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	<title>Gennaro Carotenuto - Giornalismo partecipativo &#187; Primo piano</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Il caso Lusi a dieci anni esatti da Moretti a Piazza Navona</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardate la maschera di Francesco Rutelli mentre Nanni Moretti fa il discorso politico più importante della storia della sinistra italiana degli ultimi venti anni: &#8220;con questi dirigenti non vinceremo mai&#8221;.Era il 2 febbraio 2002. Dieci anni dopo esatti emerge il tanfo della fogna del caso Lusi. Abbiamo perso dieci anni e loro sono ancora lì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17558-il-caso-lusi-a-dieci-anni-esatti-da-moretti-a-piazza-navoni/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: left;">Guardate la maschera di Francesco Rutelli mentre Nanni Moretti fa il discorso politico più importante della storia della sinistra italiana degli ultimi venti anni: &#8220;con questi dirigenti non vinceremo mai&#8221;.<span id="more-17558"></span>Era il 2 febbraio 2002. Dieci anni dopo esatti emerge il tanfo della fogna del caso Lusi. Abbiamo perso dieci anni e loro sono ancora lì e finché non ci saremo liberati di quella classe dirigente e dei loro giovani epigoni, i Rutelli, i D&#8217;Alema, i Veltroni&#8230; ma anche i Letta, i Renzi&#8230; &#8220;non vinceremo mai&#8221;. Per dieci anni hanno vinto i Lusi e i Rutelli, anche se governava Berlusconi. &#8221;Per vincere bisogna saltare 2-3-4 generazioni&#8221; diceva Moretti. Suonava come una condanna, ma aveva ragione. Cacciamoli tutti, non se ne salva nessuno. &#8220;Que se vayan todos&#8221; dissero gli argentini dieci anni fa. Adesso stanno meglio.</p>
<p style="text-align: left;"><em>PS I Navoni sono miei parenti molto cari. Ovviamente è Piazza Navona. Grazie a chi mi ha segnalato l&#8217;orribile refuso.</em></p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Campagna razzista dell&#8217;operatore telefonico Italiacom</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infografica]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensavano fosse spiritosa, addirittura autoironica, la campagna pubblicitaria dell’operatore virtuale mobile Italiacom, con sede a Palermo. Invece quel riecheggiare lo stereotipo del siciliano mafioso con tanto di coppola riecheggia solo uno stereotipo razzista. Vergogna! Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/02/Italiacom.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="Italiacom" border="0" alt="Italiacom" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/02/Italiacom_thumb.jpg" width="554" height="683" /></a></p>
<p>Pensavano fosse spiritosa, addirittura autoironica, la campagna pubblicitaria dell’operatore virtuale mobile Italiacom, con sede a Palermo. Invece quel riecheggiare lo stereotipo del siciliano mafioso con tanto di coppola riecheggia solo uno stereotipo razzista. Vergogna!</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>La Gran Bretagna cerca la guerra ma si espande la solidariet&#224; con l&#8217;Argentina per le Malvinas</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre infinite]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Di fronte alla follia dell’aggressione britannica, che manda navi da guerra nell’Atlantico sud, soffiando sul fuoco, si diffonde dal Venezuela al Brasile la solidarietà all’Argentina che esige il ripristino della sua sovranità sulle isole Malvinas. Il blocco per tutte le navi battenti la bandiera fantoccio delle Falkland in tutti i porti latinoamericani è strettamente osservato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/02/malvinas.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="malvinas" border="0" alt="malvinas" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/02/malvinas_thumb.jpg" width="604" height="332" /></a></p>
<p>Di fronte alla follia dell’aggressione britannica, che manda navi da guerra nell’Atlantico sud, soffiando sul fuoco, si diffonde dal Venezuela al Brasile la solidarietà all’Argentina che esige il ripristino della sua sovranità sulle isole Malvinas. Il blocco per tutte le navi battenti la bandiera fantoccio delle Falkland in tutti i porti latinoamericani è strettamente osservato e si moltiplicano le manifestazioni contro Londra e in solidarietà con Buenos Aires.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Brasile: Dilma Rousseff va a Porto Alegre e se ne frega di Davos</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 16:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Neoliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera. Tanto il Brasile, atteso ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Dilma-rousseff1-e1327621739160-655x396.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="Dilma-rousseff1-e1327621739160-655x396" border="0" alt="Dilma-rousseff1-e1327621739160-655x396" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Dilma-rousseff1-e1327621739160-655x396_thumb.jpg" width="659" height="400" /></a></p>
