di Gennaro Carotenuto, venerdì 4 maggio 2012, 17:14
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Vorrei ragionare e magari confrontarmi con chi legge sul caso di Luigi Martinelli, che ieri in provincia di Bergamo, armato fino ai denti, ha preso in ostaggio per ore prima molti e infine un dipendente di Equitalia. Da molti dettagli mi sembra che più che il gesto di un disperato possa essere l’azione dimostrativa di un provocatore che potrebbe aver dato inizio alla campagna elettorale 2013.
1) sappiamo oggi che il tipo aveva un problema con Equitalia per una somma molto bassa, circa 1000€. Se le fonti a stampa sono confermate sarebbe un valore ben inferiore alle armi con le quali si è presentato, armato fino ai denti all’agenzia di Equitalia, due pistole calibro 22 e 6.35 e un fucile a pompa calibro 12. Davvero non aveva alternative? … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 4 maggio 2012, 11:32
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Non poteva esserci miglior pubblicità che il caso della laurea albanese del Trota, alle ragioni di quanti difendiamo il valore legale del titolo di studio e la certificazione pubblica della qualità della formazione.
La notizia della laurea comprata da Renzo Bossi all’Università Kristal di Tirana, dove si è laureato in 13 mesi così a distanza da non esserci andato neanche per la Laurea, è la miglior chiosa alla parabola storica della Lega Nord. Come per il fascismo, nato anche dalla critica radicale dell’italietta liberale e degli accomodamenti familistici di questa, anche la Lega Nord replica in farsa il peggio dei fenomeni che pretendeva denunciare.
Quel “familismo amorale” che studi sociologici orientati attribuivano al mezzogiorno, individuando di conseguenza una parte sana del paese stranamente immune geograficamente dai difetti del paese, invece allignano senza eccezione ovunque. I “figli di papà” e il “tengo famiglia” sono gli articolo uno della Costituzione materiale del paese dagli stati preunitari all’Italia liberale, da quella fascista a quella repubblicana, da Gemonio a Lampedusa, da Imperia a Otranto.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 3 maggio 2012, 16:03
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Dopo la notizia che un rampollo della nostra classe dirigente come Renzo Bossi, potendo andare ad Harvard, abbia preferito andare a laurearsi in Albania, nessuno oserà più mettere in discussione il valore legale del titolo di studio.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 3 maggio 2012, 09:09
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Divertente spiegazione di Giorgio Zanchini a “tutta la città ne parla” di Radio3. L’espressione romanesca ”nun c’è trippa pe’ gatti” deriverebbe da quando il grande sindaco di Roma Ernesto Nathan tagliò la trippa con la quale venivano alimentati i gatti romani. Questi, senza la trippa facile, mossero le terga e a Roma sarebbero diminuiti drasticamente i topi.
Qualcuno obbietterebbe che tagliando la trippa ai politici questi si butterebbero sul lardo delle tangenti. Secondo me vale la pena tentare e, se d’uopo, farci lasciare ai politici lo zampino.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 3 maggio 2012, 07:03
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Italia, Media
I giornali di stamane parlano all’unisono di “primarie” nella Lega Nord. Il Devoto Oli recita: “Nel sistema elettorale in vigore negli Stati Uniti d’America: e. primarie (o le primarie s.f.pl.), quelle tenute all’interno dei partiti, per designare il candidato alle elezioni per la presidenza e i candidati alle elezioni per il rinnovo della Camera dei rappresentanti e del Senato”.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 19 aprile 2012, 08:56
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Insomma ci dobbiamo sollevare o preoccupare?
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 16 aprile 2012, 07:58
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Tutto sono meno che un "grillino". Ma mi spieghi Pierluigi Bersani cosa vuol dire "antipolitica"! È antipolitica essere contro il finanziamento pubblico dei partiti? È antipolitica pensare che i partiti possano finanziarsi diversamente? È antipolitica denunciare che non siano capaci di fare norme anticorruzione decenti? È antipolitica denunciare la mancanza di trasparenza? È antipolitica esigere dopo vent’anni la fine dei conflitti d’interessi e della lottizzazione della RAI? È antipolitica chiedere una lotta all’evasione fiscale, alle mafie, al malaffare decente e non per finta salvando sempre gli insider, da Luigi Lusi a Renzo Bossi? È antipolitica rilevare la generale mancanza di volontà di una legge elettorale che sposti la rappresentanza dalle cupole dei partiti agli elettori?
Non sarà che l’antipolitica siete voi, asserragliati lì dentro con il paese fuori ad aspettare risposte senza poter più fare neanche proposte?
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di Gennaro Carotenuto, sabato 14 aprile 2012, 09:37
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Italia, Media
Negli ultimi giorni ho ricevuto varie e del tutto legittime (nonché garbate) critiche al mio post nel quale (tra l’altro) considero opportuno eliminare del tutto il finanziamento pubblico ai partiti e considero irrecuperabile (e quindi da privatizzare) la RAI, con l’eccezione di Radio3.
Scrivo queste righe per puntualizzare la mia percezione evolutiva (evoluzionista, dialettica) del progresso, che non può rimanere bloccata, ma deve sempre sperimentare l’esistente per aggiornarlo, aggiustarlo, non come appeseament al modello economico vigente (tutt’altro!) ma perché il preesistente, la prima repubblica, le baby pensioni, il servizio pubblico iper-lottizzato, non meritano di essere difesi solo per paura di un salto nel buio.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 13 aprile 2012, 09:09
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Italia
Cinco meses después de la salida de Silvio Berlusconi, otro de los viejos referentes de la derecha italiana, Umberto Bossi, jefe de la Liga Norte, el más poderoso partido xenofóbico europeo, debe abandonar los primeros planos de la escena hundido por un caso de corrupción personal y familiar, con escandalosas conexiones con la mafia calabresa.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 7 aprile 2012, 20:17
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Italia
Nei 18 anni da quando i cittadini italiani decisero con un referendum di abolire il finanziamento pubblico, i partiti (tutti) hanno fatto man bassa di almeno 2.3 miliardi di € di rimborsi elettorali gonfiati. Con il finanziamento alla stampa di partito si superano abbondantemente i 3 miliardi. Per ogni lira che dichiarano (loro, senza controlli) di aver effettivamente speso (580 milioni di €) ne hanno incassate quattro e quindi tre sono finite ad ingrassare le fortune di ristrette cerchie intorno alle tesorerie dei partiti stessi.
