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	<title>Gennaro Carotenuto - Giornalismo partecipativo &#187; Politica italiana</title>
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		<title>Il caso Lusi a dieci anni esatti da Moretti a Piazza Navona</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardate la maschera di Francesco Rutelli mentre Nanni Moretti fa il discorso politico più importante della storia della sinistra italiana degli ultimi venti anni: &#8220;con questi dirigenti non vinceremo mai&#8221;.Era il 2 febbraio 2002. Dieci anni dopo esatti emerge il tanfo della fogna del caso Lusi. Abbiamo perso dieci anni e loro sono ancora lì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17558-il-caso-lusi-a-dieci-anni-esatti-da-moretti-a-piazza-navoni/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: left;">Guardate la maschera di Francesco Rutelli mentre Nanni Moretti fa il discorso politico più importante della storia della sinistra italiana degli ultimi venti anni: &#8220;con questi dirigenti non vinceremo mai&#8221;.<span id="more-17558"></span>Era il 2 febbraio 2002. Dieci anni dopo esatti emerge il tanfo della fogna del caso Lusi. Abbiamo perso dieci anni e loro sono ancora lì e finché non ci saremo liberati di quella classe dirigente e dei loro giovani epigoni, i Rutelli, i D&#8217;Alema, i Veltroni&#8230; ma anche i Letta, i Renzi&#8230; &#8220;non vinceremo mai&#8221;. Per dieci anni hanno vinto i Lusi e i Rutelli, anche se governava Berlusconi. &#8221;Per vincere bisogna saltare 2-3-4 generazioni&#8221; diceva Moretti. Suonava come una condanna, ma aveva ragione. Cacciamoli tutti, non se ne salva nessuno. &#8220;Que se vayan todos&#8221; dissero gli argentini dieci anni fa. Adesso stanno meglio.</p>
<p style="text-align: left;"><em>PS I Navoni sono miei parenti molto cari. Ovviamente è Piazza Navona. Grazie a chi mi ha segnalato l&#8217;orribile refuso.</em></p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Oscar Luigi Scalfaro</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Oscar Luigi Scalfaro è stato la testimonianza vivente della Costituzione condivisa nei valori dell’antifascismo. Democristiano, conservatore, lontano e molto dai valori della sinistra, si riconosceva però pienamente nei valori costituenti. Forse perciò fu il primo –e, ahinoi, uno dei pochi ai vertici dello Stato- a comprendere il carattere&#160; eversivo del berlusconismo. Perciò lo affrontò sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Scalfaro.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="ITALY PRESIDENT SCALFARO" border="0" alt="ITALY PRESIDENT SCALFARO" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Scalfaro_thumb.jpg" width="416" height="445" /></a>Oscar Luigi Scalfaro è stato la testimonianza vivente della Costituzione condivisa nei valori dell’antifascismo. Democristiano, conservatore, lontano e molto dai valori della sinistra, si riconosceva però pienamente nei valori costituenti. Forse perciò fu il primo –e, ahinoi, uno dei pochi ai vertici dello Stato- a comprendere il carattere&#160; eversivo del berlusconismo. Perciò lo affrontò sempre a viso aperto, venendo troppo spesso lasciato solo.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Lega Nord e Tanzania, battute razziste a poco prezzo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 16:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Ne ho veramente abbastanza delle battute vagamente o apertamente razziste sulla Lega Nord e la Tanzania in merito alla vicenda, invero curiosa, dei soldi pubblici degli italiani investiti da quel partito nel paese africano. Va da sé che il luridume, la pochezza, lo squallore della Lega Nord e di chiunque ha votato Lega Nord va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/nyerere-time.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="nyerere time" border="0" alt="nyerere time" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/nyerere-time_thumb.jpg" width="154" height="202" /></a>Ne ho veramente abbastanza delle battute vagamente o apertamente razziste sulla Lega Nord e la Tanzania in merito alla vicenda, invero curiosa, dei soldi pubblici degli italiani investiti da quel partito nel paese africano. Va da sé che il luridume, la pochezza, lo squallore della Lega Nord e di chiunque ha votato Lega Nord va esposto sempre al pubblico ludibrio e seppellito anche di risate, ma il caso dei fondi investiti in Tanzania sta prestando il fianco a considerazioni e battute ugualmente e contrariamente razziste. Il peggio è che le battute (poco) salaci le fanno quelli che della Lega si considerano avversari. Ciò nei confronti di un paese che ha espresso almeno un dirigente politico, Julius Nyerere, di uno spessore tale che il più degno dei nostri parlamentari non avrebbe potuto neanche lustrargli le scarpe.</p>
<p>PS Oggi come oggi al centro del dibattito politico a Dar c’è l’investimento in Internet e banda larga come priorità per lo sviluppo del paese. Vogliamo vedere chi fa prima?</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Timidi segnali di speranza per il 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 06:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti e integrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal flop del Cinepanettone alla crisi del Grande Fratello, l’Italia volgare, egoista, squallida, ladra e cialtrona disegnata da Silvio Berlusconi fin dalla nascita della tivù commerciale a metà anni ‘70 (né biografia della Nazione né destino immodificabile) dà segni di saturazione. Ieri sera l’ex ministro Roberto Calderoli aveva dato del “Cetto Laqualunque” al presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/stor_1417386_52000.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="stor_1417386_52000" border="0" alt="stor_1417386_52000" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/stor_1417386_52000_thumb.jpg" width="234" height="341" /></a>Dal flop del Cinepanettone alla crisi del Grande Fratello, l’Italia volgare, egoista, squallida, ladra e cialtrona disegnata da Silvio Berlusconi fin dalla nascita della tivù commerciale a metà anni ‘70 (né biografia della Nazione né destino immodificabile) dà segni di saturazione. </p>
<p>Ieri sera l’ex ministro Roberto Calderoli aveva dato del “Cetto Laqualunque” al presidente della Repubblica, poche ore prima Umberto Bossi lo aveva chiamato “terrone” (viva i terroni!). Sarebbe vilipendio ma a ben guardare è una buona notizia.</p>
<p>  <span id="more-17252"></span>
<p>La feccia padana si rinchiude nelle fogne dalle quali fu fatta uscire da Berlusconi e trasformata in una valanga di fiele. Adesso torna ai suoi deliri eversivi perché la mangiatoia romana, alla quale si è abbondantemente servita in questi anni, almeno per loro sta chiudendo i battenti. </p>
