Friday 25 May 2012, 04:20

Gli articoli con tag: " Al Qaeda "

Piccolo esempio di disinformazione organizzata??

Sono iscritto alla mailing list di “Internazionale” che ripropone tutti i gg le notizie nelle prime pagine di alcuni giornali del mondo. Leggo da Internazionale di oggi (4 MARZO ):

MAIL & GUARDIAN, Sud Africa http://www.mg.co.za

Gli Stati Uniti bombardano la Somalia.
L’esercito americano ha bombardato, durante la giornata di ieri, la città di Dobley, a sud della Somalia.
Nell’attacco sono morte almeno sei persone, mentre molte altre sono state costrette a fuggire. I vertici militari americani hanno detto che l’operazione è stata messa in atto per scovare dei sospetti terroristi membri di al-Qaeda, ma che è ancora troppo presto per capire se l’obiettivo è stato raggiunto. Al termine degli attacchi, centinaia di persone, tra cui molte donne e bambini, si sono riversate in strada gridando slogan contro gli Stati Uniti. La Somalia è in una situazione di grave instabilità politica, non avendo un vero governo dal 1991.

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La rosa bianca

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Se il grande Fabrizio De Andrè ha ragione, noi dovremmo diventare un giardino meraviglioso. Purtroppo l’Eden deve attendere il peso delle nostre responsabilità tradotto in realtà. Napoli e la sua monnezza, potrebbe essere il terreno dove coltivare il fiore più raro dei nostri tempi bui. Ricordate il nazifascismo? Eravate piccoli? Non eravate ancora nati? Una cosa è certa: non siete mai cresciuti. A chi mi rivolgo? Ho detto “nazifascismo”, quindi il popolo italiano può sentirsi in ottima compagnia anche con i paesi più “civili” del mondo. Quasi dimenticavo! E il Vaticano? Volete vedere che ho sbagliato il luogo dove far nascere il mio fiore preferito? Cambiamo odore? Non so voi, ma per me è giunto il momento di respirare il profumo di una rosa bianca. Il popolo tedesco, sempre colpevolizzato per la sua storia e il suo dittatore più famoso: Adolf Hitler, durante l’ultima fase della guerra, impegnato militarmente su tutti i fronti, partorisce al suo interno un movimento d’opposizione pacifista, che si chiamò appunto La Rosa bianca. A 74 anni di distanza dalla sua decapitazione, Marinus Van der Loppe, muratore disoccupato olandese, viene riabilitato dall’accusa di aver incendiato il Reichstag. L’accusa era formulata sulla base della legge nazista, fatta il giorno dopo l’evento, quindi con valore retroattivo. Questa storia, ricorda i metodi oggi usati per creare l’allarme terrorismo e l’oppressione quindi giustificata, per reagire alla situazione prodotta artificialmente. Vi ricorda nulla? All’università di Monaco, un gruppo di studenti guidato da un professore iniziò la sua lotta contro il potere, denunciandole vere intenzioni del Nazismo. Ovviamente i capi del movimento vennero uccisi e denigrati come traditori. Se qualcuno vuole sperimentare la stessa logica, non ha che da svergognare i nostri beniamini politici, per aver inviato militari su terreni di guerra, ultima forma colonialista e repressiva dei nostri anni d’ispirazione democratica. La Storia, si sa, la scrivono i vincitori, ma la verità non la scriverà mai nessuno. Cresciuti nell’odio contro i tedeschi, ci siamo poco interrogati sulle motivazioni di un popolo che abbraccia il Nazismo come un salvatore della Patria. Se noi abbiamo avuto il fascismo e se oggi lo riviviamo nell’assoluta o quasi, incoscienza di esserne guidati, è proprio l’aver accettato una deformazione interessata della nostra storia. Gli eventi non compresi sono destinati ad essere rivissuti sotto altra forma, quindi rieccoci nel passato tradotto in forma fenomenica diversa, ma sostanzialmente eguale. Se cerco le motivazioni dei tedeschi nel sostenere Hitler, scopro che non sono molto diverse da quelle degli americani nel sostenere Roosevelt . La depressione del 29 in america, collima con la depressione economica tedesca che il trattato di Versaille rese più dura. Se la