Thursday 09 February 2012, 19:27

Categoria: Elezioni 2006

Lo strano caso del repentino recupero di John McCain su Barack Obama. Come in Italia nel 2006, in Messico nel 2000 e in Venezuela nel 2007 stanno di nuovo taroccando i sondaggi?

zogbyFino a due giorni fa tutti davano per chiuse le elezioni statunitensi con la vittoria di Barack Obama. Il candidato del partito democratico, secondo i sondaggi, aveva oramai un vantaggio pressocché incolmabile.
Perfino estremisti filostatunitensi nostrani, come Massimo Teodori, oramai si attaccavano al razzismo come ultima speranza: “vedrete che i sondaggi sono sbagliati, [meno male che] la gente è razzista. Si vergogna di ammetterlo ma alla fine non voterà Obama”.

Da ieri però, improvvisamente, l’umore e lo scenario sono cambiati e, nonostante l’importante appoggio dell’ex-segretario di Stato Colin Powell a Obama, tutti si stanno concentrando su di un prodigioso recupero di John McCain.

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I ”Palazzo Papers”

Riporto uno stralcio di un articolo di Steve Cobble pubblicato dal settimanale statunitense The Nation e ripubblicato per intero in italiano dagli amici di Aprileonline. Da topo d’archivio m’incuriosisce l’appello ai funzionari del governo italiano perché copino, riproducano e pubblichino i documenti che in questi giorni il governo uscente sta distruggendo in grande quantità a Roma. Beata ingenuità.

[...] Essendo un buon conoscitore di frodi elettorali, trovo tutto questo molto divertente. Spero che gli italiani tengano un occhio puntato sulla vittoria elettorale e un altro sul periodo di transizione.
Vi spiego perché: quando il partito del primo ministro José María Aznar fu sconfitto in Spagna, i seguaci di Aznar stracciarono immediatamente le carte compromettenti e cancellarono le memorie dei loro computer prima che José Luis Rodríguez Zapatero prendesse il potere. Evidentemente Aznar non voleva lasciare traccia … Leggi tutto

Tutto già previsto alla lettera!

A leggere adesso, a 20 giorni dall’uscita, la locandina del Vernacoliere sembra di essere di fronte a Nostradamus. Dico; fino alla battuta su Ruini erano buoni tutti, ma il "se perdo si rivota finché ‘un vinco" vale molti editoriali. E’ proprio vero, solo i buffoni hanno il coraggio di dire la verità.

La settimana decisiva

Se Romano Prodi non sarà incaricato da Ciampi prima dell’elezione del Capo dello Stato, probabilmente avrà già perso la partita e dovrà passare la mano. Con lui avrà perso chi ha sperato in una svolta, anche minima. Da Berlusconi a Bush al Financial Times, in troppi lavorano contro il centrosinistra (e l’Europa) tessendo una tela a metà tra la bassa cucina e il piano eversivo.

La settimana iniziata oggi deciderà delle sorti di Romano Prodi e del suo governo. Domani … Leggi tutto

La fine del padrino

La fine della storia del padrino

(e il capo della Mafia è arrestato in Sicilia)

La Rosa nel Pugno: arrivederci e grazie

Mi riempie di gioia e contribuisce alla speranza di stabilità del governo, il fatto che i radicali (nella foto Pannella in divisa da ustascia croato) siano andati malissimo. Al Senato non hanno avuto neanche un eletto e alla Camera sono stati marginalizzati dal premio di maggioranza.
Al Senato dunque non possono vivaddio fare danni. Anche i loro 14 deputati (tra i quali solo parte sono in quota radicale) alla Camera, non servono. Possono tornare armi e bagagli da dove erano venuti, ovvero a destra.

Quella della Rosa nel Pugno era un’operazione di Palazzo e probabilmente perfino di Servizi per inserire nel centrosinistra … Leggi tutto

Bush e Berlusconi: Prodi come Lukashenko

Neanche una telefonata, neanche un SMS ha mandato George Bush a Romano Prodi. Non sappiamo se alla Casa Bianca stiano studiando perfino sanzioni contro l’Italia, come se Romano fosse un Lukashenko bielorusso qualsiasi. Ma è chiaro che a quasi 48 ore dalla chiusura dei seggi in Italia, l’amministrazione statunitense ha scelto una grave presa di distanza verso il voto democratico degli italiani.

Bush avrà creduto a Berlusconi, che gli ha descritto Prodi comunista, amico dei … Leggi tutto

Visto da Página12

"Come primo ministro e magnate dei media, che pensa del trionfo di Prodi, signor Berlusconi?"

"Chi ha detto che ha vinto Prodi?"

