Friday 25 May 2012, 03:45

Categoria: Storia

Renato Brunetta e il Censimento sui computer fantasma

Il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, prende carta e penna e scrive alla Pubblica Amministrazione per chiedere, con particolare calore, ai dirigenti di far compilare in ufficio i questionari del Censimento 2011 ai dipendenti pubblici. Lo fa con carta intestata della Presidenza del Consiglio (non ne ha di sua?) ma soprattutto non si capisce bene il motivo della lettera se non per supposizioni: … Leggi tutto

Le macerie del regime

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Il capo del governo invita un suo sodale alla latitanza. Un ministro si diverte a raccontare una barzelletta su uno stupro. Sono solo gli ultimi due di centomila flash di questi anni, dalla legge elettorale fatta in quanto “porcata” ai condoni tombali agli evasori al salto indietro di cent’anni nelle questioni di genere, allo sdoganamento del razzismo fatto passare come buon senso comune.

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Cavie umane per gli esperimenti del Ministero della Sanità degli Stati Uniti: almeno 83 morti in Guatemala

pruebas-guatemalaAlmeno 83 cittadini guatelmatechi sono morti tra il 1946 e il 1948 perché scienziati statunitensi, nell’ambito di ricerche finanziate dal Ministero della Sanità statunitense, deliberatamente iniettarono loro –senza che ne fossero a conoscenza- virus di malattie, soprattutto veneree, nell’ambito di esperimenti farmaceutici su persone considerate inferiori e perciò sacrificabili.

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Tremonti mette le mani sul 25 aprile. Ora e sempre Resistenza. Ora e sempre 25 aprile!

25 aprile sempreGiulio Tremonti a Ferragosto mette le mani sul 25 aprile (e sul primo maggio). Sono vent’anni che ci provano a far fuori la Festa della Liberazione, la Festa della Resistenza, la Festa dell’Antifascismo e della democrazia.

Festa di parte dissero, ma era la parte giusta, quella che con il sangue dei partigiani ha costruito la nostra democrazia. Poi ci chiesero di riconciliarci con i ragazzi di Salò, quei bravi ragazzi che combattevano per alti ideali come il fascismo, il razzismo, l’antisemitismo. Quindi ad Onna, dopo la tragedia abruzzese, Silvio Berlusconi, al massimo del suo delirio manipolatore, aveva provato perfino ad appropriarsene della nostra festa, lui piduista e (nella migliore delle ipotesi) ademocratico e men che meno antifascista.

Adesso, visto che il 25 aprile é irredimibile alle logiche post-democratiche, con la scusa della crisi, provano a spostarlo come un ferro vecchio, un vecchio soprammobile scomodo da mettere in un angolo remoto della casa per fare contento e fesso il vecchio zio che ce l’ha regalato.

Faccia quel che vuole Giulio Tremonti. Il suo potere ha i giorni contati e anche il dominio dell’economia sulla politica. Un po’ di fumo sui costi della politica non impedisce di vedere che bastonano sempre gli stessi. Che il sindacato non sottovaluti l’importanza del simbolo 25 aprile e batta un colpo e preannunci fin d’ora uno sciopero generale a settembre contro la manovra ma anche un grande sciopero generale per il 25 aprile 2012, un mercoledí, e per martedí primo maggio.

Ora e sempre Resistenza. 25 aprile sempre, anche nel 2012.

Caso Breivik-Borghezio. È tempo di difendere la democrazia

SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS (CHIAPAS, MESSICO) Tutto quello che ci è stato promesso dal "pensiero unico" dal 1989 in avanti è risultato essere sistematicamente falso. E ancora una volta nella Storia è l’ultradestra e non la sinistra a beneficiare del crollo di un modello economico e in prospettiva di un sistema stesso di società, quella democratica, costruita come destino progressivo dell’umanità nell’ultimo quarto di millennio.

Mi torna in mente la brillante definizione di Ignacio Ramonet mentre cavalco tra villaggi tzotziles in quello che non troppi anni fa fu territorio zapatista. Non posso levarmi dalla testa quello che è successo ad Utoya e l’addentellato italiano della solidarietà espressa dall’europarlamentare Mario Borghezio alle idee del terrorista. Scrivo questi appunti a penna su un quadernino in una breve pausa. Il cavallo che pascola placido a pochi metri da me, la natura rigogliosa della selva di questo frammento della Nostra America, non mi permettono di dimenticare i fatti norvegesi e le conseguenze per l’Europa e per l’Italia di un’estrema destra antisistema la pericolosità della quale è stata troppe volte e troppo a lungo sottovalutata.

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Bossi e i cannoni di Bava Beccaris

Umberto Bossi: “la destra storica durò per 15 anni, fino a quando Bava Beccaris fece sparare sulla folla a Milano”.

Complimenti, torni al prossimo appello.

Le azioni squadristiche di Renato Brunetta

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Per Renato Brunetta quella della ragazza precaria che ha chiesto di fargli una domanda (alla quale lui ha replicato andando via e insultando) è stata un’ “azione squadristica”.

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Ernesto Sabato, peccato per quei “due demoni”

È scomparso a 99 anni il grande scrittore argentino Ernesto Sabato. Al di là dei suoi contributi letterari imprescindibili, passa alla storia per essere stato alla testa della CONADEP, la “Commissione Nazionale sulla Sparizione di Persone”, al termine dell’ultima dittatura (1976-1983) che produsse il “Nunca Más” (mai più), il rapporto fondamentale (nella foto Sabato lo consegna a Raúl Alfonsín nel 1984) per iniziare a sapere davvero cosa fu il terrorismo di stato in Argentina e nel Cono Sud d’America e un contributo fondamentale per la crescita della coscienza dei diritti umani. … Leggi tutto

Karol Wojtyla: quello che i media evitano di ricordare

Questo articolo è stato pubblicato in originale sul settimanale Brecha di Montevideo

Il primo maggio, occupando in maniera per niente casuale una data tradizionale del mondo del lavoro e della sinistra laica, Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, sarà beatificato appena sei anni dopo la morte. Per la chiesa cattolica è uno scalino necessario verso la santità.

