di Giorgio Sabaudo, mercoledì 23 dicembre 2009, 22:49
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Dialoghi
Da vaccamagra.blogspot.com

.Caracas.
Abbiamo partecipato, documentandola, alla nascita del Movimiento Continental Bolivariano. La dinamicitá e l’energia sentita ha ,a tratti, commosso e dato speranze. … Leggi tutto
Giorgio Sabaudo su http://www.gennarocarotenuto.it
Nonostante i molteplici tentativi di boicottaggio del governo di Álvaro Uribe, la guerriglia colombiana in una settimana ha liberato unilateralmente gli ultimi sei sequestrati politici. L’ultimo è l’ex deputato Sigifredo López. Merito della perseveranza delle associazioni per i diritti umani, della Croce Rossa e di Piedad Córdoba, la senatrice che nell’ultimo anno ha lavorato in sinergia con i governi integrazionisti latinoamericani ed in particolare con quello di Hugo Chávez al quale lo stesso López ha riconosciuto i meriti per la pace.
Quella di Sigifredo López, che porta un messaggio del nuovo capo delle FARC, Alfonso Cano, il contenuto del quale non è stato rilevato, è l’ultima di sei liberazioni promesse dalle FARC lo scorso 21 dicembre. Nelle poche dichiarazioni rilasciate l’ex sequestrato ha rilanciato una volta di più l’urgenza dello scambio umanitario: “se non cerchiamo spazi di scambio democratico, l’intero paese può esplodere”. Quello di López, che ha ringraziato la Córdoba e le organizzazioni per i diritti umani coinvolte nella sua liberazione, è un discorso che ribalta il paradigma uribista di “guerra al terrorismo” e di chiusura netta a qualunque dialogo con il radicato gruppo guerrigliero. Lo stesso López ha fatto riferimento al concerto latinoamericano ringraziando il presidente venezuelano Hugo Chávez “per la collaborazione molto significativa nel recupero della mia libertà e quella dei miei compagni”.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Il caso delle interviste impossibili pubblicate dal supplemento Il Venerdì, di La Repubblica, a personalità come Gabriel García Márquez, Álvaro Uribe, Alfonso Cano, Fidel Castro e Hugo Chávez, e denunciate come inventate dal quotidiano il Manifesto, con la firma di Maurizio Matteuzzi, non solo non si chiarisce, ma anzi getta una luce ancora più vergognosa su La Repubblica, che a questo punto sarebbe pienamente complice dell’autore dei presunti scoop a firma Jordi Valle.
In questi giorni si era scomodato addirittura il Caporedattore de Il Venerdì, Attilio Giordano, per preannunciare un documento inoppugnabile sul supplemento Il Venerdì di ieri. Ieri era il gran giorno e la delusione è stata cocente.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Succede che la Repubblica abbia pubblicato in queste settimane una serie di clamorosi scoop in America, straordinarie interviste esclusive ad Álvaro Uribe, Hugo Chávez, Gabriel García Márquez e addirittura al nuovo capo delle FARC, l’inafferrabile Alfonso Cano. Succede che sembra proprio che fossero tutte false.
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Con un importante discorso il presidente Hugo Chávez offre una nuova possibilità per sbloccare la situazione degli ostaggi in Colombia ma afferma di più:
“Le FARC debbono sapere che si sono convertite in una scusa, una scusa per l’impero (statunitense) per minacciare tutti noi latinoamericani. La guerriglia delle FARC è la scusa perfetta”.
La novità del discorso è importante. Il presidente bolivariano passa dal sostenere utile al processo di pace la richiesta delle FARC di una zona demilitarizzata, per poter facilitare la liberazione degli ostaggi, tra i quali vi è Ingrid Betancourt, al chiedere al nuovo capo delle FARC, Alfonso Cano, “una liberazione unilaterale degli ostaggi” come precondizione a che il gruppo di paesi integrazionisti latinoamericani possa fungere da garante ad un processo di pace in Colombia.
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di Raffaele Della Rosa, lunedì 9 giugno 2008, 14:08
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Riprendo e riassumo da LA JORNADA che, a sua volta, rilancia un servizio AFP dell’ 8 Giugno
più sotto il link all’articolo completo
http://www.jornada.unam.mx/ultimas/2008/06/08/chavez-pide-a-farc-liberacion-incondicional-de-rehenes
Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, la domenica passata ( 8 giugno) ha chiesto al nuovo leader della formazione guerrigliera colombiana FARC, Alfonso Cano, di liberare senza condizioni tutti gli ostaggi in loro potere ed ha precisato che “la guerra di guerriglia ormai è passata alla storia” in America Latina. … Leggi tutto
Raffaele Della Rosa su http://www.gennarocarotenuto.it
La nomina immediata di Alfonso Cano come successore di Manuel Marulanda va nella linea della continuità per le FARC. Ma per la sorte del più importante esercito guerrigliero del continente, e per i suoi 700 sequestrati tra i quali c’è Ingrid Betancourt, contano più le condizioni oggettive.
Alfonso Cano, un antropologo che si è addestrato militarmente ed ha studiato marxismo in Unione Sovietica, è il nuovo capo delle FARC dopo la morte del dirigente storico Manuel Marulanda lo scorso 26 marzo e ammessa, con un video indirizzato a Telesur, nello scorso fine settimana.
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di Stella Spinelli, lunedì 26 maggio 2008, 13:09
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“Con immenso cordoglio annunciamo che il nostro comandante en jefe è morto lo scorso 26 marzo per un infarto cardiaco”. Con un video di 15 minuti e 12 secondi, Timoleon Jimenez, il nuovo portavoce delle Farc dopo la morte di Raul Reyes – ucciso dall’esercito il primo marzo – ha confermato quanto il governo colombiano aveva diffuso sabato: Pedro Antonio Marín, alias Manuel Marulanda Velez, detto Tirofijo, ‘colpo preciso’, è morto.
In un’intervista al settimanale colombiano Semana, il vice presidente della Repubblica Santos, lo aveva annunciato, ventilando l’ipotesi che fosse stato ucciso grazie ai pesanti bombardamenti aerei delle Forze armate sulle zone dove Palazzo Narino supponeva si nascondesse il più longevo capo della più vecchia guerriglia comunista del mondo.
Così le Farc sono state costrette a intervenire e smentire. “Il nostro grande leader è morto di infarto fra le braccia della sua compagna, accompagnato dalla sua guardia personale e dai suoi companeros”.
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Stella Spinelli su http://www.gennarocarotenuto.it