<p>Uno dei talenti avvelenati del berlusconismo, dei quali la Lega Nord è una delle scorie più putride, è stato dividere gli italiani, additare nemici, i meridionali, i migranti, i comunisti, i rom, i lavoratori dipendenti. Se il 2011 è stato l’anno del centocinquantesimo dell’unità, che il 2012 sia l’anno della riconciliazione tra italiani e con i nuovi italiani. </p>
<p>Con l’appoggio di Giorgio Napolitano mi attendo molto dal ministro Andrea Riccardi, perché sappia discernere il grano dal loglio. La sorte del loglio (leghista) è di ardere. Li sentiremo strepitare ma sarà il crepitio del fuoco che li sta incenerendo. Che il 2012 sia l’anno dello Ius soli!</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Ma a Di Pietro (e a Vendola) chi glielo fa fare di reggere il moccolo alle nozze UDC-PD?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
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		<description><![CDATA[Si sente dire più o meno ovunque che se Di Pietro dice cose di sinistra, per esempio sulle spese militari, lo faccia solo per opportunismo politico. Può anche essere, probabilmente è così, ma non mi sembra che guardare il dito invece della luna sia la soluzione. Intanto, in assenza di SEL e con un PD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sente dire più o meno ovunque che se Di Pietro dice cose di sinistra, per esempio sulle spese militari, lo faccia solo per opportunismo politico. Può anche essere, probabilmente è così, ma non mi sembra che guardare il dito invece della luna sia la soluzione. Intanto, in assenza di SEL e con un PD completamente muto, è un bene che ci sia qualcuno in parlamento che&#160; quelle cose di sinistra le dica. In secondo luogo qualcuno deve spiegare a cosa serva a Di Pietro (e a Vendola, e alla sinistra se ancora esiste) reggere il moccolo al matrimonio UDC-PD.</p>
<p>  <span id="more-17074"></span>
<p>Da mesi PD e Terzo Polo non fanno che lanciarsi messaggi d’amore nei quali nella migliore delle ipotesi IDV e SEL sarebbero dei parenti poveri mal sopportati in coalizione. E allora che ognuno tessa la propria tela. È ridicolo sostenere che IDV dica cose di sinistra mentre il PD faccia cose di destra per responsabilità. La verità è che il PD sostiene Monti perché: 1) quest’ultimo è perfettamente rappresentativo delle politiche che il partito considera benefiche per il paese. 2) Perché il governo Monti è un’occasione irripetibile per sancire l’Union Sacrée tra PD e Terzo Polo.</p>
<p>Alle elezioni, in una delle prossime primavere, salvo straordinarie sorprese, le possibili alleanze sono sempre le stesse e il matrimonio con l’UDC fortunatamente non dipende da quanto IDV e SEL siano addomesticate alla logica emergenzial/moderata. Anzi più riusciranno a tenere insieme gli elettorati che hanno a cuore la giustizia sociale e quella giudiziaria tanto meglio sarà.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Effetto King Giorgio, il calo dello spread vale pi&#249; della manovra di Monti</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 10:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Potremmo chiamarlo “effetto king Giorgio” e, al netto di ogni critica alla manovra Monti [che chi scrive non lesina nella coscienza che un’altra manovra fosse possibile], bisogna notare che da quando Giorgio Napolitano è riuscito a liberarci del satrapo lombardo (chiamatelo colpo di palazzo, e allora?) lo spread tra BTP e Bund è calato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/12/napolitanomonti.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="napolitanomonti" border="0" alt="napolitanomonti" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/12/napolitanomonti_thumb.jpg" width="278" height="188" /></a>Potremmo chiamarlo “effetto king Giorgio” e, al netto di ogni critica alla manovra Monti [che chi scrive non lesina nella coscienza che un’altra manovra fosse possibile], bisogna notare che da quando Giorgio Napolitano è riuscito a liberarci del satrapo lombardo (chiamatelo colpo di palazzo, e allora?) lo spread tra BTP e Bund è calato di circa 200 punti, da circa 560 a circa 360 punti. </p>
<p>A regime –ovvero se dovesse consolidarsi nel tempo- tale calo corrisponde a una somma tra 32 e 36 miliardi di Euro di risparmio (dai 16 ai 18 miliardi ogni cento punti), una somma superiore all’intera manovra di Mario Monti. È evidente che un ulteriore consolidamento, che porti lo spread tra i 150 e i 200 punti significherebbe un’ulteriore boccata di ossigeno che è probabilmente la differenza tra il baratro e la sopravvivenza dell’Italia nell’Euro.</p>
<p>  <span id="more-17069"></span>
<p>Tale lettura fa segnare un punto ad una delle due letture della crisi esistente, quella “italo-italiana”, per la quale il fattore Berlusconi era di gran lunga quello più importante nel precipitare degli eventi e che il suo allontanamento dal potere bastasse in sé. Tale lettura è parziale e va inserita all’interno della crisi di lungo periodo della repubblica dagli anni ‘80 in avanti che, se trova in Berlusconi la metastasi più grave non può evidentemente solo a lui ricondursi. Sussiste però anche un’altra lettura, quella globale degli eventi, per la quale la caduta del re di bunga bunga è solo un dettaglio in un corso irreversibile verso la caduta dell’Euro e forse un caos mondiale provocato dal modello neoliberale. </p>
<p>Chi scrive tende a vedere una serie di concause, a non disdegnare l’effetto benefico dell’allontanamento da Palazzo Chigi di Berlusconi e del suo circo, ma nella chiarezza delle responsabilità globali del neoliberismo tuttora al governo in Italia col Prof. Monti.</p>
<p>Quel che è certo, però, è che King Giorgio ha fatto il suo…</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>La fine del giornalista parlamentare?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 08:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il crollo del berlusconismo, la crisi del debito, il governo Monti… stanno segnando [anche] in Italia la crisi del giornalismo parlamentare. Addio ai passi perduti, ai tesserini preziosissimi, ai transatlantici da presidiare. Oggi il notista politico sta incatenato al computer ad aspettare l’ultimo twit di un esponente della maggioranza o l’ultimo post sul blog del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il crollo del berlusconismo, la crisi del debito, il governo Monti… stanno segnando [anche] in Italia la crisi del giornalismo parlamentare. Addio ai passi perduti, ai tesserini preziosissimi, ai transatlantici da presidiare. Oggi il notista politico sta incatenato al computer ad aspettare l’ultimo twit di un esponente della maggioranza o l’ultimo post sul blog del leader dell’opposizione. Meno segreto e più analisi e il cittadino informato è sempre più centrale.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Cosa avrei fatto io? Gli evasori all&#8217;Asinara</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 13:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Neoliberismo]]></category>
