di Redazione, venerdì 27 gennaio 2012, 14:40
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Italia, Primo piano, Scuola, università, ricerca
Ho partecipato con grande convinzione alla stesura di questo appello in difesa dell’Università pubblica, assediata ieri dal nichilismo gelminiano e oggi dai tecnocrati neoliberali di Mario Monti. “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. I prestiti d’onore servono solo a garantire ai capaci e meritevoli privi di mezzi un futuro di debiti. L’abolizione del valore legale del titolo di studio configura un’ università classista, se non razzista, che esclude capaci e meritevoli privi di mezzi dalle università di serie A. Solo l’Università pubblica, gratuita e di qualità può essere strumento di progresso, crescita, democrazia e perequazione sociale (gc). Adesioni qui.
Tasse studentesche più alte e abolizione del valore legale del titolo di studio non miglioreranno l’università pubblica italiana.
Approfittando dell’attenzione dell’opinione pubblica verso le “liberalizzazioni” di alcuni settori di attività del nostro Paese come strumento per una loro modernizzazione, in questi giorni è stata rilanciata – con l’adesione di un gruppo di docenti universitari – la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio (valevole quindi come condizione di accesso ai concorsi per l’impiego pubblico) e di “liberalizzare” le tasse studentesche (già tra le più alte dell’Europa continentale, specie se in rapporto agli scarsi servizi disponibili ed ai livelli di reddito), affiancandovi un sistema di prestiti agli studenti, da restituire dopo l’ingresso nel mercato del lavoro. … Leggi tutto
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di Redazione, domenica 15 gennaio 2012, 11:40
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Italia, Scuola, università, ricerca
Un intervento di Mila Spicola sulla proposta di Marco Rossi Doria, sottosegretario all’Istruzione di ridurre la durata del percorso scolastico (gc).
Un anno in meno a scuola? Le ragioni del sì e quelle del no.
Ha provocato un vespaio il semplice accenno del sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria all’eventualità di riforma del ciclo d’istruzione, cioè la proposta di diminuirlo di un anno.
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di Redazione, mercoledì 4 gennaio 2012, 00:14
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Italia

Provo una strana ebbrezza ad essere d’accordo col PD contro l’acquisto dei caccia F35 e a leggere su Repubblica il pezzo che riporto che altrimenti avremmo trovato sul Manifesto. Chissà, forse davvero si sta instaurando un circolo virtuoso per il quale questo paese sta ricominciando a ragionare. Nel frattempo Altraeconomia sbugiarda l’Ammiraglio Di Paola, successore di Ignazio Larussa come ministro della difesa. Se ha ragione Altraeconomia ed è una balla che in caso di rinuncia alla commessa l’Italia dovrebbe pagare onerosissime multe alla Lockheed (la stessa scusa del ponte sullo stretto) allora del Ministro dovrebbero essere chieste subitanee dimissioni (gc).
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di Redazione, venerdì 11 novembre 2011, 16:21
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America latina, Italia, Primo piano
Alle 11.30 ore di Caracas, ore 17 di Roma, intervista a Gennaro Carotenuto dal vivo per Telesur. In Italia in streaming o canale 540 di Sky.
A las 11.30 hora de Caracas, las 17 de Madrid, entrevista a Gennaro Carotenuto en vivo en Telesur sobre la caída de Silvio Berlusconi en Italia.
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di Redazione, giovedì 20 ottobre 2011, 09:37
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Italia, Movimenti, Primo piano
Ripubblico condividendolo nel senso e nella forma un pezzo della giornalista di Radio popolare Marina Petrillo che sta girando molto in queste ore in Rete. Lascio da parte il cuore del problema, la violenza, la violenza che è la scorciatoia di chi non ha un progetto, la violenza che è l’eiaculazione precoce di chi poi resta impotente di fronte al potere, perché molto ne abbiamo già detto in questa sede e invito a sottolineare un passaggio collaterale dello scritto di Marina: “Vi va bene che siete in un paese vecchio, l’unico in cui il movimento che dichiara la fine di un sistema fallimentare scende in piazza ancora coi suoi stracci di bandiere, con le sue divisioni tribali, con i suoi rottami di sindacato”. Di questo non abbiamo parlato abbastanza (gc). … Leggi tutto
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Il decadente governo di Silvio Berlusconi, usando la propaganda neoliberale dei Giavazzi&Co., si ascrive per lo meno il merito di una riforma universitaria autodefinita epocale dal ministro Mariastella Gelmini.
Ne abbiamo scritto a lungo in questa sede ma, al momento della ripresa dell’attività degli atenei, prevale soprattutto lo sconcerto per la paralisi progressiva di università strangolate da tagli indiscriminati e per il fatto che –a nuovi statuti oramai scritti e approvati o in via di approvazione e al di là delle critiche di merito alla riforma- la legge risulta di fatto inapplicabile. L’effetto è di cristallizzazione del sistema, il vecchio è morto e il nuovo non avanza, per metà per la mancanza dei decreti attuativi e per metà per mancanza di soldi che il governo non vuol spendere.
Non solo Tremonti voleva organizzare le nozze della Gelmini con i fichi secchi ma pure i fichi secchi voleva gratis. Propongo l’ottimo pezzo di Forges Davanzati scritto per Sbilanciamoci. Il governo degli annunci non ha fretta e l’importante è ammazzare l’Università come luogo di pensiero critico e perequazione sociale. Chissà se anche in Italia e anche su questi temi qualcuno ha voglia di indignarsi e/o presentare progetti alternativi (gc).
Per l’attuazione della "riforma" dell’università mancano 38 decreti: il governo non ha soldi né fretta, quel che gli interessa è depotenziare l’università.
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Sui fatti di Oslo propongo questo pezzo magistrale, assolutamente magistrale, di Paola Caridi (gc)
Oslo precipita nel dolore. Utoya anche. E il giornalismo internazionale, non solo quello italiano, scrive una delle pagine più buie della sua storia contemporanea. In barba agli oltre novanta morti, ai ragazzi, agli adolescenti uccisi. Da chi? Forse da un uomo, norvegese, alto biondo e occhi azzurri, di estrema destra, fondamentalista cristiano, individuato già la scorsa notte.
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di Redazione, martedì 19 luglio 2011, 03:11
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Italia, Media
Ho conosciuto e apprezzato di persona il lavoro dei ragazzi di Radio Zammù e Step1 dell’Università di Catania nella magnifica sede dei Benedettini. Pertanto con viva preoccupazione ricevo e pubblico (gc)
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di Redazione, domenica 17 luglio 2011, 21:53
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Disinformazione, Italia, Media, Politica italiana
E’ una sensazione piacevole quando qualcuno, tra l’altro qualcuno che stimo come Arianna Ciccone, scrive esattamente quello che avresti scritto tu, mentre sei in altro affaccendato all’altro capo del pianeta. E’ nato un genere letterario, basta guardare quel pidocchio di Giordano, e allo stesso tempo la corda per noi cittadini è così tesa che sembra davvero che quello che abbiamo sopportato per decenni oggi –vivaddio- stia diventando intollerabile. Così intollerabile che diventa necessario vigilare su come il sistema possa crollare e in che direzione possano finirne le schegge (gc).
Premessa: sto seguendo questa storia perché quella PAGINA FAN che in due giorni arriva a oltre 100mila iscritti non mi convince per niente, anzi. E se avrete la pazienza di seguirmi vi spiegherò perchè.
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