Thursday 09 February 2012, 19:29

Categoria: Consumi

McDonald’s chiude tutti i suoi esercizi in Bolivia, nessuno vuole cibo spazzatura

mcdonalds-300x192La notizia non è recentissima ma vale la pena tornarci al momento dell’uscita del documentario “Por qué quebró McDonald´s en Bolivia” (Perché McDonald’s è fallito in Bolivia) che ne spiega i motivi e del quale è possibile vedere un trailer qui. McDonald’s ha abbandonato gli ultimi otto “ristoranti” a La Paz, Cochabamba e Santa Cruz e lasciato la Bolivia. Di fronte al completo fallimento dell’ultima multimilionaria campagna pubblicitaria che tentava di rilanciare l’immagine della nota catena di cibo spazzatura, e ai molteplici tentativi di bolivianizzare sapori e ambienti, la soluzione intrapresa della multinazionale è stata la rinuncia completa a quel mercato. 

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Trenitalia, i mezzi pubblici e il conto della serva

Leggo dei tagli a Trenitalia, delle proteste dei pendolari e della preferenza classista per l’Alta Velocità contro l’abbandono dei treni locali e della figura discussa dell’amministratore Mauro Moretti e faccio una riflessione che tocca il nodo di ogni dibattito su beni comuni e servizi pubblici: o si difende il fatto che devono essere disponibili e convenienti per tutti oppure non servono a nulla.

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L’ENEL mi offre LuceOK? E se non aderisco?

L’Enel ci offre il nuovo servizio LuceOK! Evviva! Al modico prezzo di 5.99 Euro al mese ci garantiscono in caso di guasto “organizzazione dell’intervento entro due ore”, numero di emergenza 24ore, intervento di tecnici specializzati, eccetera… Fatemi capire, prima di LuceOK, o per chi non vuole LuceOK, ti lasciano senza luce? Non ti rispondono? Mandano tizi che infilano le dita nelle prese e restano fulminati?

Lo squallore del palazzo e noi, il 99%, lì fuori indignati a riprenderci il futuro

15_ottobre

Forse pochi al mondo come gli italiani hanno la sensazione plastica dell’incomunicabilità tra il palazzo e il paese reale, quello del 99% (foss’anche 80% la sostanza non cambia) che non è più rappresentato dalle caste politiche, economiche e mediatiche che in questi trent’anni hanno costruito una narrazione nella quale l’aumentare smisurato dei loro privilegi era spacciato per democrazia e libertà.

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Cinque cose fuori dai denti su Steve Jobs e sulla Apple

I lutti non sono il momento adatto per le puntigliosità ma per la celebrazione del caro estinto. Tuttavia la morte di Jobs si è trasformata nell’ennesimo evento globale.
Così il segno encomiastico rischia di impedire una valutazione equanime, sul personaggio, sull’impresa a maggior capitalizzazione al mondo e su un’epopea dove non tutto luccica.

Siamo di fronte ad un’operazione di marketing funerario sulla quale è bene riflettere brevemente.

SUV

Della brutta piega che sta prendendo la vicenda Marchionne è stupefacente lo spellarsi di mani per l’ideona di costruire SUV a Mirafiori. Fefè Bonanni fa le capriole per la gioia, ma anche i vari Fassino, Cota eccetera sono felici come pasque in una strana alleanza dove, dalla Fiom al Pdl, l’importante è produrre, produrre, produrre qualcosa pur che sia, senza pensare mai al modello di sviluppo con il quale vogliamo uscire da una crisi che questo stesso modello ha causato. … Leggi tutto

Un battito d’ali a New York, un uragano nella Repubblica dominicana

CIUDAD JUAREZ – Stamane (-8 rispetto all’Italia) ascolto le notizie che mi raccontano di un tornado grande come l’Europa (‘sagerati) che si abbatte sugli Stati Uniti. Poi esco in strada e penso che -porca miseria- nonostante viva a un km in linea d’aria dal confine col Texas e tra il Sud e il Nord del mondo non ci è toccato neanche il bene di una fantozziana nuvoletta dell’impiegato. Azzurro fisso (meraviglioso peraltro) qui nel deserto e 38° all’ombra. … Leggi tutto

“Ferragosto senza rifiuti”, quando un titolo ti fa cominciare bene la giornata

Ferragostosenzarifiuti

CITTA’ DEL MESSICO – Quando un titolo di giornale ti fa cominciare bene la giornata anche da 10.000 km di distanza. Buon Ferragosto!

Londra-Santiago: per chi suona la campana?

