Friday 25 May 2012, 04:17

Gli articoli con tag: " aborto "

“Tutte le cubane sono puttane”

090325cuba Fernando Ravsberg è il corrispondente dall’Avana della BBC. L’articolo che segue risiede in originale sul dominio del servizio pubblico inglese. Lo traduco e lo pubblico per un paio di motivi che considero buoni. Il primo è che parla di Cuba e delle donne cubane come chiunque conosca e ami Cuba parla, ovvero esattamente all’opposto di come ne parlano le orde di sficati che non escono da Varadero e dalla Habana vieja e credono di avere il diritto di comprare tutto (anche le persone) solo perché hanno nel portafoglio uno stipendio europeo. Il secondo motivo è che un articolo come quello di Ravsberg non sarebbe pubblicabile su nessun giornale italiano. I giornalisti italiani neanche pensano di poter esprimere opinioni eterodosse su Cuba (gc).

“Tutte le cubane sono puttane”, mi sputò con disprezzo un parrocchiano in un bar di Barcellona appena sentì che io vivo a Cuba. Tale generalizzazione mi è sembrata infame, anche se debbo riconoscere che è un pregiudizio molto diffuso.

Così si percepisce Cuba dagli hotel e dai centri turistici circondati di prostitute a caccia di maschi “di successo”, di quelli obbligati a fare un viaggio di 5.000 km per poter avere una relazione sessuale, che inoltre sono costretti a pagare.

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Abbiate paura: Musica NATO

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Era il 4 aprile del 1949 e  nacque la Nato: Primavera d’Intenti congiunti. I 60 anni degli orrori nati da questa Santa Alleanza saranno rinfrescati con una cerimonia a Strasburgo che  si potrà seguire con una diretta da Rainews24, a partire dalle 9, appena fatta la colazione domenicale. L’Italia è rappresentata al meglio con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini. Ma si, Buone domeniche alle Famiglie,  alle casalinghe perbene, le  citate da Pierferdinando Casini e dall’imprenditore Diego  Della Valle, Musicanti dell’Andante Moderato italiano che potete ascoltare e vedere in una puntata di Anno Zero intitolata “Lacrime e rabbia”.

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Cacchine neofasciste

Talvolta capita che alcune notiziole, che pure avrebbero meritato un po’ di spazio qui, vadano perse . Solo oggi, ad esempio, leggo dell’accoglienza riservata alla convention elettorale di CasaPound a Bologna a base di cacche varie. Ahimè, mi son detta, speriamo che nessun* sospetti che l’immagine qui di fianco, usata in Marginalia qualche tempo fa per illustrare un articoletto su CasaPound, fosse un’oscura allusione atta ad istigare il passaggio ai fatti. Qualcun* (forse) penserà che sono un tantino paranoica, invece vi assicuro che (purtroppo) non sono preoccupazioni peregrine. In un’epoca in cui la libertà d’espressione è invocata a gran voce per giustificare le peggiori nefandezze (dalle camere a gas "dettaglio della storia" alla riabilitazione della Repubblica di Salò), può capitare, ad esempio, solo per aver tirato fuori qualche scheletro dall’armadio de Il Resto del Carlino, di subire pesanti forme di mobbing inventivo … Vista l’aria che tira e il poco tempo che (ancora forse) resta prima che ci mettano il bavaglio a tutt*, passo velocemente (di cacca in cacca) al convegno promosso da Forza Nuova a Milano per il prossimo 5 aprile. Dovrebbero colà intervenire tra i maggiori rappresentanti dei partiti neofascisti europei aderenti al progetto Fronte Nazionale europeo, da Bruno Gollnisch del Front National a Simon Darby del British National Party per arrivare a Stratos Karanikolau del greco-cipriota Proti Grammi (Linea di Fronte). Senza dimenticare Roberto Fiore, ovviamente.

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Vaticano. Nascere senza peccato originale

trotuladi Rosa Ana De Santis

Il giornale del Santo Padre ci ha abituati ai divieti categorici sulle nuove pratiche mediche che rendono possibile nuovi approcci alla vita e nuove possibilità di scelta. Il peso cieco dei no grava sulla nascita. no allo screening degli embrioni nelle pratiche di fecondazione assistita, no alla ricerca sulle staminali embrionali, solo per citare gli esempi più recenti che hanno acceso il dibattito su quell’ibrido e infelice esperimento rappresentato dalla legge 40. Altrettanto accade per la morte. No alla possibilità di scegliere di non vegetare senza coscienza. No a un vero testamento biologico. L’eutanasia, nemmeno a pensarci, è materia preziosa per un’esemplare condanna. In preda a una smania da conversione, la legge divina vale per tutti ovviamente e non solo per i seguaci della fede cattolica.. Ma tutto questo non ci scuote né ci sorprende. E’ la dottrina di una fede ben precisa, fondata su dogmi umani d’ispirazione divina – così dicono- che nel corso della storia hanno assunto l’imperturbabilità di un brevetto di origine controllata: Roma e il Vaticano.