<p>Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.</p>
<p>Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Oscar Luigi Scalfaro</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Oscar Luigi Scalfaro è stato la testimonianza vivente della Costituzione condivisa nei valori dell’antifascismo. Democristiano, conservatore, lontano e molto dai valori della sinistra, si riconosceva però pienamente nei valori costituenti. Forse perciò fu il primo –e, ahinoi, uno dei pochi ai vertici dello Stato- a comprendere il carattere&#160; eversivo del berlusconismo. Perciò lo affrontò sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Scalfaro.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="ITALY PRESIDENT SCALFARO" border="0" alt="ITALY PRESIDENT SCALFARO" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Scalfaro_thumb.jpg" width="416" height="445" /></a>Oscar Luigi Scalfaro è stato la testimonianza vivente della Costituzione condivisa nei valori dell’antifascismo. Democristiano, conservatore, lontano e molto dai valori della sinistra, si riconosceva però pienamente nei valori costituenti. Forse perciò fu il primo –e, ahinoi, uno dei pochi ai vertici dello Stato- a comprendere il carattere&#160; eversivo del berlusconismo. Perciò lo affrontò sempre a viso aperto, venendo troppo spesso lasciato solo.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>In difesa dell&#8217;Università pubblica &#8211; l&#8217;appello</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola, università, ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho partecipato con grande convinzione alla stesura di questo appello in difesa dell&#8217;Università pubblica, assediata ieri dal nichilismo gelminiano e oggi dai tecnocrati neoliberali di Mario Monti. &#8220;I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi&#8221;. I prestiti d&#8217;onore servono solo a garantire ai capaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" align="justify"><em>Ho partecipato con grande convinzione alla stesura di questo appello in difesa dell&#8217;Università pubblica, assediata ieri dal nichilismo gelminiano e oggi dai tecnocrati neoliberali di Mario Monti. &#8220;I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi&#8221;. I prestiti d&#8217;onore servono solo a garantire ai capaci e meritevoli privi di mezzi un futuro di debiti. L&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio configura un&#8217; università classista, se non razzista, che esclude capaci e meritevoli privi di mezzi dalle università di serie A. Solo l&#8217;Università pubblica, gratuita e di qualità può essere strumento di progresso, crescita, democrazia e perequazione sociale (gc). <a href="https://laureati.economia.unige.it/SelectSurveyASPAdvanced/TakeSurvey.asp?SurveyID=342765KK3mlKG" target="_blank">Adesioni qui</a>.<br />
</em></p>
<p dir="ltr" align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Tasse studentesche più alte e abolizione del valore legale del titolo di studio non miglioreranno l’università pubblica italiana.</strong></span></p>
<p dir="ltr" align="justify">Approfittando dell’attenzione dell’opinione pubblica verso le “liberalizzazioni” di alcuni settori di attività del nostro Paese come strumento per una loro modernizzazione, in questi giorni è stata rilanciata &#8211; con l’adesione di un gruppo di docenti universitari &#8211; la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio (valevole quindi come condizione di accesso ai concorsi per l’impiego pubblico) e di “liberalizzare” le tasse studentesche (già tra le più alte dell’Europa continentale, specie se in rapporto agli scarsi servizi disponibili ed ai livelli di reddito), affiancandovi un sistema di prestiti agli studenti, da restituire dopo l’ingresso nel mercato del lavoro.<span id="more-17519"></span></p>
