martedì 09 febbraio 2010, 17:30

Categoria: Politica italiana

Emiliano contro Vendola: continuiamo così, anche nel 2010 ci faremo del male

vendola Fortunati i pugliesi che hanno due ottimi candidati di centrosinistra alle imminenti Regionali.

Sono il sindaco di Bari Michele Emiliano (Partito democratico) e l’attuale presidente della Regione Nichi Vendola (Sinistra e Libertà, o come diavolo si chiama).

Sfortunati i pugliesi che vedranno i nostri baldi candidati scannarsi quasi certamente tra loro nel primo turno e magari facendo vincere le destre senza ballottaggio.

Così lasceranno campo libero alle destre del ministro Raffaele Fitto appena rinviato a giudizio per peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d’ufficio e illecito finanziamento ai partiti ma non (e quando lo ha saputo ha festeggiato come Totò Cuffaro come fosse stato prosciolto) per associazione per delinquere.

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Berlusconi perdona: poca spesa e molto guadagno

Berlusconi, annotano Vespa e soci per la futura “vita del santo martire“, perdona lo “squilibrato” e non c’è dubbio, l’investimento è buono: poca spesa e molto guadagno. L’uomo di Arcore capitalizza l’indulgenza – i papi ci costruirono San Pietro – ignora, per il momento, la zelante richiesta d’una legge che impedisca ai monumenti di volare – l’aveva sibilata prontamente l’avvocato Gelmini – e si contenta della crociata televisiva di Fede, Minzolini e compagnia cantante. … Leggi tutto

Piergianni Prosperini, il razzista col vizietto della mazzetta

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Peter Gomez e Marco Travaglio: dal ‘94 ad oggi l’infinita serie di insulti del premier e dei suoi

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Berlusconi: voi giudici e noi delinquenti

12584-004-F316017E Ogni storia è contemporanea. Si può discutere sul significato profondo dell’affermazione, ma non è facile negarlo, Benedetto Croce, moderato, monarchico e liberale, ne ha fatto l’asse portante d’una lucida e moderna filosofia della storia. Alla luce di questo principio, non fa meraviglia se Giolitti, liberale anch’egli e protagonista della nostra vita politica nel primo Novecento, parli oggi alla nostra coscienza come il "contemporaneo" d’ogni tempo: è l’uomo che, di fronte ai ripetuti colpi portati allo Statuto, alle inaccettabili violazioni dei diritti delle masse lavoratrici e al gretto e miope egoismo di classe di gran parte dei ceti dirigenti, ammoniva la borghesia sui rischi concreti d’un violento scontro sociale. A leggerlo oggi, il suo pragmatico invito alla moderazione, quello d’uno statista che si vuole "burocrate", pare tanto più forte, quanto più chiaramente risulta figlio d’una lucida visione filosofica della dinamica storica: il disagio ignorato e i diritti negati producono esiti fatalmente violenti.

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Massimo Tartaglia si pente

Massimo Tartaglia: “Non mi riconosco in quel gesto”. La mascella di Berlusconi ha frainteso.

Silvio Berlusconi (e i suoi nemici) di fronte al destino

Capture Sono sempre molto felice di ricevere commenti, stimoli, suggerimenti, critiche da parte degli amici di “Giornalismo partecipativo”. Sono una componente indispensabile. Soprattutto chi mi legge tramite la newsletter tende a scrivermi per email e mi dispiace quando non riesco a rispondere personalmente.

Quando c’è un tema molto dibattuto, come l’aggressione a Silvio Berlusconi (solo tra sito e newsletter i contatori si stanno avvicinando a 10.000 letture in meno di 24 ore, senza contare ribattute e social network) mi interessa molto capire in che senso vanno i commenti.

In questo caso vanno soprattutto in due sensi. C’è un filone che o mi spiega che l’attentatore non si chiama Anteo Zamboni oppure mi critica perché ho usato nomi (Sarfatti, Arpinati, Zaniboni, Schirru) che considera falsi. Ringrazio in entrambi i casi. Ma c’è un altro filone di gran lunga prevalente che mi partecipa delle proprie tesi complottiste: “Sono sicuro che se l’è organizzato da solo” è la tesi.

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Rosi Bindi

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Aggressione a Silvio Berlusconi: se la politica si ritira sull’Aventino

sangue_bigSilvio Berlusconi aveva appena finito di sciorinare la solita sequenza di balle e battute volgari parlando di un paese irreale e dicendo cose indegne per un dirigente politico di un paese democratico quando Anteo Zamboni lo ha colpito in Piazza Duomo a Milano.