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8 marzo 2009: abortite la Chiesa e chi ci stupra

Bimba di 9 anni stuprata abortisce l'arcivescovo scomunica i medici

Guardatela bene la faccia di bronzo di questo stupratore della buona fede: è l’arcivescovo di Recife, Josè Cardoso Sobrinho.

Giunge al 6 marzo dalle agenzie di stampa la notizia della sentenza inappellabile della Chiesa cattolica brasiliana contro i medici che hanno fatto abortire una bimba di nove anni, stuprata dal patrigno e incinta di due gemelli. I sanitari sono stati scomunicati. L’aborto, ha specificato Josè  Cardoso Sobrinho, arcivescovo di Olinda e Recife, è  un crimine agli occhi della Chiesa e la legge degli uomini non può  sovrastare quella di Dio. Il patrigno ha ammesso che abusava della bambina da quando aveva 6 anni; alla piccola, ricoverata presso un ospedale di Recife, sono stati somministrati farmaci abortivi mercoledì  pomeriggio. La notizia la leggo con questo titolo “Scomunica per i medici che fanno abortire bimba violentata. Ed è polemica in Brasile“.

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Corpi di Stato, update

E’ in discussione la legge sul testamento biologico (un breve accenno lo avevamo fatto qui). In sintesi: decide che l’alimentazione e l’idratazione sono sempre obbligatorie anche se in modalità chimica, vale a dire attraverso l’uso di prodotti farmaceutici. Fino ad ora alimentazione e idratazione artificiale sono considerati terapie a tutti gli effetti e in quanto tali possono essere rifiutati. L’accanimento terapeutico è infatti vietato dalla nostra costituzione.

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Wikipedia in mano a fascisti e maschilisti?

Già qualche giorno fa accennavamo che cercare una risorsa su wikipedia (italia) a proposito di organizzazioni neofasciste è diventato un po’ complicato. Ci sono pagine infarcite di link a forza nuova e ad altre organizzazioni simili. Pagine “informative” che finiscono casualmente per accreditare e illustrare un mondo di celtiche e svastiche, simboli e ideali che conosciamo bene.

I fascisti prendono tutto, con loro non si scherza. Volevano prendersi anche il web, ce l’hanno detto più volte. L’hanno scritto. Lo fanno da tanto tempo. Sin dalla prima Indymedia, con l’open publish che veniva sporcato continuamente con contenuti da fasci in missione virtuale. Hanno sempre aggirato, raggirato e sfruttato le modalità libertarie che stavano dietro l’open publish, i progetti in wiki di scrittura collettiva. Sono terroristi del web, che non rispettano alcuna netiquette. Ce l’hanno sempre detto. Sapevamo che non si trattava di uno scherzo. Perciò abbiamo sempre parlato di partigianeria digitale.

Molti fascisti, appartenenti a organizzazioni di destra, ex candidati nella lista “Aborto no grazie” dei fanatici pro-life, sono anche titolari di siti antifemministi. Ne abbiamo parlato e riparlato dicendo chi sono e cosa fanno.

Ebbene: alcuni di loro si sono creati una pagina ad hoc su Wikipedia alla voce antifemminismo (raggiungibile dalla pagina dedicata al “femminismo”). Piena di voci non confermate, di affermazioni offensive e di link che com’e’ ovvio portano dritti ai loro siti (quali sono e chi li gestisce potete vederlo qui e soprattutto qui).

Che wikipedia racconti dei movimenti antifemministi (ne esistono degni di nota? filosoficamente parlando. sono storicamente indicizzabili?) può anche essere corretto ma che ne racconti senza riferimenti storici di nessun genere, legittimando, accreditando o eleggendo a “movimento antifemminista” l’insieme di siti riconducibili a tre/quattro persone in tutto, i cui contenuti potete giudicare da voi, e offrendo esclusivamente una pagina pubblicitaria (più d’una vedo, dato che le voci create per riferimenti e terminologie sono parecchie) a siti che offendono l’intelligenza a partire dai titoli mi pare veramente una enorme sciocchezza.

