Friday 25 May 2012, 03:27

Gli articoli scritti da Paolo Moiola

ARGENTINA / Buenos Aires-Bologna

L’ALTRA ITALIA VA ALL’UNIVERSITA’

Buenos Aires, 24 novembre 2008. L’altra Italia, quella alla quale fa piacere appartenere, si è mostrata questa mattina nella (bellissima) sede di Buenos Aires dell’Università di Bologna, in calle Rodriguez Peña 1778. Un luogo unico per un’occasione unica: la presentazione di “Patasarriba 2008”, un progetto organizzato da tre associazioni – due italiane (Anpis ed Unasam) ed una argentina (Adesam) – che si occupano di salute mentale. Patasarriba (traducibile con gambe all’aria o sottosopra, dal titolo di un noto saggio di Eduardo Galeano) è un progetto e un viaggio contro il pregiudizio che ancora oggi grava pesantemente sulle persone affette da disagio psichico e a favore di un modo diverso di affrontarlo, come fece – esattamente 30 anni fa (era il 1978) – lo psichiatra veneziano Franco Basaglia, ispiratore di una legge (la 180) che rivoluzionò la psichiatria mondiale.

Il prof. Giorgio Alberti, direttore della sede universitaria (che proprio quest’anno compie 10 anni), ha fatto gli onori di casa, introducendo gli ospiti e l’attentissimo pubblico.

A Buenos Aires, sono arrivate più di 200 persone tra utenti psichiatrici, familiari ed operatori. Tutti, indistintamente, carichi di un entusiasmo contagioso, da distribuire in una serie di appuntamenti (culturali, sportivi, artistici ed anche di svago) approntati per 10 giorni nella capitale argentina.

Va ricordato che, all’inizio di novembre, la sede di Buenos Aires dell’ateneo bolognese è stata duramente attaccata da “il Giornale” (quotidiano di proprietà, come noto, della famiglia Berlusconi). Fare cultura costa e spesso non dà profitti immediati. E questo, nell’Italia di Tremonti e della Gelmini, non è un fatto ma un mero delitto. Da manicomio.

Paolo Moiola

Argentina, Infotaxi…

BUGIARDI, BUGIARDI, BUGIARDI

Buenos Aires, 22 novembre 2008. Il taxista di Tienda Leon si presenta subito: “Parlo italiano. La mia famiglia è calabrese”. Mi fa un compendio della situazione argentina. Ce l’ha con tutti, ma soprattutto con i coniugi Kirchner: lei, Cristina, attuale presidenta dell’Argentina; lui, Nestor, ex presidente ed ora gran burattinaio della politica. Il taxista calabrese parla con foga. Bugiardi, bugiardi, bugiardi… Sostiene che i Kirchner sono peggiori di Menem (il presidente ultraliberista degli anni Novanta, ndr). I due hanno distrutto la classe media, quella che lavora e che ora non ce la fa ad arrivare a fine mese. Distribuiscono sussidi ai poveri – quelli che vivono nelle “villas miserias” della capitale – per avere i loro voti, per portarli in piazza quando serve un supporto politico. Non soltanto ricevono 300 pesos al mese (un euro vale – più o meno – 4,15 pesos, ndr), ma rubano e trafficano in droga. Occupano terreni pubblici e per questo il sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri, avversario dei Kirchner – “giovane, bravo e competente”, spiega il taxista – vorrebbe mandali via. Dove?, chiedo. “Fuori, di terra ce n’è tanta”.

E la crisi economica? “Quale crisi? In Argentina, siamo sempre in crisi…”. L’inflazione è a 2 cifre, ma il governo tarocca le statistiche. Bugiardi, bugiardi, bugiardi… Poche settimane fa, Cristina ha nazionalizzato 10 fondi pensione privati. “Ma non erano sull’orlo della bancarotta?”, obietto. “Non importa. Non si può fare così”. I sindacalisti sono miliardari e i giornalisti sono comprati dal governo. Cristina vuole imitare Chavez, con il quale va sempre a braccetto.

Vorrei dire qualcosa (almeno) per difendere il presidente venezuelano, ma sono troppo frastornato dal lungo viaggio e dal caldo. Nel frattempo, siamo arrivati in Corrientes. Saluto il mio taxista calabrese, ringraziandolo per avermi fatto il quadro della situazione. Veritiera o meno, questo è tutto da vedere.

