Thursday 09 February 2012, 23:19

Categoria: Diritti civili

In Brasile Dilma Rousseff punta a legalizzare l’aborto?

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Eleonora Menicucci de Oliveira, 67 anni, sociologa, pro-rettore dell’Università Federale di San Paolo, autrice di A Mulher, a Sexualidade E O Trabalho è la nuova ministra per le questioni di genere in Brasile. Militante comunista (nel POC, partito operaio comunista) e amica di Dilma dagli anni ‘60, i militari brasiliani nel 1971 la torturarono e torturarono in sua presenza la figlia Maria di un anno e 10 mesi. Da quella esperienza sostiene di aver maturato convinzioni femministe che tuttora la rafforzano nelle sue idee.

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A proposito della chiusura dell’Ospedale psichiatrico giudiziario: le buone intenzioni di una legge “pericolosa”

I fatti sono noti: negli ultimi due anni, anche a seguito di una condanna espressa dal Consiglio d’Europa, la Commissione d’inchiesta del Senato sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, presieduta da Ignazio Marino, ha condotto un’indagine sui 6 Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) a tuttora aperti nel nostro paese, in cui sono internate circa 1400 persone [2]. … Leggi tutto

Con i ragazzi di Piazza Tahrir, la piazza globale

Leggete Paola Caridi

Dalla Stazione #Leopolda il treno di Matteo Renzi parte a marcia indietro verso gli anni ‘90 (#occupypd)

RenziDicono che sia bravo e simpatico Matteo Renzi, e buchi il video con la parlata fiorentina, la faccia da ragazzo e la mela della Apple come status symbol ostentato, estenuante fino a divenire pacchiano. Da San Giovanni a Santo Steve Jobs come se davvero, come nella pubblicità, anche per l’Italia di oggi bastasse un’App per ogni cosa.

Ho ascoltato con l’attenzione che merita la riunione messa insieme da uno dei possibili candidati del centrosinistra per le primarie alla Stazione Leopolda di Firenze. Ho ascoltato una quantità di idee e ideine di buon senso comune, che potevano far parte di qualunque programma politico, da Larussa a Grillo ma avrei stretto la mano a Renzi quando ha scandito: “chi nasce in Italia è italiano”.

Alla fine, e cerco di spiegare perché, ne ho ricavato tre sensazioni guida. La prima è che gli intervenuti cancellino a pié pari l’ultimo decennio e tornino agli anni novanta, a Bill Clinton, alla New economy (l’oblio per Barack Obama è assordante) per poter cancellare (seconda sensazione) tutti i fallimenti certificati del modello economico, a partire dalla crisi, e poter riproporre lo stesso pensiero unico come se il muro di Berlino fosse caduto ieri e non ventidue anni fa. La terza è la triste impressione del fashion per il fashion e di un marketing politico che dall’essere mezzo diviene il fine stesso della politica.

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Silvio Berlusconi antimoderno e il maggiorascato

Si dimette, forse no, ma non si redime mai. Nel pieno della bufera, con Umberto Bossi che gli morde la caviglia sinistra e Nicolas Sarkozy che gli addenta la destra, lui, fischiettando, dissimulando, pensa sempre ai casi suoi.
E lo fa con la quarantesima Legge ad personam intrufolatasi, come spesso accade, nel decretame col quale da sempre prova a governare anche materie sulle quali alcuna urgenza giustifica decreti, per gestire questa volta i suoi problemi testamentari.Nonostante calcoli di campare 120 anni (che fretta c’è allora?) cambierebbe così la vita e perfino la morte, modificando con un tratto di penna una materia consolidata da due secoli di diritto testamentario e, come addenda della quale non si cura, cambierebbe anche i diritti di quei poveracci degli italiani che magari lasciano ai figli un appartamentino in periferia (magari ancora col mutuo da pagare) e un’ utilitaria usata.

Cerchiamo brevemente di capire una norma così antistorica, che risponde solo alle esigenze proprietarie del magnate lombardo, di quale cultura è figlia. … Leggi tutto

India: “mi chiamavo Indesiderata, ma ora ho un altro nome”

Nel distretto rurale di Satara, nello stato del Maharashtra in India, c’è una delle più basse concentrazioni di donne al mondo, con 884 bambine per ogni 1000 maschi. È il frutto più avvelenato della discriminazione di genere che se in Cina è stata favorita dalla politica del figlio unico che faceva preferire i maschi, in India è endemica al di là delle politiche pubbliche. … Leggi tutto

Il Partito democratico maschilista ha perso in Molise. Evviva!

quote-rosaAll’articolo 1 (principi di democrazia interna), comma 3, dello statuto del Partito Democratico si legge:

Il Partito Democratico si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia. Favorisce la parità fra i generi nelle candidature per le assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica.

Qualcuno può spiegare come è stato possibile conciliare tale nobile enunciazione col fatto inconfutabile che nella regione Molise nessuna donna è stata candidata, neanche come specchietto per le allodole?