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		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi arrivano messaggi che mi dicono che non c’è alternativa alla manovra Monti o che saprei solo criticare o mi chiedono di ascoltate le sirene sul default controllato. Credo che di alternative ce ne fossero molte ma la faccio molto breve: legalità, legalità, legalità. Romano Prodi nel 2008 aveva lasciato il rapporto debito-PIL al 103%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi arrivano messaggi che mi dicono che non c’è alternativa alla manovra Monti o che saprei solo criticare o mi chiedono di ascoltate le sirene sul default controllato. Credo che di alternative ce ne fossero molte ma la faccio molto breve: legalità, legalità, legalità. </p>
<p>  <span id="more-17063"></span>
<p>Romano Prodi nel 2008 aveva lasciato il rapporto debito-PIL al 103%, Silvio Berlusconi lo ha portato ad un catastrofico 121%. Abbiamo 1900 miliardi di debito ma ogni anno gli evasori e i tangentisti si portano via almeno 180 miliardi. Riducendo questa quota alla metà avremmo la possibilità di ridurre il nostro debito (e gli interessi su questo) di vari punti percentuali all’anno. Proviamo a tracciare una curva… 1900 miliardi nel 2011, 1810 nel 2012, 1720 nel 2013, 1630 nel 2014, 1540 nel 2015, 1450 nel 2016…&#160; 1000 miliardi nel 2021. Ciò facendo semplicemente il conto della serva senza contare gli altri vantaggi, dalla diminuzione degli interessi sul debito alla possibilità di reinvestire i maggiori introiti a tutti i vantaggi del vivere in un paese normale… Come si fa? Controlli, tracciabilità, repressione… copiando i sistemi fiscali civili… anche aprendo come negli USA un tot di carceri per white collars. Sì, evasori all’Asinara, se va detto forte e chiaro. Date retta… molto meglio delle “pezze al culo” di un default più o meno pilotato che ci vedrebbe ripartire tutti con le valigie di cartone come i nostri nonni. </p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>SalvaItalia di Mario Monti: perch&#233; mi prendo il diritto di essere contro</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Professoressa Elsa Fornero è sicuramente una persona autorevole e seria e la sua commozione è rispettabile. Ma non è possibile far finta di non vedere l’arcaicità di quel “contributivo per tutti” alla base del suo modo di vedere la riforma del sistema pensionistico. La mia generazione ha spesso cominciato a versare contributi intorno a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/12/elsa-fornero-piange.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="elsa-fornero-piange" border="0" alt="elsa-fornero-piange" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/12/elsa-fornero-piange_thumb.jpg" width="503" height="198" /></a></p>
<p>La Professoressa Elsa Fornero è sicuramente una persona autorevole e seria e la sua commozione è rispettabile. Ma non è possibile far finta di non vedere l’arcaicità di quel “contributivo per tutti” alla base del suo modo di vedere la riforma del sistema pensionistico. La mia generazione ha spesso cominciato a versare contributi intorno a 40 anni, intermittenti o come vi pare e “contributivo per tutti” a 65 anni vuol dire per il 90% di noi avrà una pensione di fame. Io non dimentico che l’INPS tiene segreti i calcoli dei giovani perché sennò “ci sarebbe una rivolta sociale”! Sì può notare ciò o l’unica riflessione autorizzata è “meglio Fornero che Sacconi”? </p>
<p>  <span id="more-17059"></span>
<p>Si può dire o no che “contributivo per tutti” è un peggioramento e non un passo avanti? Quando chi scrive afferma provocatoriamente “retributivo per tutti” pensa che l’unica soluzione complessiva per il disastro che colpirà quelli che oggi hanno tra i 20 e i 50 anni e quell’ex classe operaia rottamata dalla globalizzazione neoliberale che oggi galleggia tra cassintegrazione e inedia è un profondissimo processo redistributivo. Non si può fare, non c’è la maggioranza, ma ciò non toglie che “contributivo per tutti” sia la direzione sbagliata.</p>
<p>Quando vedo che sui capitali scudati c’è una risibile addizionale dell’1.5% penso che ciò vanifichi completamente la promessa di Mario Monti “mai più condoni”. Perfino Tremonti (poi certo non lo ha fatto) aveva a un certo punto ipotizzato di prelevare un 5% dai soldi luridi degli evasori da lui stesso scudati. Cosa mi rappresenta quell’1.5%? Perché un misero 1.5% e non il 15 o il 25%? È la lotta all’evasione promessa? No. È appena uno specchietto per le allodole. Si può dire o l’unica risposta possibile è “meglio un monti che tre”? Posso poi riflettere che il combinato disposto del colpire le pensioni accompagnato da niente aumento dell’IRPEF per i ricchi, niente patrimoniale, finte misure sulla tracciabilità più qualche spicciolo dagli scudati” vuol dire che Mario Monti sia comunque sotto ricatto da parte dell’ex capo del governo che è ancora così prepotente da avere imposto la maggior parte della manovra?</p>
<p>La lista può continuare a lungo. Si deve essere contenti dell’ICI sulla prima casa anche se modesta, che Romano Prodi aveva eliminato? Si deve essere contenti del recessivo aumento dell’IVA? Dobbiamo contentarci con poche misure sulla casta di scorta dei consigli provinciali? È accettabile lo sganciamento delle pensioni dall’indicizzazione inflattiva? Sì, sono anch’io felice che invece di un circo di impresentabili siedono sul banco del governo una serie di persone più o meno rispettabili. Ma questo non può diventare un ricatto per accettare una serie di misure neoliberali che sono&#160; in continuità col berlusconismo e in continuità col modello economico che ha portato il mondo occidentale sull’orlo dell’abisso. Infine: ma lo capisce il Partito democratico che più Monti dura più c’è il rischio di ritrovarci di nuovo il re di bunga bunga?</p>
<p>Sì, va bene ho capito e mi unisco alla litania: “meglio Monti che Berlusconi”. Bla, bla, bla.</p>
<p><strong>Sullo stesso tema:</strong> <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17055-mario-monti-presenta-la-sua-sboba-neoliberale/">Mario Monti presenta la sua sboba neoliberale</a></p>
<h4><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17031-contributivo-per-totti-e-scilipoti-sul-taglio-dei-vitalizi-ai-parlamentari/">“Contributivo per Totti” e Scilipoti? Sul taglio dei vitalizi ai parlamentari</a></h4>
<h4><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17004-il-migliore-dei-governi-possibili-continuit-e-discontinuit-del-governo-monti/">Il migliore dei governi possibili? Continuità e discontinuità del governo Monti</a></h4>
