Thursday 09 February 2012, 04:44

Gli articoli scritti da Marco Calvanella

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico che curi i loro interessi e sembrano non saperlo.
Tutti gli altri rappresentanti politici sono interessati solo a mantenere il potere d’acquisto dei salari dei “pochi” indispensabili al funzionamento della macchina dello Stato e ditte o studi necessari al suo mantenimento.

Riassumo cose che già si sanno:

Il problema è che i poveri non possono avere un rappresentante politico perché le elezioni hanno un costo enorme ed i poveri non possono pagare la propaganda per un loro rappresentante come loro.

Il trucco della democrazia moderna: la campagna elettorale costa troppo ed i poveri non possono finanziare un loro rappresentante che dia garanzie di occuparsi dei loro interessi.

A me, fuori dalla mia famiglia ristretta, nessuno ha mai regalato nulla. I ricchi danno i soldi ma chiedono sempre qualcosa in cambio fosse anche solo il silenzio dell’eletto e il trascurare i diritti costituzionali dei poveri (per non dividere nulla). Altrimenti, magari, fanno scoppiare uno scandalo (molti hanno qualcosa da nascondere) e la volta dopo non danno un centesimo passandosi la notizia che se qualcuno gli dà i soldi glieli ritorce contro e lo rovina. Quindi nessun ricco glieli dia. Ed il politico non viene mai più rieletto.

In caso di mancata rielezione per aver voluto sostenere i diritti dei poveri, in casa del “trombato” direbbero:
la moglie: “Sei un cretino incapace! Ti sei fatto licenziare per il POPOLO che non ti mantiene se ne frega di te e non ti dirà nemmeno grazie! Hai rovinato la tua famiglia! I tuoi figli non avranno più quel futuro luminoso che potevano avere se tu avessi obbedito! Dovranno sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! In fondo si trattava solo di tacere su alcune cose! Sei un MOSTRO! Un ingrato! Odi la tua famiglia che ti ha tanto amato! Odi i tuoi figli! MOSTRO!” e chiede il divorzio per crudeltà mentale. ; )

Ed i figli: “Papà! Volevamo andare ad Oxford! E poi adesso non potremo più fare colazione a Parigi e pranzo a New York con i nostri amici! Li perderemo tutti! Ci prenderanno in giro e ci lasceranno indietro! Ci sostituiranno nella nostra rock band! Non potremo più diventare famosi! Dovremo sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! Ci hai rovinati! Hai preferito il Popolo Bue a noi! Ci ODI!”. ; ))

I ricchi e potenti hanno dimostrato in 64 anni di burattinare l’intero parlamento ma il fatto è che oggi, con la fine dell’espansione dei mercati e la globalizzazione, il ricco italiano o capitano di industria non è più necessario. Va tutto in automatico e, con la convenienza all’importazione secca data dall’euro, non c’e neanche più bisogno di produrre sul territorio nazionale. C’ è da considerare che la globalizzazione ed i ricchissimi esistevano anche all’epoca dell’antico Impero Romano quando non esistevano teorie economiche, studi particolari o la Bocconi.

La soluzione starebbe, se volessero, in una campagna elettorale svolta prevalentemente (meglio fosse del tutto) in Internet ed il modo c’era già da quattro anni fa almeno.

I passi principali potrebbero essere circa 5:

1) Obbligare per legge le compagnie fornitrici di banda larga ad offrire anche una connessione flat a 256k per € 1,48 al mese; avrebbero comunque un guadagno enorme. Tutti potrebbero permetterselo. Riguardo il computer esistono molti computer “cascati dal camion e trovati” venduti a prezzi veramente bassi. Per i programmi la pirateria a prezzi stracciati (se non gratuita) esiste da un pezzo. E poi c’è anche Linux e programmi relativi che sono gratis.
2) Obbligare per legge chiunque abbia un collegamento internet a fornire al Comune un indirizzo e-mail sempre valido (non cambiabile) a cui inviare la propaganda elettorale dei candidati in competizione.
3) Obbligare per legge i Comuni ad avere un database di dette e-mai da fornire ai cittadini che vogliono candidarsi per le elezioni (naturalmente il candidato dovrebbe avere dei prerequisiti minimi).
4) Obbligo di posta certificata per il candidato per attestare l’identità di chi risponde alle e-mail.
5) Avere un sito internet anche semplicissimo per fornire le informazioni di base su di se.

Avendo i prerequisiti minimi chiunque potrebbe provare a candidarsi. Finalmente la politica e la partitica potrebbero essere indipendenti dal potere economico e dai “Maestri” che non ti fanno passare se non sei come loro.

