Friday 10 February 2012, 01:22

Categoria: Globalizzazione

Brasile: Dilma Rousseff va a Porto Alegre e se ne frega di Davos

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Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.

Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.

Il mondo che cambia: l’America latina e l’India adesso sono vicine

The Prime Minister, Dr. Manmohan Singh and the President of Brazil, Ms. Dilma Rousseff in a bilateral meeting, on the sidelines of BRICS Summit, at Sanya, Hainan, China on April 14, 2011. Tutto cambia velocemente. Fino ad un decennio fa la globalizzazione neoliberale sembrava un’estensione del colonialismo classico con le periferie destinate a continuare ad essere satelliti dei loro rispettivi soli. Come in questo sito stiamo raccontando da anni, spesso trattati come pazzi o estremisti, non è andata così e per l’America latina le relazioni monogamiche con gli Stati Uniti sono un ricordo del passato. Adesso tocca all’India che in poco più di un decennio calcola di moltiplicare per 25 l’intercambio.

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Dagli Stati Uniti al Messico: tornano i migranti

Nel solo 2011 circa 400.000 dei circa 14 milioni di immigrati messicani negli Stati Uniti hanno deciso di tornare a casa per le scarse o nessune opportunità di lavoro, per la durezza delle leggi sull’immigrazione o perché espulsi.

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McDonald’s chiude tutti i suoi esercizi in Bolivia, nessuno vuole cibo spazzatura

mcdonalds-300x192La notizia non è recentissima ma vale la pena tornarci al momento dell’uscita del documentario “Por qué quebró McDonald´s en Bolivia” (Perché McDonald’s è fallito in Bolivia) che ne spiega i motivi e del quale è possibile vedere un trailer qui. McDonald’s ha abbandonato gli ultimi otto “ristoranti” a La Paz, Cochabamba e Santa Cruz e lasciato la Bolivia. Di fronte al completo fallimento dell’ultima multimilionaria campagna pubblicitaria che tentava di rilanciare l’immagine della nota catena di cibo spazzatura, e ai molteplici tentativi di bolivianizzare sapori e ambienti, la soluzione intrapresa della multinazionale è stata la rinuncia completa a quel mercato. 

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L’Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento. Come liberarsi del Fondo Monetario Internazionale e vivere felici

cacerolazo2Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all’impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all’avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina.

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La democrazia di mercato non esiste

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In Grecia si indice un referendum e i mercati di tutta Europa crollano. Improvvisamente un primo novembre diventa chiaro a tutti quello che fino a ieri era chiaro solo ad alcuni: che la democrazia è incompatibile con il mercato, almeno quello nella forma neoliberale.

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Cercando di capire la violenza di Roma

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Dopo mesi di dibattito sul perché gli italiani non si indignassero, un gruppo sparuto, ma comunque di parecchie centinaia di persone, e non del tutto alieno a spezzoni del movimento, come alla maggioranza di noi piacerebbe che invece fosse stato, ha cancellato con una violenza insensata la bellezza e la creatività di centinaia di migliaia di pacifici partecipanti alla manifestazione di Roma. Il Viminale ci ha messo del suo per favorire e reprimere solo apparentemente una violenza che aiuta il governo ad uscire per un attimo dall’angolo e delegittima le ragioni di chi critica l’ordine vigente. Ma non tutto è così semplice.

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Lo squallore del palazzo e noi, il 99%, lì fuori indignati a riprenderci il futuro

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Forse pochi al mondo come gli italiani hanno la sensazione plastica dell’incomunicabilità tra il palazzo e il paese reale, quello del 99% (foss’anche 80% la sostanza non cambia) che non è più rappresentato dalle caste politiche, economiche e mediatiche che in questi trent’anni hanno costruito una narrazione nella quale l’aumentare smisurato dei loro privilegi era spacciato per democrazia e libertà.