<h3><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/16918-italia-2013-rivince-silvio-il-peggiore-degli-scenari-possibili/">Italia 2013, rivince Silvio, il peggiore degli scenari possibili</a>&#160;<font style="font-weight: bold">Non dite che non vi avevo avvisato!</font></h3>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Mario Monti presenta la sua sboba neoliberale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 19:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è sempre qualcuno che ci spiega quello che si può e non si può fare, il che è incompatibile con un popolo adulto e con la democrazia. C’è sempre qualcuno che ci spiega che la patrimoniale non si può fare perché i ricchi veri non si fanno trovare, portando i soldi all’estero o intestando barche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/12/MarioMontiGoldmanSachs.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="MarioMontiGoldmanSachs" border="0" alt="MarioMontiGoldmanSachs" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/12/MarioMontiGoldmanSachs_thumb.jpg" width="590" height="372" /></a></p>
<p>C’è sempre qualcuno che ci spiega quello che si può e non si può fare, il che è incompatibile con un popolo adulto e con la democrazia. C’è sempre qualcuno che ci spiega che la patrimoniale non si può fare perché i ricchi veri non si fanno trovare, portando i soldi all’estero o intestando barche e Ferrari a prestanome. </p>
<p>  <span id="more-17055"></span>
<p>C’è sempre qualcuno che dottamente spiega che combattere l’evasione è illusorio e se ricordi le carceri per white collars negli USA ti danno del forcaiolo. C’è sempre un solone che discetta sul fatto che perfino la finanza più rapace ha diritto d’esistere (ma i pensionati con la minima sono liberi di crepare) e qualcun altro che ci spiega dell’inviolabile libertà a occupare tre posti macchina con un SUV o di un manager a guadagnare 500 volte un operaio, o di un guarguaglino qualsiasi a portarsi via una liquidazione in soldi pubblici pari alla costruzione e gestione di qualche centinaio di asili nido.</p>
<p>Avevamo un governo di estrema destra, incapace, parassitario, ladro, del quale vergognarsi dalla mattina alla sera, con l’infamia senza perdono di un partito razzista come la Lega Nord al governo. Avevamo un parlamento di prostituti e ladre che si è coperto di ridicolo di fronte al mondo votando che Ruby fosse la&#160; nipote di Mubarak. Non si poteva andare avanti, è vero. Ma non era vero che l’unica opzione fosse affidarci all’esponente più autorevole di un’ideologia –quella neoliberale- che ovunque è stata applicata ha causato fame, miseria e distruzione. La manovra è paradigmatica di una cultura politica senza senso prima ancora che antipopolare. Nessun taglio alle spese militari, nessun o quasi attacco agli evasori né alla casta, ma si picchia giù duro contro le pensioni, le donne, la prima casa. Non è vero che solo così potesse andare. Un’altra manovra economica, un altro risanamento dei conti pubblici era ed è possibile, urgente e necessario.</p>
<p>No Mario Monti, rettore di un’Università privata che guadagna dall’aggressione gelminiana contro l’università pubblica, uomo della Goldman Sachs, non hai l’autorevolezza per governare un paese con ricette che andavano di moda (ma neanche andavano bene) vent’anni fa. E sciacquati la bocca quando parli di equità!</p>
<p>Con sobrietà: DIMISSIONI, SCIOPERO GENERALE, ELEZIONI SUBITO!</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Contributivo per Totti&#8221; e Scilipoti? Sul taglio dei vitalizi ai parlamentari</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse davvero Elsa Fornero riuscirà ad offrire al popolo indignato la testa del vitalizio parlamentare di Scilipoti o di Gelmini. Evviva, applausi, chi può dubitare che sia giusto eliminare quello scandaloso privilegio che fece la fortuna di Stella e Rizzo con “la casta”? Alzo il ditino ed esprimo il mio dubbio. Un dubbietto (e due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/follow-the-money.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="follow-the-money" border="0" alt="follow-the-money" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/follow-the-money_thumb.jpg" width="604" height="352" /></a></p>
<p>Forse davvero Elsa Fornero riuscirà ad offrire al popolo indignato la testa del vitalizio parlamentare di Scilipoti o di Gelmini. Evviva, applausi, chi può dubitare che sia giusto eliminare quello scandaloso privilegio che fece la fortuna di Stella e Rizzo con “la casta”? Alzo il ditino ed esprimo il mio dubbio.</p>
<p>  <span id="more-17031"></span>
<p>Un dubbietto (e due dubbioni) mi corrode, sperando che sia fugato nelle prossime ore (chissà…) e nella speranza che agli italiani dabbene non basti questo per spellarsi le mani per Robin Elsa Hood e vivere tutti felici e contenti. Il dubbietto non è tanto collegato al parallelo sfondamento del limite dei 40 anni per le pensioni di anzianità. Quello è un dubbione. Penso alla generazione mia e successive, che abbiamo cominciato a versare contributi tardissimo… Penso alla situazione uguale e contraria dei milioni di italiani che hanno lavorato dalla terza media o anche prima di quella… Penso che “contributivo per tutti” sia uno slogan suicida e totalmente inadeguato alla nostra società, a 16 anni da quando Jeremy Rifkin aveva teorizzato “la fine del lavoro”. Penso che “contributivo per tutti”, perfino per il deprecabile Scilipoti, oggi sia il più reazionario e pericoloso degli slogan perché se è vero che forse fotografi davvero quanto uno versa e quanto uno poi prenda (e sempre meglio delle pensioni private) quella fotografia è la negazione dello sforzo di ognuno di noi per migliorarsi nella vita in una società imperfetta, dura, piena di vessazioni e di illegalità per riuscire solo in età avanzata e per un breve periodo ad avere un reddito dignitoso ed essere presto ricacciati verso la povertà di una pensione insufficiente per l’operaio come per il terziario più o meno avanzato. Il contributivo per tutti, in breve, va bene solo per gli insider, che non sono i dipendenti pubblici, che spesso oggi hanno attraversato una lunga trafila di precarietà, ma per quei pochissimi che nel pubblico e nel privato hanno avuto una carriera continuata e protetta. Il contributivo per tutti vuol dire eliminare ogni solidarietà e trasformare l’INPS in una banca, senza alcun fine sociale, che tanto prende e tanto restituisce.</p>
<p>Quanto esposto è solo il dubbietto. C’è anche il dubbione. E il dubbione è il fatto che in questi anni parlare dei privilegi della casta sia servito come foglia di fico per nascondere ben altri privilegi e che oggi –a causa della strutturalità della crisi- i parlamentari vengano (vedremo…) dati in pasto alla plebe per evitare di discutere (certo magari non c’entra Fornero) di privilegi veri e, in ultima analisi, di un modello economico che (studiate i dati sull’Inghilterra thatcheriana) per produrre un ricco ha bisogno di fare dieci poveri. E i privilegi veri sono altri, non per benaltrismo, ma perché davvero rischiamo nuovamente di guardare al dito e non alla luna. Il discusso presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, traccheggia dal dare dimissioni ineludibili in un paese civile perché in ballo ci sarebbero una quindicina di milioni (pubblici, per amor di proporzione sono dodici volte il contributo annuale della Biblioteca Nazionale di Roma, 1.3 milioni) di sola buonuscita. Ma non sono neanche tanto i grand commis il problema, anche se la proposta di chi scrive di dimezzare per qualunque funzionario pubblico tutto quello che eccede i 3000 euro al mese e introdurre una tassazione dell’80% nel privato a qualunque stipendio ecceda del mille per cento quello del meno pagato dell’impresa in questione, potrebbe aiutare.</p>