Spostando totalmente in internet la propaganda elettorale (che tanto è “al vuoto, al vuoto”) si toglierebbero le rendite clientelari, parassitarie ed ormai inutili a tipografie, pubblicitari etc. che si arricchiscono senza utilità reale ad ogni campagna elettorale. Perché non disoccupare un po’ anche i ricchi come Berlusconi &C.?

Naturalmente il candidato dovrebbe lavorare moltissimo, qualora avesse successo, a rispondere a telefonate ed e-mail ma, in teoria, potrebbe fare anche tutto da se (a costo di orari di lavoro mostruosi ma possibili per un breve periodo).

Naturalmente sono bei sogni (il sogno è ciò che ha una base per la realizzazione mentre l’illusione è ciò che è impossibile). Figuriamoci se la classe dominante ed i suoi servi permetteranno a qualcuno di sfuggire al loro controllo!

Il problema è che troppa gente povera ormai non crede più di poter ottenere i propri diritti scritti costituzionali.
Quanta gente dice: “Tanto noi non ci possiamo fare niente” e si rassegna. È che non hanno ancora fame. È che credono che i dominanti siano buoni.
Il problema è che la classe dominante non ha pietà e la mia storia lo dimostra. Non capiscono che la crisi vera è appena all’inizio e che la classe dominante gli toglierà tutto. Anche la dignità:

1) Dove prima lavoravano dieci operai ora c’è un robot che viene rifornito dei pezzi scaricati in una tramoggia solo ogni tanto, quindi l’unico operaio non è neanche impegnato continuamente ma ogni tanto.
2) Dove prima lavoravano nove figure professionali diverse (impiegati) ora basta un laureato con un computer.
3) la produttività aumenta molto con il computer ed un impiegato produce anche per due.
4) Come se non bastasse dagli inizi degli anni ’80 è iniziata la delocalizzazione (chiusura delle industrie in Italia ed apertura all’estero dove costa molto di meno).
5) Poi, ora, con l’euro fortissimo, non conviene neanche più produrre ma solo importare già fatto, anche dagli USA.
Già la “menano” da tempo con il petrolio che si va esaurendo anche per l’enorme aumento dei consumi dei paesi in via di sviluppo che abbrevieranno i tempi di esaurimento. Tra cinque o massimo dieci anni, anche per merito della speculazione, il costo del petrolio raggiungerà livelli proibitivi con ricadute disastrose sui prezzi al consumo.
6) Le energie rinnovabili mancano dell’esuberanza del petrolio e sono sempre sul filo del rasoio della convenienza.
7) Per la fusione fredda pare che non diano neanche una lira per sapere se, con la cifra rivalutata ad oggi impiegata per fabbricare la prima pila di Fermi, si ha una resa paragonabile o inferiore e di quanto alla pila di Fermi stessa o alle energie rinnovabili.

Con la mia esperienza posso dire che intendono sfruttare la speculazione futura sulla carenza di petrolio per “spennare”, mangiarsi e ridurre in miseria chi è sotto un certo livello economico.

Dai dati ISTAT del 2001In pratica su 56 547 710 milioni di italiani, 18 157 706 non sono in età lavorativa (da 0 a 19 e dai 70 in poi). Restano 38 390 004 in età lavorativa. Siccome basta un impiegato per coprire nove posti di lavoro (come risulta da un offerta di lavoro in cui assumevano un ingegnere per 1500 euro al mese e gli facevano fare col computer nove lavori) basteranno (o ci sarà lavoro) solo per 4 265 556 Milioni di italiani:

56 547 710 – (milioni di italiani riferiti al 2001)
18 157 706 = (età da 0 a 19 + da 70 in su riferiti al 2001)
—————-
38 390 004 (Milioni di italiani in età lavorativa riferiti al 2001)

38 390 004 : (Milioni di italiani in età lavorativa)
9 = (un impiegato fa per 9 impiegati con figure professionali diverse)
—————–
4 265 556 (“lavoratori” necessari a tutti i livelli in Italia per mandare avanti TUTTA l’Italia)

Non pensiamo al fatto che con l’informatica un impiegato può produrre per due.

Se poi pensiamo alla perdita di posti di lavoro della delocalizzazione ed importazione secca di merci capiamo il disastro del prossimo futuro.

Considerato che le macchine tagliano posti di lavoro da 1 su 9 a 1 su 10 dicendo 38 390 004 in età lavorativa diviso 9 si hanno 4 265 556 di indispensabili su 56 547 710.

