Thursday 09 February 2012, 18:15

Gli articoli con tag: " Alfonso Pecoraro Scanio "

Grand Hotel Pecoraro Scanio

Pubblico qui il pezzo postato da Martino Mai per i dialoghi e che uscirà domani sull’Espresso. Uno non sa bene cosa la sinistra deve essere, ma sa cosa non deve essere un dirigente politico della sinistra: un bandito come Alfonso Pecoraro Scanio. Visto che in galera quelli come te non ci possono andare in questo paese, almeno abbi la decenza di iscriverti a Forza Italia, schifoso.

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Grand Hotel Pecoraro Scanio Marco Lillo per L’espresso
Dura la vita del ministro dell’Ambiente. Basta guardare l’elenco dei viaggi di Alfonso Pecoraro Scanio nella seconda metà del 2007, contenuto nelle carte inedite dell’indagine che lo riguarda, per rendersene conto. Mai un momento fermo. Sempre in giro tra Miami, Parigi, la Normandia, Saturnia, Perugia e Milano. Tutte vacanze in alberghi super lusso e mai una volta che riuscisse a saldare il conto. Forse non passerà alla storia come il ministro più abile nell’aprire le discariche, ma resterà negli annali per la capacità di farsi pagare relais e hotel a sette stelle. … Leggi tutto

Francescato (Pecoraro), Diliberto, Vendola (Bertinotti): irredimibili!

pecorella I Verdi hanno eletto come portavoce (segretario in italiano corrente) la controfigura femminile di Alfonso Pecoraro Scanio, Grazia Francescato, che lo ha difeso a spada tratta.

Se questo fosse riuscito ad uscire di casa negli ultimi mesi senza essere seppellito dai fischi e dalle pernacchie non dei nemici, ma degli amici, degli elettori e dei possibili elettori, si sarebbe ricandidato e sarebbe pure stato rieletto.

Si è dovuto accontentare di una comparsata dell’ultima ora con la quale ha fatto capire al mondo che Grazia Francescato è Cosa nostra e il partito unipersonale degli assessorucci continua a essere suo.

Rifondazione Comunista intanto va verso l’elezione di Nichi Vendola a nuovo segretario. Due cose belle per il governatore della Puglia.

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Ve lo meritate Berlusconi!

TouadiL’edulcorazione postvoto della Lega, la peggior modernità neoliberale di Silvio, il grande bluff della Sinistra Arcobaleno e dell’ambientalismo del NO, mentre si forma il parlamento dei peggiori (ma viva Jean Leonard Touadi).

Si affannano i media per farceli piacere i nuovi trionfatori, e domani i romani si ritroveranno perfino con un sindaco, Gianni Alemanno, con la croce celtica al collo. C’è una corsa a spiegare la Lega con toni soft. La Lega come i catalani moderati di Convergencia i Uniò? Fantasie.

In Catalogna, con tutti i difetti, è catalano chi vive in Catalogna, e chiusa la discussione. In Padania non sarai mai padano neanche dopo una vita, neanche se voti Lega.

E se sei straniero, per loro, non dovresti votare mai, in una concezione tuttora di sangue della comunità.

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Alfonso Pecoraro Scanio

cuore Alfonso Pecoraro Scanio, a me non importa se andavi in giro per hotel a 7 stelle (* * * * * * *) in cambio di favori. Non importa neanche se sei un corrotto.

Ovvero importa, ma passa in secondo piano e comunque hai già ammesso di esserti fatto regalare notti in albergo che costano vari mesi di lavoro degli operai ai quali chiedi il voto.

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Esco di rado XVIII – Tra il Partito Democratico e la Sinistra arcobaleno

giuliettochiesa sansonetti2 Ho letto l’editoriale di Piero Sansonetti su Liberazione di oggi e ne ho ricavato un’impressione desolante. L’UNICO argomento messo in campo è che siccome il PD poi si alleerebbe con Berlusconi, cosa che Sansonetti dà per sicura al 100%, allora bisogna votare per la Sinistra arcobaleno.

Ora io mi sforzo di credere, ma magari ho torto, che per evitare di avere Giuliano Ferrara Ministro della Sanità (Salute in italiano corrente), sarebbe più utile dare addosso a Ferrara che non a Rosi Bindi. E soprattutto vorrei che la Sinistra arcobaleno competesse col Partito Democratico sui programmi e non sulle illazioni.

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Chiude Italia.it, Francesco Rutelli non è all’altezza di capire il medium Internet

La notizia è facile da riassumere. Nonostante i 45 milioni di Euro stanziati (90 miliardi del vecchio conio), il portalone turistico italia.it voluto da Francesco Rutelli, ammaina bandiera e chiude per manifesta incapacità di metterlo online.

E’ un fallimento che al di là di ogni altra considerazione sullo spreco di denaro pubblico, è simbolico della specificità e rivoluzionarietà di Internet come medium. Non sono i soldi che fanno il successo di un sito Internet, come accade per il cinema o la tv, è la qualità, lo stare sull’onda, all’avanguardia, quello che conta.