<p>Il problema è la strutturale disuguaglianza che affligge il paese che la falsa equità sottesa nel contributivo per tutti può solo peggiorare. Penso alla concentrazione di ricchezza, mai toccata e intoccabile di quel dieci per cento di famiglie che, secondo l’ISTAT possiede la metà della ricchezza del paese e per le quali il vitalizio di Scilipoti basta a stento per le sigarette. Penso a chi fa i soldi con i soldi, alla finanza prima colpevole della crisi (altro che i pensionati!) e alla finanziarizzazione delle banche che hanno cambiato pelle durante la notte neoliberale e adesso fanno un altro mestiere rispetto a trent’anni fa, contro chi lavora, contro le comunità. Penso, cosciente che dicendo tutto non si dice nulla, all’evasione e alle mafie, che nei palazzi hanno più difensori di quanti non ne avessero nella prima repubblica. Penso che siano obbiettivi realizzabili in pace e giustizia anche in un’economia di mercato. Penso che ci vorrebbe un grande partito, non una piccola avanguardia, che abbia come unico programma quello dell’uguaglianza. Ecco perché penso che applaudire al contributivo per tutti, Scilipoti compreso, sia una cosa reazionaria.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Concita De Gregorio: il PD ha perso apposta nel Lazio (e altri racconti da una insider)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 13:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[casta politica]]></category>
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		<category><![CDATA[PD]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17020-concita-de-gregorio-il-pd-ha-perso-apposta-nel-lazio-e-altri-racconti-da-una-insider/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il migliore dei governi possibili? Continuit&#224; e discontinuit&#224; del governo Monti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 09:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La formazione del governo Monti comporta allo stesso tempo sollievo e preoccupazione, continuità e discontinuità e sarà bene discernere tra sensazioni ed evidenze così contrastanti per valutare con serenità cosa ci aspetta. Il sollievo e la discontinuità stanno nell&#8217;allontanamento di personaggi inetti o impresentabili dal governo del paese (a partire dal capo del governo, passando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/governo.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="governo" border="0" alt="governo" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/governo_thumb.jpg" width="684" height="195" /></a></p>
<p>La formazione del governo Monti comporta allo stesso tempo sollievo e preoccupazione, continuità e discontinuità e sarà bene discernere tra sensazioni ed evidenze così contrastanti per valutare con serenità cosa ci aspetta.</p>
<p>  <span id="more-17004"></span>
<p>Il sollievo e la discontinuità stanno nell&#8217;allontanamento di personaggi inetti o impresentabili dal governo del paese (a partire dal capo del governo, passando per la feccia leghista per arrivare a Frattini) e nel ripristino di un principio di autorevolezza e competenza che il governo Berlusconi ha completamente cancellato. Ciò può essere esemplificato nel passare al Rettore del più importante Politecnico italiano, Francesco Profumo dal nulla pneumatico rappresentato da Mariastella Gelmini. Comunque criticamente la si guardi la competenza è sempre &quot;bene comune&quot; (che non vuol dire essere d’accordo su tutto) laddove l&#8217;immagine è sempre &quot;fatti propri&quot; e Anna Maria, Paola ed Elsa sono infinitamente più belle di Mara, Mariastella e Michela Vittoria. Tutto ciò non è uno stravolgimento da poco in un paese accecato dal “grande fratello” e dalla videocrazia. Tutto ciò si fa anche sostanza e permettetemi di vedere nella nomina di Andrea Riccardi un cambio di paradigma sostanziale. Se i migranti non sono d’incanto da stamane portatori di diritti almeno smettono di essere un nemico da schiacciare per divenire una risorsa e, speriamo, dei cittadini. Ultima addenda: non esiste un’antinomia tra tecnici e politici per due motivi. Da un lato un tecnico ministro diventa politico e questa è una cosa banale, ma, soprattutto, non è detto (salvo che nell’Italia berlusconiana) che un politico non debba essere anche competente.</p>
<p>Detto ciò (la disamina che ci siamo proposti è sintetica) vi sono i motivi di preoccupazione e di continuità. La preoccupazione sta nell’ipoteca che attualmente detiene il satrapo lombardo sul governo. Qualcuno ha spiegato a Berlusconi che solo appoggiando il governo continuerà a contare e rallenterà (ma non annullerà) lo sfarinamento del partito e lui lo ha capito. Lo appoggerà criticamente, distinguerà, userà la piazza e i media e, di fronte a misure impopolari, se ne avrà la possibilità staccherà la spina non appena la memoria corta degli italiani farà cominciare i più stolti tra i nostri connazionali a rimpiangerlo. Al contrario il Partito democratico sarà incapace, per genoma fondativo e cultura politica, di appoggiare criticamente il governo. Lo sposerà con tutto se stesso. Dirigenti di peso come Enrico Letta e Dario Franceschini sembrano dei groupies che vogliono l’autografo dalla rock star dei loro sogni. Contegno, non avete mica vinto le elezioni!</p>
<p>Soprattutto il Partito Democratico è costretto (alternativa minestra/finestra) ad appoggiare un governo in continuità ideologica se non con il berlusconismo almeno col centro-destra dei nostri partner europei. E anche se il governo Monti è politicamente in sintonia con la maggior parte dei dirigenti e quadri del PD non è e non sarà in sintonia con gli elettori di questo. La contraddizione è tutta del PD, lo stare all’opposizione lo mascherava, l’appoggio al governo la rende stridente. Elsa Fornero –che piaccia o no- ha un’idea chiara: subito contributivo per tutti. Per gli elettori del PD è una minestra indigesta e più i dirigenti si spenderanno per fargliela piacere peggio sarà. Il tempo adesso lavora di nuovo contro il centro-sinistra, contro un’alleanza di centro-sinistra e a favore delle destre. Il PD deve essere all’altezza di sciogliere alcune contraddizioni e cinicamente differenziarsi quando sarà conveniente. Per esempio: se il governo si farà carico anche della riforma elettorale può superare l’estate e arrivare a fine legislatura. Se invece (soprattutto per volontà di Silvio Berlusconi) il porcellum resterà intoccabile, tanto vale votare in primavera. Lo capirà il PD?</p>