Con 5 000 000 mandano avanti l’Italia con le macchine, gli altri 51 547 710 sono in più. Possono morire (tanto poi ci sono gli stranieri del 3° mondo che sono così tanti).
A quando un neo-malthusianesimo o campi di concentramento?

Eventuali rivolte popolari verranno controllate con le “armi” antisommossa contemporanee.
Tutto si risolverà in una rivolta come quella di Los Angeles del 1992. All’ultimo minuto, troppo tardi per poter rimediare qualcosa legalmente, cassonetti dati alle fiamme, vetrine sfondate, automobili rovesciate e poi tutti zuppi, intossicati e bastonati, in galera, da cui usciranno schedati e sottomessi alla miseria (o la borsa o la vita).

Loro sono già pronti. Noi no.

La vera crisi sta arrivando come un leone.
E lo dicono da un pezzo anche se a “mezza bocca”.

Un generale della NATO in pensione, se ha voluto salvare la sua vita e quella di sua moglie minacciati da un cancro, ha dovuto spendere per interventi e cure d’urgenza in cliniche private ben un miliardo di vecchie lire gli ultimi tempi della lira in soli quattro anni. Qualcosa come, oggi, 800 000 euro circa. Altrimenti erano morti.

Sveglia! Belle addormentate benestanti ma ancora per poco!

I buoni vacanze

20gen10
Anche oggi una brutta notizia.
Da una legge del 2001 sono riusciti a erogare i buoni vacanze (http://www2.buonivacanze.it/ ) per chi non ha abbastanza denaro per andare in vacanza e addirittura all’estero.

Zitti zitti ci stanno provando da chissà quanto ma di nascosto.

In pratica è l’ennesimo giro d’affari forzato per legge a beneficio di una categoria ed a danno di chi dovrebbe invece risparmiare perché troppo povero per andare in vacanza.

Invece di dire ai poveri di risparmiare perché il futuro è incerto (Crisi, debito pubblico che si è mangiato il valore del Demanio causando in pratica il fallimento sostanziale dell’Italia e prezzo del petrolio che nei prossimi dieci anni schizzerà verso l’alto nell’ultima corsa prima della sua fine tra massimo cinquant’anni) invitano i poveri italiani a buttar via tutti i loro pochi risparmi nei viaggi di cui rimarranno solo una manciata di fotografie e per assicurarsi che spendano proprio tutto, lo Stato, a spese dei senza reddito come me divorati dalle tasse indirette, gli dà quello che gli manca per “bruciarli” tutti.

Incredibile!
Una volta cercavano di attirare i turisti stranieri a spendere in Italia come tutt’ora fanno gli intelligentissimi napoletani della Camera di commercio di Salerno che danno un contributo a fondo perduto per portare stranieri e forestieri a Salerno e non per portare i salernitani all’estero: http://www.eolopress.it/eolo/index.php?option=com_content&view=article&id=1630:contributi-per-i-soggiorni-turistici&catid=66:turismo&Itemid=111 e http://www.sa.camcom.it/images/articoli/files/391.pdf oggi invece danno i soldi gratis alla categoria turistica con aggiunta di tutti i risparmi di quelli che non dovrebbero spendere.

In fondo è la solita legge salva categoria, in questo caso turistica.

Per anni la hanno “menata” con il fatto che lo Stato non doveva più influire: viva la libera concorrenza tra libere imprese, ed ora si è tornati al giro d’affari per legge e sostegno delle imprese con i soldi pubblici.

Ormai siamo al cannibalismo.
Invece di dare piccoli contributi agli stranieri per favorire il turismo dall’estero, portando dollari e yen in Italia, tentano i poveri italiani a spendere tutti i risparmi dell’anno per portare i soldi all’estero.

Sono decenni che sento che bisogna portare turismo straniero in Italia e che purtroppo ci sono altri paesi europei che sono più concorrenziali.
Si vede che ormai l’Italia ha fallito anche in questo e siamo al cannibalismo dei poveri che non sono abbastanza intelligenti da pensare al domani.

Uno che conosco, se ha voluto salvare la sua vita e quella della moglie, ha dovuto spendere quasi un miliardo di trattamenti medici gli ultimi tempi della lira.

Mia nonna, nata nel 1897, diceva che quando i soldi mancano bisogna stare buoni: non muoversi e non fare nulla.
Invece invitano menefreghisticamente di Stato, a spendere tutto. Oltretutto per il loro bene!
Che solidarietà costituzionale!

Inoltre l’Italia è uno dei paesi più belli del mondo e con una altissima densità di attrazioni, in cui trovi la vacanza anche poco fuori della tua città. Anche facendo l’avanti e indietro ogni giorno da casa tua con grande convenienza.