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Jane Fonda: dopo 39 anni continua la persecuzione per il Vietnam

La scorsa settimana la televisione statunitense QVC ha cancellato un programma nel quale l’attrice Jane Fonda avrebbe dovuto presentare un suo libro.

Il motivo della cancellazione da parte dell’emittente è stata la reiterata protesta organizzata di spettatori riconducibili ai “Tea party”, i gruppi ultraconservatori vicini al partito repubblicano, a causa delle posizioni pacifiste dell’attrice, oggi 74enne, nel corso della guerra del Vietnam, quasi quattro decenni orsono.

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Ma a Cuba NON sono stati approvati i matrimoni omosessuali

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CITTA’ DEL MESSICO – Improvvisa euforia cubanista sui media internazionali. A Cuba si sarebbe svolto il primo matrimonio omosessuale o quasi. Non è così, semplicemente si sono sposati un anagraficamente ex-uomo, oggi a tutti gli effetti anagraficamente donna (il cambio di sesso è assistito e gratuito dallo Stato senza neanche pagare il ticket) e un anagraficamente uomo, incidentalmente gay.

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Caso Breivik-Borghezio. È tempo di difendere la democrazia

SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS (CHIAPAS, MESSICO) Tutto quello che ci è stato promesso dal "pensiero unico" dal 1989 in avanti è risultato essere sistematicamente falso. E ancora una volta nella Storia è l’ultradestra e non la sinistra a beneficiare del crollo di un modello economico e in prospettiva di un sistema stesso di società, quella democratica, costruita come destino progressivo dell’umanità nell’ultimo quarto di millennio.

Mi torna in mente la brillante definizione di Ignacio Ramonet mentre cavalco tra villaggi tzotziles in quello che non troppi anni fa fu territorio zapatista. Non posso levarmi dalla testa quello che è successo ad Utoya e l’addentellato italiano della solidarietà espressa dall’europarlamentare Mario Borghezio alle idee del terrorista. Scrivo questi appunti a penna su un quadernino in una breve pausa. Il cavallo che pascola placido a pochi metri da me, la natura rigogliosa della selva di questo frammento della Nostra America, non mi permettono di dimenticare i fatti norvegesi e le conseguenze per l’Europa e per l’Italia di un’estrema destra antisistema la pericolosità della quale è stata troppe volte e troppo a lungo sottovalutata.

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I costi della “giustizia infinita” di George Bush: 250.000 morti in dieci anni

Secondo una ricerca della Brown University, firmata dalle studiose Neta Crawford e Catherine Lutz, le campagne militari condotte dall’esercito degli Stati Uniti dal 2001 ad oggi sono costate la vita ad un numero compreso tra 224 e 258.000 vittime civili, 7.8 milioni di persone si sono dovute rifugiare altrove e, in termini economici, sono già costate finora l’incommensurabile somma di 3700 miliardi di dollari (2650 miliardi di Euro).
Quindi, per ogni morto degli attentati dell’11 settembre, oggi sappiamo che la “giustizia infinita” ha ucciso 75 civili in quelli che George W Bush definiva gli angoli oscuri del pianeta.

Palermo: “La vita delle persone omosessuali in America Latina”

Giovedì mattina sarò impegnato presso la Facoltà di lettere dell’Università di Palermo nel seminario: “La vita delle persone omosessuali in America Latina”

Karol Wojtyla: quello che i media evitano di ricordare

Questo articolo è stato pubblicato in originale sul settimanale Brecha di Montevideo

Il primo maggio, occupando in maniera per niente casuale una data tradizionale del mondo del lavoro e della sinistra laica, Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, sarà beatificato appena sei anni dopo la morte. Per la chiesa cattolica è uno scalino necessario verso la santità.

Anche se circa due milioni di fedeli starebbero viaggiando verso Roma in queste ore, l’opera di Wojtyla mantiene aspetti polemici, rigorosamente dimenticati in questi giorni per le sue omissioni nelle denunce dei casi di pedofilia, per la sua alleanza con le dittature latinoamericane e con prelature discusse come l’Opus Dei e i Legionari di Cristo o per la sua guerra senza quartiere contro la modernità, la chiesa di base e lo spirito del Concilio Vaticano II.

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I Vopos di Erich Honecker, i Vopos di Ben Alì, i Vopos di Roberto Maroni

Silvio Berlusconi appena ieri aveva promesso di tirare l’osso di cento milioni di Euro al nuovo governo tunisino in cambio del riprendere a reprimere, bastonare, incarcerare, torturare, se d’uopo ammazzare i migranti. Basta che non si vedano al TG.

In fondo era quel che aveva sempre fatto il Vopos Ben Alì in nome e per conto dell’Europa: violare i diritti umani, innanzitutto quello a migrare, per interposta persona.

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Tsunami umano

Sentir parlare, prima il ministro degli interni leghista, Roberto Maroni, colui che aveva come programma politico essere “cattivi” con i migranti, quindi il capo del governo Silvio Berlusconi, di “Tsunami umano” non può non causare tristezza.

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