<p>Sul governo, infine, la continuità neoliberale è evidente, innegabile, rivendicata. Negli anni ‘90, in Europa&#160; occidentale forse sarebbe stato il migliore dei governi possibili ma oggi, dopo vent’anni di fallimenti, dopo che il mondo multipolare ha reso l’Europa stessa una regione periferica, fare un governo neoliberale suona drasticamente stantio e drammatico, frutto di una cultura emergenziale nella quale i mercati hanno sempre ragione e i cittadini sempre torto. Nasce come il governo dei poteri forti, la chiesa dei potenti, le università private, la confindustria, settentrionale (vedremo se anche antimeridionale) le banche, la NATO, le grandi imprese impersonate tutte dai conflitti d’interesse e dalle indagini di Corrado Passera. Se Mario Monti non ha evitato di esporsi a critiche rispetto a tale nome è perché tale nome commissaria il governo e garantisce chi deve garantire. Tanto valeva concedere anche Gianni Letta. Essendo questo il DNA del governo siamo di fronte a due sole possibilità: il governo può avere successo risanando i conti pubblici impoverendoci, oppure può fallire impoverendoci senza riuscire a risanare i conti pubblici. Anche se il circo di Arcore ha smontato le tende è ancora inverno.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>La presa del potere (Giorgio Gaber profetico vedeva il governo Monti)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 15:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/16999-la-presa-del-potere-giorgio-gaber-profetico-vedeva-il-governo-monti/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli elettori della Lega Nord&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 07:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Quelli che pensavano che il male d’Italia fossero i terroni e i negri e si sono ritrovati a dover credere che Ruby fosse la nipotina di Mubarak, adesso si vogliono –parole di Umberto Bossi- “rifare la verginità” all’opposizione con argomenti da “plutocrazie occidentali”. Mi giovo di non frequentare chi si sente rappresentato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/Padania.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 30px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="Padania" border="0" alt="Padania" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/Padania_thumb.jpg" width="464" height="474" /></a></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>Quelli che pensavano che il male d’Italia fossero i terroni e i negri e si sono ritrovati a dover credere che Ruby fosse la nipotina di Mubarak, adesso si vogliono –parole di Umberto Bossi- “rifare la verginità” all’opposizione con argomenti da “plutocrazie occidentali”. </p>
<p>Mi giovo di non frequentare chi si sente rappresentato da Castelli o dal Trota o da Borghezio, ma davvero… se dopo tutto quello che hanno dovuto ingoiare e col pugno di mosche che si ritrovano in mano, pensano ancora di rivotare la Lega…</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Sull&#8217;irresponsabilit&#224; di Antonio di Pietro</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 13:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stanno cercando di lapidare Antonio di Pietro perché non vuol votare il maxiemendamento, “la lettera della BCE” e di conseguenza la fiducia al governo Monti (ci si consenta, sta andando tutto come previsto 24 ore fa). Che almeno in parte la posizione di Antonio di Pietro sia strumentale non sfugge a nessuno. Ma ancora meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/dipietro01G.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="dipietro01G" border="0" alt="dipietro01G" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/dipietro01G_thumb.jpg" width="334" height="254" /></a>Stanno cercando di lapidare Antonio di Pietro perché non vuol votare il maxiemendamento, “la lettera della BCE” e di conseguenza la fiducia al governo Monti (ci si consenta, sta andando tutto come previsto <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/16954-la-farsa-delle-dimissioni-posticipate-via-il-governo-berlusconi-oggi-per-salvare-il-paese/" target="_blank">24 ore fa</a>). Che almeno in parte la posizione di Antonio di Pietro sia strumentale non sfugge a nessuno. </p>
<p>  <span id="more-16970"></span>
<p>Ma ancora meno sfugge che i monopoli mediatici stanno immediatamente massacrando l’unica voce che in sostanza dice che ci sono alternative possibili alla lettera della BCE e al governo Monti-Lagarde (per esempio, nel nostro piccolo, si poteva condizionare i sacrifici alla patrimoniale, così per una volta almeno si faceva a mezzo). Repubblica in queste ore sta evocando un presunto “popolo di IDV” che insorgerebbe contro di Pietro. Li chiama addirittura “no di Pietro”, come no-tav o no-global. A parte i dubbi sul pusher di Repubblica, va detto che usata così a Internet si può far dire tutto e il contrario di tutto.</p>
<p>Chi scrive, e chiudo, vede una debolezza –severissima- nella posizione di Di Pietro. Separarsi dal Partito Democratico, e lasciarlo governare con l’UDC per sei mesi o forse per un anno e mezzo vuol dire consegnarlo ad una coalizione centrista anche per la prossima legislatura. È quel che vogliono i Letta, i Veltroni e i D’Alema. Non favoriamoli.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>La farsa delle dimissioni posticipate. Via il governo Berlusconi OGGI per salvare il paese</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 10:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto quello che leggete nei giornali di stamane è stato spazzato via dalla realtà economica odierna, carta straccia trapassata dagli eventi. Le dimissioni dopo la finanziaria (nel maquillage odierno &#8220;legge di stabilità&#8221;) per traccheggiare un altro mesetto e fregarci a dicembre, le foto dei &#8220;traditori&#8221;, le ipotesi sulle strategie di Silvio, si ricandida o no, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/thumbfalse1320828319806_475_280.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-16955" style="margin: 10px;" title="thumbfalse1320828319806_475_280" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/thumbfalse1320828319806_475_280.jpg" alt="" width="319" height="280" /></a>Tutto quello che leggete nei giornali di stamane è stato spazzato via dalla realtà economica odierna, carta straccia trapassata dagli eventi.</div>
<div>Le dimissioni dopo la finanziaria (nel maquillage odierno &#8220;legge di stabilità&#8221;) per traccheggiare un altro mesetto e fregarci a dicembre, le foto dei &#8220;traditori&#8221;, le ipotesi sulle strategie di Silvio, si ricandida o no, Alfano o primarie, le insipienze dell&#8217;opposizione che non sa neanche decidere se fare le sue primarie, i calcoli sulle date (scordatevi prima di febbraio inoltrato). Nessuno di questi discorsi vale nulla dopo il sangue che scorre a fiumi stamane sui mercati.</div>