Fino ad ora la giustificazione tipica fornita per difendere tale abbondante finanziamento del sistema dei partiti (una perversione che è almeno appropriazione indebita) è che, lo diceva già Bettino Craxi per giustificare la grandeur all’italiana del PSI, “la politica costa” e comunque la pretesa demagogica d’impedire la bella vita di poche centinaia o poche migliaia di persone sarebbe: 1) una goccia nel mare rispetto al debito pubblico. 2) il garantire condizioni dignitose (che nella pratica sono lussuose) alla politica eviterebbe la corruzione e democratizzerebbe l’accesso alla vita pubblica.
Alla prova dei fatti entrambi gli argomenti risultano del tutto inconsistenti.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 6 aprile 2012, 09:06
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Italia, Pianeta Terra, Primo piano
Risparmiateci l’onore delle armi per Umberto Bossi e per la Lega Nord. La melma nella quale affonda è la stessa nella quale ha lucrato per decenni su paure ataviche ed egoismi modernissimi. È un bene che il velo sia caduto sul repertorio più classico del peggiore italianismo: corruzione spiccia, avidità, opportunismo, furbizia, una casta leghista così impresentabile da far rimpiangere l’Udeur, la connivenza con la criminalità organizzata, la presunta discontinuità che invece si dimostra bieca continuità, la bella vita senza lavorare, il familismo amorale del sistemare la famiglia. Altro non è mai stato, la Lega Nord. I mali d’Italia concentrati nella casa di Gemonio quasi come fosse quella del Grande Fratello.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 3 aprile 2012, 07:26
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Italia, Storia
Ricordiamo un Eroe della Resistenza romana, Rosario Bentivegna, militante dei GAP e poi del PCI, scomparso ieri a Roma. Fu uno degli autori dell’imboscata di Via Rasella, una delle azioni più efficaci dell’intera resistenza italiana alla quale gli occupanti nazisti e i loro collaboratori fascisti fecero seguire l’infame rappresaglia delle Fosse Ardeatine dove furono trucidate 335 persone.
Per tutta la vita (e perfino ora ch’è morto) Bentivegna si è dovuto difendere da ricostruzioni infami, di comodo e antiresistenziali dei fatti. L’ultima vittoria appena nel 2010 quando in tribunale aveva visto riconosciute le sue ragioni sul direttore di “Libero”, Maurizio Belpietro, che lo aveva calunniato. Ricordiamo (e chiariamo brevemente) le ragioni di Bentivegna (qui una bella intervista):
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di Gennaro Carotenuto, sabato 31 marzo 2012, 21:31
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L’onorevole Walter Veltroni non sa usare Twitter. I suoi Tweet vanno letti dal basso verso l’alto come un comunicato stampa spezzettato all’incontrario (cfr. immagine). Non è così che si usa il medium ma, essendo considerato ancora un giovinotto della politica (come D’Alema e Rutelli), ha tempo per imparare e comunque la cosa non è gravissima. Stamane ho chiamato Walter Veltroni in causa per le squallide parole di Massimo Calearo (che Simone Incontro ha definito ammirevolmente “uno Scilipoti con i soldi”) che ho riassunto qui. Ho pubblicato un hashtag in Twitter: #veltroniscusatipercalearo perché ritengo che Calearo sia una responsabilità gravissima di Veltroni che si è a lungo vantato di averlo inventato come capolista del PD in Veneto e portato in parlamento.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 31 marzo 2012, 08:42
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Italia, Media

Voglio ringraziare pubblicamente Sandro Ruotolo per la grande generosità con la quale si è sottoposto ieri a un tour de force Genova-Roma-Macerata-Roma per essere con i miei studenti (e molti colleghi e cittadini) ieri pomeriggio nell’Aula Magna dell’Università di Macerata nell’ambito delle due giornate di studio sulla televisione in Italia.
Per due ore ci ha raccontato i suoi oltre trent’anni di esperienza di giornalismo televisivo e il mestiere, come nascono fin dai tempi di Samarcanda ad ora, con la multipiattaforma di Servizio pubblico, i suoi collegamenti da inviato nei luoghi d’Italia dove si lotta per il lavoro, per i diritti, contro la criminalità organizzata.
Giovedì –e sono altrettanto grato- erano intervenuti gli storici Giovanni Gozzini e Giulia Guazzaloca. Tutti gli intervenuti, nelle due giornate, hanno identificato negli anni del craxismo il punto di non ritorno per l’informazione italiana. In un giornalismo di marchette e censura, da Craxi a D’Alema a Berlusconi, secondo Sandro Ruotolo, l’accusa di faziosità è una dimostrazione d’indipendenza.
A questo link la bella intervista di Alessandra Pierini al nostro ospite.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 31 marzo 2012, 08:14
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Qual è lo scopo che vuol raggiungere Massimo Calearo con l’intervista a Radio24? Uomo di destra dichiarato, paracadutato da Walter Veltroni come capolista del PD in Veneto, per poi fare il sottosegretario per Berlusconi, dichiara nell’ordine:
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