sabato 20 marzo 2010, 13:04

Categoria: Colombia

Guido Piccoli: Farc, ETA, Chávez e… perché no, Belzebù


La notizia è di quelle bomba. Scoperti vincoli tra le Farc e l’Eta, sotto la protezione del governo Chávez. In realtà il nostro Saviano aveva già annunciato d’avere le prove della collaborazione tra Farc e Eta. Al posto di Chávez aveva sistemato la camorra campana e il legame tra i tre soggetti erano la droga e le armi.

Il giudice Velasco spara più in alto, attaccando il Venezuela. E di mezzo c’è il terrorismo, cioè il reciproco addestramento di Farc e Eta sull’uso degli esplosivi e l’aiuto che l’Eta avrebbe dato ai guerriglieri per ammazzare presidenti, ambasciatori e politici colombiani. Ci siamo presi la briga di leggere la documentazione che il giudice rende pubblica (Auto de procesamiento 75/09).

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L’ALBA imperiale, l’araba fenice RCTV e altre amenità della libera stampa

La scorsa settimana la stampa nicaraguense, ovvero “La Prensa” e “Nuevo Diario” (tanto altro non c’è), per cinque giorni consecutivi ha aperto a tutta pagina con una rabbiosa campagna di stampa contro il pericolo rappresentato dell’impero venezuelano (sic). I titoli sembravano presi da vecchi western e suonavano “ALBA imperiale” o “Chávez contro l’export nicaraguense” oppure “l’imperialismo chavista contro il Nicaragua” e così bluffando con sprezzo del ridicolo. … Leggi tutto

La vera missione di Álvaro Uribe: far crescere la disuguaglianza in Colombia

colombia

Mentre la Colombia è da mesi soffocata dal dibattito sulla ri-rielezione di Álvaro Uribe (per permettere la prima i voti furono comprati in parlamento e per la seconda si cercano ancora soluzioni) e altrimenti si parla di lotta al terrorismo (un altro jolly per non parlare di cose serie), secondo il più importante Centro di Ricerche sullo Sviluppo del paese la vera essenza dell’uribismo è un modello neoliberale fallimentare che ha avuto e ha come unico obbiettivo concentrare la ricchezza aumentando la diseguaglianza come mai era successo nella storia del paese. Oggi la Colombia, secondo l’indice Gini, è di nuovo il paese più ingiusto del continente.

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Colombia, la pace tra le FARC e l’ELN fa paura al governo di Uribe

Nuova drammatizzazione della situazione dopo la notizia dell’accordo tra le due storiche formazioni guerrigliere unite da una nuova “volontà di pace”. Il rapimento e l’uccisione di un governatore scatena di nuovo la reazione dell’esercito governativo … Leggi tutto

Falsos positivos

falsos positivos definitiva

 

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Con Álvaro Uribe, la tortura è aumentata in Colombia dell’80%

webCOLOMBIA Chissà perché il presidente colombiano Álvaro Uribe è trattato con i guanti bianchi dalla stampa internazionale, italiana compresa, che si gira sempre dall’altra parte quando in paesi amici dell’Occidente vengono violati i diritti umani. La grande stampa in particolare per il presidente colombiano ha una vera e propria venerazione e quindi non aspettatevi di trovare una sola riga sul rapporto che sarà presentato oggi a Ginevra e che punta il dito su Álvaro Uribe il torturatore. Con lui presidente i casi di tortura da parte dello Stato colombiano sono aumentati dell’80%.

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Cecilia, la ribelle

Santa Marta.

Cecilia ha quarant’anni ed è nata in un paese a poche ore da Nabusimake “donde nace el sol” in arhuaco, capitale della Sierra Nevada nei pressi di Valledupar a otto ore dalla città di Santa Marta in Colombia.
La Sierra è la formazione montagnosa costiera più alta del mondo e la sua vetta maggiore è di 5775 metri.
Dalle sue cime si possono vedere i Caraibi.
Cecilia è un’ india che ora vive al parco Tayrona, riserva colombiana di incantevole bellezza caratterizzata dallo spettacolo che offre l’incontro della selva, che arriva ad altezze di 900 metri, con le spiagge caraibiche.

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Guerra al terrorismo o nuovo maccartismo?

maccartismo

Il 18 aprile scorso  Hernando  Calvo Ospina si trovava sul volo Air France n. 438 partito da Parigi e con destinazione Città del Messico, quando a cinque ore dall’arrivo il comandante dell’aereo informava  i passeggeri che  su disposizioni degli apparati di sicurezza del governo degli Stati Uniti non erano stati autorizzati a  sorvolare lo spazio aereo di quel paese in quanto a bordo si trovava una persona non gradita  per “motivi di sicurezza nazionale”. Praticamente un terrorista, secondo l’uso in voga del termine.

Dopo uno scalo tecnico in Martinica per il rifornimento di carburante, e soltanto dopo essere ripartiti da  Fort de France, il sig. Calvo Ospina è stato informato dai membri dell’equipaggio che il  “terrorista” sulla cui identità tutti i passeggeri del volo, egli compreso, si stavano interrogando, era  proprio lui.

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Schermaglie Colombia-Venezuela

Alle 11.40 a Radio 3 Mondo, Radio 3 RAI (e su Radio Vaticana altra intervista), intervista a Gennaro Carotenuto sulle schermaglie colombiano-venezuelane.