<div id="_mcePaste">Tutto spazzato via dal crollo verticale della borsa di Milano e dal volo sempre più in alto del differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 560 punti. Siamo, come scrive <a href="http://www.valigiablu.it/doc/601/litalia-oltre-il-punto-di-non-ritorno.htm" target="_blank">Valigia Blu</a>, oltre il punto di non ritorno. Una quota insostenibile che ci farà pagare l&#8217;ostinazione di un uomo solo per anni, almeno dieci nella peggiore delle ipotesi.<span id="more-16954"></span></div>
<div id="_mcePaste">Ad ora, mezzogiorno del 9 novembre, qualunque patto fatto appena ieri sera da Napolitano con Berlusconi non ha più alcun valore, e l&#8217;approvazione della finanziaria è una foglia di fico che il paese non può attendere. Così passano in secondo piano le giuste preoccupazioni -che chi scrive condivide in toto- del fatto che un governo espressione della BCE sia un governo che costringa ai sacrifici i lavoratori e quelli che pagano sempre.</div>
<div>E&#8217; un dibattito che oggi non è all&#8217; ordine del giorno perché va fermata una spirale di interessi sul debito che ci costa ben di più di un ticket sulla sanità, un taglio orizzontale sulla scuola. Semplicemente ci stanno dissanguando, non è un ricatto.</div>
<div>Oggi, non domani, Berlusconi deve essere abbandonato al suo destino e fatto dimettere, a questo punto con le buone o con le cattive. Non può più la sua scellerata ostinazione, i suoi calcoli personali, trascinare sul fondo con lui un paese di 60 milioni di abitanti.</div>
<div>Oggi non domani, deve essere impedito a Berlusconi di fare quello che è il suo unico progetto politico al momento: fare come nel 2006 quando, gestendo lui le elezioni e imponendo il Porcellum, impedì in maniera eversiva a Romano Prodi e al centro-sinistra di governare.</div>
<div>Oggi, non domani, si dia all&#8217;Europa quello che vuole, un governo Monti che giuri entro domenica con due punti di programma ed una condizione. I due punti all&#8217;ordine del giorno sono la legge elettorale per portare il paese a votare non più tardi di maggio 2012 e il risanamento dei conti pubblici, ovvero riportare il rapporto debito/PIL il più vicino possibile a dove l&#8217;aveva lasciato Romano Prodi, ovvero intorno al 103% contro l&#8217;insostenibile, disastroso 120% al quale ci ha portato il satrapo lombardo. L&#8217;unica condizione è che qualunque manovra sia composta per due terzi da una patrimoniale che gravi sul 30% più abbiente del paese. Tutto il resto sono dettagli.</div>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Dopo il compagno Straquadanio arriva la compagna Carlucci</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 06:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva anche la compagna Carlucci a rendere un po’ più amaro il crepuscolo di Berlusconi con i berlusconiani che scappano dalla nave che va a picco. Sia chiaro a tutti che i salamelecchi tra Casini e Bersani vogliono dire che Gabriella Carlucci al governo ce la riportiamo noi. Sì, proprio Carlucci, quella che appena lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/5634052387_f520dc9d21_z.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 0px 30px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="5634052387_f520dc9d21_z" border="0" alt="5634052387_f520dc9d21_z" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/5634052387_f520dc9d21_z_thumb.jpg" width="421" height="586" /></a>Arriva anche la compagna Carlucci a rendere un po’ più amaro il crepuscolo di Berlusconi con i berlusconiani che scappano dalla nave che va a picco. </p>
<p>Sia chiaro a tutti che i salamelecchi tra Casini e Bersani vogliono dire che Gabriella Carlucci al governo ce la riportiamo noi. Sì, proprio Carlucci, quella che appena lo scorso <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/15445-pdl-ecco-i-libri-da-mettere-allindice-comunisti/" target="_blank">aprile</a> ha presentato un progetto di legge contro i libri di storia “di sinistra”, descrisse Berlusca come “sessualmente potente”, che nel 2009 fu coinvolta nel caso dei <a href="http://magazine.libero.it/lifestyle/generali/carlucci-condannata-ne10576.phtml" target="_blank">portaborse</a> pagati in nero e mille altre…&#160;&#160; </p>
<p>Soprattutto ricordiamo, tra mille altri, il caso Maiani, un evergreen per ricordare che il fondo non l’abbiamo ancora toccato, di quando Carlucci si coprì di <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/1947-ulteriori-sviluppi-del-caso-maiani-cnr-ratzinger-alla-sapienza-gabriella-carlucci-di-forza-italia-insiste-e-si-copre-di-ridicolo-davanti-al-mondo/" target="_blank">ridicolo</a> di fronte al mondo nel vano tentativo di infamare il direttore del CNR Maiani arrivando a importunare perfino un premio Nobel. Merita… </p>
<p>PS La pagina di accesso della parlamentare tuttora si presenta <a href="http://deputati.camera.it/Gabriella.Carlucci/" target="_blank">così</a> (no comment), ma se clicchi, a destra ti ritrovi ancora col logo di Forza Italia (e il predellino?) e al centro c’è un sibillino “pagina in aggiornamento”. Chissà che non compaia una falce e martello. Sono capaci di tutto.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Mentre corriamo verso un governo Lagarde, e il centro-sinistra rimanda le primarie sine die, la Lega affonda con Silvio</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/16934-mentre-corriamo-verso-un-governo-lagarde-e-il-centro-sinistra-rimanda-le-primarie-sine-die-la-lega-affonda-con-silvio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mentre-corriamo-verso-un-governo-lagarde-e-il-centro-sinistra-rimanda-le-primarie-sine-die-la-lega-affonda-con-silvio</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 10:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Neoliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Se Silvio cade succede per dissanguamento da peones. Ed è una notizia. Ma quello che ci aspetta –ora o dopo il voto- è un governo Lagarde, strozzati come l’Argentina o quasi dall’FMI e con il centro-sinistra che forse può vincere ma incapace di alternative programmatiche. Lui non è mai morto. E merita il rispetto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/christine-lagarde.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="christine-lagarde" border="0" alt="christine-lagarde" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2011/11/christine-lagarde_thumb.jpg" width="579" height="389" /></a></p>
<p>Se Silvio cade succede per dissanguamento da peones. Ed è una notizia. Ma quello che ci aspetta –ora o dopo il voto- è un governo Lagarde, strozzati come l’Argentina o quasi dall’FMI e con il centro-sinistra che forse può vincere ma incapace di alternative programmatiche.</p>
