Friday 25 May 2012, 03:29

Gli articoli scritti da

La crisi è passata, ma non per i lavoratori dell’ex Eutelia

Oggi c’è stata una manifestazione dei lavoratori dell’Eutelia. La vicenda di questi lavoratori credo sia nota, almeno a quelli che si occupano di vicende sindacali o che seguono le vicende di lavoratori che perdono il posto di lavoro. Questa però è una vicenda che apparentemente è fuori dal coro. A parte la brutta , bruttissima storia di squadracce che irrompono in una fabbrica occupata dai lavoratori che aspettano gli stipendi capitanata dall’amministratore, passata quasi sotto silenzio se non fosse per un giornalista rai che si trovava la per caso. Ma la storia diventa strana perchè non si tratta di una fabbrica che ha perso competitività sul terreno internazionale, non sono lavoratori obsoleti in un ciclo produttivo ormai declassato e superato dall’innovazione tecnologica. Anzi! … Leggi tutto

Tene ‘a panza, tene ‘a panza

*"Amoreee , ho comprato le cime di rape. Oggi facciamo orecchiette e cime di rape!!! Contentoooo!**!!" "Amooreee" gli rispondo "oggi io alle 14,00 devo essere a piazza della Repubblica e quindi devo mangiar leggero e veloce. Quindi mi faccio due patate, carote e cipolla al vapore ed un pesce al barbecue" Mannaggia e poi si dice le donne. Proprio oggi doveva comprar le cime di rapa!!!.

Alle 14 puntuale sono a piazza della Repubblica. Ho letto sul sito della CGIL Epifani che intervistato ha detto che non si prevedono molte manifestanti solo 1000 vagoni e 800 pullman . La lotta e il calendario delle proteste è lungo e non si vuol sfiancare i lavoratori. Solo un piccolo assaggio sarà ! Il corteo è fermo, la piazza è stracolma, e la testa del corteo è già in Largo Santa Susanna!!

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Quando come ministri vengono fatti uomini che più di politica biascicano populismo


Il tutto è incominciato con la campagna d’estate promossa dai radicali e la "visita" delle carceri da parte dei parlamentari. Tutti insieme e tutti appassionatamente. Anche allora ci fu un coro unanime sia dalla costola di sinistra sia dal centro della destra che stigmatizzava le condizioni delle carceri , che queste erano sopra affolate, e della vita inumana a cui erano sottoposti i carcerati. Ci fu persino qualcuno che , prese tanto a cuore la questione, che senza aver visitato un solo carcere parlò delle condizioni dei bimbi che vivevano affianco alle mamme carcerate.

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Ma che bella farsa che abbiam fatto!!!

Un’ora prima mi son mosso da casa. Il piano che mi ero fatto era: prima tappa Piazza Risorgimento, manifestazione dei Cobas e Cgil scuola. Poi li lasciavo ed andavo a Piazza del Popolo. Infine andavo a Viale Trastevere dove si doveva concludere la manifestazione dei precari. Ma su via Cavour vedo i vigili che fermano il traffico. Vedo le bandiere dei Cobas. Mi fermo e non so dove parcheggiare. Mi avvicino ad una vigilessa panciotta e ben messa e " Signora guardia", chiedo " posso lasciare lo scooter in divieto, giusto il tempo di fare qualche foto alla manifestazione??" . Mi guarda sorride con gli occhi e volge la testa dall’altra parte!! Beh io che sono meridionale capisco bene il linguaggio dei gesti. Mi ha detto con quella mimica ," tu parcheggi pure, ma attento a non intralciare il traffico.

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io mi chiamo Antonio e questa è la mia Realtà della crisi