<p dir="ltr" align="justify">Andando all’essenziale, alla base di queste proposte ci sono alcune idee che non ci sentiamo di condividere. La prima è che l’equità sociale delle opportunità di accesso alla formazione universitaria sarebbe ristabilita dal sistema dei prestiti. E’ evidente che si tratta di una finzione (se non di un inganno): un individuo ‘povero’ indebitato, oggi studente domani (forse) lavoratore, non è uguale a (ne’ libero quanto) un individuo ‘ricco’ senza debiti. Anche quando si sostiene che comunque tasse più alte e prestiti sarebbero un sistema più equo dell’attuale, distorto principalmente dall’evasione fiscale, si finisce per far scontare ai giovani, gravandoli precocemente di debiti, l’incapacità dello Stato nel riscuotere i tributi.</p>
<p dir="ltr" align="justify">La creazione di un mercato dei titoli di studio, conseguente all’abolizione del loro valore legale, metterebbe poi, secondo i proponenti, le università in una sana concorrenza per la qualità. Anche in questo caso siamo di fronte ad una finzione (se non ad un inganno). Date le posizioni di partenza degli atenei, diseguali e caratterizzate da sottofinanziamento, l’unica concorrenza che scatterebbe fra Università sarebbe appunto per le risorse, con conseguente vantaggio dei gruppi di potere accademico, politico ed economico consolidati che invece, si suppone, dovrebbero essere il bersaglio delle politiche di liberalizzazione nel loro spirito più nobile. Il ‘valore legale’ tenderebbe semplicemente ad essere sostituito dal valore monetario necessario per conseguire il titolo di studio. Le due misure associate produrrebbero un effetto micidiale di stratificazione per censo delle Università, acuendo i già presenti dislivelli territoriali che caratterizzano il nostro sistema universitario nazionale. Abolire il valore legale del titolo di studio significa anche abbandonare l’obiettivo di uno standard nazionale di riferimento per la formazione universitaria: al contrario bisogna intervenire perché tutte le università finanziate dallo Stato rispettino tale standard. Anche l’accento (giustamente) posto sulla centralità del merito nella vita universitaria assumerebbe, alla luce di queste misure, un deciso sapore classista.</p>
<p dir="ltr" align="justify">Queste proposte implicano quindi una decisa spinta alla privatizzazione di fatto dell’università pubblica e alla restrizione sociale dell’accesso. Accettarle significherebbe anche una resa istituzionale all’inefficienza pubblica in vari ambiti, come il controllo dell’evasione fiscale e della qualità dei servizi pubblici, e del reclutamento nell’impiego pubblico.</p>
<p dir="ltr" align="justify"><strong>Per questo chiediamo alla classe politica che si riconosce nella nostra Costituzione Repubblicana e al Governo di rifiutarle, di non accettare scorciatoie fuorvianti ai problemi del finanziamento e del rilancio del sistema educativo e universitario pubblico, così come di altri ambiti preziosi della produzione culturale del Paese. L’università deve restare una istituzione pubblica centrale e deve riprendere a svolgere tutte le sue funzioni, in primis quella di fornire una formazione critica e qualificata, basata su didattica e ricerca libere, plurali e rigorose, con il più ampio accesso sociale agli studi e alle professioni della ricerca e della docenza. Per poter svolgere questo suo ruolo pubblico all’università non serve mettersi in vendita, ma servono politiche e risorse adeguate.</strong></p>
<p class="postAuthorLink">Redazione su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Se questo &#232; un uomo&quot;.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Uguaglianza]]></category>

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		<description><![CDATA[Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per un pezzo di pane, che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/LeviRicorda.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 20px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="LeviRicorda" border="0" alt="LeviRicorda" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/LeviRicorda_thumb.jpg" width="384" height="285" /></a>Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per un pezzo di pane, che muore per un sì o per un no.    <br />Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d’inverno.    <br />Meditate che questo è stato: vi comando queste parole.    <br />Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli.    <br />O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.    <br />Primo Levi</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Guatemala, 30 anni dopo processo per genocidio per R&#237;os Montt</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi pensavano che potesse succedere, eppure anche in Guatemala la giustizia avanza per il genocidio con il quale l’esercito guatemalteco, con il supporto organico di quello statunitense, in nome dell’anticomunismo fece terra bruciata della comunità Maya, assassinando almeno 200.000 persone tra gli anni ‘60 e ‘80, il numero più alto tra tutti i sistemi repressivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/riosmontt.