rivoluzione d’Ottobre in Russia creò lo spauracchio comunista in America, lo creò molto più forte in Germania. Se oggi l’11 Settembre segna una data storica a giustificazione delle guerre medio orientali, l’incendio del parlamento tedesco creò la paura del terrorismo e l’inizio della fine di ogni libertà per opporsi a tale minaccia. Se gli Stati Uniti, hanno avuto le stesse preoccupazioni tedesche, ciò è avvenuto in tempi diversi e separati, mentre il Popolo tedesco ha dovuto metabolizzarle in rapida successione. L’Uomo forte, la politica di guerra, il razzismo, le barbarie e l’Olocausto provocate dal Nazismo, non sono molto diverse da ciò che oggi accade provocato dall’America e il suo presidente Bush. L’Italia imboccò la strada che gli alleati non avrebbero disdegnato, se l’Urss, non avesse fermato le truppe tedesche. Questo non significa giustificare il nazismo, nè assolvere le sue barbarie, ma spiega come sia facile manovrare le menti in determinate condizioni. Qualcuno penserà all’Olocausto e al trattamento nei confronti degli ebrei. Il cittadino o il militare tedesco durante la guerra non aveva quasi nessuna possibilità di saper certe cose, ma soprattutto non voleva saperle. Provate ad immaginare qualcuno giunto ai cancelli di un lager nazista, chiedere con disinvoltura: “Scusate mi hanno detto che qui si compiono torture e cose gravissime. Posso controllare?”. Ora mettetevi nei panni di un cittadino americano dei nostri giorni: potrebbe fare la stessa cosa in un luogo come Guantanamo? Se gli Stati Uniti, si trovassero impegnati su tutti i fronti, pensare che l’americano medio possa sapere o voler sapere cosa sta accadendo nei luoghi di reclusione o tortura, sarebbe una cosa scontata? Noi italiani, “Brava gente”, ci siamo forse domandati perché aderire alle invasioni dell’Iraq, del Libano, dell’Afghanistan? Non abbiamo votato tutti in massa per il finanziamento alle missioni militari? Non abbiamo appoggiato per filo e per segno ogni posizione Anglo americana? Una cosa certamente non coincide con il periodo nazista: La visione economica nazional-socialista non era certo fondata su una visione capitalistica basata sulla privatizzazione e il darwinismo sociale, anzi era esattamente il contrario. Lo Stato infatti, sia in America sia in Germania, creò la previdenza sociale e la scuola pubblica, mentre le aziende vennero finanziate dallo stato per creare le grandi opere, tipo il sistema autostradale tedesco e quello americano. Per capirci meglio, è importante sapere che nel 39, quando Hitler decise di far emigrare gli ebrei., l’America chiuse i cancelli e addirittura non lasciò sbarcare una nave carica di semiti (la sstLouis) nel porto di Miami e la rinviò in Germania verso il destino che tutti conosciamo. Per amore della storia, devo ricordare che un secondo olocausto, mai raccontato né ricordato, avvenne a fine guerra, ovvero circa dai 9 ai 13 milioni di tedeschi, furono lasciati morire praticamente di fame, freddo, malattie. Questo sino al 1948, quando iniziò il piano Marshall. Fu a questo punto che l’olocausto ebraico trovò la sua collocazione come genocidio più grande e disastroso della storia. Quale fu il ruolo della Chiesa Cattolica e delle Chiese protestanti? Come sempre le religioni sfuggono ad analisi semplici e unilaterali, quindi si può dire che vi furono collusioni sia con il fascismo, sia con il nazismo, ma vi fu all’interno di esse chi si schierò a favore della resistenza e della dignità umana. Le alte gerarchie certamente approfittarono dell’oppressione, per garantirsi privilegi e finanziamenti, di cui ancor oggi godono. Questo aspetto del problema, deve essere rivisitato alla luce della nuova strategia della Chiesa, ovvero il ritorno ad una fase pre-conciliare, con tutte le conseguenze che ne derivano. Ha un senso e una validità politico sociale questo mio rapido sguardo alla nostra Storia? Cosa voglio raggiungere come obiettivo? Quando vi accuso di non essere cresciuti, sto riferendomi appunto alla cultura dominante, ovvero