Friday 25 May 2012, 03:29

Categoria: America latina

Discutendo (più pacatamente) sul Papa a Cuba alla Radio Svizzera

Ringrazio Luca Lombroso per avermi scovato il podcast alla trasmissione di stamane della Radio Svizzera sul Papa a Cuba alla quale ho partecipato e che è possibile ascoltare qui.

Il Papa a Cuba. Gennaro Carotenuto alla Radio Svizzera

Mercoledì 28 marzo sarò ospite dalle 8.30 alle 9.00 del programma della Radio Svizzera in italiano “Modem” sul tema del viaggio di Benedetto XVI a Cuba.

Benedetto XVI: l’inciucio tra Vaticano e Cuba denunciato dagli Stati Uniti

POPE-MEXICO/

Non arriva ai media italiani la fitta polemica tra Stati Uniti e Vaticano rispetto all’imminente arrivo del Papa a Cuba, previsto per oggi e che ha portato ad almeno un incidente aperto con il Cardinale Ortega che ha chiesto aiuto alla Polizia per far sgomberare una chiesa dell’Avana. In particolare le organizzazioni cubano-statunitensi di Miami hanno stigmatizzato un viaggio che “solo conviene alla dittatura castrista”. Da Miami e da Washington non si perdona al Vaticano la presunta linea morbida nei confronti di Cuba Rivoluzionaria e in particolare il fatto che la Chiesa cattolica condanni l’embargo statunitense contro l’isola fin da prima dello storico viaggio di Giovanni Paolo II nel 1998.

La denuncia dell’embargo come illegittimo, peraltro condivisa dal Vaticano con tutti i paesi del mondo salvo Israele, è sicuramente il punto più algido del conflitto tra Vaticano e Stati Uniti su Cuba e ripetutamente il cardinale Jaime Ortega è stato di fatto accusato di collaborazionismo per impedire di usare il tema della presunta assenza di “libertà religiose” nell’isola per attaccare il governo. Vari esponenti politici statunitensi come Ileana Ros-Lehtinen, parlamentare repubblicana come il senatore Marco Rubio, denunciano apertamente “l’inciucio tra Chiesa cattolica e Cuba”.

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I tremila prigionieri politici a Cuba del vaticanista di Sky Stefano Maria Paci

PaciSto cercando di capire da dove il vaticanista di SKY tiri fuori la notizia che ripete da giorni a ogni SkyTG24 per la quale, per opera della chiesa cattolica, in occasione della visita del Papa sarebbero stati liberati a Cuba la bellezza di tremila prigionieri politici.

Caspita, sto tutto il giorno qui a studiare di America latina ma questa mi era sfuggita! Per avere una versione neutra su questi temi chi scrive va sempre per prima cosa a vedere l’ultimo rapporto di Amnesty che per Cuba si trova a questo link. Non viene identificato un numero definitivo di prigionieri di coscienza ma quello che appare sicuro è il numero di undici (11).

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Ma dove diavolo è andato il Papa?

sudamerica

Ne sto sentendo di tutti i colori sul viaggio del papa, ma innanzitutto si conferma una convinzione: nessun giornalista presunto serio ammetterebbe, neanche sotto tortura, che il Messico si trova in NORDAMERICA! Inammissibile! Quei cenciosi terroni fannulloni narcotrafficanti indigeni non possono insozzare il sacro suolo di una cosa che si chiama Nord, men che meno America.

Quelli più prudenti dicono America latina, altri cambiano la geografia e dicono Centroamerica ma quelli muscolari, tipo “il Giornale” dell’immagine e decine di altri, puntano dritto sul Sudamerica! Ah (cantava Paolo Conte) Sudamerica, sudamerica, sudamerica… ma parlava dell’Uruguay… e da Guanajuato Montevideo è appena appena ottomila km più a Sud, esattamente come da Roma a Johannesburg.

Benedetto XVI in Messico e a Cuba: le chiavi per capire il viaggio del Papa

fidel_papa

Papa Benedetto XVI sta per sbarcare per la prima volta nel suo pontificato nell’America latina di lingua spagnola con un viaggio che toccherà Messico e Cuba. Nonostante per i media internazionali e italiani tutto l’interesse sia puntato sulla tappa caraibica del viaggio, quella nordamericana è di gran lunga più importante. Ciò per alcuni motivi chiari: innanzitutto il Messico è un paese del G20 di oltre 100 milioni d’abitanti rispetto ai 12 milioni di Cuba.

Inoltre, se quella cubana appare soprattutto una visita pastorale che segue di 14 anni quella davvero storica del predecessore di Joseph Ratzinger, Karol Wojtyla, quella messicana tocca un paese in campagna elettorale, nel turbine della peggior epoca di violenza dalla Rivoluzione di 102 anni fa e dove, nonostante la religiosità di massa, il numero dei cattolici è in continua diminuzione a favore delle chiese evangeliche e pentecostali. Per tutto ciò, per capire davvero il viaggio di Benedetto XVI e gli straordinari problemi che il papa tedesco dovrà affrontare, bisogna guardare innanzitutto al Messico, fin dalla messa di oggi a Guanajuato.