Come è mai che vogliono garantire un reddito alla categoria turistica o ripianare i loro debiti? Chi sono i proprietari delle aziende? I loro bambini che hanno bighellonato tutta l’”infanzia” a zonzo per il mondo ed ora vogliono pure recuperare i soldi di papà?
Comunque mi è capitato per caso di imbattermi in una vecchia notizia in cui si parlava di un celebre uomo politico (definitosi consulente) proprietario di un’ottantina di agenzie viaggi che stavano affogando nei debiti: (http://it.wikipedia.org/wiki/Crac_Parmalat).

Ma dessero quei contributi direttamente, senza condizioni ai poveri che ne faranno quel che vogliono!

Chissà perché mi viene in mente una celebre frase attribuita ad una signora che per il popolo perdeva la testa: “se il popolo non ha pane mangiasse brioches”.
Ed anche: “i poveri sono il pascolo dei ricchi” (Bibbia).

Insomma, poveracci come me: ci vogliono proprio mangiare, si salvi chi può!

Se ne fregassero ancora un po’

Per la lettera del Dr. Celli che invita il figlio a lasciare l’Italia è valido il titolo: “Il futuro della ‘meglio gioventù’: rimanere o andare all’estero?”

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L’ appello del Papa agli artisti.

Due o tre giorni fa ho sentito un altro appello del Papa verso gli artisti. In pratica li chiamava a lavorare per la Chiesa Cattolica.
C’è stato un precedente con Papa Woitila quando ho cominciato la mia attività decennale di artista. Disse in televisione che la Chiesa Cattolica aveva bisogno di artisti.
Mi andai subito a proporre come uno che ha idee proprie ma realizza anche le esigenze del committente fedelmente. Purtroppo localmente cascarono tutti dalle nuvole. Non sapevano dell’appello.

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Disoccupazione e risarcimenti

Risposta di un Onorevole ad una mia lettera in cui parlavo di un apparente unico impegno solo contro persone “irraggiungibili” dimenticandosi di provvedimenti dovuti ed urgentissimi.

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Costituzione, diritti inalienabili dell’uomo ed il disoccupato povero

Gli unici veri diritti gratuiti e garantiti in ogni tempo dalla Costituzione, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla società.

Non sono un avvocato ne’ un filosofo o un giornalista; sono solo un “nessuno buonuomo” e quel che segue è ridicolo basso sarcasmo.

“Aver diritto significa poter sempre avere gratis senza dover chiedere permesso a nessuno”.

Caro disoccupato povero “di lungo corso” o futuro disoccupato, questi sono i tuoi veri diritti sempre garantiti per i quali non si spende nulla:

COSTITUZIONE ITALIANA. http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html

Con riferimento agli articoli:

