privato: molte cose sono sue, le altre potrebbe comprarle. Ma quella scuola non l’aveva ancora comprata e dunque perché prendersela con lui? Ai genitori di Vito ci pensi Legrottaglie, anche se – certo – non è del Milan. Eventualmente lui – il Presidente – può dirlo a Kakà e Ronaldinho.

Ma basta perdere tempo con queste sciocchezze. Non si parlava di responsabilità? E allora noi cittadini smettiamolo di armeggiare su Facebook alla ricerca degli ex, smettiamola di mettere le foto del gatto e scoprire quale personaggio di Sex and the City sei. Tutto ciò non fa bene all’economia. Corriamo a consumare per evitare la crisi. Comprate, comprate, anche se Annie Leonard – stupida catastrofista, certamente di sinistra – non è d’accordo. Loro – i politici – vedano se riescono a completare la truffa Alitalia e a spostare il culo di Villari, ben piantato sulla sedia (curiosità: ma a quanto ammonta l’indennità per il presidente della Vigilanza Rai che, zitto zitto, Villari sta intascando?). Orlando no, Orlando non andava bene perché lui sa su cosa si fonda questa Repubblica di sangue. Lui conosce i mandanti delle stragi. E dunque stia lontano dalla Rai.

Queste le cose che contano nell’Italia che affonda. Mentre sono Zimbabwe e Mali i Paesi che ci fanno compagnia in tutte le classifiche, per fortuna esclusa quella del calcio e dunque non se ne accorge nessuno. Ma non era lui che era cambiato? Non era lui quello che l’antiberlusconismo è finito e stavolta farà bene perché ormai ha sistemato i suoi affari, non ha nulla da perdere e vuole essere ricordato come grande statista?

Era lui, e da noi millanta il 72% del consenso. Settantadue, attenzione, perché è il dettaglio che conta. Ma all’estero no. All’estero non hanno avuto trent’anni di Mediaset, all’estero si pensa a Berlusconi come uno si ricorda del compagno scemo che faceva le cazzate alle superiori. E gli albanesi sui gommoni invertono la rotta

Quanto vale Aerolíneas Argentinas dopo 18 anni di privatizzazione? Meno di un caffè!

unpeso Se Alitalia piange e si privatizza, Aerolíneas Argentinas torna pubblica per il valore simbolico di un peso, meno di 25 centesimi di Euro “e la macchina dà il resto”. Questo è quel che resta e questo è il prezzo stabilito dalla Commissione bicamerale sulle privatizzazioni di Buenos Aires dopo la più disastrosa privatizzazione della storia.

Gli spagnoli di Marsans, gli ultimi svuotatori di quella che fu una delle più floride compagnie aeree al mondo, oltre a lasciare allo Stato debiti per un miliardo di dollari pretendevano anche di essere risarciti con 350 milioni mentre i tribunali avevano stabilito che AA avesse oramai un valore negativo di 622 milioni di dollari. Di conseguenza lo Stato non può neanche rilevare quel che resta di Aerolíneas. Perché non resta nulla.

Ecco una storia tragica ma educativa anche per chi sostiene che la privatizzazione di Alitalia sia la panacea, e che parte da Carlos Menem e da Iberia (Cfr. G. Carotenuto, La «sovversione economica» dell’Areolíneas Argentinas, in “Latinoamerica”, 2001, n. 76-77, pp. 120-124).

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Lettera al dott.Fantozzi

Ricevo sul mio blog Nuda Verità (http://marcfer7.blogspot.com) questa lettera di Francesco, un assistente di volo Alitalia.

Caro dott. Fantozzi, … Leggi tutto

La morte scandalosa di Marcos Garcia. E’ questa l’Italia dove vogliamo vivere?

scomparso2 Ha causato un po’ di scandalo in Toscana, e remotissima eco nel resto del paese, la morte di Marcos García Martiniano, un disabile di origine brasiliana di 28 anni ritrovato cadavere nelle campagne di Certaldo. Marcos viveva da anni con gli zii a Lastra a Signa.

Sabato scorso, come tutti i giorni, era stato affidato ai volontari della Misericordia che lo avevano lasciato sulla porta del centro diurno di Scandicci dove passava le giornate. I volontari non hanno verificato che il centro quella mattina fosse chiuso e sono ripartiti lasciandosi alle spalle il ragazzo.

A quel punto è cominciata un’evitabile odissea che ha portato Marcos alla morte. Lasciato solo a se stesso, si è allontanato, si è perso, ha cominciato a girovagare, forse per giorni, fino a che non è sopraggiunta la morte. “Per il freddo e la paura” dicono, in attesa dell’autopsia.

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Come sodomizzare un paese, tra la dottrina del pompino e quella del finto idiota


Per sodomizzare un paese vengono applicate generalmente le tecniche più disparate.

Quando poi neanche queste sono sufficienti si arriva alla militarizzazione, all’uso della forza e via via più su, fino ai colpi di Stato che sono un po’ la soluzione finale.

In Italia occorre molto, molto meno di un colpo di Stato. A un certo punto  se ulteriori dottrine non bastano, ci accontentiamo della  “dottrina Cossiga”. … Leggi tutto

Ancora sulla cultura maschilista che condanna Mara Carfagna e assolve Silvio Berlusconi

Stimolato, integro il post di ieri con alcune considerazioni ulteriori.

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