Thursday 09 February 2012, 20:19

Categoria: Legalità

Evasione, oltre i luoghi comuni, si sconfigge con l’uguaglianza

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La tabella dell’Agenzia delle Entrate, interessantissima, serve a chiarire molti luoghi comuni.

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Prostitute e figli di puttana

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"Noi prostitute insistiamo a dire che i politici non sono figli nostri".

Umberto Bossi: “la Lega non è mai stata forcaiola”

 

Il deputato leghista Luca Leoni Orsenigo mostra la forca in Parlamento nel 1993.

Tonino Perna

Diavolo, io Tonino Perna l’ho conosciuto. Ero bambino e lui era un mito imprenditoriale molisano. Di più: era la rivoluzione industriale, il futuro, lo sviluppo che arrivava in uno dei luoghi più remoti d’Italia. Fine anni ‘70, primi anni ‘80. Era quello della Pop84, Tonino Perna, la fabbrica sorta dal nulla nella piana di Pettoranello, a pochi km da Isernia, un paese di 400 abitanti con almeno altri duemila paesani tra Il Canada, la Germania e la Svizzera. Faceva i jeans e moda casual. Sponsorizzava perfino la Nazionale di calcio, la Pop84, dicevano con tanto orgoglio i paesani. Come se quel marchietto, il fatto che la Nazionale viaggiasse con soldi molisani, volesse dire sentirla per la prima volta un po’ più loro, un segno ulteriore di riscatto in un’Italia dove dal Sud, soprattutto dal Sud più remoto, si doveva solo partire.

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Cosa avrei fatto io? Gli evasori all’Asinara

Mi arrivano messaggi che mi dicono che non c’è alternativa alla manovra Monti o che saprei solo criticare o mi chiedono di ascoltate le sirene sul default controllato. Credo che di alternative ce ne fossero molte ma la faccio molto breve: legalità, legalità, legalità.

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Caccia all’uomo: cambia l’ Italia, denuncia un Black bloc!

Rivolta morale in Italia! Finalmente i cittadini compatti denunciano il crimine. I mafiosi? No! Gli evasori che tutti conoscono? Nooo! I politici corrotti? Nooooo! Sbatti il mostro in prima pagina, denuncia un black bloc!

In genere questi ragionamenti vanno iniziati con un “premettendo che sono contro la violenza”. Paghiamo il fio e dopo aver premesso di essere contro la violenza di sabato a Roma e pure contro l’11 settembre, trovo oramai agghiacciante la persecuzione, quasi una caccia all’uomo, che si sta sviluppando in queste ore contro i ragazzi che hanno commesso reati sabato scorso. … Leggi tutto

Da Eduardo de Filippo a Riccardo Iacona di “Presa diretta”: per gli italiani è ancora “fuitevenne”

Quello che stupisce, sopravvivendo con pena alla puntata di ieri sulla precarietà di Presa diretta, il programma di Riccardo Iacona su RAI3, è che perfino chi come chi scrive uno straccio di lavoro in Italia ce l’ha, si ritrova a pensare ad andarsene all’estero come una svolta desiderabile. Come se l’incerto all’estero fosse comunque da preferire al certo (ma lo è davvero, sul bagnasciuga del default?) italiano. … Leggi tutto

Bagnasco, fine della Chiesa simoniaca?

Quel “purificare l’aria” del cardinale Angelo Bagnasco è un’espressione forte, attesa da tempo da chi guarda con attenzione alle cose della Chiesa cattolica riconducibili all’antica Questione romana, i rapporti con lo Stato nazionale italiano. Quella richiesta di “purificare l’aria [da Berlusconi]” è straordinariamente tardiva quanto l’invocare da parte del presidente della CEI la necessità di “azioni nobili” sia attuale e urgente nella vita politica del paese. … Leggi tutto

Il DURC di Brunetta

Fa meno ‘scena’ della proposta di abolizione del certificato antimafia ma è ancora più grave la proposta di abolizione del Documento Unico di Regolarità Contributiva presentata oggi da Renato Brunetta.

Per la cronaca il DURC è l’unico argine al mancato versamento di contributi ai lavoratori da parte delle imprese. Se non paghi i contributi non hai il DURC e se non hai il DURC non ottieni appalti.

Sull’invidia: da “Menomale che Silvio c’è” a Terry De Nicolò

lussuriainvidiaMentre ascolto la prostituta Terry De Nicolò stigmatizzare l’invidia (sic) dei cattolici e della sinistra per il suo sfruttatore Giampi Tarantini, un amico di questo sito mi accusa simpaticamente di scrivere per invidia che c’è vita oltre l’epurata RAI Dandini. È difficile difendersi da cotanta accusa come è difficile spiegare che la difesa di pochi spazi dignitosi all’interno del monopolio mediatico mainstream, pubblico e privato, mantenendo sostanzialmente intatto l’esistente (monopoli, lottizzazione, concentrazione), sia una battaglia di retroguardia e conservatrice.

