di Gennaro Carotenuto, venerdì 3 febbraio 2012, 18:22
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Politica italiana, Primo piano

Guardate la maschera di Francesco Rutelli mentre Nanni Moretti fa il discorso politico più importante della storia della sinistra italiana degli ultimi venti anni: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 29 gennaio 2012, 11:03
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Oscar Luigi Scalfaro è stato la testimonianza vivente della Costituzione condivisa nei valori dell’antifascismo. Democristiano, conservatore, lontano e molto dai valori della sinistra, si riconosceva però pienamente nei valori costituenti. Forse perciò fu il primo –e, ahinoi, uno dei pochi ai vertici dello Stato- a comprendere il carattere eversivo del berlusconismo. Perciò lo affrontò sempre a viso aperto, venendo troppo spesso lasciato solo.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 14 gennaio 2012, 17:24
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Italia, Politica italiana, Razzismo
Ne ho veramente abbastanza delle battute vagamente o apertamente razziste sulla Lega Nord e la Tanzania in merito alla vicenda, invero curiosa, dei soldi pubblici degli italiani investiti da quel partito nel paese africano. Va da sé che il luridume, la pochezza, lo squallore della Lega Nord e di chiunque ha votato Lega Nord va esposto sempre al pubblico ludibrio e seppellito anche di risate, ma il caso dei fondi investiti in Tanzania sta prestando il fianco a considerazioni e battute ugualmente e contrariamente razziste. Il peggio è che le battute (poco) salaci le fanno quelli che della Lega si considerano avversari. Ciò nei confronti di un paese che ha espresso almeno un dirigente politico, Julius Nyerere, di uno spessore tale che il più degno dei nostri parlamentari non avrebbe potuto neanche lustrargli le scarpe.
PS Oggi come oggi al centro del dibattito politico a Dar c’è l’investimento in Internet e banda larga come priorità per lo sviluppo del paese. Vogliamo vedere chi fa prima?
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Dal flop del Cinepanettone alla crisi del Grande Fratello, l’Italia volgare, egoista, squallida, ladra e cialtrona disegnata da Silvio Berlusconi fin dalla nascita della tivù commerciale a metà anni ‘70 (né biografia della Nazione né destino immodificabile) dà segni di saturazione.
Ieri sera l’ex ministro Roberto Calderoli aveva dato del “Cetto Laqualunque” al presidente della Repubblica, poche ore prima Umberto Bossi lo aveva chiamato “terrone” (viva i terroni!). Sarebbe vilipendio ma a ben guardare è una buona notizia.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 7 dicembre 2011, 18:36
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Italia, Politica italiana
Si sente dire più o meno ovunque che se Di Pietro dice cose di sinistra, per esempio sulle spese militari, lo faccia solo per opportunismo politico. Può anche essere, probabilmente è così, ma non mi sembra che guardare il dito invece della luna sia la soluzione. Intanto, in assenza di SEL e con un PD completamente muto, è un bene che ci sia qualcuno in parlamento che quelle cose di sinistra le dica. In secondo luogo qualcuno deve spiegare a cosa serva a Di Pietro (e a Vendola, e alla sinistra se ancora esiste) reggere il moccolo al matrimonio UDC-PD.
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Potremmo chiamarlo “effetto king Giorgio” e, al netto di ogni critica alla manovra Monti [che chi scrive non lesina nella coscienza che un’altra manovra fosse possibile], bisogna notare che da quando Giorgio Napolitano è riuscito a liberarci del satrapo lombardo (chiamatelo colpo di palazzo, e allora?) lo spread tra BTP e Bund è calato di circa 200 punti, da circa 560 a circa 360 punti.
A regime –ovvero se dovesse consolidarsi nel tempo- tale calo corrisponde a una somma tra 32 e 36 miliardi di Euro di risparmio (dai 16 ai 18 miliardi ogni cento punti), una somma superiore all’intera manovra di Mario Monti. È evidente che un ulteriore consolidamento, che porti lo spread tra i 150 e i 200 punti significherebbe un’ulteriore boccata di ossigeno che è probabilmente la differenza tra il baratro e la sopravvivenza dell’Italia nell’Euro.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 7 dicembre 2011, 10:01
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Italia, Media, Politica italiana
Il crollo del berlusconismo, la crisi del debito, il governo Monti… stanno segnando [anche] in Italia la crisi del giornalismo parlamentare. Addio ai passi perduti, ai tesserini preziosissimi, ai transatlantici da presidiare. Oggi il notista politico sta incatenato al computer ad aspettare l’ultimo twit di un esponente della maggioranza o l’ultimo post sul blog del leader dell’opposizione. Meno segreto e più analisi e il cittadino informato è sempre più centrale.
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Mi arrivano messaggi che mi dicono che non c’è alternativa alla manovra Monti o che saprei solo criticare o mi chiedono di ascoltate le sirene sul default controllato. Credo che di alternative ce ne fossero molte ma la faccio molto breve: legalità, legalità, legalità.
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La Professoressa Elsa Fornero è sicuramente una persona autorevole e seria e la sua commozione è rispettabile. Ma non è possibile far finta di non vedere l’arcaicità di quel “contributivo per tutti” alla base del suo modo di vedere la riforma del sistema pensionistico. La mia generazione ha spesso cominciato a versare contributi intorno a 40 anni, intermittenti o come vi pare e “contributivo per tutti” a 65 anni vuol dire per il 90% di noi avrà una pensione di fame. Io non dimentico che l’INPS tiene segreti i calcoli dei giovani perché sennò “ci sarebbe una rivolta sociale”! Sì può notare ciò o l’unica riflessione autorizzata è “meglio Fornero che Sacconi”?
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C’è sempre qualcuno che ci spiega quello che si può e non si può fare, il che è incompatibile con un popolo adulto e con la democrazia. C’è sempre qualcuno che ci spiega che la patrimoniale non si può fare perché i ricchi veri non si fanno trovare, portando i soldi all’estero o intestando barche e Ferrari a prestanome.
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Forse davvero Elsa Fornero riuscirà ad offrire al popolo indignato la testa del vitalizio parlamentare di Scilipoti o di Gelmini. Evviva, applausi, chi può dubitare che sia giusto eliminare quello scandaloso privilegio che fece la fortuna di Stella e Rizzo con “la casta”? Alzo il ditino ed esprimo il mio dubbio.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 28 novembre 2011, 15:22
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Politica italiana, Primo piano
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La formazione del governo Monti comporta allo stesso tempo sollievo e preoccupazione, continuità e discontinuità e sarà bene discernere tra sensazioni ed evidenze così contrastanti per valutare con serenità cosa ci aspetta.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 16 novembre 2011, 17:12
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Italia, Politica italiana, Primo piano
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Quelli che pensavano che il male d’Italia fossero i terroni e i negri e si sono ritrovati a dover credere che Ruby fosse la nipotina di Mubarak, adesso si vogliono –parole di Umberto Bossi- “rifare la verginità” all’opposizione con argomenti da “plutocrazie occidentali”.
Mi giovo di non frequentare chi si sente rappresentato da Castelli o dal Trota o da Borghezio, ma davvero… se dopo tutto quello che hanno dovuto ingoiare e col pugno di mosche che si ritrovano in mano, pensano ancora di rivotare la Lega…
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