la non cultura e l’egoismo che ha reso l’uomo e la donna privi di una identità storica e nazionale, quindi senza più senso critico ed emotività controllabile. La globalizzazione ha di fatto tranciato ogni legame culturale e politico, ma ha anche inserito nuovi soggetti religiosi e nuove culture: naufraghi del post capitalismo giungono nei nostri paesi come forza lavoro a basso costo, perciò i nostri lavoratori si trovano a competere con questi immigrati provenienti da nazioni ancora in fase di pre-sviluppo industriale. La guerra della Germania contro la Polonia, venne vista dai cittadini tedeschi come una difesa del proprio territorio. La motivazione ancora una volta sembra ricordare i nostri tempi. L’esercito tedesco venne attaccato da truppe Polacche, che oggi sappiamo essere state formate da tedeschi che indossavano la divisa di quel paese. Questo processo di difesa si ampliò per tutta la guerra e quindi la giustificazione del popolo tedesco, è come la giustificazione degli americani e nostra, se accettiamo per buono l’attacco dell’11 settembre e le armi di distruzione di massa. L’Italia fascista ebbe infine un sussulto di dignità, quindi apparvero sulla scena le prime formazioni partigiane, che combatterono un nemico sia interno, il fascismo, sia esterno, ovvero i tedeschi e il nazismo. Questo creò le condizioni per dare all’Italia una possibilità di trattativa con gli alleati anglo americani e sovietici. Nacque così la divisione in due blocchi, quello occidentale, con America e Inghilterra e Francia, e quello orientale costituito dall’URSS con i suoi paesi satelliti. Un agente americano di allora è stato recentemente intervistato dal TG3, ha affermato che le elezioni italiane del 48 sono state truccate e la vittoria della Democrazia Cristiana è stato un broglio. Candidamente ci ha chiesto se avremmo forse preferito la vittoria dei comunisti. Quindi, da subito, la nostra Democrazia è stata un bluff e un accordo trasversale tra i vari partiti e la mafia, che aveva avuto un grande ruolo nell’agevolare l’invasione americana. La crescita economico industriale del nostro paese divampò e la vita raggiunse un grado di benessere e tecnologia mai raggiunta prima, nè prevista. La guerra fredda tra Stati Uniti e URSS si tradusse presto in strategia della tensione e gli estremismi sia di destra che di sinistra, trovarono ad un certo punto un accordo mai siglato, ma di fatto vigente e pericoloso. Iniziarono anche i primi passi verso una Europa unita e senza confini, che dette il via ad una nuova realtà politica ancora oggi acerba, ma influenzata ampiamente dalla Nato e una volontà comune di emarginare il comunismo e l’URSS. Il crollo dell’impero sovietico, con la caduta del muro di Berlino, ha lasciato come unico impero attivo e voglioso di espansione, quello anglo americano, appoggiato dal Giappone e da Israele. Quella che era definita la geopolitica, molto in voga nel periodo nazifascista, ritrova il suo ruolo e divide ancora il mondo in due possibili fronti opposti, ma ancora incerti e combattuti con le formule militari ed economiche dominate dalle leggi del mercato bancario e finanziario, unico vero governo mondiale a cui tutti cedono il passo e vendono l’anima. La decrescita controllata, potrebbe riequilibrare la politica mondiale, frenare i consumi, salvaguardare le ricchezze energetiche, ridare fiato alla natura ormai al collasso e salvare milioni di persone da una morte sicura e tragica. Ecco che l’esperienza dovrebbe dirci che il momento è giunto per iniziare una analisi politica vera della nostra società, ormai al limite della frantumazione e lotta porta a porta, da cui i poteri forti non possono che trarre le motivazioni già citate. Sto parlando di operazioni militari contro un nemico creato all’abbisogna, una crisi economica di grandi proporzioni, una paura verso il diverso e il terrorista, sempre in agguato, l’instaurazione di barriere protettive in cui confinarci e limitare le nostre più semplici e fondamentali libertà.