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="riosmontt" border="0" alt="riosmontt" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/riosmontt_thumb.jpg" width="308" height="175" /></a>Pochi pensavano che potesse succedere, eppure anche in Guatemala la giustizia avanza per il genocidio con il quale l’esercito guatemalteco, con il supporto organico di quello statunitense, in nome dell’anticomunismo fece terra bruciata della comunità Maya, assassinando almeno 200.000 persone tra gli anni ‘60 e ‘80, il numero più alto tra tutti i sistemi repressivi latinoamericani. </p>
<p><span id="more-17504"></span>
<p>Ebbene l’ex presidente, il generale in pensione Efraín Ríos Montt (foto), attende da ieri agli arresti domiciliari un processo nel quale sarà giudicato come mandante di 266 stragi dove furono assassinate almeno 1.700 persone, stuprate 1.400 e che causarono almeno 29.000 profughi (in totale circa 500 villaggi maya furono rasi al suolo con circa un milione di persone che dovettero rifugiarsi all’estero o nascondersi nella “sacra selva”. </p>
<p>All’udienza storica di ieri a Città del Guatemala, nella quale è stato disposto il rinvio a giudizio e gli arresti domiciliari per l’ex onnipotente Ríos Montt, oggi 86enne, erano presenti decine di familiari delle vittime che da più di 30 anni reclamano verità e giustizia.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Evasione, oltre i luoghi comuni, si sconfigge con l&#8217;uguaglianza</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Uguaglianza]]></category>

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		<description><![CDATA[La tabella dell’Agenzia delle Entrate, interessantissima, serve a chiarire molti luoghi comuni. L’evasione fiscale è almeno di due tipi completamente diversi ma ben individuabili. Vi è un tipo di evasione da disagio sociale, concentrata in alcune province del Sud (ma non tutte) e vi è un’evasione da accumulazione di ricchezza (spiriti animali li chiamano). Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/evasione_regionali.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="evasione_regionali" border="0" alt="evasione_regionali" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/evasione_regionali_thumb.jpg" width="575" height="671" /></a></p>
<p>La tabella dell’Agenzia delle Entrate, interessantissima, serve a chiarire molti luoghi comuni. </p>
<p><span id="more-17483"></span>
<p>L’evasione fiscale è almeno di due tipi completamente diversi ma ben individuabili. Vi è un tipo di evasione da disagio sociale, concentrata in alcune province del Sud (ma non tutte) e vi è un’evasione da accumulazione di ricchezza (spiriti animali li chiamano). Sono due facce dello stesso difetto di sviluppo italiano e anche l’evasione, entrambi i tipi di evasione, si combattono innanzitutto con politiche di uguaglianza.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mondo che cambia: l&#8217;America latina e l&#8217;India adesso sono vicine</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Clima, energia, scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto cambia velocemente. Fino ad un decennio fa la globalizzazione neoliberale sembrava un’estensione del colonialismo classico con le periferie destinate a continuare ad essere satelliti dei loro rispettivi soli. Come in questo sito stiamo raccontando da anni, spesso trattati come pazzi o estremisti, non è andata così e per l’America latina le relazioni monogamiche con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/t2011041434528.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="The Prime Minister, Dr. Manmohan Singh and the President of Brazil, Ms. Dilma Rousseff in a bilateral meeting, on the sidelines of BRICS Summit, at Sanya, Hainan, China on April 14, 2011. " border="0" alt="The Prime Minister, Dr. Manmohan Singh and the President of Brazil, Ms. Dilma Rousseff in a bilateral meeting, on the sidelines of BRICS Summit, at Sanya, Hainan, China on April 14, 2011. " align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/t2011041434528_thumb.jpg" width="204" height="151" /></a>Tutto cambia velocemente. Fino ad un decennio fa la globalizzazione neoliberale sembrava un’estensione del colonialismo classico con le periferie destinate a continuare ad essere satelliti dei loro rispettivi soli. Come in questo sito stiamo raccontando da anni, spesso trattati come pazzi o estremisti, non è andata così e per l’America latina le relazioni monogamiche con gli Stati Uniti sono un ricordo del passato. Adesso tocca all’India che in poco più di un decennio calcola di moltiplicare per 25 l’intercambio.</p>