Anche se circa due milioni di fedeli starebbero viaggiando verso Roma in queste ore, l’opera di Wojtyla mantiene aspetti polemici, rigorosamente dimenticati in questi giorni per le sue omissioni nelle denunce dei casi di pedofilia, per la sua alleanza con le dittature latinoamericane e con prelature discusse come l’Opus Dei e i Legionari di Cristo o per la sua guerra senza quartiere contro la modernità, la chiesa di base e lo spirito del Concilio Vaticano II.

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Paola Magnarelli: il senso del 25 aprile

Con estrema partecipazione pubblico il testo -alto- dell’intervento di Paola Magnarelli (foto), prof. ordinario di Storia Contemporanea, nelle celebrazioni per il 25 aprile di ieri a Macerata (gc).

Cari concittadini, gentili autorità, il compito che mi è stato affidato è molto arduo e onorevole, e ne sento tutta la responsabilità. Sento anche che, considerando la natura della mia professione, chi mi ha invitata non desidera da me un comizio – e tuttavia certo nemmeno una lezione, ma forse una riflessione sulla necessità di conservarci all’altezza del nostro passato, che la Resistenza nelle sue varie forme ed esplicitazioni, il 25 aprile, la liberazione, il ritorno alla democrazia, l’approvazione della Costituzione del ’48, rappresenta così gloriosamente e direi limpidamente. … Leggi tutto

La resistenza continua

“La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c’è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline.” Pier Paolo Pasolini

Pdl, ecco i libri da mettere all’indice: «Comunisti»

Da L’Unità

Dopo i giudici, anche i libri di testo contro Silvio Berlusconi. Secondo 19 deputati del Pdl, capitanati da Gabriella Carlucci, i testi scolastici di storia, su cui studiano migliaia di ragazzi, nasconderebbero «tentativi subdoli di indottrinamento» per «plagiare» le giovani generazioni «a fini elettorali» dando «una visione ufficiale della storia e dell’attualità asservita a una parte politica», il centrosinistra, «contro la parte politica che ne è antagonista», ossia il centrodestra.

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Bengasi, nonostante l’ONU, è sola

Chi avrebbe la legittimità di bombardare Tripoli? Nicolas Sarkozy, cha appena poche settimane fa offriva truppe francesi al dittatore tunisino Ben Alì per soffocare (nel sangue) la protesta? Silvio “baciamo le mani” Berlusconi, che fino a ieri proclamava il massacratore di migranti Muammar Gheddafi “campione della libertà”? Non è l’unica domanda da porsi sui fatti libici ma non è una domanda pleonastica. L’Occidente continua ad autolegittimarsi come gendarme del mondo senza averne la dignità, né per il passato né per il presente. Quelle astensioni pesanti, Brasile, India, la stessa Germania, che è di gran lunga il paese occidentale più avanti nel pensare se stesso in un mondo multipolare, oltre a quelle di Cina e Russia, testimoniano il disagio persistente verso paesi che pretendono di essere arbitri in partite dove sono innanzitutto giocatori.

L’argomento principale di quanti difendono i bombardamenti che stanno per piovere su Tripoli è l’urgenza. L’urgenza di salvare vite umane. Chi può negarsi? Peccato che era urgente salvare vite umane anche 15 giorni fa ma chissà perché all’epoca le condizioni non erano date. Peccato che la cosa più ovvia da fare per salvare i militanti di una ribellione armata sconfitta sarebbe negoziarne l’uscita con un enorme ponte aereo e dare a tutti lo status di rifugiati politici (orrore!). Improvvisamente invece è urgente bombardare e son già tutti lì schierati nei tg i generaloni della lobby della guerra: ci riammanniscono per l’ennesima volta il piattino di bombardamenti chirurgici, missili intelligenti e di interventi umanitari col calunnioso corollario che i grilli parlanti che criticano l’intervento sarebbero amici di Gheddafi come ieri erano amici di Saddam Hussein o di Slobodan Milosevic o del Mullah Omar o Osama Bin Laden. … Leggi tutto

Lo strano caso del tricolore alle finestre

 

Passata la festa del 150° anniversario dell’Unità resta innanzitutto un memorabile Giorgio Napolitano (peraltro pessimamente accompagnato) a testimoniare valori repubblicani in un paese che tali valori non ha mai coltivato. C’è da chiedersi cosa sarebbe stato di noi se in questi vent’anni la politica (almeno questo!), non avesse scelto in sequenza tre dei suoi più dignitosi esponenti, il vecchio democristiano Oscar Luigi Scalfaro, il vecchio azionista Carlo Azeglio Ciampi e il vecchio comunista Giorgio Napolitano per dar sostanza di argine ad un Colle dove altrimenti si sarebbero accampate le lanzichenecche di Lele Mora.

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Libia: sul genocidio della lingua

Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ma anche per il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, per il sito del “Fatto Quotidiano” e per vari altri, in Libia sta avvenendo un “genocidio”. Chissà perché la lingua italiana non basta a Marcegaglia e altri per definire quanto accade nell’ex quarta sponda dell’Impero.

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