Come in Germania era impossibile denigrare il potere, soprattutto in tempo di guerra, (alto tradimento) chi si assumerà il peso di creare una vera informazione e inizierà una lotta, sia pur pacifica, sarà additato come il traditore che non sostiene i nostri militari, colui che forse ha contatti con l’al Qaeda di turno, oppure il pazzo che non ha né Dio né tolleranza e Amore per la Democrazia che lo governa senza possibili alternative migliori. In queste condizioni, anzi peggiori, la Rosa Bianca, diventò il movimento che a rischio della propria vita, cercò di dare una dignità al popolo tedesco e fermare la strage inevitabile delle truppe in guerra. Se siete davvero cresciuti e avete compreso la storia del secolo scorso, allora non resta che unirci in un unico corpo e creare una Rosa Bianca, come allora fecero alcuni tedeschi, e in Italia fecero i partigiani, per ridare una dignità al nostro Popolo, anzi al mondo, la proposta non solo può, ma deve ampliarsi in ogni dove e sconfiggere la belva umana che ci guida alla catastrofe.

Traete voi le conclusioni e cercate una risposta. Io continuo a coltivare nel mio terreno personale, molte rose bianche per donarle a chi ha compreso il loro valore simbolico.

“…Né cardi ne ortiche coltivo… coltivo una Rosa Bianca.”

Renzo Coletti.

BRECHA – Pakistán: el país más peligroso del mundo

El 18 de febrero habrá elecciones en un país en riesgo de guerra civil. Pakistán está hoy al borde del abismo, con el máximo grado de inestabilidad e inseguridad, posee armas atómicas, y la “guerra contra el terrorismo” impulsada por Estados Unidos lo ha desestabilizado. Para Washington, acusado de haber inducido a Benazir Bhutto a exponerse a perder la vida, es un fracaso más en la región.

Gennaro Carotenuto desde Roma

De las pocas cosas seguras en Pakistán, una es que la mente que tramó el asesinato de Benazir Bhutto, en Rawalpindi, no buscaba simplemente eliminar a una líder política, sino desestabilizar todavía más al que ya era uno de los epicentros de la inestabilidad en el planeta. Es muy fácil culpar a Al Qaeda. En realidad quienes podían tener interés en asesinar a Bhutto son muchos, y la misma

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Benazir Bhutto: prima, durante e dopo

Fu vedendo il padre sulla forca, che, nel 1979, l’allora ventiseienne Benazir Bhutto, decise di intraprendere la carriera politica. Pur avendo studiato scienze politiche ed economia, ammetteva di non voler assolutamente intraprendere la carriera del padre, Zulfiqar Ali. Solo quando il dittatore Mohammed Zia ul-Haq condannò a morte il genitore qualcosa cambiò nella mente di Benazir.
Nel 1988, in un misterioso incidente aereo il generale Zia perse la vita: l’ultimo atto per il ritorno della famiglia Bhutto al potere era compiuto. Benazir rientrò dal suo esilio e si presentò alla guida del Partito Popolare Pakistano. Il suo Paese la premiò, facendola diventare la prima donna alla guida di un Paese musulmano. Tuttavia, solo due anni dopo a causa di scandalo per corruzione, fu costretta a dimettersi.

L’Afghanistan: un vicino troppo scomodo

Siamo all’indomani della caduta del Muro di Berlino, l’armata rossa ha lasciato l’Afghanistan, i mujhaiddin, che dal Pakistan partivano per combattere l’infedele comunista adesso non hanno più un nemico preciso. Kabul è in preda alla guerra civile, le ripercussioni su Islamabad sono devastanti. Il mercato nero che attraversa gli inesistenti confini fra i due stati mette in ginocchio l’economia pakistana. Il traffico di armi e di droga dilagano e con loro la criminalità. Karachi e il suo porto ne rappresentano l’esempio lampante.