<p><span id="more-17478"></span>
<p>I cosiddetti paesi del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) sono sempre più integrati in un commercio Sud-Sud che prescinde sempre più spesso da un mondo euroccidentale intorno al quale è ruotato tutto il loro interscambio dall’età moderna in avanti. Il dialogo e il ridisegno geopolitico delle relazioni internazionali sono fondamentali (si pensi al viaggio in pompa magna dell’allora presidente brasiliano Lula a Teheran nel 2010 o a quello di Mahmoud Ahmedinejad in Venezuela di questi giorni) ma è intorno ai BRICS che stanno crescendo integrazioni proprie di aree economiche sempre più coese. </p>
<p>L’intera America latina intorno al Brasile e al Sud America fin dalla fine degli anni ’90 ha costruito sulla relazione con la Cina l’uscita da quelle che l’ex presidente argentino Carlos Menem definiva “relazioni carnali” con gli Stati Uniti. La Cina viaggia oramai verso un interscambio passato in poco più di un decennio da 10 a quasi 200 miliardi di dollari, contribuendo non poco alla crescita sostenuta della regione in questi anni che, per la prima volta non si ammala più di polmonite per uno starnuto a Londra o New York. Basta un dato per spiegare la rivoluzione. Dal 2007 il primo partner commerciale del Cile (un’economia che è stata disegnata dal 1973 in avanti per essere complementare a quella statunitense) è la Cina. Ma è oramai anche l’India –fino a ieri un mondo lontanissimo- a essere divenuto negli ultimi anni un partner importante di un multilateralismo economico sempre più marcato che fa parlare di complementarità perfetta tra Asia e America latina. </p>
<p>Già nel 2006 il primo ministro Manmohan Singh (nella foto con Dilma Rousseff) era stato il primo grande leader non latinoamericano (dopo Giovanni Paolo II e la storica visita del cinese Hu Jintao del 2004) a viaggiare a Cuba a sanzionare che l’isolamento dell’isola era un retaggio di una guerra fredda ormai finita. Nell’ultimo decennio l’interscambio tra l’India e il Continente ha smesso di caratterizzarsi per la presenza della versione economica della Vespa, la Tata, per diversificarsi e crescere in maniera impetuosa. Ancora all’inizio dello scorso decennio l’interscambio tra il paese asiatico e l’America latina era di meno di 2 miliardi di dollari. Oggi è di 25 miliardi, dieci dall’India verso l’America e 15 in senso inverso. Nel 2012 l’interscambio India-Brasile supererà per la prima volta i dieci miliardi di dollari e vi sono 1.5 miliardi di dollari di imprese indiane investiti in Brasile e poco meno di un miliardo gli investimenti brasiliani nel paese asiatico. Secondo l’ambasciatore indiano nel Cono Sud Rengaraj Viswanathan, in un’intervista al <a href="http://timesofindia.indiatimes.com/business/india-business/Indias-trade-with-Latin-America-may-reach-50-billion/articleshow/11339538.cms" target="_blank">Times of India</a>, raddoppierà ancora arrivando a 50 miliardi di dollari nei prossimi due anni. Investimenti che al momento coinvolgono almeno 35.000 latinoamericani che lavorano per imprese indiane, il 50% dei quali nel settore delle tecnologie delle informazioni (IT) anche se gli investimenti maggiori –come per la Cina- sono nei settori agricolo e minerario.</p>
<p>Per entrambi i partner, ma soprattutto per l’America latina, la necessità di affrancarsi dalle relazioni diseguali con gli Stati Uniti sono state innanzitutto una necessità politica di fronte al collasso di fine anni ’90 delle economie fondomonetariste ma via via il commercio Sud-Sud ha smesso di essere un enunciato ideologico per divenire il più rilevante strumento di difesa dalla crisi euroccidentale e di crescita autonoma. Sono aree accomunate da una sostenuta crescita economica e dalla necessità di diversificare i propri partner di fronte alla perdurante crisi eurostatunitense. Vedi anche il rapporto del <a href="http://idbdocs.iadb.org/wsdocs/getdocument.aspx?docnum=35239272" target="_blank">BID</a> e quello della <a href="http://siteresources.worldbank.org/DEC/Resources/China_India_Challenge_to_LA.pdf" target="_blank">Banca Mondiale</a>.