Non so chi gestisce wikipedia italia in questo momento, sono certa della buona fede delle persone che provano a starci dietro ma se alla pagina “femminismo” non stanno i link di tanti siti femministi esistenti in italia, ne’ vengono presi a riferimento storico per raccontare un movimento vero, che c’e’ stato e esiste e non si riduce a 10 persone seguite da altrettanti fanatici, allora non si capisce come possa esistere una pagina interamente dedicata a persone che mettono in dubbio la violenza maschile, lo stupro (si afferma che le donne hanno atteggiamenti ambigui) e ammantano di descrizioni teoretiche una misoginia profonda che fa proselitismo dichiarando guerra alle donne e rilanciando l’odio nei nostri confronti.

Una “enciclopedia”, per quanto libera, che è riferimento di tante persone, non può e non deve riportare pagine che giustificano in nessun modo lo stupro. Spero si capisca la gravità della situazione e anche il perchè siamo costrette a parlarne in pubblico, per informare il più possibile, nonostante non ci piace dare addosso ad un progetto che per la sua filosofia di partenza approviamo. Wikipedia è fatto dai liberi contributi dei lettori. Evidentemente è stato preso d’assalto. Bene chiarire per chi legge che i contenuti di wikipedia non sono oro colato e vanno presi con le pinze, sempre, perchè non è detto che siano veritieri o che rispondano ad un reale intento di descrizione di fenomeni storici degni di nota. Bene chiarire che i gruppi neofascisti, per esempio, non dovrebbero essere linkati ed eventualmente dovrebbero essere descritti alla voce neofascismo senza dargli alcuna caratterizzazione “positiva”. Lo stesso vale per questi gruppetti di maschilisti antifemministi che giustificano lo stupro e non fanno altro che cianciare di prove di mascolinità da ritrovare (il mito del maschio perduto!).

Wikipedia: lo so che è un contenitore aperto ai contributi di tutt*. Che c’e’ una policy e che c’e’ un gruppo che orientativamente controlla quello che è stato inserito, però mi pare abbastanza in condizioni di abbandono da un po’ o non capisco più chi siano le persone che danno garanzia del rispetto della policy. Per quello che mi riguarda in queste condizioni ha chiuso o chiuderà abbastanza presto. Io per prima non accredito una fonte che legittima questa gente. Spiegateci che succede. Bisogno di aiuto?

—>>> Clikkate sulle foto per leggere meglio i particolari evidenziati!

da femminismo a sud

Dalla Cabina di Regia allo Struscio in Camera Caritatis?

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La Camera Caritatis è una locuzione latina dal significato letterale di nella stanza dell’amore e con significato traslato di in un posto dove nessuno ci possa sentire… Iniziavo così iera sera a scrivere e non modifico niente: mi auguro solo che Eluana Englaro abbia avvertito amore in quella stanza della Quiete e non abbia sentito nulla del clamore intorno al suo corpo se non il respiro di chi le ha dato la vita.

C’è un disegno di legge (sulla vicenda Englaro) partito dalla Cabina di Regia a cui si alternano Creativi di tutti colori e che sarà votato mercoledì intorno alle 14-14:30, dopo i pasti, e sarà segreto perchè si tratta di “materia” in ambito sanitario, spiegano, il regolamento lo prevede: tempi strettissimi e contingenti…alla Camera.

Nel passato, compreso il recente, molte volte i Registi si sono messi d’accordo sulla segretezza, ora al Senato ora alla Camera, del loro voto. Scambi d’amore nel luogo dove nessuno possa sentirli: torna l’urna.

Si deciderà quindi per voto se nell’urna ci si può andare subito o se è meglio rimandare, riattaccando fili e sondini: un atto d’amore dovuto per la Vita, sostiene una parte. L’altra, dibattendo, si presta al gioco di forza.

Scattano i sondaggi, il gradimento del pubblico e nel giorno di San Valentino , il 14 febbraio, partiranno da piazze diverse anche i difensori della democrazia legalitaria e del pensiero laico.

Cade di sabato, quello dello Struscio in molti paesi, e gli appuntamenti sono:

“Il 14 febbraio saremo in piazza per opporci alle ingerenze del Vaticano e per riaffermare le libertà politiche e democratiche come bene comune indispensabile. Appuntamento alle ore 14.00 a piazza della Repubblica . No Vat: Il 14 febbraio 2009 saremo di nuovo a Roma con la manifestazione No Vat, per controcelebrare ottant’anni di Concordati tra stato e chiesa e per dire “Sì” ad autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione,cittadinanza.

“ORA BASTA!” 14 Febbraio Piazza Navona Roma:MANIFESTAZIONE CONTRO LA DITTATURA OSCURANTISTA. Per dire sì alla vita e no alla tortura, per dire sì alla Costituzione e no al progetto di dittatura oscurantista, per dire sì al Presidente che sostiene la Costituzione contro chi la viola, la svilisce, la insulta, chiediamo a tutti i democratici di auto-organizzarsi per una grande e pacifica manifestazione, senza bandiere di partito, solo con la passione e l’impegno civile di liberi cittadini, a Roma, a piazza Navona, sabato 14 febbraio alle ore 15.