Art. 1, 4, 35, 36 e 37)
Hai diritto gratuito di lavorare gratis (ma se fai danni paghi lo stesso).
Lavorando gratis puoi riposarti quanto e quando vuoi.
Se insisti a fare il disoccupato sappi che le disoccupate povere hanno gli stessi diritti gratuiti dei disoccupati poveri. I disoccupati poveri hanno il diritto gratuito di non essere retribuiti, alla pari con le donne.
Ma non stare allegro, moralmente sei quantomeno colpevole e sei in una condizione socialmente riprovevole: il lavoro in Italia è soprattutto un dovere.
Hai il diritto gratuito di essere il sovrano di te stesso (forse).
Art.13 e 16)
Hai diritto gratuito di andare dove vuoi nei boschi isolati completamente nudo per non poter spendere,. È comunque consigliabile pagare per avere la carta d’identità senza la quale, se segnalato, puoi essere fermato per accertamenti e forse internato.
Per tornare o andare in città la foglia di fico non è più consentita.
Le mutande non sono un diritto gratuito garantito ma sono un obbligo per legge in luogo frequentato.
Se ti vesti con abiti donati dalla Caritas (che non sono un diritto) hai diritto a passeggiare gratis sul suolo pubblico (non aree militari) quanto le tue gambe ti consentono e anche con i tuoi amici ma meglio se pochi per volta.
Art. 14)
Hai diritto di abitare gratuitamente in una grotta del Demanio. È roba anche tua.
Non puoi però abbattere alberi per scaldarti: il verde è protetto.
Non si sa nemmeno se puoi mettere all’ingresso una chiusura in legno: il paesaggio è protetto.
Art. 15)
Hai diritto di parlare gratuitamente nell’orecchio degli amici (segretezza). Però non si sa se gli estranei ti permetteranno di avvicinarti tanto per mantenere questa riservatezza gratuita.
Qualcuno potrebbe anche allontanarti ritenendoti non educato.
Art. 17)
Hai diritto gratuito di riunirti a casa tua con tutti gli amici che vuoi e far chiasso entro gli orari del regolamento condominiale e comunque non dopo le ore 23.
Comunque meglio non far troppo chiasso se non si vuole essere evitati perché ritenuti maleducati.
Se vivi in una grotta demaniale, non si sa se si ha diritto gratuito di riunione senza permessi delle autorità: è luogo pubblico. Essendo grotta naturale potrebbero esserci motivi di sicurezza.
Art. 18)
Hai diritto gratuito di fare amicizia con chi te lo consente. Per essere certi che sia un diritto fai amicizia con un cane, loro non ti diranno mai di no.
Se abiti in una grotta demaniale la riunione con i tuoi amici potrebbe essere interpretata come segreta (luogo nascosto).
Attenti ai temperini degli scout, non portateli addosso o non lasciateli nella grotta.
Art. 21)
Hai diritto gratuito di pensare tutte le poesie che vuoi e declamartele a voce moderata davanti ad uno specchio a casa tua. Puoi anche provare a declamarle ai tuoi amici ma non è un diritto in quanto ci vuole il loro consenso. Potrebbero annoiarsi e non dirtelo per gentilezza.
Attento a cosa scrivi gratuitamente in Internet con un computer prestato a casa d’altri. Non ci mettere il tuo nome. Non è riconosciuto come diritto.
Ho letto la preghiera di una ragazza che chiedeva di cancellare la sua opinione con il suo nome perché l’intervento le era costato dei fastidi sul lavoro.
Le autorità potrebbero chiederti come ottieni il pane quotidiano che ti dà la forza di recitarti le tue poesie periodicamente.
Non dire mai parolacce.
Art. 22)
Hai diritto alla tua cittadinanza ma non gratuitamente, nessuno te la può togliere finchè non dai veramente fastidio. Stai tranquillo, siccome devi pagare anche la tua carta d’identità, senza che tu possa fare una lira, nessuno te la vorrà mai rubare.
Hai diritto al tuo nome. Stai tranquillo, siccome sei un povero nulla, nessuno vorrà essere scambiato per te.
Art. 24)
Hai diritto gratuito di evitare a tutti i costi di finire in giudizio con chicchessia.
La consulenza dell’avvocato non la passa lo Stato e non si sa mai come va a finire.
Art. 27)
Forse hai diritto a vivere gratuitamente in una grotta demaniale. Lo faresti volontariamente e non sarebbe ritenuto una pena comminata contraria al senso di umanità (?). Potrebbe essere considerata una rieducazione ai valori fondamentali della vita.