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Appello alla sollevazione del Marocco</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 09:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paola Caridi Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17469-appello-alla-sollevazione-del-marocco/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><a href="http://invisiblearabs.com/?p=4196" target="_blank">Paola Caridi</a></p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Naufragio Costa Concordia: arrivano gli sciacalli</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il TGCOM di Mediaset ha lanciato un ameno sondaggio per stabilire di chi è la colpa del naufragio dell’Isola del Giglio. Sciacalli. Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/sciacalli.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="sciacalli" border="0" alt="sciacalli" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/sciacalli_thumb.jpg" width="554" height="356" /></a></p>
<p>&#160;</p>
<p>Il TGCOM di Mediaset ha lanciato un ameno sondaggio per stabilire di chi è la colpa del naufragio dell’Isola del Giglio. Sciacalli.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Notizia di routine: dodicesimo femminicidio in quindici giorni in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Femminicidi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Enza Cappuccio, una ragazza di 33 anni di Marano, è la dodicesima vittima di femminicidio in Italia nei primi 15 giorni del 2012. La notizia non sfonda tra l’affondamento del Titanic e il rating del paese mandato in serie B dalle valutazioni interessate della S&#38;P. Ma è in serie C l’Italia per femminicidi, a nord, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/fs.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="fs" border="0" alt="fs" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/fs_thumb.jpg" width="236" height="355" /></a>Enza Cappuccio, una ragazza di 33 anni di Marano, è la dodicesima vittima di femminicidio in Italia nei primi 15 giorni del 2012. </p>
<p>La notizia non sfonda tra l’affondamento del Titanic e il rating del paese mandato in serie B dalle valutazioni interessate della S&amp;P. Ma è in serie C l’Italia per femminicidi, a nord, a sud, nel centro Italia, da Monza a Civitanova Marche, da Trapani ad Avellino, giovani, vecchi, di mezza età, colti e analfabeti, mariti incazzosi o depressi, compagni e fidanzati promossi o respinti, con e senza account Facebook sul quale depistare le indagini. </p>
<p>È una guerra non dichiarata, che compete con gli omicidi a sfondo criminalità e oramai si avvicina per numeri ai morti sul lavoro. 122 nel 2009, 113 nel 2010, 137 nel 2011, e il 2012 è iniziato con una media più che doppia.</p>
<p><span id="more-17440"></span>
<p>Il mainstream fa il minimo indispensabile, sciattamente, omissivamente, di fronte a notizie che non rendono o che peggio mettono in dubbio interessi e visioni dominanti, dove il male viene da fuori e la famiglia sarebbe un’oasi di pace. E poi, in fondo, sono cose di routine, l’assassino si trova subito e ancora sporco di sangue, o addirittura porta la moglie strangolata in ospedale, come nel caso di Enza Cappuccio. Routine, appunto, a meno che il movente non sia che lei, musulmana, “volesse vivere all’Occidentale”. </p>
<p>In quel caso, vero o più spesso presunto o semplificato, si scatenano. In realtà, come sempre, il totem dell’etnia, non ha nulla a che vedere e semmai bisognerebbe parlare di scontro con la modernità dei diritti. Comunque, c’è a chi piace saperlo, dieci degli assassini sarebbero italiani di tutte le etnie, uno sarebbe del Bangladesh e il dodicesimo un egiziano accusato di aver ucciso una lavoratrice sessuale, l’unico dei dodici femminicidi non avvenuto in ambito familiare.</p>
<p>Merito, molto merito a <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/" target="_blank">Femminismo a Sud</a>, a <a href="http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/" target="_blank">Bollettino di guerra</a> e a tutti i siti partecipativi che fanno da “servizio pubblico” in luogo del mainstream. </p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Parole come pietre: &#8220;Ha 24 anni ed &#232; slavo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 18:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Bianca Berlinguer (e mille altri peggio di lei): “Ha 24 anni ed è slavo”. Così ha introdotto nel TG3, il telegiornale italiano più politicamente corretto, la notizia sull’arresto del criminale che ha assassinato a Milano a bordo di un SUV un vigile urbano. Non c’è nulla da fare: oggi in qualunque media la cosa più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/biancaberlinguer.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 20px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="biancaberlinguer" border="0" alt="biancaberlinguer" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/biancaberlinguer_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a>Bianca Berlinguer (e mille altri peggio di lei): “Ha 24 anni ed è slavo”. </p>