Io mi ricordo che il 14 febbraio del 2008 ci vedemmo alle ore 17 per un sit-in davanti al Ministero della Salute Lungotevere Ripa 1 Roma. Eravamo un fiume di donne, di ogni età, come in questo video: una volta ancora contro “Lo Squadrone Bianco della Vita”.

Il Corriere scrisse: Aborto, donne in piazza. Tensione a Roma

Nella stesso giorno 14 febbraio 2008 dall’ Opus Dei: “una strada aperta a tutti. Il 14 febbraio 1930 San Josemaría comprese che Dio chiamava anche le donne di tutto il mondo a far parte dell’Opus Dei, per santificarsi nella vita ordinaria”. Ferrara nel tempio dell’ Opus Dei comparve sulla stampa in tutta la sua grandezza, con questa dichiarazione: ‘Le donne ora le difendo io’.

E allora lotto a partire da me per la Desistenza terapeutica come chiedevano Saturna Minuti e Beppino Englaro nella loro lettera alle Istituzioni e per la Decrescita: scriveva Lev TolstojTutti pensano di cambiare il mondo, nessuno di cambiare se stesso”.

Chiederei solo di non parlare di democrazia, in una piazza e nell’altra. Ho iniziato con una locuzione latina, concludo con una greca. Il termine democrazia deriva dal greco ????? (démos): popolo e ?????? (cràtos): potere, etimologicamente significa governo del popolo.

La Democrazia per ora ha trovato una parte del popolo che lo governa ed esercita il potere. La totalità dello stesso non sarà mai manovrabile da una Cabina di Regia operativa a turni alternati. Pertanto non ringrazio di essere invitata alla Rappresentazione come insostituibile presenza di corpo di donna da difendere, in nome della vita e della morte.

“Se ci si sente mendicanti, ci si comporta da mendicanti. Per recuperare il nostro futuro la prima cosa da fare è decolonizzare i nostri spiriti”. (Aminata Traorè su RE-Sisters Donne e resistenza contemporanea)

Doriana Goracci

http://www.inventati.org/re-sister/dvd.jpg

Sicur@ che basti?

La Repubblica dice:

Ok a norma contro apologia mafia sul web. Il Senato ha approvato nel ddl sicurezza l’emendamento proposto dal capogruppo Udc Gianpiero D’Alia, riformulato e quindi accolto dal governo, che vieta l’apologia o l’incitamento via Internet o telematica in genere dell’attività della criminalità organizzata, delle associazioni eversive, nonché di incitamento alla violenza sessuale, all’odio etnico, razziale e religioso. Fenomeni come quelli dei gruppi pro-Riina apparsi su Facebook, quindi, non saranno più ammessi. … Leggi tutto

Tutto ma proprio tutto quello che dovete sapere


la foto


Il titolo non me lo sono inventato: canterà l’Italia Marco Masini al Festival più amato dagli italiani, Sanremo, presentato da Paolo Bonolis, che divorzia da Mediaset e approda alla Rai, lavorando a progetto. Avremo il televoto, le anteprime delle anteprime, una giuria demoscopica, iniziative di solidarietà, l’adozione di un angelo…Diciamolo: grazie dei fior!

Ci segnalano di Tutto, come le condizioni  momento per momento di Eluana Englaro e il decreto ad hoc su di lei, tra approvazioni, sdegni e risvegli psicofisici.

Passeggiando tra le ultime notizie, trovo:

Il cadavere di una ragazza di 23 anni, tunisina ma residente ad Osimo,  semi carbonizzato, all’interno di un capannone
abbandonato vicino alla chiesa della Sacra Famiglia.

Sei  manifestanti che si trovavano nel gruppo di operai della Fiat Avio di Pomigliano d’Arco che avevano  occupato la carreggiata dell’autostrada A1 all’imbocco della Nola-Villa Literno,  sono stati portati presso il Commissariato di Polizia di Acerra, identificati  e denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.

Alberto Stasi, ossessionato dal sesso aveva sul suo pc 32mila foto porno e tre filmini hard con Chiara.

Trenta avvisi di garanzia, tra i quali cinque inviti a comparire, ai vertici e al personale medico dell’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano, nell’ambito dell’inchiesta dei pm Sandro Raimondi e Letizia Mannella su presunti rimborsi gonfiati.Gli avvisi sono stati notificati  a medici e personale amministrativo dell’ospedale Galeazzi di Milano accusati, a vario titolo, di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale e falso.Tra gli indagati per truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, c’e’ anche Giuseppe Rotelli, proprietario dell’istituto.Le Fiamme Gialle hanno effettuato un sequestro preventivo di 2 milioni di euro.

