
Di fronte alla follia dell’aggressione britannica, che manda navi da guerra nell’Atlantico sud, soffiando sul fuoco, si diffonde dal Venezuela al Brasile la solidarietà all’Argentina che esige il ripristino della sua sovranità sulle isole Malvinas. Il blocco per tutte le navi battenti la bandiera fantoccio delle Falkland in tutti i porti latinoamericani è strettamente osservato e si moltiplicano le manifestazioni contro Londra e in solidarietà con Buenos Aires.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Di fronte alla follia dell’aggressione britannica, che manda navi da guerra nell’Atlantico sud, soffiando sul fuoco, si diffonde dal Venezuela al Brasile la solidarietà all’Argentina che esige il ripristino della sua sovranità sulle isole Malvinas. Il blocco per tutte le navi battenti la bandiera fantoccio delle Falkland in tutti i porti latinoamericani è strettamente osservato e si moltiplicano le manifestazioni contro Londra e in solidarietà con Buenos Aires.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.
Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.
Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.
Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.
Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Tutto cambia velocemente. Fino ad un decennio fa la globalizzazione neoliberale sembrava un’estensione del colonialismo classico con le periferie destinate a continuare ad essere satelliti dei loro rispettivi soli. Come in questo sito stiamo raccontando da anni, spesso trattati come pazzi o estremisti, non è andata così e per l’America latina le relazioni monogamiche con gli Stati Uniti sono un ricordo del passato. Adesso tocca all’India che in poco più di un decennio calcola di moltiplicare per 25 l’intercambio.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Tutto cambia velocemente. Fino ad un decennio fa la globalizzazione neoliberale sembrava un’estensione del colonialismo classico con le periferie destinate a continuare ad essere satelliti dei loro rispettivi soli. Come in questo sito stiamo raccontando da anni, spesso trattati come pazzi o estremisti, non è andata così e per l’America latina le relazioni monogamiche con gli Stati Uniti sono un ricordo del passato. Adesso tocca all’India che in poco più di un decennio calcola di moltiplicare per 25 l’intercambio.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, giovedì 19 gennaio 2012, 16:32
Archiviato in:
Neoliberismo, Politica internazionale
Non è bastato a S&P il downgrade di mezza Europa. Adesso arrivano anche i messaggi (in stile un po’ mafioso) con i quali l’agenzia si dice essere stata troppo generosa nel recente downgrade con alcuni paesi. È il caso della Spagna, il debito della quale è stato appena abbassato nella valutazione ad una “A” ma che, secondo la direttrice generale per i debiti degli stati di Europa e Africa, Myriam Fernández, avrebbe dovuto essere parecchio più in basso, un BB. Secondo la signora vi sarebbe una classificazione ufficiale dei paesi (con valori di comodo) e una classificazione “implicita” che i mercati assegnano ai titoli. Di conseguenza in qualche caso sarebbe inutile infierire assegnando ai paesi il valore reale.
Commento: Brutta gente.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, giovedì 19 gennaio 2012, 16:32
Archiviato in:
Neoliberismo, Politica internazionale
Non è bastato a S&P il downgrade di mezza Europa. Adesso arrivano anche i messaggi (in stile un po’ mafioso) con i quali l’agenzia si dice essere stata troppo generosa nel recente downgrade con alcuni paesi. È il caso della Spagna, il debito della quale è stato appena abbassato nella valutazione ad una “A” ma che, secondo la direttrice generale per i debiti degli stati di Europa e Africa, Myriam Fernández, avrebbe dovuto essere parecchio più in basso, un BB. Secondo la signora vi sarebbe una classificazione ufficiale dei paesi (con valori di comodo) e una classificazione “implicita” che i mercati assegnano ai titoli. Di conseguenza in qualche caso sarebbe inutile infierire assegnando ai paesi il valore reale.
Commento: Brutta gente.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, martedì 17 gennaio 2012, 09:47
Archiviato in:
Neoliberismo, Politica internazionale
Quando le agenzie di rating (lungi da me difenderle) valutavano come spazzatura i debiti dei paesi del Sud del mondo, Standard&Poor e soci erano la bibbia e servivano come una clava per imporre privatizzazioni, svendite e distruzione di servizi pubblici di base, salute, educazione e per permettere a speculatori e multinazionali di lucrare sulla miseria.
Adesso che colpiscono le grandi capitali europee, Vienna, Parigi, Roma, il presidente della BCE Mario Draghi, le attacca e vaticina che dovremo imparare a farne a meno. Meglio tardi che mai, ma che vergogna!
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, martedì 17 gennaio 2012, 09:47
Archiviato in:
Neoliberismo, Politica internazionale
Quando le agenzie di rating (lungi da me difenderle) valutavano come spazzatura i debiti dei paesi del Sud del mondo, Standard&Poor e soci erano la bibbia e servivano come una clava per imporre privatizzazioni, svendite e distruzione di servizi pubblici di base, salute, educazione e per permettere a speculatori e multinazionali di lucrare sulla miseria.
Adesso che colpiscono le grandi capitali europee, Vienna, Parigi, Roma, il presidente della BCE Mario Draghi, le attacca e vaticina che dovremo imparare a farne a meno. Meglio tardi che mai, ma che vergogna!
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, sabato 14 gennaio 2012, 20:21
Archiviato in:
Politica internazionale, Primo piano
Si possono dire molte cose su José Luis Rodríguez Zapatero, capo del governo spagnolo uscente, ma non che si sia arricchito nei suoi anni alla Moncloa.
Ciò al contrario dei suoi predecessori Adolfo Suárez, Felipe González e José María Aznar che da capi del governo hanno costruito medie o grandi fortune economiche (soprattutto Aznar) o del noto cleptomane Francisco Franco, capace di ammassare qualunque bene mobile o immobile gli capitasse a tiro.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Nel solo 2011 circa 400.000 dei circa 14 milioni di immigrati messicani negli Stati Uniti hanno deciso di tornare a casa per le scarse o nessune opportunità di lavoro, per la durezza delle leggi sull’immigrazione o perché espulsi.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Nel solo 2011 circa 400.000 dei circa 14 milioni di immigrati messicani negli Stati Uniti hanno deciso di tornare a casa per le scarse o nessune opportunità di lavoro, per la durezza delle leggi sull’immigrazione o perché espulsi.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it