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Catania – "L’America latina da alunna modello del FMI a frammento di mondo multipolare"

americaMartedì 11 Ottobre, ore 16.30 – ex Monastero dei Benedettini – Facoltà di Lettere – Aula 1
GENNARO CAROTENUTO – Università di Macerata – "L’America latina da alunna modello del FMI a frammento di mondo multipolare" – introduce Attilio Scuderi (Università di Catania)

 

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Cinque cose fuori dai denti su Steve Jobs e sulla Apple

I lutti non sono il momento adatto per le puntigliosità ma per la celebrazione del caro estinto. Tuttavia la morte di Jobs si è trasformata nell’ennesimo evento globale.
Così il segno encomiastico rischia di impedire una valutazione equanime, sul personaggio, sull’impresa a maggior capitalizzazione al mondo e su un’epopea dove non tutto luccica.

Siamo di fronte ad un’operazione di marketing funerario sulla quale è bene riflettere brevemente.

SUV

Della brutta piega che sta prendendo la vicenda Marchionne è stupefacente lo spellarsi di mani per l’ideona di costruire SUV a Mirafiori. Fefè Bonanni fa le capriole per la gioia, ma anche i vari Fassino, Cota eccetera sono felici come pasque in una strana alleanza dove, dalla Fiom al Pdl, l’importante è produrre, produrre, produrre qualcosa pur che sia, senza pensare mai al modello di sviluppo con il quale vogliamo uscire da una crisi che questo stesso modello ha causato. … Leggi tutto

Amanda Knox: da Lima a Taiwan occhi puntati su Perugia per il “femminicidio globale” di Meredith Kercher

La storia del femminicidio* di Perugia dove una ragazza statunitense dal bel viso, Amanda Knox, è accusata di aver ucciso la propria compagna di appartamento, l’inglese Meredith Kercher, è in prima pagina perfino sul quotidiano La República di Lima, nel remotissimo Perù, nel Taiwan News, nell’australiano Sidney Morning Herald, e in migliaia di altri media, dalla Turchia al Sud Africa, un’attenzione comunque oltre ogni logica per un caso di cronaca ambientato in una provincia italiana.

Non smettono di stupire le dinamiche dell’infotainement globale. Quanti femminicidi sono avvenuti negli ultimi quattro anni a Lima, in Perù, in America latina senza finire in prima pagina non dico per reciprocità su La Repubblica di Roma ma neanche su quella di Lima. Per quanti processi vengono organizzate perfino delle dirette Twitter delle udienze come quella che abbiamo notato nei giorni scorsi da parte di John Hooper, corrispondente a Roma per il Guardian e l’Economist? … Leggi tutto

A New York si chiamano #OccupyWallSt ma la stampa italiana li chiama #indignados

Se cercate in Twitter #indignados per sapere cosa è successo stanotte sul ponte di Brooklyn troverete una lunga  sequenza di citazioni, quasi tutte in italiano o spagnolo sia di media mainstream che partecipativi. Se invece cercate sul Google news statunitense, scoprirete che l’ultima volta che un media di quel paese ha usato la parola “indignados” è stato lo scorso 23 maggio parlando, che strano, di Spagna.   … Leggi tutto

Brasile: i paesi del BRICS si riuniscono per discutere come salvare l’Europa

bricIl ministro delle finanze brasiliano Guido Mantega ha annunciato che la prossima settimana si riuniranno a Brasilia i ministri economici di Brasile, Russia, India e Cina e Sud Africa per discutere come aiutare l’Unione Europea al collasso.

COMMENTO – La storia del mondo gira rapidamente e la perversione economica neoliberale adesso si ritorce contro l’Occidente che sarà chiamato a pagare il conto da quei paesi che aveva finto di aiutare con il FMI.

Nessuna illusione: oggi come allora, al nord come al sud a pagare saremo sempre gli stessi e i criminali finanziari (uno speculatore brasiliano non è meglio di uno francese) riusciranno ancora una volta a vampirizzare intere società. Tempi neri ci attendono.

Wikileaks: la vera storia della pubblicazione senza filtri degli archivi

La decisione di Wikileaks di rendere disponibile per intero e senza filtri il suo archivio di 250.000 documenti diplomatici statunitensi, rappresenta una delle più grandi sconfitte nella storia del giornalismo. Julian Assange e il suo gruppo aveva infatti per mesi creduto che la stampa, i più grandi giornali del mondo nella fattispecie, dal New York Times al Guardian a El País avrebbe rispettato i patti e agito come grande fattore di democratizzazione dell’informazione. Non è andata così.

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