Far from the madding Facebook, back to my home-blog
Luca Conti (foto), uno dei massimi esperti di Internet in Italia, che due anni fa invitai a tenere un bellissimo corso sull’innovazione in Rete nell’ambito del “master in giornalismo partecipativo” della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata, e che in un’università diversa (non al tempo della Gelmini per capirci) sarebbe stato bello legare ad una collaborazione costante, scrive un’interessante post nel quale mi riconosco pienamente. In buona sostanza Luca teorizza il ritorno al blog rispetto all’abuso dei social network, Facebook e Twitter in particolare.
Conti parla di sé ma non solo condivido quanto esprime nella teoria e nella pratica (e infatti con Dario Caregnato stiamo lavorando al rinnovo di questo sito) ma ritengo che quello espresso (di essere comunque ospiti e non padroni di casa nei social network) sia un sentimento molto diffuso tra quanti hanno costruito nell’ultimo decennio (dal 1995 nel caso di chi scrive) la propria autorevolezza in Rete attraverso un sito personale e con questo hanno fatto informazione raggiungendo a volte decine di migliaia di persone con un singolo articolo.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it


Il prestigioso settimanale statunitense “Time”, nell’assegnare il suo tradizionale riconoscimento come persona dell’anno al padrone di Facebook Mark Zuckerberg, ribaltando il risultato del sondaggio tra i propri lettori su chi fosse stato il personaggio più cospicuo del 2010, ovvero Julian Assange di Wikileaks, ha ripetuto lo stesso gioco truffaldino già fatto nel 2006. 