Io sono Antonio, anzi mi chiamano Sir Antony, per via della mia fissa per le cose inglesi. Sono imprenditore. Ho costruito dal niente una impresa. In realtà nasco figlio di contadini. Mio padre contadino, mio nonno contadino. Loro avevano un possedimento agricolo nella capitanata. Una spianata coltivata a grano. Ogni tanto coltivato a tabacco. Poi gli antitabagisti, poi la crisi del grano, insomma quando la proprietà è passata nelle mie mani. io che sono un “made self man” , cioè uno che si dà da fare, mica rimane con le mani in mano?; ho deciso che bisognava dare una svolta. Quando ero piccolo, giocavo con i figli dei contadini, ragazzini come me. Il campo era il mio mondo. Poi però la crisi ha costretto mio padre a mandar via i contadini e con loro anche i loro figli. Qualcuno di loro è diventato operaio , nel Nord; qualcuno è migrato all’estero. Qualcun’altro  è rimasto contadino. Lavora a giornata, ed io che non dimentico le mie radici, ho anche offerto loro un lavoro. A giornata lavoravano nei miei campi. Ma poi, si sa , la crisi è finito il lavoro e anche loro li ho mandati via. Un giorno, decido che bisognava cambiare.
Dalle mie parti i campi coltivati a pomodori andavano per la maggiore. Ma io dovevo dare un valore aggiunto. il tocco di Sir Antony. Mi sono rivolto a chi dà credito , alle banche , istituti di finanziamento, ma le risposte erano sempre le stesse, Manca di garanzia. Gli strozzini , “quelli che danno i soldi a prestito” , erano , dalle mie parti piccoli per la somma che mi serviva. Ma un giorno si presenta un amico del bar, vicino a “don Ciro”, almeno così si diceva in paese. E fra una frase ed un altra, un racconto di quella che fa le corneo al marito ”scivola alla fontana” si dice , ed una storia di quello che è “ricchione” , e di “Cosimino” che è un vero uomo di “panza”. Lui si che tiene alla famiglia!!!. Si porta a letto anche la cognata , e la figlia ottenuta da questa fin da quando ha compiuto i quindicianni . Tutti nella stessa casa, tutta una famiglia . Ed il parroco, plaude tutti in chiesa a baciar l’icona  della “Sacra Famiglia”. E la domenica sulla via del Corso tutti insieme moglie, cognata, una al braccio destro e l’altra al braccio sinistro, figli della moglie e figli della cognata.
Insomma, fra una storia e l’altra ecco che mi fa capire che ci sarebbe “qualcuno”, “amico e compare” che sarebbe disposto a finanziare il mio progetto. Che dovevo fare??? Il Business è business, O morire e soccombere oppure prendere e non lasciarsi sfuggire l’occasione della mia vita. Si insomma, ” don Ciro” è uno di quelli buoni. Il suo nome è chiacchierato, si insomma fa parte della Famiglia. Lui aveva la grana pronta, grana da far girare subito , io le idee per farle sfruttare, il business è business e quindi abbiamo fatto l’affare. Una società insieme. Lui al 20 per cento , io per il restante 80. Io sono L’amministratore delegato, lui con un suo compare consiglieri d’amministrazione.
Ho costruito un capannone con macchinari per la conserva dei pomodori. Capannone, e macchinari costruiti in un men che non si dica. Licenza edilizia, acqua, luce, scarichi fognari , finanziamenti a fondo perduto , tutto caduto dal cielo. Bastava che io proferissi parola ed i desideri diventavano realtà. Una pacchia!!. Lui è ammanigliato con la politica. Non ha idee precise. E’ amico di tutti e tutti gli sono amici. Per quanto riguarda poi la manodopera, quella dei campi , no problem. La società paga una società di mediazione una “Body Rental ” e non ho problemi né di rompicoglioni di sindacalisti, né di polizia, né di finanza. La società deve far utili, e questo è un mio compito, è per il resto ci pensa il mio compare. ( Ho battezzato anche un suo nipote) .
Prendi per esempio quell’ indagine della Guardia di Finanza , per alcuni capitali che avevo messo a San Marino. Lui ha fatti una telefonata e il tenente che conduceva l’indagine è stato trasferito, l’indagine chiusa con un “nulla a procedere”. Mafia, Camorra???, ma quale mafia e camorra!!. Questo vuol dire far girare l’economia , il business. Certo qualcuno che voleva mettere il naso nei nostri giri d’affari è stato trovato morto ammazzato, qualcun altro che voleva mettersi in concorrenza con me per abbassare il prezzo alla pianta dei pomodori è fallito , ma questo è il mercato. il libero mercato. Certo una spintarella, una forzatura, ma la mafia non centra, la camorra non esiste. E poi io sono il primo a fare le manifestazioni contro la camorra. Ho persino fatto una donazione ad una associazione che combatte la mafia, e in campagna elettorale ho dato un finanziamento a quel parlamentare che parla con parole infuocate contro la mafia e contro la malavita organizzata. Uno di sinistra e che porta pure l’orecchino ( come i ricchioni)
Certo che ora il momento è difficile. La crisi è crisi, il momento molto difficile Certo i capitali non mi mancano, anzi, il mio compare non mi dice altro che investire, investire. Ma dove investo?? Ho provato negli anni passati ha comprare Bond e derivati, compravo e vendevo Future. Ed era anche divertente, Al computer vedevo le barre a colori salire e scendere,…. click e vendevo, ……click e compravo. Ma il grosso era affidato ad una banca svizzera, a dei professionisti. Alla fine….. Ho quasi perso tutto!!!!. Qualcosa son riuscito a salvare, dei guadagni , però, perché il capitale è rimasto intatto!!! Ma il compare si è incazzato un pò, poi ha sentito che tutto il mondo andava così e mi ha perdonato.
La fabbrica lavora a basso regime, perché i consumi sono calati, Ho licenziato i pochi tecnici a tempo indeterminato, quelli che facevano girar la fabbrica. Gli altri un pò in nero, anzi tutti, li ho mandati via. Erano africani ed è ora che tornino a casa loro, che la manodopera locale è già tanta qui. Ma come facevano a vivere?? Si vede che sono simili alle bestie!! Non è che sono razzista, ma mai uno locale si sarebbe abbassato a vivere nelle baracche cinquepercinque in quindici. Che la puzza era tanta. Ogni tanto io mandavo una cisterna e facevo lavare con una pompa a pressione. Questo per umanità. Sono cattolico e credo nella carità umana. Ma questi sono di una razza , diciamo minore, sono , diciamo più vicini agli animali che alle persone umane e civili. Loro vivono e sentono un’altra ****REALTÀ******