Lo scellerato Zamboni, facendo il gioco del capo del governo nel procurargli una per fortuna leggera ferita, ha messo a nudo due passaggi fondamentali della crisi italiana.

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Vauro: W il presidente con le palle!

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Io, nero italiano e la mia vita ad ostacoli

Questo articolo, bellissimo (e per una volta onore al merito di Repubblica che l’ha pubblicato) dovrebbe essere letto nelle scuole e nelle piazze. Fatelo almeno circolare tra tutti i vostri amici, gc

di Pap Khouma

Io, nero italiano e la mia vita ad ostacoli

Sono italiano e ho la pelle nera. Un black italiano, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell’aeroporto di Boston da africane americane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera proprio nell’Italia del 2009?
Mi capita, quando vado in Comune a Milano per richiedere un certificato ed esibisco il mio passaporto italiano o la mia carta d’identità, che il funzionario senza neppure dare un’occhiata ai miei documenti, ma solo guardandomi in faccia, esiga comunque il mio permesso di soggiorno: documento che nessun cittadino italiano possiede. Ricordo un’occasione in cui, in una sede decentrata del Comune di Milano, una funzionaria si stupì del fatto che potessi avere la carta d’identità italiana e chiamò in aiuto altre due colleghe che accorsero lasciando la gente in fila ai rispettivi sportelli. Il loro dialogo suonava più o meno così.
"Mi ha dato la sua carta d’identità italiana ma dice di non avere il permesso di soggiorno. Come è possibile?".
"Come hai fatto ad avere la carta d’identità, se non hai un permesso di soggiorno… ci capisci? Dove hai preso questo documento? Capisci l’italiano?". "Non ho il permesso di soggiorno", mi limitai a rispondere.

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Missione compiuta: sconfitta la mafia. Falcone e Borsellino hanno vinto!

falcone20e20borsellino E non solo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino! Si scopron le tombe e si levano i morti (compresi Joe Petrosino e il Marchese Notarbartolo) e brindano col Lanzara e il Duca di Salaparuta.

La strana coppia Angiolino Alfano e Bobo Maroni annuncia di punto in bianco nientepopodimeno che la sconfitta della mafia e chi si è perso le puntate precedenti, tranquillo, non sono mai state girate.

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A 190 in autostrada? La finta patente a punti e la vita spericolata degli italiani

patente Della legislatura 2001-2006 alcuni di noi dicevano “almeno un paio di cose buone Berlusconi le ha fatte: la legge sul fumo nei locali pubblici e la patente a punti”.

Nel secondo caso, posso testimoniare che non è vero.

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La nuova scuola: Morucci, Mughini e Tassinari

casapound Viene da Napoli e merita un commento.

Comunicato

Si chiarisce in termini sempre più gravi quello che è successo oggi a Materdei: Una piccola piazza Navona! [...] Di sei-sette studenti, alcuni attacchinavano e altri seguivano coi motorini per monitorare la situazione viste le aggressioni già registrate su quel territorio. [...] All’altezza di piazzetta Materdei è sbucata dal vicolo una squadra di 15 persone con caschi e mazze tricolori, nella triste re-miniscenza di piazza Navona, urlando “il quartiere è nostro!”[...]
Gli studenti sono stati aggrediti con spranghe e mazze! Con sé non avevano niente se non il secchio e la scopa per attacchinare. Il tutto è avvenuto in pieno giorno in mezzo al quartiere e quindi tanta gente ha potuto vedere coi suoi occhi quello che è successo e come sono andate le cose! [...] uno degli studenti della Rete, L.T. di 19 anni, ha subito diverse botte con le mazze e in questo momento è all’Ospedale Cardarelli. I medici gli hanno riscontrato un grumo di sangue nei polmoni e un principio di enfisema (una bolla d’aria che comprime il polmone prodotta probabilmente dagli “urti” delle mazze…)

Rete antifascista e antirazzista napoletana

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Calearo, ma ti dimetti o farai lo squatter?

calearo01g Era uno dei simboli del PD veltroniano. Massimo Calearo, un imprenditore nordista e di destra che accettava di farsi mandare in parlamento dal grande partito post-partito di centro-centro-centro-sinistra.

Adesso l’ex presidente di Federmeccanica va via e dichiara: “Grazie a Dio faccio quello che voglio. Mi hanno chiamato loro, non ho chiesto io di andarci. Mi sento libero. Io di sinistra non lo sono mai stato".

Niente di sorprendente, neanche il fatto che Calearo, eletto con i voti coatti (c’era la lista bloccata, prendere o lasciare) di quei pochi veneti che hanno votato contro la destra, andrà a rimpolpare proprio quelle destre. Lui è libero, gli elettori no.