di Gennaro Carotenuto, mercoledì 8 luglio 2009, 00:39
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Disinformazione
Ho attraversato in macchina l’Italia nel pomeriggio-sera e per la prima volta da tempo immemorabile ho deciso di ascoltare Zapping, il programma di Radio1 condotto da Aldo Forbice. Non ha neanche più la necessità di fingersi imparziale come un tempo. Del resto con quella banda di squadristi che ha come ospiti sarebbe difficile e tanto vale gettare la maschera.
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Una volta anche per il revisionismo ci volevano alcuni decenni. Anzi, prima si faceva la storia, poi veniva la storiografia, poi si digeriva, e poi solo dopo un bel po’ si revisionava, spesso pretestuosamente. Adesso il revisionismo si fa a tambur battente. Bastano 48 ore, saltando i preliminari.
Quando stasera a Zapping, la trasmissione di Radio1 più di destra di tutta la radiofonia, moderata (per modo di dire) da Aldo Forbice, che in questi anni ha difeso tutti i crimini del neoliberismo e tutte le guerre del neoconservatorismo, una degli opinionisti, l’imprenditrice veneta Marina Salomon ha spiattellato lì: “Bush non era di destra, era solo un cretino” confesso che mi è corso un brivido nella schiena.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 25 settembre 2008, 19:28
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Disinformazione, Italia
Un tipo con una voce qualsiasi chiama Zapping, su Radio1. Parla un italiano appena decente, ma la voce è cattiva, piena d’odio: “io suggerirei di guardare le foto dell’altro giorno di quelli che applaudivano quando è fallito l’accordo di Alitalia. C’è una foto con una hostess che tiene un cartello che dice: ‘meglio falliti che in mano ai banditi’. Ce n’è un’altra dove si vedono due uomini che si abbracciano e uno addirittura piange. Le facce si riconoscono. Io suggerirei a Colaninno di guardare quelle foto quando dovrà scegliere gli esuberi”.
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Telefonata a Zapping un minuto fa, senza che la conduttrice che sostituisce Aldo Forbice battesse ciglio: “Io credo che l’immigrazione sia un affare anche per chi traffica con le pompe funebri in Sicilia. Pensi signora mia, oggi hanno trovato sti dodici cadaveri a ben 44 miglia dalle coste della Sicilia. Perchè li hanno portati in qua? Perché non li hanno ributtati in là sulle loro coste? Dev’esserci qualcuno in Sicilia che ci traffica”.
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Ho ascoltato per caso il programma di Barbara Palombelli su Radio2 RAI alle 13, intitolato 28 minuti (più tardi ci sarà il podcast). Ospite della trasmissione era Gianni Riotta. Il direttore del TG1, con un tono mellifluo oramai degno di Bruno Vespa, nel giro di pochi minuti ha spaziato dalla devozione per Padre Pio alla difesa degli evasori fiscali in Liechtenstein, sostenendo che la gggente “è stufa di queste liste, la P2… che c’è chi con queste liste che mettono alla berlina le persone per bene ci si compra la casa al mare…”.
Ma l’argomento della puntata era Ingrid Betancourt per la quale Gianni Riotta, in versione umanitaria simil Aldo Forbice, si sarebbe fatto promotore di un appello per la liberazione, ovviamente senza alcun riferimento agli altri sequestrati. Povera Ingrid, le fischieranno le orecchie perfino nella selva dov’è sequestrata in condizioni imperdonabili, ma il paragone tra lei e Anna Frank potrebbe perfino essere ritorto contro Riotta (vedi alla voce “banalizzazione della Shoah”).
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 14 febbraio 2008, 21:36
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Disinformazione, Politica italiana
Una signora chiama il programma di Radio1 RAI Zapping, condotto da Aldo Forbice (un mito, una leggenda): “buonasera, sono scandalizzata e vorrei parlare delle cose che ha detto Giuliano Ferrara nel programma televisivo l’Infedele“. E Aldo Forbice arrabbiatissimo: “no signora, noi non parliamo dei programmi di altri” e le sbatte il telefono in faccia.
PS Il sottotitolo della trasmissione Zapping è: “alla radio l’informazione in TV e non solo”.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 11 giugno 2007, 08:15
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America latina, Disinformazione, Media
Quando Omero Ciai e Angela Nocioni, dalle pagine de La Repubblica, imbastirono una campagna di stampa per denunciare la presunta escalation militarista venezuelana, senza fare un solo numero che suffragasse la loro tesi, chi scrive appose la seguente obiezione: in America Latina la spesa media per la difesa è pari all’1.5% del PIL. Fanno eccezione il Cile e la Colombia che superano il 4%. Se è vero che il Venezuela è stabile all’1.55% del PIL di spese militari, la vostra è una campagna inventata di sana pianta, non per informare ma per diffamare il … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 31 maggio 2007, 12:47
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Dialoghi
Con Annamaria de Paulis, Gianfranco Coccoli, Raffaele Della Rosa, Maria Stefania Giudici, Jean-Paul Haessig con risposte mie
Annamaria de Paulis: ricordo Repubblica su Panama ai tempi della crisi di Noriega, quando ancora ero giornalista. Arrivò un corrispondente serio, che cercò di vedere le cose con una certa obiettività, invece di limitarsi a demonizzare Noriega e vedere gli altri come santi martiri… In un paio di giorni fu sostituito, indovina da chi? Da… Lucia Annunziata.