Paolo Moiola

Loro Obama, noi l’ometto e il professore

Ammetto di essere da sempre molto critico verso gli Stati Uniti (o verso l’America come dicono i più, sbagliando ed implicitamente insultando l’America a nord e a sud degli Usa). In questo caso, però, provo invidia: loro hanno avuto il coraggio di eleggere un uomo nuovo e diverso come Barack Obama; noi abbiamo eletto Silvio Berlusconi, il quale ora – si poteva dubitarne? – si dichiara felice per l’elezione del giovane afroamericano. … Leggi tutto

Il benaltrismo dell’Avvenire sul Venezuela

Ecco, l’editoriale pubblicato ieri – mercoledì 13 febbraio 2008 – su AVVENIRE, quotidiano dei vescovi italiani. Non deve stupire il tono usato contro il presidente (plurieletto, ma questo è un dettaglio) Hugo Chavez (variamente etichettato nell’analisi – si fa per dire – del signor Ferrari). Come si permette questo satrapo (definizione dell’articolista) di alzare la voce contro la benemerita Exxon, contro la Nestlé e la Parmalat? Non sa forse che ciò che importa sono gli interessi delle multinazionali, comunque perseguiti?

D’altra parte, anche noi dobbiamo avere un po’ di comprensione: parlare male di Chavez è normale su un organo di stampa come Avvenire, considerato che il presidente non è in buoni rapporti con la gerarchia ecclesiastica cattolica del Venezuela. Quella stessa gerarchia che partecipò al golpe contro di lui nell’aprile 2002. Satrapo, dicevamo, no?

Paolo Moiola

SOTTO TIRO ORA EXXON, NESTLÉ E PARMALAT
Chavez alza la voce Ma il problema è altrove

GIORGIO FERRARI / AVVENIRE, 13 febbraio 2008

In altri tempi davanti alla rada di Maracaibo sarebbero già comparse le cannoniere. Ma fortunatamente la guerra che si combatte oggi è ‘solo’ a colpi di barili di petrolio, di nazionalizzazioni, di espropri e dispetti commerciali. Si può dire tuttavia che nel turbolento regno del venezuelano Hugo Chavez sono pochi i contenziosi non ancora accesi. È di ieri la notizia che Caracas minaccia di sospendere le forniture di petrolio agli Stati Uniti se perdurerà il congelamento di crediti per 12 miliardi di dollari della società petrolifera di Stato Pdvsa su istanza del gigante petrolifero Exxon, che nel maggio dello scorso anno si è visto nazionalizzare da Chavez alcuni campi nella Faja del Orinoco destinati all’estrazione del greggio. Non bastasse, il rude presidente venezuelano sta ingaggiando battaglia anche con due giganti del settore alimentare, la svizzera Nestlé e l’italiana Parmalat: l’accusa, sottrarrebbero latte prodotto in loco ai venezuelani per rivenderlo ai Paesi vicini.

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Lettera aperta alla Madonna di Lourdes: ritornano Berlusconi, Casini, Fini, Mastella e Storace!

di Paolo Farinella, prete – Genova

Genova 04 febbraio 2008. Non ci resta che la Madonna di Lourdes, nella speranza che almeno lei possa fare qualcosa per l’Italia dove Padre Pio protegge il clan Mastella, Santa Rosalia piange il cattolicissimo Cuffaro condannato a cinque anni per complicità in «mafia personalizzata» e Santa Agata di Catania si affida alla mafia per la sua onorata processione. Madonna di Lourdes, confidiamo in te!

In queste ore si sta consumando l’assassinio della democrazia, ma più ancora della decenza e della dignità di una Nazione. Si va a votare, dopo appena due anni dalle elezioni perché deputati e senatori pagati 15 mila euro al mese (oltre al resto) per governare, non hanno saputo trovare il tempo per guadagnarsi lo stipendio. Pagati per governare, hanno spolpato la stessa parvenza della democrazia. Andremo a votare, infatti, con la legge-porcata che ha espropriato il popolo dell’unica ragione che lo rende democratico: il voto. Ancora una volta saranno le mafie dei partiti a redigere le liste dei candidati che il popolo schiavo dovrà votare a piè di lista senza fiatare.

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