Palermo- Quattro immigrati clandestini hanno tentato il suicidio nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa, in provincia di Agrigento. Due hanno cercato di impiccarsi, mentre altri due di tagliarsi le vene. Tutti e quattro sono di origini tunisine. Alla base della clamorosa forma di protesta la paura per il rimpatrio. Nei giorni scorsi oltre cento migranti sono stati trasferti in aereo a Roma in vista del rimpatrio.

Con 154 ’sì’, 135 ‘no’ ed un astenuto l’aula del Senato ha approvato l’art. 39 del ddl sicurezza che dà la possibilità ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie pubbliche. La norma inoltre prevede il carcere fino a 4 anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione e fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.

Torno  sullo  S-partito Italiano, augurandomi di non essere incorsa nel crimine di apologia o incitamento a delinquere via internet e vado al   ‘Controfestival’, “con folla  allegra, festante, un po’ trasgressiva. E’ quella che è accorsa all’inaugurazione del Quaranta 40, un locale raffinato e decò (spettacolare il lampadario all’ingresso), dove ha avuto luogo un vero e proprio con tanto di fiori in stile sanremese ad adornare il palcoscenico. L’evento – che ha avuto come partner anche Affaritaliani.it – è stato organizzato per attirare l’attenzione sui diritti umani, e – nella fattispecie – su quelli degli omosessuali, che si sono sentiti offesi dall’ultimo brano di Povia, la canzone “Luca era gay”. Il cantautore parteciperà infatti a Sanremo con un testo nel quale si identifica l’omosessualità come una malattia, e nel quale un ragazzo “guarisce” e torna eterosessuale. Esponenti dell’Arcigay, dunque, oltre a tanti artisti e musicisti, si sono riuniti nella cornice nuova di zecca del ‘Quaranta 40? per una kermesse musicale alternativa, all’insegna del divertimento, della libertà di scelta e anche dell’ironia”. E allora si va contro con un  Video : vogliamo la testa di Povia!

Tutto ma proprio tutto quello che dovete sapere ce lo dicono, sta a noi sceglierci la serata di approfondimento che ci aggrada e darci alle Cariche di Alleggerimento (*) sugli Affari che più amiamo o ci offendono, seguendo con benevola noia, come da tradizione, il Festival.

Buon ascolto( Ricetta di donna) sulla Tv della Libertà: il sito è in manutenzione.
Doriana Goracci

(*) Alcune  recenti e passate Cariche di alleggerimento :

Roma 2 settembre 2008: Attacco alla stazione di Napoli,  conquista del treno, prigionieri  il capotreno ed i 200 viaggiatori dell’Intercity … carica di alleggerimento sui guerrieri tifosi del Napoli.

Roma, 29 ott 2008 – Nuove tensioni in piazza Navona tra poliziotti e studenti. Sul lato di via della Cuccagna c’è stata, infatti, una carica di alleggerimento della polizia nei confronti di alcuni studenti universitari che cercavano di entrare sulla piazza.

Padova: 17 Marzo 2008 Momenti di forte tensione e anche due leggere cariche di alleggerimento dei carabinieri, ieri sera davanti al Comune di Padova, dove un gruppo di circa 200 femministe contesta l’arrivo in citta’ di Giuliano Ferrara per presentare il programma della lista ‘Aborto? No Grazie’.

Chiaiano 27 settembre 2008: Ancora tensioni a Chiaiano con cariche di alleggerimento, il quartiere di Napoli dove si sta allestendo una discarica da 700mila tonnellate in una ex cava

Benvento 11.10.07: De Magistris-Mastella, Centro Sociale contesta Forza Nuova, la polizia carica: due feriti

Bergamo 4 novembre 2006: breve carica della polizia contro un centinaio di anarchici che manifestavano contro la sfilata delle forze armate in piazza Vittorio Veneto.

Gradisca 27 febbraio 2005: Carica delle forze dell’ordine a Gradisca dopo che i manifestanti avevano steso un filo spinato contro il Cpt.


<!–[if gte mso 9]&gt; Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 &lt;![endif]–><!–[if gte mso 9]&gt; &lt;![endif]–> Genova: 21 luglio 2001 Oggetto: Relazione di servizio inerente ai fatti accaduti in data 20 luglio 2001 in Genova.

http://baruda.files.wordpress.com/2008/05/cortei_liberta1.jpgl’immagine è tratta da Baruda

Gaza. Dei vivi che passano

di Vincenza Perilli

Mona Hatoum

(L’immagine è un’opera di Mona Hatoum, artista palestinese nata a Beirut. Lo scoppio della guerra civile in Libano le impedirà di ritornare nel paese d’origine, costringendola all’esilio).