È proprio in quegli anni che, all’interno dell’ISI (i servizi segreti pakistani), nasce l’idea di affidare ad un gruppo di persone vicine al Pakistan il dominio dell’Afghanistan. Con il tacito assenso della stessa Bhutto, che nel frattempo è tornata al potere (1993) grazie all’alleanza

con gli islamisti della Jui (l’associazione degli ulema islamici), i Taliban vengono finanziati e armati dai servizi segreti e grazie a questi aiuti riescono di lì al 1996 a conquistare il potere a Kabul. Sarà probabilmente il più grande errore di valutazione del Pakistan dai tempi della sua fondazione. Nel 1996 però, un nuovo scandalo di corruzione costringe la leader a dimettersi e a rifugiarsi a Dubai per sfuggire alle sentenze che la volevano colpevole.
Il suo posto verrà preso da Nawaz Sharif, un civile che all’interno della grande Lega dei Musulmani si oppone al potere dei militari. Durerà al potere solo due anni prima di essere rovesciato da un colpo di stato militare ad opera di Parvez Musharraf, che si dichiarerà da subito alleato degli Usa, una mossa azzardata, considerato che gli Statunitensi hanno intrapreso una guerra contro i Taliban, che molto spesso provengono dal Pakistan.

Due strani amici: ISI e estremisti islamici

 

È in questo contesto che vanno visti i fatti di questi giorni. Un Musharraf ormai impresentabile, per i suoi collegamenti troppo stretti con l’ISI, ma anche con gli Usa e con gli estremisti. Una Bhutto che, giurando fedeltà a Washington ancor prima di avere preso il potere, si candidava a rappresentare il ritorno della democrazia. Uno Sharif, anch’egli di rientro dall’esilio, che veniva così privato di ogni appeal e di ogni possibilità di contrastare la rivale.
Altri due attori non vanno però dimenticati. La componente islamista più estremista e i servizi segreti. Se è plausibile considerare corresponsabile l’ISI dell’assasinio, vista la facilità con cui il kamikaze si è liberato delle maglie di sicurezza, i primi sono coloro che da questa operazione traggono il più grande vantaggio.
Al di là della immediata e poco attendibile rivendicazione di al Qaeda (sulla falsa riga dell’Eta per gli attentati di Madrid), gli estremisti con un solo gesto si sono liberati di una figura scomoda come la Bhutto, che, grazie all’appoggio Usa, li avrebbe presto combattuti, ma hanno anche e definitivamente privato di credibilità Musharraf, dimostrando al mondo che sono in grado di azioni eclatanti contro chiunque. Adesso per il Pakistan si aprono ore terribili. La rabbia dei dimostranti sembra lanciarsi verso il governo ritenuto responsabile dell’omicidio. L’esercito risponderà alle provocazioni? E i sevizi segreti avranno in canna qualche altro colpo da sparare? Vorranno direttamente il potere come ai tempi del generale Zia o si limiteranno a muovere i fili?

redazione di Sferalab

http://sferalab.blogspot.com

Blackwater, tutti i crimini della Banda Muti dell’Iraq occupato

EttoreMuti Il New York Times sta rivelando alcuni dettagli agghiaccianti sulla presenza in Iraq della Blackwater, la banda paramilitare alla quale il governo degli Stati Uniti ha pagato quasi un miliardo di dollari per fare il lavoro sporco.

Il caso che ha scatenato la sospensione della licenza (sospensione al momento revocata) da parte del governo di Nuri al-Maliki è stato quello di due settimane fa, in una delle più trafficate piazze di Baghdad. Secondo molteplici e credibili testimonianze, una giovane coppia con due bambini non era stata abbastanza svelta a lasciar passare la banda … Leggi tutto

Perché nessuno parla dell’epidemia di colera in Iraq?

kirkuk-map Solo nella città di Kirkuk, Kurdistan iracheno, nel giro di un mese si sono registrati più di 2.000 casi di colera, e l’epidemia si sta espandendo, già che nell’ultima settimana i casi registrati sono stati almeno cento al giorno. In tutto l’Iraq, secondo il Ministero della Sanità di quel paese, gli infettati sarebbero oltre 3.000 e i morti almeno 12.