"I media"

"Bah… i media dicono stupidaggini"

Página12, Buenos Aires, 12 aprile 2006

“Con questa classe dirigente non vinceremo mai”

Animo, che s’è vinto. E bisogna pure provare a governare. Non è un diritto; è un dovere. Il chiacchiericcio su qualunque soluzione alternativa è solo fuffa pericolosa: sia un governo di larghe intese, sia un rapido ritorno alle urne, rimetterebbero in gioco il fantasma di Berlusconi. Prodi dunque non ha alternativa al governare.

Animo che s’è vinto anche grazie alla vituperata legge, alla porcata di Calderoli che adesso, a frittata fatta, ha ben poco da ridere. Con un millimetrico pareggio alla Camera, ci ha dato una robusta maggioranza. Perfino la reale sconfitta al Senato -la CdL ha quasi … Leggi tutto

Il Manifesto – Gli italiani all’estero non sono tutti fascisti

pubblicato in Il Manifesto, 13 aprile 2006

La classe politica di sinistra, ma appieno anche l’opinione pubblica di sinistra, deve fare una profonda autocritica su vent’anni di pregiudizi e snobismo verso i cittadini italiani residenti all’estero e deve dare loro delle scuse frutto di tale autocritica.
Oggi, non solo il voto degli italiani all’estero risulta decisivo, ma ribalta perfino il risultato del senato. Per come il centrosinistra ha trattato gli italiani all’estero in questi anni ed ha continuato a trattarli durante tutta questa campagna elettorale, siamo di fronte ad … Leggi tutto

commento sui primi exit-pools

Visti così gli exit-pool sembrano una fotografia dei sondaggi di due settimane fa. Considerando il centro delle forchette siamo infatti al 52-47 dei sondaggi.

Le cose sostanziali sono che al Senato la CDL vince solo in Lombardia, Veneto e Sicilia con il Piemonte incerto. Con questi dati il centro sinistra dovrebbe raggiungere tra i 165 e i 170 seggi al senato che è una maggioranza sensibile.

Sembra buono il dato della sinistra dove spicca un 4.5-6% del voto dei Verdi+Pdci. Va bene anche Di Pietro. La sinistra ha recuperato molta astensione, ma non per suo merito. Ed è un dato del quale tenere conto.

Ma l’importante è che Berlusconi è finito!

Fino alle 3 divento matto

Come state passando queste ore? Io, incapace di ogni lavoro intellettuale, mi sto dedicando a cose burocratiche, smaltire posta, fatture, bollette. Avevo un appuntamento telefonico con Radio Popolare di Milano per parlare di Perù, ma confesso qui di averlo completamente dimenticato. E’ squillato il telefono, mi è preso un colpo. Sono relativamente tranquillo, ma sento anche la tensione aumentare. E voi? Che fate? Che pensate?

Gli italiani che votano Italia

Hanno votato. Hanno votato in massa per eleggere i loro rappresentanti a Roma. Saranno 18, 12 deputati e 6 senatori. E’ la prima volta che i cittadini italiani residenti all’estero votano per eleggere i loro rappresentanti. E’ forse la prima volta al mondo che un paese elegge deputati in quanto propri cittadini emigrati, in quanto migranti. E’ un grande passo positivo che non può non aprire ad una visione progressista nella quale anche gli immigrati in Italia e non solo gli emigrati dall’Italia, conquisteranno questo diritto.

Eppure, soprattutto da sinistra, vengono guardati con sospetto. Hanno un passaporto italiano in tasca e vengono considerati meno italiani, dubbiosamente … Leggi tutto

Basta!

 

Quello che penso dell’Economist e di chi considera tale settimanale autorevole, l’ho detto e scritto in ogni salsa, per esempio in L’Economist e la patente d’indegnità, Quando sento dire “Se lo dice l’Economist…”, “l’autorevole Economist…”, “viva l’Economist”, “l’Economist, la bibbia…”, “l’Economist, che non è certo di sinistra…” mi viene da vomitare.

 

La presunta autorevolezza dell’Economist infatti deriva da … Leggi tutto

Regime d’opposizione 2

Silvio nostro: "Servono osservatori contro i brogli". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti, che allora lo hanno incalzato, chiedendogli se alludesse agli osservatori Onu. "Debbono venire – ha risposto Berlusconi – per difendere noi da questi signori, che sono esperti di brogli, con tutti i giornali dalla loro parte, con le tv che si comportano come vedete. Hai voglia che abbiamo bisogno degli osservatori per i brogli, perchè se va avanti così chissà cosa ci combinano".

Faccio solo notare che è la prima volta nella storia dell’umanità che un governo in carica tema brogli da parte dell’opposizione. Caro Silvio: 1) se volevi gli … Leggi tutto