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Esco di rado… VI – Giustizialismo bulgaro contro il povero Totò Cuffaro

PAcuffaro La Stampa e Repubblica, nelle loro edizioni online (sempre più simili anche i quotidiani in rete oramai), pubblicano lo stesso sondaggio: Totò Cuffaro può restare presidente della regione Sicilia?

Su la Repubblica al momento i NO sono il 95%. Su la Stampa, i sabaudi sono più posati, sono appena il 91%. A ben guardare (ma chissà se c’entra) sono tutti meno i voti dell’UDC.

Silvio Berlusconi ha promesso di fare una volta per tutte i conti con la giustizia. No, non preoccupatevi, Silvio nostro non vuole fare i conti con la giustizia nel senso di farsi finalmente processare, ma nel senso di sterminarla per sempre come potere autonomo. Epperò si prepari il Cav. Berlusconi.

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Pecoraro, le regole dell’eterno signor no

Il mestiere del signor no ha tre regole d’oro. Primo: mettersi di traverso, sempre e comunque. Secondo: allarmare, con l’uso in automatico delle iperboli, dalle catastrofi agli scempi. Terzo: parlare a raffica, meglio se in qualche salottino televisivo dove si è sempre coccolati e protetti.
Il ministro dell’Ambiente, o dei Veti che dir si voglia, Alfonso Pecoraro Scanio ha imparato l’arte dell’interdizione prima attraverso il lessico barocco della scuola forense meridionale (nella Navicella parlamentare si presenta avvocato, come il padre) e poi alla scuola politica dei Radicali e dei Verdi. Da uomo di governo ha già collezionato il record dei lanci Ansa (ne sono stati contati

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Pecoraro Scanio, bla, bla, bla

Il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio ha avuto il palcoscenico che voleva ieri alla FAO. Se l’era organizzata, se l’è cantata e suonata, lanciando cifre (l’Italia si scalderebbe il quadruplo del resto del mondo) che ricordano le discese ardite e le risalite di battistiana memoria, e che hanno fatto storcere la bocca a qualunque scienziato serio.

Non ci serve un ministro che denunci, per quello ci sono gli scenziati e i militanti. Ci serve un ministro che governi e … Leggi tutto

Primarie, chi vince e chi perde

Le elezioni interne sono state un trionfo per l’Unione, forse il primo esperimento di democrazia partecipativa in Italia e davvero i beceri latrati del Polo sono sintomo di una crisi di nervi. Non se lo aspettavano, non ce lo aspettavamo. Milioni, forse decine di milioni di italiani neanche sapevano che esistessero le interne. Eppure almeno il 10% del corpo elettorale e quasi un quarto degli elettori di sinistra sono andati a votare. Nessuno ci ha mandato SMS -come fece Berlusconi per le regionali- eppure 4.300.000 votanti di noi hanno vanificato anche le possibili intrusioni di qualche decina di migliaia di elettori del Polo che pure ci saranno state ma sono ininfluenti sul risultato finale. Dietro la disperazione, dietro i messaggi martellanti che inducono alla non partecipazione, questo popolo ogni tanto, tangentopoli, girotondi, no alla guerra, adesso con le interne batte un colpo e dice di essere un vulcano, al di sopra del quale le cupole di partito non possono considerarsi onnipotenti. Le elezioni interne hanno cambiato tutto ed anche se i partiti continueranno a ballare sopra il vulcano, qualcosa sta cambiando. Proviamo a vedere chi vince e chi perde davvero con queste interne: … Leggi tutto

Primo Piano: il Sondaggio sulle nostre primarie.

Cari amici e visitatori,


soprattutto gli italiani. Vi invito a dare un’occhiata e a votare per il sondaggio che trovate sulla colonna di destra un po’ più in basso. E’ lì da qualche settimana e i dati cominciano ad essere significativamente curiosi e magari volete dire la vostra.


La domanda è:  Facciamoci le primarie. Meglio: facciamoci una nuova classe dirigente! Escludendo quelli con i quali secondo Moretti non vinceremo mai, chi è il tuo candidato per sfidare Berlusconi nel 2006?


Con quasi 150 voti espressi si è creato un quartetto di testa formato da Anna Finocchiaro dei DS, Niki Vendola di Rifondazione, Enrico Letta della Margherita e, appena un po’ più indietro Giovanna Melandra pure dei DS. Hanno clamorosamente staccato gli altri sei candidati, che vanno dai 10 voti di Alfonso Pecoraro Scanio ai 5 in fondo alla lista di Lilli Gruber. Potete anche votare (per e-mail) quali sono i candidati che secondo voi mancano e che vorreste inserire. Insomma, visto che la politica non ispira grossi voli almeno facciamo un po’ di sano ricambio generazionale!