Thursday 09 February 2012, 09:13

Gli articoli scritti da Paolo Moiola

Angelo Panebianco 2, promosso summa cum laude!

Lo aspetto con ansia. L’editoriale del professor Angelo Panebianco sullo scudo fiscale. … Leggi tutto

Angelo Panebianco: promosso!

sedicente_liberale Angelo Panebianco deve aver tirato un grosso sospiro di sollievo. E lo ha fatto scritto, senza risparmiare aggettivi, nell’editoriale del Corriere di sabato 11 luglio. Silvio Berlusconi, da sempre il suo eroe, se l’è cavata, nonostante gli scandali che (giustamente) lo rincorrono. Ha vinto l’Italia, perché in questi casi “il governo non rappresenta una parte ma l’intero”.

Vi immaginate se uno studente universitario (di scienze politiche, economia o giurisprudenza) desse questa risposta ad un esame? Gli direbbero di ripresentarsi tra 6 mesi. Panebianco applaude al palcoscenico montato sui luoghi del terremoto. Lui parla di concretezza, di contatto con la realtà.

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Davos-Belém: lo Stato paga la crisi del capitalismo (ma a Davos qualcuno ancora non è contento)

Belem, 29 gennaio 2009. Ieri, tutte le volte che ho fatto tappa nella sala stampa allestita nell’Università nazionale, ho cercato su internet qualche articolo che dicesse una parola o due sul Forum di Belem, contemporaneo a quello di Davos. Ebbene, sui siti on-line di Repubblica e Corriere, vale a dire i due primi quotidiani del nostro paese, non ho trovato nulla.

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Da Belém (Parà, Brasile) – Sesso e sessi: le teologhe sferzano il Forum

fac.etownes2 Belém, 24 gennaio 2009. Dopo giornate di cielo grigio e pioggia sulla città amazzonica ieri è tornato il sole, prima timido poi più forte. Belém è tappezzata di cartelloni di benvenuto, scritti in varie lingue. Per il Parà, stato guidato da Ana Julia Canepa, governatrice del Partito dei lavoratori (Pt), ospitare i Forum rappresenta una straordinaria occasione, per farsi conoscere.

Il Forum di teologia e liberazione, quest’anno incentrato sulle tematiche ecologiche, è stato il primo a partire. Sarà seguito dal Forum amazzonico e dal più conosciuto Forum sociale mondiale.

“Nel nostro breve passaggio su questo pianeta – ha esordito ieri Emilie Townes (nella foto), professoressa della Yale University – abbiamo la responsabilità di preservare l’ambiente, ricordando che ogni nostro atto, sia piccolo che grande, genera una conseguenza”.

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Belem, Parà, Brasile – Terzo Forum di teologia e liberazione “Non per ideologia ma per matematica”

leonardo boff Belem, 22 gennaio 2009. Leonardo Boff sale sul palco tra gli applausi della sala, affollatissima, del Centro Tancredo Neves. Dopo i saluti di rito, il teologo brasiliano si leva la giacca: “Il riscaldamento globale è arrivato”, dice tra le risa dei presenti.

”L’ecologia – inizia a spiegare – non è un procedimento tecnico, ma è una nuova forma di relazioni. La terra è molto più forte di noi. La terra è un superorganismo vivo: la terra è Gaia”. Qual è il ruolo dell’essere umano?

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Argentina: Victoria Donda Pérez

“BOTTINO DI GUERRA”

Buenos Aires, 10 dicembre 2008. La bambina nasce nella “Scuola di meccanica della marina” (luogo conosciuto con l’acronimo di Esma), probabilmente negli ultimi mesi del 1977. In Argentina, sono gli anni della dittatura militare (che – ricordiamolo – durerà quasi 8 anni, dal 24 marzo 1976 al 10 dicembre 1983) e la Esma è un luogo di detenzione e di tortura. … Leggi tutto

ARGENTINA / Il tour di Ingrid Betancourt

INGRID:

“LE FARC, ANACRONISTICHE E SENZA FUTURO”

Buenos Aires, Ambasciata di Francia, martedì 2 dicembre 2008. Eccola, finalmente, Ingrid Betancourt, la più nota ex-ostaggio delle “Forze armate rivoluzionarie colombiane” (Farc), liberata lo scorso luglio dopo oltre 6 anni di sequestro. Indossa un vestito elegante ma sobrio. Viso senza trucco, un paio di orecchini pendenti, i capelli raccolti dietro la nuca.