Sono passate settimane dall’inizio dei bombardamenti su Gaza, settimane durante le quali l’attivismo contro la guerra e per il cessate il fuoco non ha avuto tregua, tra appelli, presidi, petizioni per il boicottaggio dei prodotti made in Israel e per la sospensione degli accordi commerciali con Israele, manifestazioni grandi e piccole in tutto il mondo, da Roma ad Atene, da Parigi a Tel Aviv. … Leggi tutto

Meritocrazia, Brunetta e lotta di classe

In una tazzina dell’Espresso(nella “propaganda padronale”, non inganni l’articolo, di emiliano Fittipaldi e Marco Lillo. Anche al link), uno dei più neri caffè che la borghesia convinta d’essere di sinistra si sorbisce una volta alla settimana, e che finché avremo la rogna del capitalismo dovremo purtroppo grattarci, scopriamo che l’ultimo nano malefico venuto fuori dalla greppia parlamentare, quand’era a Strasburgo sulle spalle anche dei lavoratori europei e non solo di quelli italiani – tanto è leggero – si presentava in aula una volta su due. Allora, al Parlamento Europeo, non c’erano evidentemente i tornelli. E anche ci fossero stati, a nulla sarebbero valsi con uno che ci passa sotto! … Leggi tutto

Vietato interrompere l’Alimentazione Eucaristica: l’Adorazione perpetua continua

Beppino Englaro era entrato nel silenzio. Sono trascorse poche decine di giorni da quando aveva detto: “Ringrazio tutti i media dell’aiuto e del sostegno che mi hanno offerto in tutti questi anni ma ritengo che non mi resta altra scelta di quella di non parlare più, altrimenti non uscirò mai da questo vortice, io non posso impedire agli altri di parlare e di dire quello che vogliono ma io devo conservare le poche forze che mi rimangono per portare a termine quello che devo fare. So che le proveranno ancora tutte per ostacolarmi, è un gioco senza fine , io adesso andrò avanti in silenzio per la mia strada”. … Leggi tutto

Osservatori Permanenti Globali: Music for Paradise

Giuseppe Scalarini La piovra vaticana 1923 … Leggi tutto

Judith Butler sulle elezioni negli USA: “Ma non è una redenzione”

Pochissimi di noi sono immuni dall’euforia di questo momento. I miei amici della sinistra mi scrivono che provano qualcosa che si avvicina alla «redenzione», oppure che «il paese ci è stato restituito» o che «finalmente abbiamo uno di noi alla Casa bianca». Naturalmente, come loro, anch’io mi scopro travolta dall’incredulità e dall’eccitazione, perché il pensiero che il regime di Gorge W. Bush sia finito è un enorme sollievo. L’idea di Obama, un candidato nero riflessivo e progressista, muta il quadro storico e sposta il terreno politico. Proviamo però a ragionare attentamente su questo terreno mutato, anche se adesso non possiamo conoscerne appieno i contorni.