<p>Così ha introdotto nel TG3, il telegiornale italiano più politicamente corretto, la notizia sull’arresto del criminale che ha assassinato a Milano a bordo di un SUV un vigile urbano. Non c’è nulla da fare: oggi in qualunque media la cosa più importante per una notizia di cronaca nera è la nazionalità (quella degli avi, il passaporto invece non conta), del presunto autore del crimine. </p>
<p><span id="more-17428"></span>
<p>Se tutto il resto non conta, il contesto, i motivi (anche se in questo caso l’abiezione è tale da non esserci perdono possibile) l’unica cosa alla quale serve la notizia è a riaffermare un pregiudizio, un cliché, uno stereotipo che può uccidere come e più di un SUV lanciato a folle velocità. Oramai i pregiudizi sono tali che vengono rinforzati anche quando sono smentiti dai fatti (come l’illusionista Brachetti che derubato due giorni fa a Lugano tira in causa Napoli). </p>
<p>Cosa importa, cosa aggiunge alla notizia, se non la cattiva intenzione del dare in pasto al pubblico il pregiudizio che vuole ascoltare, il dire da dove proviene il presunto criminale? Banchiere ebreo, romeno stupratore, albanese rapinatore, siciliano mafioso, musulmano terrorista… le parole sono pietre e contribuiscono a costruire i muri.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Povero Zapatero, la dignitosa uscita di scena di un potente della terra</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 19:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Si possono dire molte cose su José Luis Rodríguez Zapatero, capo del governo spagnolo uscente, ma non che si sia arricchito nei suoi anni alla Moncloa. Ciò al contrario dei suoi predecessori Adolfo Suárez, Felipe González e José María Aznar che da capi del governo hanno costruito medie o grandi fortune economiche (soprattutto Aznar) o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/zapatero_1479356c.jpg"><img style="background-image: none; margin: 0px 0px 0px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; padding-top: 0px; border: 0px;" title="zapatero_1479356c" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/zapatero_1479356c_thumb.jpg" alt="zapatero_1479356c" width="464" height="292" align="right" border="0" /></a>Si possono dire molte cose su José Luis Rodríguez Zapatero, capo del governo spagnolo uscente, ma non che si sia arricchito nei suoi anni alla Moncloa.</p>
<p>Ciò al contrario dei suoi predecessori Adolfo Suárez, Felipe González e José María Aznar che da capi del governo hanno costruito medie o grandi fortune economiche (soprattutto Aznar) o del noto cleptomane Francisco Franco, capace di ammassare qualunque bene mobile o immobile gli capitasse a tiro.</p>
<p><span id="more-17421"></span></p>
<p>Ebbene, dopo 7 anni come capo del governo e 11 come capo del partito socialista (PSOE), Rodríguez Zapatero esce di scena (lo scrive il bollettino del Congresso spagnolo) con appena 33.480 Euro sul proprio conto corrente e torna a vivere nello stesso appartamento in affitto a León dove viveva prima di diventare capo del governo.</p>
<p>Al patrimonio personale dell’ex-inquilino della Moncloa si aggiungerebbe solo un valore di 120.000 Euro dato dalla vendita di un appartamento familiare già investito nell’acquisto di un appezzamento di 740 metri quadri, sempre nel capoluogo della vecchia Castiglia, dove vorrebbe costruire una villetta. Come capo del governo Zapatero guadagnava meno di 5.000 Euro al mese e ora dovrebbe beneficiare di un vitalizio di 3.500 (altre fonti parlano di 12.000).</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Frecciarossa, finisce l&#8217;apartheid del caff&#232;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 11:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Uguaglianza]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un comunicato di tre righe Trenitalia ha messo fine all’apartheid del caffè sui treni ad Alta Velocità, che proibiva ai passeggeri di quarta classe (che nella prima campagna pubblicitaria –pure ritirata precipitosamente- erano evidentemente extracomunitari) di poter accedere alla carrozza bar. Nel comunicato si fa esplicito riferimento al ruolo di Internet da dove sarebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/trenitalia-black.