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Femminicidi, in Guatemala quasi due al giorno

L’ONU denuncia che in Guatemala ci sia il più alto indice di femminicidi al mondo, quasi due al giorno per un paese di 15 milioni di abitanti (l’800% del già altissimo indice italiano).  La causa è il combinato disposto di razzismo e maschilismo che fa sì che a pochi importi (tanto meno al fragile sistema giudiziario) della sorte di donne indigene e povere. Oltre all’indifferenza giudiziaria l’ONU lamenta lo scarsissimo finanziamento e il numero esiguo di centri di accoglienza alle vittime. … Leggi tutto

Il lavoro si crea altrove

Secondo Manpower, che ha realizzato un’inchiesta intervistando 65.000 imprese nel mondo, in India il 49% delle imprese pensa di assumere nuovo personale nel 2012. Seguono a stretto giro Taiwan e Brasile. Più distaccate ai primi posti Cina, Argentina, Australia e perfino il Giappone. Ben più dietro gli USA al ventesimo posto superati anche da Perù e Messico. In fondo alla classifica, sotto lo zero termico, Italia, Irlanda, Spagna e Grecia.

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Giulio Girardi

A questo link il bel ricordo di Giulio Girardi da Radio Popolare curato da Nadia Angelucci, Rachele Masci, Gianni Tarquini. Vale davvero la pena ascoltarlo. … Leggi tutto

Francesco Merlo di Repubblica e gli stereotipi su Cuba e omosessualità

Fresa_y_ChocolateSono passati cinque anni da quando Francesco Rutelli tenne banco sui media inventando di sana pianta che a Cuba ci fosse la pena di morte per gli omosessuali. Oggi in un editoriale su Repubblica, Francesco Merlo accomuna Fidel Castro nell’omofobia a Vladimir Putin, Aleksandr Lukašenko, Silvio Berlusconi e Angiolino Alfano.

Merlo non fa onore all’arguzia della sua penna già che il riferimento a Fidel Castro e a Cuba è, oramai da un quarto di secolo, muffa, pregiudizio e diffamazione. Cuba –conoscendola- può essere criticata per mille cose. Ma i suoi detrattori si concentrano a negarne soprattutto le evoluzioni e la capacità di cambiare ed essere diversa rispetto agli stereotipi negativi con i quali viene descritta.

Cos’altro dovrà fare Fidel Castro per essere depennato dalla lista degli omofobi in servizio permanente effettivo? Dopo aver ammesso pubblicamente che negli anni ’60 la Rivoluzione commise contro i gay “una grande ingiustizia”? Dopo aver esplicitamente ripudiato gli UMAP, i campi di lavoro dove negli anni ‘60 venivano “rieducati” i giovani omosessuali? Dopo che oramai da 24 anni la legislazione cubana è stata depurata da ogni discriminazione per preferenza sessuale? Perché Merlo usa la fotografia del Fidel attuale, quasi novantenne, e non semmai quella del Castro quarantenne che probabilmente piaceva anche a lui?

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“Falsi positivi”, l’atroce storia dei contadini colombiani nel documentario di Simone Bruno

Immagine anteprima YouTube

È visibile (e consigliatissimo) in italiano l’importante documentario di Simone Bruno sullo scandalo dei “falsi positivi” in Colombia. Su questa atroce storia riproduco qui un mio pezzo del 2008. Sulla censura informativa leggi anche qui.

L’abitudine dell’esercito colombiano di prendere inermi contadini (almeno 1.157 in cinque anni, 2.000 secondo le ONG), ammazzarli e da morti farli passare per guerriglieri delle FARC per rispettare gli obbiettivi di produttività (sic) voluti dagli Stati Uniti ed incassare così i soldi del Plan Colombia, arriva finalmente in prima pagina e chiama in causa Álvaro Uribe. … Leggi tutto

Twitter, i giornali e la morte di Fidel Castro

Fa molto ridere come la notizia della morte di Fidel Castro circoli su Twitter per l’ennesima volta. Fanno però riflettere un po’  più amaramente due altri dettagli. … Leggi tutto

Primi sorrisi post-chirurgia per Chávez

ChavezDall’Avana sono state diffuse le prime foto del presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela Hugo Chávez, dopo il secondo intervento con il quale gli sarebbe stato rimosso il tumore che lo ha colpito e per il quale ha già sopportato quattro cicli di chemioterapia. Da giovedì aveva già ripreso ad usare l’account twitter @Chávezcandanga seguito da 2.6 milioni di utenti. Si vede sorridente, in tuta, e mentre s’intrattiene con Fidel Castro, con il quale avrebbe conversato per un paio d’ore.

Nonostante l’ottimismo pochi, o meglio nessuno, i dettagli sul decorso post-operatorio o sugli esami istologici per Chávez che il prossimo 7 ottobre è atteso dalle elezioni presidenziali. Dal Venezuela intanto polemiche dell’opposizione che accusano il presidente di governare il paese col telecomando dopo l’annuncio di aver firmato nuovi programmi sociali per gli anziani di nuclei familiari a basso reddito.

Riuscito l’intervento chirurgico a Hugo Chávez

L’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto all’Avana, Cuba, il presidente venezuelano Hugo Chávez per l’asportazione di un cancro sarebbe riuscito e il paziente si trova in buone condizioni. È in corso l’esame istologico. Informazioni sull’intervento sono state date date dal vicepresidente Elías Jaua.

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Río de Janeiro è sempre più “a cidade maravilhosa”

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Trionfa la scuola di samba “Unidos de Vila Isabel” (sito) al Sambodromo di Río de Janeiro con “o canto livre de Angola” e Río de Janeiro è sempre più “a cidade maravilhosa”. Godiamoci la galleria di foto di O Globo, il più importante quotidiano carioca.