L’elezione di Barack Obama è storicamente significativa sotto vari aspetti ancora da valutare, ma non è – e non può essere – una redenzione: sottoscrivendo i modi enfatici di identificazione proposti da lui («siamo tutti uniti») o da noi stessi («Obama è uno di noi»), rischiamo di convincerci che questo momento politico possa superare quegli antagonismi che della vita politica sono costitutivi.
Ci sono sempre state delle buone ragioni per non abbracciare l’ideale dell’«unità nazionale», e per sospettare di un’identificazione assoluta e totale con qualsivoglia leader politico. Dopo tutto, il fascismo faceva in parte affidamento proprio su questa identificazione totale con il leader, e i Repubblicani si sforzano anch’essi di organizzare l’affetto politico quando, ad esempio, Elizabeth Dole si rivolge al suo pubblico dicendo: «io amo ciascuno di voi». Diventa ancora più importante riflettere sulla politica dell’identificazione entusiastica, se consideriamo che il sostegno tributato a Obama ha coinciso con il sostegno tributato a cause conservatrici. In un certo qual modo, ciò spiega il suo successo «trasversale». In California, Obama ha vinto con il 60% dei voti, eppure una porzione significativa di coloro che hanno votato per lui ha votato anche contro la legalizzazione del matrimonio gay (52%). Come interpretiamo questa apparente discrepanza? In primo luogo, ricordiamoci che Obama non ha sostenuto esplicitamente i diritti relativi al matrimonio gay. Inoltre, come ha osservato Wendy Brown, i Repubblicani si sono accorti che l’elettorato non è galvanizzato dalle questioni «morali» come nelle elezioni precedenti; le ragioni per cui gli elettori ha votato per Obama sembrano essere di natura prevalentemente economica, e il loro ragionamento appare più strutturato dalla razionalità neoliberista che da preoccupazioni di ordine religioso. Questo è chiaramente uno dei motivi per cui il ruolo assegnato a Palin – galvanizzare la maggioranza dell’elettorato sulle questioni morali – si è rivelato un fallimento. Ma se le questioni «morali» come il controllo delle armi, il diritto all’aborto e i diritti dei gay non sono state tanto determinanti come lo erano state in passato, forse ciò accade perché esse prosperano in un compartimento separato della mente politica. In altre parole, siamo di fronte a un nuovo configurarsi del credo politico che rende possibile avere opinioni contrastanti nello stesso tempo. Questo ha assunto una chiara rilevanza nell’emergere del contro-effetto Bradley, quando gli elettori hanno potuto ammettere – ed hanno ammesso – esplicitamente il proprio razzismo, ma hanno dichiarato che avrebbero votato ugualmente per Obama. Aneddoti raccolti sul campo comprendono affermazioni come la seguente: «So che Obama è un musulmano e un terrorista, ma lo voto ugualmente; per l’economia è meglio lui».
Questi elettori si sono tenuti il loro razzismo e hanno votato per Obama, albergando le loro convinzioni scisse senza doverle risolvere. D’altro canto, non possiamo sottovalutare, in queste elezioni, la forza della dis-identificazione: un senso di repulsione all’idea che George W. abbia «rappresentato» gli Stati Uniti davanti al resto del mondo, un senso di vergogna per le nostre pratiche di tortura e detenzione illegale, un senso di disgusto per il fatto che abbiamo scatenato la guerra con motivazioni false e abbiamo propagato idee razziste sull’Islam, un senso di allarme e di orrore perché gli eccessi della deregulation economica hanno portato a una crisi economica globale.
È nonostante la sua razza, o grazie ad essa, se Obama è infine emerso come il rappresentante preferito dalla nazione? Adempiendo a questa funzione rappresentativa, egli è allo stesso tempo nero e non nero (alcuni dicono «non abbastanza nero» e altri dicono «troppo nero»), e di conseguenza può piacere agli elettori che non solo non hanno modo di risolvere la loro ambivalenza su questa questione, ma non vogliono risolverla. La figura pubblica che consente alla popolazione di sostenere e mascherare la sua ambivalenza appare nondimeno come una figura di «unità»: questa è certamente una funzione ideologica. Tali momenti sono intensamente legati all’immaginario, ma non per questo sono privi di una loro forza politica.
Via via che le elezioni si avvicinavano, è cresciuta l’attenzione nei confronti della persona Obama: la sua sobrietà, la sua determinazione, la sua capacità di non perdere la calma, il suo modo di mantenere una certa posizione di equilibrio di fronte ad attacchi perniciosi e alla retorica politica di basso conio, la sua promessa di ricostruire una versione della nazione che vada oltre la sua attuale vergogna. Naturalmente la promessa è allettante, ma se l’abbraccio di Obama ci portasse al convincimento che possiamo superare ogni dissonanza, che l’unità è veramente possibile? Quante possibilità abbiamo di andare incontro a una certa inevitabile delusione, quando questo leader carismatico mostrerà la sua fallibilità, la sua disponibilità al compromesso e persino a tradire le minoranze? Dopo tutto, Obama è a malapena un uomo di sinistra, nonostante i richiami al «socialismo» indirizzatigli dai suoi avversari conservatori. In che misura le sue azioni saranno condizionate dalla politica di partito, dagli interessi economici, dal potere statale? In che misura sono già state oggetto di compromesso? Se cercheremo