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="trenitalia-black" border="0" alt="trenitalia-black" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/trenitalia-black_thumb.jpg" width="244" height="164" /></a>Con un comunicato di <a href="http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=1da5c90fcc7d4310VgnVCM1000008916f90aRCRD" target="_blank">tre righe</a> Trenitalia ha messo fine all’apartheid del caffè sui treni ad Alta Velocità, che proibiva ai passeggeri di quarta classe (che nella prima campagna pubblicitaria –pure ritirata precipitosamente- erano evidentemente extracomunitari) di poter accedere alla carrozza bar. Nel comunicato si fa esplicito riferimento al ruolo di Internet da dove sarebbero venute intense proteste che avrebbero contribuito a cambiare quella che viene definita una “sperimentazione”, fortunatamente abortita. </p>
<p>Dunque da oggi sull’Alta velocità di Trenitalia anche i poveri e i <em>negri</em> potranno prendere il caffè con gli esseri umani senza neanche bisogno di una Rosa Parks che si faccia arrestare per difendere elementari diritti civili. Bene la decisione, ma chi paga&#160; per questo disastro che è prima etico che di comunicazione?</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Umberto Bossi: &#8220;la Lega non &#232; mai stata forcaiola&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 05:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Il deputato leghista Luca Leoni Orsenigo mostra la forca in Parlamento nel 1993. Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/legaforcaiola.jpg"><img class="size-full wp-image-17391 aligncenter" title="legaforcaiola" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/legaforcaiola.jpg" alt="" width="574" height="419" /></a></p>
<p>Il deputato leghista Luca Leoni Orsenigo mostra la forca in Parlamento nel 1993.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un brivido lungo Facebook</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho ricevuto una telefonata privata da una persona che non conoscevo se non di fama, ma con la quale non avevo mai avuto contatti in precedenza. Di questa telefonata ho brevemente reso conto in un email (inviato dal mio account Gmail) a una terza persona (che non usa Facebook) nominando nel corpo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/facebook.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="facebook" border="0" alt="facebook" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/facebook_thumb.jpg" width="519" height="401" /></a></p>
<p>Ieri sera ho ricevuto una telefonata privata da una persona che non conoscevo se non di fama, ma con la quale non avevo mai avuto contatti in precedenza. Di questa telefonata ho brevemente reso conto in un email (inviato dal mio account Gmail) a una terza persona (che non usa Facebook) nominando nel corpo del messaggio la persona della telefonata. </p>
<p>Stamane apro Facebook e nel box delle persone delle quali Mark Zuckerberg mi consiglia di diventare amico, c’è la persona della telefonata, con la quale non ho neanche “amici” in comune. Confesso che ci sono momenti nei quali viene voglia di fare un passo indietro, chiudere tutti gli account, tutti i social network, staccare il wi-fi o almeno rivolgersi a quei siti finlandesi di anonimato digitale che andavano di moda negli anni ‘90.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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		<title>Al rogo, al rogo!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 09:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Morgan de Sanctis]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta un video fatto circolare ad arte -nel quale sarebbe reo di non esultare abbastanza al quarto gol della sua squadra- messo in Rete da un anonimo interessato, per far partire una campagna di diffamazione nei confronti del portiere del Napoli e della Nazionale Morgan de Sanctis. Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Morgan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-17369" title="Morgan" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/01/Morgan.jpg" alt="" width="594" height="407" /></a></p>
<p>Basta un video fatto circolare ad arte -nel quale sarebbe reo di non esultare abbastanza al quarto gol della sua squadra- messo in Rete da un anonimo interessato, per far partire una campagna di diffamazione nei confronti del portiere del Napoli e della Nazionale Morgan de Sanctis.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p>]]></content:encoded>
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