E’ difficile incolpare gli untori di Al Qaeda oppure, in maniera speculare, gli untori Marines. E allora si preferisce il silenzio.

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Brecha – Pakistán – Pieza inconclusa para país atómico

musharraf269 A una semana de las elecciones del 6 de octubre, el dictador filoestadounidense Pervez Musharraf, ahora candidato, se aferra al poder aunque deba pactar con su ex enemiga Benazir Bhutto. Del otro lado está el islamismo radical. Esta cobertura analiza la interna política del único país musulmán que tiene armas atómicas, así como sus relaciones con Estados Unidos y China … Leggi tutto

La guerra, il razzismo, le false notizie e il diritto all’ignoranza

La “zingara” di Palermo era del tutto innocente, e non c’è mai stato nessun tentato sequestro di bambini in spiaggia a Isola delle Femmine. Adel Smith non rappresenta nessuno e un giudice di Firenze ratifica in una sentenza il diritto all’ignoranza, al pregiudizio e alla diffamazione. Anche la cellula di Al Qaeda formata da medici musulmani presunti terroristi, che era sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo tre settimane fa, non è mai esistita. Nel silenzio osceno dei media, sono stati scagionati tutti. La “società aperta” è sotto attacco. Ma da parte di chi?

La signora Maria Feraru, 45 anni, cittadina romena, è stata completamente … Leggi tutto

BRECHA – Pakistán y la Mezquita Roja – Un dictador al que nadie llama dictador

Con un saldo de al menos 60 muertos culminó la resistencia de los islamistas radicales en Lal Masjid, la Mezquita Roja de Islamabad, capital de Pakistán. La dictadura filoestadounidense de Pervez Musharraf tambalea y elige, aconsejada por Washington, el baño de sangre.

Gennaro Carotenuto

Entre los muertos está el jefe de los rebeldes, Abdul Rashid Ghazi. Historias contradictorias describen su fin. Para los filotalibán se habría … Leggi tutto

Lucio Caracciolo, Limes sull’America Latina è inconsistente

E’ necessaria una riflessione sul numero di Limes (2/2007) in edicola, intitolato “Chávez-Castro, l’antiamerica”. Chi scrive ne ha discusso per oltre un’ora nel programma di Radio RAI Radio3Mondo con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, con uno degli autori, Maurizio Stefanini de Il Foglio e con il conduttore, Gian Antonio Stella, firma del Corriere della Sera. La registrazione può essere ascoltata qui.

Nel dibattito radiofonico si è parlato moltissimo di Venezuela e del presidente Hugo Chávez. Molto meno del numero di Limes che eravamo chiamati a presentare. Dal punto di vista dell’ascoltatore, e della riuscita della trasmissione, fa lo stesso. Ma avendo chi scrive scrupolosamente letto un volumotto di oltre 300 pagine, Limes appunto, per dovere professionale sento il bisogno di alcune puntualizzazioni.

La novità più importante è che la “Rivista italiana di geopolitica”, parla ben poco di geopolitica e molto di altre cose. Parla pochissimo di economia. Per esempio ignora un evento capitale come la chiusura dei rapporti con il FMI da parte di mezzo continente latinoamericano. Non c’è un solo pezzo che contestualizzi l’attuale fase storica dopo il crollo dell’ortodossia neoliberale. Dovendosi occupare di Venezuela non c’è un solo articolo sull’ingresso del paese nel Mercosur né sul Mercosur in generale. Non c’è un solo articolo che … Leggi tutto

Alejandro Peña Esclusa, Josep Piqué, el Cardenal Martino: piezas de los “neocons” para el pos-Chávez