Purtroppo, nella costante coazione classificatoria, essendo chi scrive catalogato dalla stessa parte politica della Dandini, non vi è alternativa al difenderla lancia in resta. Se tale difesa non c’è, se c’è un distinguo, una valutazione articolata, allora dev’esserci senz’altro un fatto personale, l’invidia appunto, che per i cattolici è un peccato capitale (come la lussuria). Coincidenza: è l’interpretazione perfino di José Mourinho che proprio questa settimana ha affermato a Madrid: “chi mi critica è invidioso della mia ricchezza”. Sono quei momenti nei quali si è assaliti da una straordinaria nostalgia per i ragionamenti complessi di Ciriaco De Mita.

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Le macerie del regime

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Il capo del governo invita un suo sodale alla latitanza. Un ministro si diverte a raccontare una barzelletta su uno stupro. Sono solo gli ultimi due di centomila flash di questi anni, dalla legge elettorale fatta in quanto “porcata” ai condoni tombali agli evasori al salto indietro di cent’anni nelle questioni di genere, allo sdoganamento del razzismo fatto passare come buon senso comune.

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I ricchi sono cittadini come gli altri

buffettIl dibattito sul cosiddetto “contributo di solidarietà” (che porterà ad un ulteriore peggioramento della manovra) e la letterina di Warren Buffett (nell’immagine) a Barack Obama hanno aperto discussioni francamente surreali per le quali i ricchi dovrebbero autotassarsi per generosità, contraddicendo la storia della finanza, del capitalismo e dell’economia. Eppure molti -forse per evitare di pensare conflitti sociali- fantasticano sull’arrivo dello zio d’America che metta mano al portafogli e salvi il paese con un atto di generosità.

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L’esprit du temps che il Partito democratico non sa cogliere

DalemaBerlusconi minaccia di ritirarsi a fare il padre nobile (sic) della Repubblica ma il PD non sembra in grado di rappresentare il cambiamento necessario all’Italia e che il paese, pur lontano dall’indignazione di altre sponde del Mediterraneo, comincia a chiedere con crescenti mobilitazioni.

Purtroppo, dalla manovra economica alla TAV alla legge elettorale, dall’abolizione delle province all’incapacità di far pulizia per la propria corruzione interna, il Partito Democratico non sembra solo incapace di dare la spallata al regime berlusconiano. Di più: appare proiettato in una politica di mera sostituzione della dirigenza PdL in disfacimento con la propria alla naturale scadenza elettorale.

Così sembra destinato a non distinguersi mai da questo nelle questioni di fondo (e tanto meno si distinguerà quando l’anomalia Berlusconi non sarà più la pietra dello scandalo) aprendo un vuoto politico pericoloso. I tempi cambiano e il PD non sa interpretarli. Il vento del Cairo, dall’elezione di De Magistris, Zedda e Pisapia ai referendum, spira forte in un paese che si domanda: il Partito democratico è parte della soluzione o è parte del problema?

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Napoli: “the day after” è oggi

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L’eversione leghista, la sempre più evidente sinergia tra PdL e camorra, complici nel boicottare il sindaco Luigi de Magistris e difendere piccoli e grandi rendite sporche sono solo una parte della realtà sotto i nostri occhi. Ve ne pentirete napoletani, aveva minacciato il satrapo lombardo. Sta già vendicandosi, Napoli come Cartagine, ma non è tutto. … Leggi tutto

L’arresto di Lele Mora e i media

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Per i tre più grandi giornali italiani, la Stampa, la Repubblica, il Corriere della Sera, l’arresto di tal Lele Mora (l’immagine è la raffinatissima –notate la mano- apertura di via Solferino, che classe!) vale l’apertura. Per il Fatto quotidiano c’è un lancio sopra il titolo dedicato alla P4. Per il Giornale va subito sotto la Libia ma prima della P4 e dei ministeri al Nord. Del resto anche l’ANSA apre su Mora.

Meglio i TG. Per il TG3 va solo alle 19.20 e per Sky è solo la quarta notizia. Per il TGla7 di Mentana è solo l’ultimo titolo. Ancora meglio il TG1 Minzoliniano (almeno nei titoli), Studio Aperto e soprattutto il TG4, che ci fanno un figurone: la notizia non c’è per niente.

Dati raccolti tra le 19 e le 20.05 del 20 giugno 2011.