In Argentina, Ingrid inizia una sorta di tour di ringraziamento nei paesi latinoamericani, a 5 mesi dalla sua liberazione. Davanti ad una folta schiera di giornalisti, fotografi ed operatori, riuniti in una sala dell’ambasciata di Francia, la donna franco-colombiana parla lentamente e con voce pacata, quasi dolce. Come dolci sono le sue parole. Soprattutto quando ricorda coloro che sono ancora prigionieri, per i quali chiede un’immediata liberazione. Ha ringraziamenti per tutti: per la Francia, che chiama la sua patria, per i presidenti latinoamericani, per i popoli dell’America Latina, che mai le hanno fatto mancare l’appoggio. Misurata nei confronti del governo colombiano di Alvaro Uribe, Ingrid elogia il paese che oggi la ospita e la sua presidente: “Con Cristina – donna preparata ed impegnata – è stato un incontro tra due donne”.

Qualcuno domanda di Hugo Chávez, forse sperando in qualche frecciata polemica nei confronti del presidente venezuelano. La delusione è servita immediatamente. “Chávez – spiega la Betancourt – è molto importante. Lui ha messo la sua faccia per la liberazione degli ostaggi”. Entrerà in politica?, le domandano. “No, non tornerò in politica, perché questa politica (che non è servizio) non mi piace”. Poi annuncia che, nei prossimi mesi, si ritirerà dalla scena pubblica per dedicarsi alla scrittura di un libro.

Il tono di Ingrid cambia radicalmente quando le domande vertono sulle Farc. Non c’è in lei alcuna comprensione per le “Forze armate rivoluzionarie della Colombia”. “Questo – spiega – è stato il loro anno nero: sconfitte, morti eccellenti, umiliazioni, lotte intestine. Spero che i colpi subiti servano per rettificare le loro posizioni. Certamente non sono una formazione guerrigliera, men che meno sono una guerriglia romantica”. E, su sollecitazione di una giornalista cilena, aggiunge: “Sono preistoriche ed anacronistiche. Io vi suggerisco di andare a leggere le loro proposte programmatiche: non vi troverete nulla di nuovo. Veramente, nulla di nuovo. Anzi, sono tanto conservatrici che io le considero di destra estrema. Se le Farc non cambieranno radicalmente, non avranno più spazio in questa America Latina. Se invece cambieranno, ci troveranno con le braccia aperte in un’attitudine di perdono e fraternità”. Con queste parole ecumeniche, Ingrid Betancourt chiude la conferenza stampa. Dalla sala si alza un applauso. Lei se ne va, quasi in punta di piedi.

Paolo Moiola

Argentina: L’esperienza di Radio La Colifata

LA VOCE DEI COLIFATOS

Buenos Aires, 29 novembre 2008. Quando una canzone termina, chiunque può andare al microfono. Le persone si presentano, salutano, esprimono opinioni, cantano. Lo fa anche Hugo Norberto Lopez, classe 1934, con una voce squillante e un intervento carico di umanità ed ottimismo. “Queridos amigos…”. … Leggi tutto

ARGENTINA / Quando il calcio è riscatto sociale

SI FA PRESTO A DIRE “BOCA”

Buenos Aires, La Boca, 28 novembre 2008. Nicolas, giovane informatore farmaceutico, mi mostra con orgoglio la sua tessera di socio. E che significa?, chiedo. “Che non c’è un proprietario come in Italia, ma tanti soci che poi eleggono un presidente”. L’organizzazione di cui Nicolas è socio è il Club Atletico Boca Juniors, società polisportiva fondata nel 1905 da 5 immigrati italiani. La fama mondiale del Boca deriva però dalla squadra di calcio, pluripremiata e fucina di grandi campioni (tra cui Diego Armando Maradona). … Leggi tutto