Segreto: gli accordi militari tra Colombia e Stati Uniti non saranno divulgati

torturasencolombia Il governo colombiano di Álvaro Uribe ha ufficialmente opposto un rifiuto alla richiesta di Unasur (organizzazione della quale fa parte) di fornire informazioni sulla concessione di sette basi militari agli Stati Uniti.

È successo a Quito nel vertice dei Ministri degli esteri e della difesa di Unasur. Mentre gli Stati Uniti rinunciano alle basi in Polonia e Repubblica Ceca e devono andare via proprio dall’Ecuador, un paese piccolo e povero ma che fa rispettare la propria sovranità, dalla Colombia possono puntare sempre più armi contro l’integrazione dell’America latina.

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Rielezione di Álvaro Uribe: come mai nessun giornale se ne preoccupa?

SantosUribePadilla Il Parlamento colombiano ha approvato martedì la legge che porterà ad un referendum col quale i colombiani decideranno se il Presidente Álvaro Uribe potrà ricandidarsi a Palazzo Nariño.

Chi scrive non è particolarmente turbato dall’idea che Uribe possa ricandidarsi (mi preoccupa di più che venga rieletto) se non che si potrebbe scrivere un intero tomo su irregolarità, brogli, violazioni del codice penale anche nella prima rielezione e sui voti comprati per permetterla che hanno portato in galera il corrotto ma non il corruttore.

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Uribe: sette paesi per sette basi contro l’America latina

090807004420_sp_uribe_lula_ap226x170 Il presidente colombiano Álvaro Uribe (con Lula nella foto) sta realizzando un viaggio lampo in tutto il continente per giustificare la concessione del proprio governo di sette basi statunitensi che rappresentano un fucile puntato contro tutto il Continente ma soprattutto contro la leadership brasiliana. A parte l’appoggio (misurato a onor del vero) del peruviano Alan García ha finora ottenuto solo la neutralità di Fernando Lugo e il dissenso, preoccupazione, rifiuto di tutti gli altri.

La formula scelta è tipica del vortice di incontri bilaterali e multilaterali dell’America latina di questi anni. Il presidente colombiano Uribe non vuole partecipare al vertice di Unasur del prossimo 10 agosto a Quito, che si sarebbe trasformato in un processo che lo avrebbe visto sul banco degli imputati, ma preferisce affrontare un visibilissimo tour de force che in poco più di 48 ore lo porta in quasi tutto il continente a spiegare quello che non si può spiegare: perché ha scelto di trasformare la Colombia in una portaerei statunitense in un Continente oramai compatto nel rifiutare le ingerenze militari straniere e nel darsi strutture di difesa comuni.

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Evo Morales denuncia “la guerra sporca dell’impero contro l’America latina”

JuanManuelSantos Il presidente boliviano Evo Morales, presentando la fondamentale legge sull’autonomia indigena, che mette il paese andino all’avanguardia nel mondo per la difesa dei diritti delle comunità native, ha denunciato “la guerra sporca che viene dall’impero statunitense” contro i governi integrazionisti latinoamericani.

Una guerra sporca rivolta in particolare “contro quello venezuelano ed ecuadoriano con l’obbiettivo di delegittimare i presidenti legittimi, in particolare con campagne diffamatorie che tentano di legarli alle FARC colombiane”.

Ha inoltre attaccato il probabile successore di Álvaro Uribe in Colombia, Juan Manuel Santos (nella foto a sinistra con l’attuale presidente) definendolo “una minaccia per tutto il continente”.

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Basi militari statunitensi: in Ecuador si chiudono, in Colombia si aprono

Latuff_Colombia In osservanza alla nuova Costituzione ecuadoriana arriva lo storico momento della chiusura della base statunitense di Manta, la più importante base militare in tutta l’America latina. In risposta in Colombia Álvaro Uribe mette a disposizione delle armi nordamericane le migliori postazioni del paese.

Il giorno 17 luglio un aereo P3 Orione della Marina statunitense ha completato l’ultimo volo operativo atterrando a Manta alla presenza di autorità ecuadoriane e statunitensi. Le operazioni di trasloco cominciate questa settimana si concluderanno il 18 settembre.

Dopo di allora nessun militare straniero potrà più operare in territorio ecuadoriano in osservanza alla Costituzione del paese andino che sta disegnando per Manta un futuro che potrebbe essere molto prospero: diventare l’hub dei voli tra l’Asia e l’America latina.

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Lucía Morett : emesso mandato di cattura internazionale dall’Interpol

luciamorettL’Interpol, su richiesta del governo colombiano, ha emesso nei giorni scorsi una così detta ficha roja, un mandato di cattura internazionale contro Lucía Morett, la giovane messicana sopravvissuta ma rimasta gravemente ferita, nel bombardamento effettuato dall’Esercito colombiano contro un accampamento delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, avvenuto il 1 marzo 2008 a Sucumbíos, in territorio ecuadoriano, dove oltre al numero due delle FARC, Raúl Reyes e altri 25 guerriglieri, hanno perso la vita quattro suoi connazionali, gli studenti Verónica Velázquez Ramírez, Juan Gonzáles del Castillo, Fernando Franco Delgado e Soren Ulise Avilés Angeles.
Alla Procura Generale della Repubblica del Messico tuttavia ad oggi non è stata notificata nessuna richiesta ufficiale di arresto contro la giovane, volta ad una sua eventuale estradizione in Colombia.

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