attraverso questa presidenza di superare il senso della dissonanza, allora avremo gettato a mare la politica critica in favore di un entusiasmo le cui dimensioni fantasmatiche si dimostreranno decisive. Forse non possiamo evitare questo momento fantasmatico, ma stiamo attenti a quanto esso sarà temporaneo. Se ci sono razzisti dichiarati che hanno detto: «so che è un musulmano e un terrorista, ma lo voto ugualmente», sicuramente ci sono anche persone nella sinistra che dicono: «so che ha svenduto i diritti dei gay e la Palestina, ma è comunque la nostra redenzione». So molto bene, e tuttavia: è questa la formulazione classica del disconoscimento. Attraverso quali mezzi sosteniamo e mascheriamo convincimenti contrastanti di questo genere? E a quale prezzo politico? Senza dubbio il successo di Obama avrà effetti significativi sul corso economico della nazione, e sembra ragionevole supporre che vedremo una nuova logica della regolazione economica che somiglia alle forme europee della social-democrazia; in politica estera, vedremo senza dubbio un rinnovamento delle relazioni multilaterali. E senza dubbio ci sarà anche un trend generalmente più liberal sulle questioni sociali. Ma non c’è molta ragione di sperare che formuli una politica giusta per gli Usa in Medio Oriente, anche se è certamente un sollievo il fatto che egli conosca Rashid Khalidi (il docente di storia araba della Columbia University, noto per le sue posizioni pro-Palestina, che Obama è stato accusato dai Repubblicani di frequentare, ndr). Il significato indiscutibile della sua elezione ha interamente a che fare con il superamento dei limiti implicitamente imposti ai traguardi degli afro-americani; allo stesso tempo, essa farà venire a precipitazione il cambiamento del modo in cui gli Stati Uniti si auto-definiscono. Se l’elezione di Obama segnala la volontà della maggioranza dei votanti di essere «rappresentati» da quest’uomo, allora il «chi noi siamo» si costituisce ex novo: siamo una nazione fatta di molte razze, di razze mescolate; Obama ci offre l’occasione di riconoscere chi siamo diventati e cosa dobbiamo ancora essere, e per questa via sembra essere superata una certa spaccatura tra funzione rappresentativa della presidenza e popolazione rappresentata. Questo è un momento entusiasmante, certo. Ma può durare? E deve? A quali conseguenze porterà l’aspettativa quasi messianica di cui quest’uomo è investito? Per avere successo la sua presidenza dovrà produrre qualche delusione, sopravvivere alla delusione: l’uomo diventerà umano, si dimostrerà meno potente di quanto potremmo desiderare, e la politica cesserà di essere una celebrazione senza ambivalenza e cautela; insomma, la politica si rivelerà, più che un’esperienza messianica, una sede di dibattito intenso, di critica pubblica, e di necessario antagonismo. L’elezione di Obama significa che il terreno del dibattito e della lotta è mutato, ed è un terreno migliore, senza dubbio. Ma non è la fine della lotta, e sarebbe molto sprovveduto da parte nostra vederla in quel modo, sia pure provvisoriamente. Senza dubbio saremo d’accordo o in disaccordo con le varie iniziative che prenderà o non prenderà. Ma se l’aspettativa iniziale è che Obama sia e sarà la «redenzione» stessa, allora lo puniremo senza pietà quando ci tradirà (oppure troveremo il modo di negare o sopprimere la nostra delusione per mantenere viva l’esperienza dell’unità e dell’amore non ambivalente).
Se vuole evitare una delusione drammatica, Obama deve agire rapidamente e bene. Forse l’unico modo che ha di impedire uno «schianto» – una delusione di gravi proporzioni che gli rivolterebbe contro la volontà politica – è assumere iniziative importanti entro i primi due mesi di presidenza. La prima dovrebbe essere chiudere Guantanamo e trovare il modo di trasferire i procedimenti dei detenuti in tribunali legittimi. La seconda, predisporre un piano per il ritiro delle truppe dall’Iraq e iniziare ad attuarlo. La terza, ritirare le sue dichiarazioni bellicose su una escalation della guerra in Afghanistan e cercare soluzioni diplomatiche multilaterali in quell’area. Se non compisse questi passi, il suo sostegno da parte della sinistra sarebbe destinato a deteriorarsi nettamente, e si riproporrebbe la spaccatura tra falchi liberal e sinistra contro la guerra. Se nominasse personaggi come Lawrence Summers in posti chiave del governo, o se continuasse le politiche economiche fallimentari di Clinton e Bush, allora, a un certo punto, il messia sarebbe rigettato come un falso profeta.
Piuttosto che di una promessa impossibile, abbiamo bisogno di una serie di azioni concrete che comincino a ribaltare le terribili abrogazioni della giustizia commesse dal regime di Bush; se ciò non avvenisse, la delusione sarebbe pesante e drammatica. La domanda è: quanta dis-illusione è necessaria per riacquistare una politica critica, e quale forma di delusione più drammatica ci ricaccerebbe nel grave cinismo politico degli ultimi anni? Una certa rinuncia all’illusione è necessaria per poter ricordare che la politica attiene non tanto alla persona, all’impossibile e alle belle promesse che Obama rappresenta, quanto piuttosto a quei cambiamenti concreti che potrebbero iniziare a produrre, nel corso del tempo e non senza difficoltà, condizioni dimaggiore giustizia.

(dal Manifesto del 9 novembre) Traduzione di Marina Impallomeni