Hai diritto gratuito di non essere ucciso dallo Stato.
Però può capitare che la società ti faccia morire.
Art. 29, 30 e 31)
Hai diritto gratuito di masturbarti in privato (è una grande conquista dello Stato laico ma non lo far sapere perché fa brutta impressione. Ricorda: il povero ha solo la sua precaria dignità).
Il matrimonio non è un diritto in quanto bisogna chiedere il permesso del futuro coniuge.
Se proprio ti vuoi cacciare in un vicolo cieco puoi sposarti gratis ma non potrai fare figli perché sono un dovere e costosissimo.
Finchè sei bambino fai tenerezza e ti aiutano (se stai buono e obbedisci).
Art. 32)
Hai diritto gratuito di farti avvelenare dall’inquinamento dalla società che ci guadagna su (ma tu hai sempre pagato).
Se per le difficoltà, causate dalla società, impazzirai, avrai il diritto gratuito di essere internato e curato con le tasse indirette che pagasti.
Art. 33)
L’arte è libera. Hai diritto gratuito di fare tutti i disegni che vuoi sulla sabbia di qualunque spiaggia. È Demanio e non costa niente.
Se proprio vuoi spendere (ma non lo fare) hai diritto di fare tutti i disegni che vuoi con carta e matita ed hai diritto gratuito a regalarli a chi vuoi (non cercare di venderli perché è tempo perso e tutti i galleristi ti chiederanno soldi senza garantirti una sola vendita che puntualmente non avviene).
Hai diritto gratuito di cantare a bassa voce o fischiettare quel che vuoi ma non negli ospedali ed in chiesa.
La scienza è libera ma costa ed è per pochi. Non è per te.
Art. 34)
L’istruzione di base è un diritto gratuito ma bisogna spendere per andarci vestiti. Non puoi non andarci perché è un obbligo però i vestiti non sono un diritto.
Art. 38)
Hai il diritto gratuito di stare molto attento a non farti male.
Art. 39)
Hai il diritto gratuito di essere libero dai sindacati.
Art. 40)
Hai il diritto gratuito di scioperare quando e quanto ti pare senza nessun preavviso e senza nessun permesso.
Art. 41)
Hai il diritto gratuito di far da mangiare gratis per chiunque tu voglia invitare. È un utile fine sociale.
Art. 42)
Hai il diritto gratuito di abitare in una grotta del Demanio. Ti conviene.
Ho conosciuto un impiegato dello Stato, che abitava al confine elvetico, che in Italia non aveva quasi nulla. Tutto in Svizzera.
Art. 45)
Hai il diritto gratuito di farti da mangiare artigianalmente ed essere tutelato dallo Stato nella tua attività di cuoco in proprio. Lo Stato ti incoraggerà a chiacchiere a cucinare di più in modo da svilupparti il giro vita.
Art. 47)
Hai il diritto di pagare tutte le tasse indirette e le spese per gli adempimenti di legge che, non avendo nulla in cambio, aumenteranno molto il tutelatissimo “risparmio” dello Stato. Complimenti! Sei un eroe! Ti daranno la medaglia di stronzo (il bronzo è di troppo valore).
Art. 48)
Hai il diritto gratuito di andare a votare. Sei disoccupato e non hai niente da fare. È vicino e tanto per te non cambia niente. Perché non ci vai?
Art. 49)
Hai il diritto (non so se gratuito) di rivolgere petizioni alle Camere per rivendicare i tuoi diritti e necessità che sono quelle di tanti altri. Sei disoccupato e non hai niente da fare. Perché non lo fai? Tanto lo sanno già e fan finta di niente? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire?
Art. 52)
Hai il diritto gratuito di perdere un anno di vita per, solitamente, imparare poco o nulla su come si difende la patria. Ancora non sai che la madre patria ti fregherà e ti cannibalizzerà per sostanziale diritto di legge che tu, sovrano imbecille, gli hai concesso. D’altronde è un dovere sacro come sacro è quell’osso dove ti darà un bel calcione lo Stato e la società.
Art. 53)
Hai il diritto gratuito di donare anche il sangue senza chiedere nulla in cambio. Sarai un doppio eroe! Ti daranno due medaglie di stronzo.
Art. 54)
Hai il diritto gratuito di essere come un cane anche se ti hanno già abbandonato sulla autostrada.
I cani hanno una legge che li protegge dall’abbandono, tu no.