CITTÀ DEL MESSICO – Chi sono i giovani di Londra, Manchester, Birmingham derubricati a criminali dal primo ministro David Cameron, quello della big society escludente? Che relazione c’è tra loro e quelli di Piazza Syntagma ad Atene, bollati come anarchici dal capo di governo Georgios Papandreu o quelli di Piazza Tahrir al Cairo, stigmatizzati come fondamentalisti islamici dalla stampa mainstream? E con gli “indignados” accampati alla Puerta del Sol spagnola? E con gli studenti cileni che da mesi tengono in scacco il più neoliberale dei governi, quello di Sebastián Piñera -che li cataloga come black block- con un programma chiaro come il sole: istruzione pubblica, gratuita e di qualità per tutti?

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La rivoluzione ambientale australiana: tassare gli inquinatori

E’ la notizia di apertura su tutti i grandi media internazionali ma in Italia sembra non importare a nessuno. Tra un anno esatto le 500 principali industrie australiane pagheranno una tassa di circa 18 Euro per ogni tonnellata di carbonio immessa nell’atmosfera. Per il primo ministro laburista Julia Gilliard è l’unica maniera di invertire la rotta rapidamente per uno dei peggiori produttori di gas serra e ancor oggi dipendente per l’80% dal carbone per la generazione di energia elettrica.

Nonostante questa legge avrà un effetto inflattivo intorno all’1% “è la cosa giusta che dobbiamo fare -ha dichiarato Gilliard- per difendere il nostro ambiente”. Produttori di acciaio e di energia godranno di parziali esenzioni: “ma come nazione abbiamo bisogno di fissare un prezzo che ci permetta di puntare sull’energia pulita e sono sicura di poter contare sull’appoggio degli australiani in merito”. In realtà, secondo i sondaggi, almeno il 60% dell’opinione pubblica, oltre all’opposizione politica conservatrice e il mondo industriale sono duramente contrari ad una misura che danneggerebbe la competitività economica del paese. L’Australia è il primo paese al mondo al di fuori dell’Unione Europea a prendere una decisione del genere.

I colpi di coda del Caimano

Prima, negando e poi con un insufficiente “decreto rifiuti”, Silvio Berlusconi, compiacendo la Lega, è passato alle vie di fatto nel realizzare la sua minaccia ai napoletani, “vi pentirete di aver votato De Magistris”.

Adesso si vendica anche nei confronti di quegli italiani che hanno votato contro il nucleare: taglio del 30% alle agevolazioni per le energie rinnovabili. Per un paese dipendente e senza un piano energetico è un dramma. Il tramonto del Caimano sarà tragico.

Napoli: “the day after” è oggi

Immagine anteprima YouTube

L’eversione leghista, la sempre più evidente sinergia tra PdL e camorra, complici nel boicottare il sindaco Luigi de Magistris e difendere piccoli e grandi rendite sporche sono solo una parte della realtà sotto i nostri occhi. Ve ne pentirete napoletani, aveva minacciato il satrapo lombardo. Sta già vendicandosi, Napoli come Cartagine, ma non è tutto. … Leggi tutto

Referendum: non sparate sul Renzi per quel ‘no’ sull’acqua

renziCi sono due motivi, uno tattico e uno strategico, per criticare ma non sparare sul sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha dichiarato sulla propria pagina Facebook che voterà tre ‘sì’ e un ‘no’ su uno dei due quesiti per l’acqua, scatenando un fiume di oltre 300 commenti, quasi tutti negativi, alcuni durissimi.

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Sui referendum, fuori dai denti

La breve campagna referendaria sta rivelandosi particolarmente triste. Soprattutto sul merito del nucleare il cittadino che volesse farsi un’opinione senza pregiudizi, che è poi l’essenza dell’istituto referendario, si scontra più che con argomenti con una sorta di teledolore che non merita. L’ottimo Mario Lusi ha impeccabilmente commentato la trasmissione di Anno Zero di giovedì sera. Questa, come spesso accade, è riuscita a sintetizzare l’interfaccia che la classe dirigente di destra e di sinistra offre ai cittadini, ovvero un popolo bue al quale ammannire umori e sensazioni (mai fatti o analisi) per spostare il branco dentro o fuori della stalla secondo la convenienza del momento.

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Olivetti vive e lotta insieme a noi!

Mi sono perfino commosso a scoprire che la gloriosa Olivetti, forse seconda alla sola FIAT nella storia dell’industria italiana, esiste ancora e addirittura compete per una fetta dell’ultramoderno  mercato dei Tablet PC con un prodotto che, secondo gli esperti, non sarebbe niente male né come caratteristiche (perfino Android) né come prezzo.

Forse è veramente troppo poco per dire che stia tornando l’informatica italiana ma è un piccolo segnale che qualcosa vada nella direzione giusta!