Mi chiamo Giovanni e sono operaio… anzi non lo sono più

Mi chiamo Giovanni è sono operaio, carpentiere….anzi no, non sono operaio.
Mi chiamo Giovanni e non so più chi sono.
Ho quarantadue anni, ho due figli ed una suocera a carico.
Quando ero….,quando facevo l’operaio, ero sicuro di me e della vita, del futuro. Le mie figlie le vedevo grandi serene e che lavoravano , indipendenti. Ora non ci voglio nemmeno pensare. Faccio di tutto, e quindi sono di tutto, da quando la mia fabbrica, cioè la fabbrica dove lavoravo, ha chiuso.
Ho chiuso anche la mia dignità di lavoratore.
Ho lottato con un vecchietto, a morsi e pugni per una cassetta di verdura marcia. Dietro i cassonetti di un supermercato. Abbiam lottato , e ho anche pensato di tirargli un calcio nelle palle, di quel che gli rimanevano di palle.
Poi il mio sguardo si è incrociato con i suoi occhi.
E ho visto.

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Ai confini della ****REALTA’****

Oggi mi sento bene. Sto bene. Oggi e per tutta la settimana , e forse anche per tutte le altre settimane che verranno , dovrò razionalizzare il lavoro. I movimenti devono essere sincronizzati. Un passo avanti, col piede sinistro, e poi col destro spingere avanti la cassetta.
Le due mani , con entrambe le mani, cazzo. Devo riuscire a muovere le dite in maniera disgiunta. Le dita devono essere svincolate, le une dalle altre.
Ogni dita deve essere autonomo. Indice e pollice tenere la pianta, medio anulare e mignolo staccano il pomodoro. La destra e la sinistra contemporaneamente. Non devo pensare a niente. Solo alla pianta successiva, alla cassetta che deve avanzare . E poi ritmo, ritmo come le danze del mio paese, Quando ci riunivamo al mio villaggio e cantavamo e ballavamo fino all’alba, alla luce del falò.
E le mani battevano i tamburi.

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Sarebbe come fare un paragone fra la vita di tutti i giorni e Alice nel paese delle meraviglie

….Una vita di tutti i giorni…..

La mattina mi alzo alle tre , appena il sole è al di sopra dell’orizzonte. Insieme ai miei compagni facciamo a gara a contenderci il secchio di acqua per pulirci gli occhi e le mani. Poi ci aspetta il camion che ci porterà nel campo dei pomodori. E’ lo stesso che a sera ci riporterà qui nella tenda. Il sole ed il caldo non mi spaventa. Laggiù nel mio paese, dal quale sono fuggito, in Nigeria,il caldo è già torrido alle prime ore dell’alba. E’ per questo che sono "abbronzato" come dicono qui in questo paese, in cui mi sono rifugiato.

Qui sto bene. Mangio, un po’ di pane e qualche pomodoro che conservo fra quelli che raccolgo; bevo, acqua che ci portano durante le ore di raccolta, in un recipiente di terra cotta "u’ Vummile" come lo chiamano da queste parti. A fine settimana mi danno dieci euro che conservo e mando alla mia famiglia che è rimasta nel mio paese. Dicono che c’è la crisi. Che la crisi è mondiale. Io non so cosa sia questa crisi. Forse, mi dicono, che quando c’è la crisi si sta male Ma nel mio paese la crisi c’è sempre stata. Qui sto bene, Almeno mangio , bevo ed aiuto la mia famiglia. Ogni tanto di notte dobbiamo scappare , perchè arrivano quelli con la testa rasata. Dicono che siam sporchi negri. E che dobbiamo tornare nel nostro paese.

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Figlio di una Escort

Messaggio

Sono rimasto sconcertato!!! Non è che mi interessano tanto le notizie riguardante quel puttaniere di Silvio. Le notizie su papi, sugli intrighi da Dinasty o beautiful, mi scivolano addosso, e quando passano in tv, ne approfitto per bere acqua (ne devo bere ben due litri al giorno) o per fare pipì ( e per forza con tutta l’acqua che mi fanno bere!!!). E così fra un intervista alla zia, all’ex fidanzato, al padre ( mia figlia è vergine!!) e alla madre in lacrime , mi è capitato fra capo e collo un blog in cui si parlava delle donne meridionali e del fatto che queste non si accontentano di solo danaro, ma le promesse, devono essere mantenute. Nel blog v’era anche il filmato dell’intervista di una donnina. Ho capito che era nata un’altra storia alla "papi" . Ma trattandosi di donne meridionali e baresi (mie conterranee)  per giunta ho aperto il filmato. … Leggi tutto