¿Quién maneja a Alejandro Peña Esclusa, el neofascista venezolano que está de gira desde hace meses por Europa y América? En su tierra no representa a nadie, es un antisemita y un golpista, pero en Roma lo recibe el Secretario del UDC [partido post-democratacristiano, N. d T.], Lorenzo Cesa y el Cardenal Renato Martino y en España se entrevista con el ex Presidente de la Generalitat de Catalunya, Jordi Pujol, y el Presidente del Partido Popular (PP) de Cataluña y ex Ministro de Asuntos Exteriores de España, Josep Piqué. Sigamos paso a paso, desde Washington hasta el Vaticano pasando por los escuadrones de la muerte salvadoreños y los milicos argentinos, la operación (análoga a la que condujo a Ahmed Chalabi, acusado de bancarrota, a ser el hombre de la Casa Blanca para el Irak post-Sadam) con vistas a una solución autoritaria para la Venezuela saneada por Chávez. … Leggi tutto

Alejandro Peña Esclusa, Lorenzo Cesa, il Cardinal Martino, pedine neocons preparando il dopo Chávez

Chi c’è dietro Alejandro Peña Esclusa, il neofascista venezuelano in tournée da mesi tra Europa e America? In patria non rappresenta nessuno, è un antisemita e un golpista, ma a Roma lo ricevono il segretario dell’UDC, Lorenzo Cesa e il Cardinale Renato Martino. Seguiamo passo a passo, da Washington al Vaticano, passando per gli squadroni della morte salvadoregni e i milicos argentini, l’operazione (analoga a quella che portò il bancarottiere Ahmed Chalabi ad essere l’uomo della Casa Bianca per l’Iraq post-Saddam) per la soluzione autoritaria per il Venezuela bonificato da Chávez.

esclusivo per GennaroCarotenuto.it

Lorenzo Cesa, segretario politico dell’UDC: “non conoscevo il signor Peña Esclusa; nessuno mi aveva avvertito che fosse dichiaratamente antisemita e golpista e noi non appoggeremo un colpo di stato in Venezuela. Tuttavia ci è stato presentato da … Leggi tutto

Las pruebas de Washington contra Teherán, o como Estados Unidos trabaja para el Rey de Prusia

La gran prensa internacional no tuvo dudas en otorgarle credibilidad al general William Caldwell, un pez gordo del mando estadounidense en Bagdad, cuando mostró las pruebas, por supuesto irrefutables, de los artefactos explosivos, fabricados en Irán, que hubieran matado al menos 170 soldados estadounidenses y herido otros 620.

Como para la comedia del ex-secretario de Estado, Colin Powell, en las Naciones Unidas, cuando exhibió las falsas probetas con las falsas armas bacteriológicas de … Leggi tutto

Le prove di Washington contro Teheran

La grande stampa internazionale, tutta unita come per le grandi occasioni, strombazza: ?il generale William Caldwelly, un pezzo da novanta del comando statunitense a Baghdad, ha mostrato le prove, ovviamente inconfutabili, di ordigni e frammenti di ordigni fabbricati in Iran che avrebbero ucciso almeno 170 soldati statunitensi e ne avrebbero feriti più di 620?.

Come per la sceneggiata dell’ex-segretario di stato Colin Powell alle Nazioni Unite, quando esibì le false provette contenenti le false armi batteriologiche di Saddam Hussein, potrebbe essere la ?smoking gun?, la pistola fumante per l’attacco contro Teheran. La grande … Leggi tutto

Allo stadio come in chiesa

Ci sono pochi problemi FACILI da risolvere come la violenza negli stadi. Il governo di centrosinistra se volesse potrebbe perfino trovare una occasione di consenso spicciolo. Nel giro di cinque giorni un uomo è stato ammazzato a calci ed un poliziotto (nella foto la vedova) è stato ucciso da una bomba come a Baghdad. Creano più allarme sociale gli ultras o Al Qaeda?

Come nessuno può andare a cinema o in pizzeria organizzato in bande ad ammazzare i vicini, così deve essere impossibile … Leggi tutto