Ora vengono i diritti gratuiti inalienabili dell’uomo garantiti che non stanno nella Costituzione.

1)
Diritti per sfamarti:
Hai diritto gratuito di cacciare le lepri nel periodo stabilito dalla legge correndogli dietro ed acchiappandole con le mani nel numero giornaliero massimo stabilito dalla legge. È Demanio, sono anche tue.
Puoi anche abbatterle tirandogli dei sassi. Attenzione però ad eventuali denunce per porto di armi improprie.
I gatti sono attualmente protetti dalla legge.
I topi si possono cacciare tutto l’anno. Suggerirono l’uso di grandi quantità di pepe per poterli mangiare. Il topo è caccia libera, non è neanche Demanio. È un tuo diritto gratuito (attento a non farti scoprire o avranno tutti schifo e ti eviteranno come la peste).
2)
Hai diritto gratuito di bere alle poche fontanelle pubbliche rimaste. Se sei in aperta campagna anche nei fossi.
3)
Hai diritto gratuito a respirare liberamente (in città a tuo rischio e pericolo).
4)
Hai il diritto gratuito di fare i tuoi bisogni nel bosco (in casa paghi la depurazione, in città hanno tolto tutti i vespasiani e nei bar se non consumi ti dicono che è rotto e comunque non è un diritto)
5)
Hai il diritto gratuito di guardarti intorno quanto e quando vuoi ma fuori delle aree militari.
6)
Hai il diritto gratuito di farti il bagno in un torrente. È Demanio.
7)
Hai il diritto gratuito di dormire quando e quanto vuoi. Non hai niente da fare (ma che non si sappia perché fa una bruttissima impressione e poi c’è il dovere al lavoro, vagabondo!).
8)
Hai il diritto gratuito di soffrire quando e quanto ti pare. Nessuno te lo impedirà.
9)
Hai diritto ma non gratuito di alcolizzarti per dimenticare. La droga è un crimine, l’ alcool no.
Da disoccupato schedato forse hai il diritto di avere gratuitamente (ma non è vero) la droga di Stato (psicofarmaci) per alleviarti le sofferenze che ti impone la società che lucra sulla tua esclusione, estorsione delle tasse indirette ed estinzione.
10)
Hai il diritto gratuito di morire di vecchiaia o malattia. È gratis perché nessuno potrà più farti pagare una lira per bruciarti. Ma di te non rimarrà nemmeno la cenere.