<p>  <span id="more-16934"></span>
<p>Lui non è mai morto. E merita il rispetto che nei film dell’orrore (tale è stata la sua Italia per 17 anni) si prende il cattivo che fuori tempo massimo ti addenta la caviglia e regala l’ultimo brivido agli appassionati del genere. La caduta però è dietro l’angolo e la notizia è che sta avvenendo non per scissione o per rottura della coalizione da parte della Lega Nord, ma per dissanguamento da peones, spesso quelli stessi che nell’ultimo anno avevano trovato conveniente appoggiarlo e oggi come i topi scappano dalla barca che affonda. È repellente (ma capisco che politici e mainstream facciano quello di mestiere) il blandire in queste ore, analizzare, individuare un guizzo di interesse generale nei loschi calcoli di bottega che fanno, per tirare a campare un po’ di più, gli Stracquadanio, i Pittella, i Cazzola, le Bartolini. Nessun politico di primo o primissimo piano, neanche i Pisanu, gli Scajola, i Galan, esce allo scoperto nei torbidi di queste ore. Segno che torbidi sono, dove tutto ancora può succedere. Al massimo si muovono i governatori, che in parlamento non stanno, Formigoni, Polverini, lo stesso Alemanno (caso a parte Tosi), e che hanno uno scadenzario politico diverso da quello parlamentare. Lo fanno perché se lo possono permettere.</p>
<p>Aspettiamo, comunque, prima di brindare ad un Silvio impallinato dai franchi tiratori come un Mariano Rumor qualsiasi. Non foss’altro perché ad oggi l’alternativa per il paese resta tra l’incudine e il martello del votare con il porcellum e un governo tecnico. Questo, dopo Cannes, ovvero dopo altre settimane perse dal clown Berlusconi a negare l’evidenza (i ristoranti pieni…), non sarebbe già più quello di Napolitano che avrebbe avuto qualche pallido margine di manovra, ma quello di Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. Quell’algida signora francese –nessuno si illuda-&#160; non conosce altre tecniche per salvare il malato Italia che quelle applicate in Argentina negli anni ‘90 e Berlusconi, a Cannes, si è impegnato a prendere quella medicina. Un governo dell’FMI, per capirci, non è un governo della BCE che pur all’interno del brutto testo di Lisbona prevede contrappesi. Un governo del Fondo non avrebbe scrupolo né limite e forse non è stato ben percepito dal paese che l’impegno, il commissariamento, chiamatelo come volete, preso da Berlusconi con l’FMI a Cannes è tale da far rimpiangere perfino la lettera di Trichet dello scorso agosto. Ora siamo ben oltre. È alle classi medie e popolari, a chi lavora e prende lo stipendio per poi distribuirlo tra gas, luce, telefono, mutuo, benzina, vitto, alloggio che guarda la vampira francese.</p>
<p>Occhio ai bancomat, quindi, e non per scherzo visto il precedente di Buenos Aires quando di punto in bianco a insegnanti, professionisti, impiegati, operai di una grande capitale moderna fu impedito per mesi di pagare la luce o far la spesa con i propri soldi, tradendo il principio basilare di fiducia sul quale si basa il capitalismo. Se invece si vota, direte… se si vota il governo che ne uscirà potrebbe avere un piccolo margine di manovra supplementare ma a due condizioni: 1) avere la maggioranza anche al Senato, cosa per niente facile con la legge elettorale pensata per non far governare Prodi e per permettere a Berlusconi di assegnare ai suoi scherani seggi sicuri. 2) Essere frutto di un processo di accumulazione di forze che il centro sinistra è terrorizzato dal voler compiere e –quel che è peggio, ma è un dato di fatto- non è capace di fare intorno ad un programma che sia di svolta. Di svolta non di fronte al berlusconismo, ma di fronte a questo modello di sviluppo. </p>
<p>Nonostante le giuste critiche a Matteo Renzi, i fischi di Roma sono un pessimo segnale (anche perché con due fischi si è accaparrato la metà dei titoli). L’unica possibile via d’uscita è dare un senso all’idea di “legislatura di ricostruzione” di Pierluigi Bersani arrivando subito a primarie d’opposizione da convocare subito (entro o subito dopo Natale per capirci). Concorrano tutti, Casini, Renzi, Bersani, Di Pietro, Vendola, Ferrero, Grillo se vuole, senza scandali né veti e nella coscienza della debolezza intrinseca del quadro. Come nel 2006, peggio del 2006, ma tant’è. Si voti (magari si inventi perfino un doppio turno) e poi chi non gradisce il risultato si sfili se ne ha la forza politica. Il timore, in questa situazione, è che non sarà particolarmente importante chi vincerà ma solo il fatto –di fronte ad elezioni imminenti- di mostrare al paese e al mondo di poter uscire da questa acefalia di fatto del centro-sinistra che è solo un po’ meno preoccupante della permanenza di Berlusconi a palazzo Chigi. Non c’è niente di cui entusiasmarsi. Magari possiamo permetterci il lusso di un ticket Vendola-Lagarde (in alternativa ad un Bersani-Lagarde o un Renzi-Lagarde) al governo e forse riusciremo ad attenuare un pelino il prezzo che i più deboli devono pagare, ma sui programmi o sulla classe politica più impresentabile dell’Unione è difficile aspettarsi svolte (e il referendum è ormai una pia illusione). Resta l’astensione, o l’insurrezione popolare ma mi si permetta di essere ancora scettico sulla percorribilità di entrambe.</p>
<p>L’ultima considerazione è che per un Berlusconi che si avvia a farsi impallinare dai peones, Umberto Bossi scelga di affondare con lui. Mille volte avrebbe potuto sfilarsi e non lo ha fatto. Adesso pagherà il conto di questa scelta. Qualcuno tirerà fuori atti notarili che obbligano il razzista lombardo alla fedeltà al capo. Magari hanno ragione ma non sembrano dirimenti. Più interessante è che la Lega di Bossi (che nei sondaggi tuttora perde non più di un quinto dai massimi) abbia scelto di seguire Berlusconi prima al Lirico, poi a Salò e infine accompagnarlo nell’ultima fuga in Valtellina. C’è di mezzo l’oro di Dongo forse, ma quel repellente vecchio malato, capace da tempo di esprimersi solo con rutti e parolacce, ma che continua a tenere in pugno troppo potere al Nord, ha esaurito il fiuto politico che ha portato una nullità come lui, un imbianchino lombardo senza l’orrido genio del suo predecessore austriaco, a controllare per vent’anni un grande paese come l’Italia. La Lega affonda con Berlusconi e vedremo come quel che resta si riciclerà tra vagheggiamenti secessionisti e il tentativo di abbarbicarsi alla ciccia del potere di chi in questi anni con la fedeltà al capo ha fatto carriera. Non è un suicidio politico, un errore, un calcolo. È la logica conclusione di una stagione politica che muore. Che l’Italia, il primo grande paese europeo a sdoganare la xenofobia come legittima opzione politica possa essere il primo a liberarsene sarebbe una buona notizia. L’unica nell’autunno più grigio del secolo.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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