Gennaro Carotenuto: Cara Annamaria e tutti. Sempre più spesso ricevo richieste di spiegazioni: perché lo fanno? Perché ieri sera il TG3 ha messo insieme la Cina dove non c’è nessuna libertà di espressione con la Russia, dove c’è a tuo rischio e pericolo, e il Venezuela dove le manifestazioni dell’opposizione si fanno con un maxischermo per ogni piazza di Caracas? Fanno d’ogni erba un fascio nell’unica intenzione che gli spettatori, anche quelli del TG3, non capiscano nulla.
Lo fanno perché ci sono delle pressioni enormi in tal senso. Da dentro e da fuori le redazioni per creare mondi virtuali e realtà precostituite dove in Colombia va tutto bene (o non esiste) e in Venezuela va tutto male.
I motivi a mio modo di vedere sono tre e se ne potrebbe scrivere un libro:
1) gli interessi economici europei fanno che … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 5 maggio 2007, 09:26
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Dialoghi
Con Diego Marchesi, Fabio Bovi e Carlo Gawen su Genova con un nuovo articolo di Massimo Calandri dal suo confino di Boccadasse.
Il caso della condanna dello Stato per il pestaggio di una militante della Rete Lilliput a Genova censurata in maniera ANTICOSTITUZIONALE dai media, sta finalmente, almeno in Internet, girando, forse anche un po’ per merito di GennaroCarotenuto.it. Ma sta girando soprattutto per merito di giornalisti coraggiosi e con memoria come Massimo Calandri de La Repubblica che sicuramente non faranno carriera per questi articoli. Ebbene sì, perfino a Repubblica ci sono giornalisti onesti!
E’ triste che in democrazia e in apparente libertà di stampa si debba essere coraggiosi per scrivere non di camorra o mafia ma di repressione da parte di corpi dello stato. E’ assolutamente consigliabile leggere in calce a questo pezzo, l’articolo di Calandri sulla vergognosa testimonianza di un questore della Repubblica, Francesco Colucci, che non sa, non ricorda, ma tra le righe afferma una cosa capitale: … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 27 aprile 2007, 18:04
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Dialoghi
Con Fabio Farina con risposta mia.
Fabio Farina: leggo sempre, e volentieri, il suo sito web. A proposito dell’articolo di Zurlo con sua risposta vorrei precisare un paio di cose se possibile. I fischi di cui parlate rivolti alla brigata ebraica, a quanto ne so io, erano rivolti allo striscione della ‘sinistra per Israele’ alla quale si voleva … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 26 aprile 2007, 10:30
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Italia, Primo piano, Storia
Alla vigilia della festa della Liberazione, Silvio Berlusconi ha ribadito perché si astiene da sempre dal partecipare alle celebrazioni del 25 aprile: “ne è stata fatta una festa di parte”. Berlusconi ha per un terzo ragione e per due terzi torto.
Ha ragione perché è vero che soprattutto il 25 aprile 1994, fondativo del nuovo regime, la festa della Liberazione fu trasformata in una giornata contro Berlusconi che aveva appena formato il suo primo governo. A posteriori, nonostante fosse difficile fare diversamente, va detto che la sinistra torse il braccio al significato del 25 aprile.
Ha torto una prima volta Berlusconi perché fu lui a portare fascisti -allora per niente rinnovati- al governo, ad usare in maniera scellerata l’equazione resistenza-comunismo e favorire un … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 18 aprile 2007, 22:27
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Femminicidi, Media
In genere mi guardo bene dallo sfogliare i quotidiani locali, ma le locandine, quelle te le schiaffano in faccia… Quelle nelle foto sono di oggi. Se prendo per buona quella del Corriere Adriatico, capisco che in un tranquillo capoluogo di provincia un tizio può stuprare una ragazzina tra l’indifferenza dei passanti. Ce li immaginiamo pure i passanti sbirciare lo stupratore e tirar … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 9 aprile 2007, 19:34
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Dialoghi
Paolo Maccioni: Oggi Aldo Forbice su Epolis, dice l’esatto contrario di quanto tu affermi nell’articolo sullo scontro di civiltà squagliato, perfettamente in linea col pensiero teo-con: Blair dovra’ dare spiegazioni (?!?) cioè: come si è permesso di accettare regali dal nemico? Mi duole, condividere la pag. 8 sullo stesso quotidiano in cui sotto quello là c’è la mia rassegna stampa dal mondo. Ma a differenza della sua trasmissione blindatissima e inaccessibile ai "nemici", almeno su quel quotidiano c’è spazio per quelli come lui, ma anche per chi la pensa in modo opposto (ci scrivono pure Vauro e Lello Voce)… chissà se il Forbice è in grado di accorgersene ed apprezzare…
Gennaro Carotenuto: Caro Paolo, a suo tempo pensavo, sbagliando, che il nostro Aldo Forbice fosse un opportunista. Sbagliavo, Aldo Forbice è un idealista e George Bush un giorno potrà dire: "Non lascerò l’Iraq neanche se … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 30 marzo 2007, 11:58
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Dialoghi
Con Gianni Galleri, Mauro Pigozzi, Giuseppe Paladina, Jacopo Masi, Paolo Maccioni:
Gianni Galleri: Caro Gennaro, sabato ho partecipato ad una conferenza dove veniva presentato … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 23 marzo 2007, 11:34
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America latina
Alejandro Peña Esclusa, uno dei partecipanti* di secondo piano al fallito colpo di stato dell’11 aprile 2002 a Caracas, del viaggio del quale in America ed Europa chi scrive ha dato conto qui, continua a millantare di essere il cugino della vergine Maria e i bollettini dal sito della sua organizzazione, Fuerza Solidaria, sono così trionfali da sembrare i cinegiornali Luce del ’42 o del ’43 sui trionfi della guerra fascista.
Contemporaneamente a tanti presunti trionfi, Peña Esclusa, è però molto preoccupato dal … Leggi tutto
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