Poi ci sono quelli che sembrano diritti ma non lo sono.

1)
Non hai diritto di non fare nulla. La Repubblica è fondata sul lavoro ed è un dovere contribuire con il proprio lavoro anche se non ti vuole nessuno e non servi a nulla (cornuti e mazziati). Art. 23) Se non farai lavori socialmente utili anche se sei laureato, in un Italia dove il lavoro serve sempre meno, ti negheranno il sussidio e ti deruberanno estorcendoti le tasse indirette.
È loro diritto per legge e queste leggi esistono perché tu, sovrano imbecille, glielo hai permesso e sei stato troppo vigliacco per revocargli la concessione. Ormai hanno preso il sopravvento e ti hanno detronizzato. Anche per questo sei disoccupato.
Ricorda! Oggigiorno neanche la schiavitù è più economicamente conveniente ma nessuno te lo dirà mai chiaramente. Ormai ci sono le “macchine” ed i paesi poveri.
Il loro scopo è temporeggiare, tenendoti buono, fino alla tua morte possibilmente senza figli (ci sono le “macchine”, siamo in troppi).
Se poi hai ancora l’illusione che il lavoro sia un diritto leggiti , “flexicurity”che cita il Prof. Sandro Trento (http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/un_punto_delleconomia/una_flexicurity_anche_in_itali.php?notifica ). Si evince che senza la flexicurity sarebbe stato normale e niente di male che decine di migliaia di giovani restassero parcheggiati in disoccupazione per lunghi anni divorati dalle tasse indirette (ma è normale, legale e quindi lecitamente morale alla faccia della solidarietà o come diceva Trilussa: “solitarietà”).
Alla fine si capisce con tristezza che succede perché non c’è più la paura di Stalin con i suoi carri armati e missili ad un passo dal confine.
2)
La comunicazione (bisogno essenziale per l’essere umano) non è un diritto. Basta provare a rivolgere la parola a qualcuno scortato da guardie del corpo.
Comunque chi può dare una risposta, che ti salverebbe la vita, non te la darà. Non si svelano gli affarucci degli amichetti.
3)
L’uguaglianza non è un diritto e non è gratuita “non contendere con il giudice: il verdetto sarà sempre a suo favore”. Notizia di cronaca di un cittadino che per aver infastidito Sgarbi in pubblico è stato allontanato e verbalizzato dalla pubblica sicurezza che gli ha detto: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro”. Se è vero, all’uguaglianza non credono neanche quelli che sono stipendiati per farla osservare.
4)
La sicurezza non è un diritto gratuito. Lo sanno bene i senza tetto che ogni tanto vengono aggrediti.
5)
La legittima difesa in pratica non è un diritto e non è gratuita. Chi dorme all’aperto non può detenere armi.
6)
La supplica in ginocchio a mani giunte non è un diritto. A molte persone dà molto fastidio perché, la richiesta indebita di rinunciare a parte dei loro privilegi, li costringe a dire di no (che è una parola proibita dalle convenzioni). Non lo fare, rovinerai il loro diritto ad un agio perfetto e dopo ti eviteranno come la peste.
7)
Non hai diritto di separarti dalla società e dallo Stato che ti hanno fregato per tutta la vita.
Anche in questo siamo come ai tempi del Re assoluto in cui il popolo era roba sua. A quei tempi solo l’anima non era del Re (che però non era neanche del popolano ma era di Dio che in compenso era affidabile, buono e generoso nell’aldilà).
L’azionista di una S.p.A. può uscire dalla società che lo deruba dei suoi dividendi portandosi via il capitale con cui era entrato a farne parte. Tu no.
Se, imbrogliato, offeso, derubato e ormai senza figli, cercherai di separarti, non ti riconosceranno mai il tuo capitale societario: la tua parte di Demanio. Tu ed i tuoi avi la pagaste e la paghi e loro ci lucrano su.
Anche se affermano che è tua, non solo non te la restituiranno mai, caro ex sovrano imbecille, ma se insisterai, con tutta probabilità i subdoli usurpatori ti faranno internare.
E non basta. Se ti rifiuterai di pagare le tasse indirette (come! Tu sei il sovrano e devi pagare le tasse?)
adducendo il diniego al fatto che ne’ la società ne’ lo Stato usurpatore, che ti dovrebbe rappresentare, ti hanno mai dato nulla in cambio, ti manderanno l’incaricato dello Stato a pignorarti quello che ti rimane.
Se cercherai di difenderti per vie gerarchiche o legali non potrai perché ti accorgerai che non esistono leggi per te (comunque, come mi è già capitato, hanno sempre ragione loro e quando l’ingiustizia è palese cominciano a farti girare in tondo giocando allo scaricabarile: l’irresponsabilità dello statale).
Se poi farai giusta resistenza (giusta ma non legale, si sa come sono gli usurpatori), ti manderanno a prendere dai loro uomini armati (che ancora paghi tu, ex sovrano imbecille e vile) che utilizzano per difendere le loro ricchezze ed introiti dicendo a tutti di servirti.
Se poi farai giusta, ma non legale, resistenza fisica, oseranno violare la tua sovrana dignità mettendoti le loro manacce addosso dicendo oltretutto a tutti che tu, il loro sovrano, hai commesso un crimine resistendogli.
Se alla fine, come tutti i sovrani, cercherai di difenderti dall’aggressione della milizia dell’usurpatore con le armi, ti uccideranno senza rimorso (la maggioranza si attacca a qualunque alibi gli venga fornito pur di non sentirsi cattiva): il mensile del loro soldo viene dalle tue tasche (e solo dalle tasche di quelli come te, pensaci!) ma glielo danno i tuoi usurpatori e loro glielo possono revocare e tu no, caro ex sovrano imbecille. Oltretutto non ti sei mai accorto che gli usurpatori li facevano giurare indirettamente a loro e non a te.
Caro ex sovrano, la storia è antica e sempre uguale sia nel piccolo che nel grande: quando deleghi il potere a qualcuno e te ne vai via per troppo tempo, quello, piano piano zitto zitto, prenderà il tuo posto, come succedeva con gli antichi feudatari, e poi, se vorrai recuperare le tue prerogative, dovrai fargli la guerra. E la dovrai vincere perché chi perde la guerra ha sempre torto e paga i danni.
Per finire non ti sei accorto che gradatamente, prima con la scusa di un sequestro nel lontano 1956 poi con l’alibi degli anni di piombo, ti hanno ormai disarmato completamente. Per toglierti anche l’idea della difesa vogliono anche dichiarare certi giocattoli (softair) “armi depotenziate”.
Poi, fare la guerra per ristabilire i propri diritti, ma a chi?
La grande invenzione dell’epoca contemporanea: la sostanziale irresponsabilità, per un gioco di leggi, dei governi a tasche piene dei soldi dei loro sovrani traditi. E se, vittima di palesi ingiustizie, ti ribelli, per il solito gioco di leggi, il traditore risulti tu (che non hai mai giurato a nessuno) (nota bene: mentre la maggioranza della P.A. deve giurare a “qualcosa”, i tuoi usurpatori non hanno mai voluto giurare a niente e nessuno e tu non te ne sei mai accorto).
Alla fine per separarsi bisognerebbe fare come il nostro vecchio Re: andare a morire in esilio chissà dove.
Al nostro vecchio Re uscente hanno riconosciuto, dicono, dei rimborsi, a te, sovrano travicello, no di sicuro.
Un altro sputo in faccia.
Caro sovrano popolano disoccupato imbrogliato e derubato, sono sessant’anni che ti prendono in giro e ti hanno appeso alle spalle la coda dell’asino che sei ma di questo, ormai, ce ne siamo accorti tutti.

Fine!

Che fatica! Troppo lungo. Alla fine tutto viene a noia. Non valeva la pena, tanto si annoieranno anche quei due gatti che lo leggeranno a metà. Oggigiorno non c’è tempo da perdere. Le notizie vanno valutate e consumate a colpo d’occhio.
Ma tanto sono disoccupato senza moglie o fidanzata, senza figli, senza un futuro perché è troppo tardi e non ho niente da fare.

Concludendo:
Perché sono inalienabili i veri diritti gratuiti garantiti? Perché nessuno li vorrebbe per sé.
Ti concedono gratis solo quello che buttano via e non mostrarti troppo ansioso di raccoglierlo perché potrebbero anche pensare di vendertelo.

Adesso capisco il perché di una frase di un americano (con tutti i loro limiti) che sosteneva che la democrazia era un meraviglioso albero che però aveva bisogno di periodiche alimentazioni di sangue.

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